Finalmente aggiudicato il servizio di assistenza specialistica per i bambini specialmente abili

Una piccola (piccolissima) buona notizia. Torno su un argomento che ho affrontato più volte. Finalmente è stato aggiudicato il servizio di assistenza specialistica per i bambini specialmente abili che frequentano le nostre scuole. Si è chiusa, venerdì scorso, la proroga del precedente affidamento che ha consentito, ad ottobre, di assicurare un’ora e mezza alla settimana per ogni bambino. Riprenderà, in attesa di alcuni passaggi amministrativi che si consumeranno nei prossimi giorni, la prossima settimana con le ditte aggiudicatarie. Si passa a tre ore e mezza settimanali per bambino. Poca, pochissima – diciamolo – infima cosa. Le risorse a disposizione, però, erano quelle e il numero dei bambini interessati è aumentato rispetto agli anni precedenti (dai circa 150 ai circa 165 di quest’anno). L’affidamento coprirà il servizio sino alla fine di quest”anno scolastico.
Nel corso dei prossimi mesi si dovrà procedere alla nuova programmazione. Tutti, proprio tutti, dobbiamo sentirci impegnati ad aumentare le risorse da destinare a questi nostri bambini.

P.S.: ringrazio per il lavoro svolto in queste ultime settimane il personale dell’ufficio di piano.

CONTRIBUTI PER CONCORSI DI IDEE E DI PROGETTAZIONE BANDITI DA ENTI LOCALI. SI PUNTA SU GIOVANI, QUALITÀ E BELLEZZA. VIA LIBERA DELLA GIUNTA REGIONALE AD UNA MISURA INSERITA IN BILANCIO.

[http://www.consiglio.puglia.it/…/Colonna—Via-libera-della…]

Via libera, ieri, da parte della Giunta, su proposta dell’Assessore alla Pianificazione Territoriale Alfonso Pisicchio, alla fase esecutiva di una misura inserita – con un mio emendamento approvato a larghissima maggioranza – nella legge di stabilità regionale 2017 (l.r. n. 40/2016, art. 23) destinata al finanziamento parziale delle spese da sostenere per l’espletamento dei concorsi di idee e di progettazione banditi da amministrazioni pubbliche pugliesi e, in generale, da qualunque soggetto tenuto al rispetto del Codice degli appalti.
I concorsi di idee e di progettazione mirano ad acquisire proposte ideative e progetti soprattutto nel settore della pianificazione territoriale, dell’urbanistica, dell’architettura e dell’ingegneria civile con il fine di migliorare la qualità delle opere di architettura e di trasformazione del territorio.
La deliberazione di oggi:
1) dà mandato al dirigente della sezione regionale “Tutela e Valorizzazione del Paesaggio” di procedere con l’avviso pubblico rivolto agli Enti locali per la presentazione di manifestazioni di interesse per l’assegnazione del contributo per l’espletamento di un concorso di idee o di progettazione;
2) approva lo schema del “Protocollo d’intesa per l’espletamento di un concorso di idee o di progettazione” tra Regione ed Ente beneficiario del contributo;
3) fissa gli indirizzi ed i criteri per la valutazione delle candidature per l’assegnazione del contributo agli Enti locali per l’espletamento dei concorsi.

Saranno ammesse a finanziamento le proposte di attivazione di concorsi di idee o di progettazione riguardanti interventi di trasformazione del territorio, quali, ad esempio, “progetti finalizzati alla riqualificazione dei paesaggi urbani di transizione tra città e campagna, progetti di architettura del paesaggio finalizzati alla riqualificazione e ricostruzione di paesaggi degradati, progetti di realizzazione di infrastrutture verdi, progetti di potenziamento della Rete Ecologica Regionale, progetti che mirino a tutelare e salvaguardare le aree di pregio naturalistico e paesaggistico presenti lungo la costa, interventi di riqualificazione ecologicamente orientata dei paesaggi costieri di recente formazione, progetti per la riqualificazione ecologica e paesaggistica di aree produttive”.

Ai fini dell’erogazione del contributo, la Regione valuterà le proposte sulla base dei seguenti criteri:
– visione, strategia e obiettivi dell’intervento da realizzare, in coerenza con le finalità elencate all’articolo 2 della LR 14/2008, con gli scenari di uno o più progetti territoriali per il paesaggio del PPTR della Puglia, nonché con i relativi obiettivi specifici;
– interventi finalizzati al recupero di opere di architettura o di spazi pubblici di particolare pregio architettonico;
– interventi finalizzati alla rigenerazione di contesti urbani periferici e marginali inseriti in documenti programmatici per la rigenerazione urbana approvati ai sensi della LR 21/2008;
– coinvolgimento dei soggetti attori e dei cittadini nella scelta della proposta progettuale da presentare;
– proposte di concorsi di progettazione in due fasi;
– caratteristiche di innovazione e di riproducibilità tali da assumere la funzione di Progetto pilota;
– premialità ai comuni con popolazione inferiore a 15000 abitanti.

Gli Enti beneficiari del contributo, con la sottoscrizione del Protocollo di intesa con la Regione, si obbligano a:
– bandire sotto la propria responsabilità il concorso di idee o di progettazione nel rispetto della normativa comunitaria, nazionale e regionale vigente;
– riservare a giovani professionisti d’età non superiore a quaranta anni e iscritti nell’albo professionale da non più di dieci anni, una quota dei rimborsi spettanti ai progetti risultati non vincitori e, nel caso di concorsi in due fasi, una quota di posti per la fase finale;
– prevedere nel bando di concorso modalità per agevolare la partecipazione per i giovani professionisti;
– rispettare il cronoprogramma concordato con la Sezione “Tutela e Valorizzazione del Paesaggio”, impegnandosi comunque a giungere alla conclusione delle procedure inerenti al concorso di idee/ progettazione entro 18 mesi dalla firma del protocollo di intesa;
– fornire informazioni alla Sezione circa l’attuazione dello stesso nonché continue e dettagliate informazioni sulla successiva fase di realizzazione dell’opera;
– raccogliere e consegnare alla Regione la documentazione pervenuta in forma cartacea e/o digitale.

Le risorse complessivamente messe a disposizione da parte della Regione ammontano a 185.000 euro.

Sono molto soddisfatto per questo significativo passo che dà seguito ad uno specifico intervento che, su mia proposta, è stato inserito nel bilancio 2017 (prevedendo anche una dotazione finanziaria per il 2018 e il 2019) e dà attuazione all’articolo 9 della legge regionale numero 14 del 2008 (“Misure a sostegno della qualità delle opere di architettura e di trasformazione del territorio”). Una legge, concepita dall’allora assessore all’Assetto del territorio Angela Barbanente e apprezzata a livello nazionale, che considera di specifico e pubblico interesse il valore architettonico di opere e di interventi di trasformazione del territorio, così da assicurare qualità dell’ambiente urbano e rurale, incentivando progettazioni di qualità, eco-sostenibili, partecipate.
Due, alla base, i motivi ispiratori:
1) rilanciare il tema della bellezza, nelle sue diverse declinazioni culturali e sociali, un obiettivo imprescindibile e una chiave fondamentale per ritrovare idee e forza necessarie per guardare con ottimismo al futuro. Cultura e bellezza sono gli elementi necessari di ogni trasformazione del nostro territorio e sono le possibili leve su cui costruire il nostro sviluppo, perché in esse si racchiudono il meglio della nostra identità e della nostra storia, e al contempo una chiave per immaginare un altro futuro.
2) Il secondo obiettivo sta nella necessità di muovere intelligenze, sensibilità e attenzioni, nonché di orientare gli investimenti, intorno a un’idea di paesaggio/comunità, sintesi di beni ambientali, storici, architettonici e artistici, di beni materiali e immateriali, di ricerca, innovazione e di sapere artigiano, di esperienza, cultura e nuove energie. In tal senso, la norma regionale di riferimento ed ora la sua attuazione punta a favorire il coinvolgimento e il contributo di idee innovative da parte dei giovani professionisti.

Tocca ora ai potenziali Enti beneficiari sapere cogliere questa opportunità offerta dalla Regione.
Ringrazio, per la determinazione e il lavoro svolto in queste ultime settimane, l’Assessore Pisicchio e il Dipartimento regionale “Mobilità, Qualità urbana, Opere pubbliche, Ecologia e Paesaggio”, in particolare la sezione “Tutela e Valorizzazione del Paesaggio”.

Sono dove sono stato eletto.

Pochi giorni fa, un giornalista di quella pattuglia di osservatori della politica regionale mi fa: 《Ti vediamo, tu che sei sul merito delle questioni e dei problemi, come un pesce fuor d’acqua in questa fase》. Il riferimento è a questi ultimi due tre mesi di, per così dire, politica politicata, intendendo così quella tutta gestita dal ceto politico guardando a se stesso in vista delle imminenti elezioni politiche. Su tutti i fronti, posizionamenti, clamori, slogan, nel tentativo (legittimo e comprensibile, sia chiaro) di darsi un profilo in vista di una candidatura o della ricerca del consenso. È come il battage pubblicitario prima del lancio di un prodotto, così che si sia riconoscibili, sugli scaffali, dai consumatori/elettori.
Aveva colto nel segno. E gli replicai che è un mio limite e che in realtà lo interpretavo, intimamente, come un complimento.
Sono dove sono stato eletto. Convinto che, qualunque sia il proprio ruolo (vale anche nella dimensione privata della nostra vita), si debba, prima di tutto, avvertire la responsabilità. Opposizione o governo che sia. Vivo e sento questa responsabilità con intensità viva, quotidianamente, profondamente. Con tutto quello che ne consegue, di buono e di brutto.

PIANO ENERGETICO REGIONALE, OCCASIONE DA NON PERDERE PER NUOVO MODELLO DI SVILUPPO SOSTENIBILE.

[http://www.consiglio.puglia.it/…/Colonna—Piano-energetico…]

Le Regioni hanno potestà regolamentare e pianificatoria in materia di produzione, trasporto e distribuzione dell’energia, con particolare riferimento alle fonti rinnovabili. In questo quadro, la Regione Puglia si è dotata dal 2007 di un Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR), strumento che contiene indirizzi e obiettivi strategici in campo energetico con un orizzonte temporale di dieci anni. L’intento, alla sua base, è di contemperare le esigenze di sviluppo economico e sociale con quelle di tutela dell’ambiente e del paesaggio e di conservazione delle risorse naturali e culturali.
Successivamente, con la legge regionale n. 25/2012, la Regione ha disposto l’aggiornamento del PEAR, anche in ragione degli obiettivi assegnati dallo Stato alla Regione Puglia con il burden sharing, vale a dire il contributo che ciascuna regione è tenuta a fornire per il raggiungimento degli obiettivi nazionali al 2020 di energia prodotta da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia.
Nel 2015, la Regione ha adottato il documento di aggiornamento e, su questo, ha aperto una fase di consultazione le cui risultanze hanno indotto la giunta regionale, nelle scorse settimane (deliberazione n. 1390/2017), a prevedere una revisione del documento di aggiornamento del PEAR per dare maggiore rilevanza alla decarbonizzazione, all’economia circolare e ai nuovi scenari di evoluzione del mix energetico.
È un’occasione importante. Non può essere mancata, perché può segnare un nuovo (o almeno aggiornato) modello di sviluppo sostenibile che promuova: a) le fonti energetiche rinnovabili; b) ricerca e innovazione tecnologica; c) condizioni per una “nuova vita” degli impianti esistenti; d) utilizzo di mezzi di trasporto clean; e) generazione di energia ad impatto zero.

Tra i possibili temi da sviluppare, mi limito a segnalarne due.

1) Fine vita. La Puglia deve prepararsi al termine del ciclo di vita degli esistenti impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, un termine segnato dall’usura, dalla scadenza delle autorizzazioni e dalla conclusione del programma di incentivi che rischia, senza un effettivo ripristino dei luoghi, di lasciare sui territori impianti inutilizzati. La sostituzione degli aerogeneratori e dei pannelli ormai vetusti con macchine di nuova generazione, più efficienti, può consentire alla Puglia di mantenere la sua posizione di assoluto rilievo nella produzione di energia pulita. Tale prospettiva, per un verso, sfrutta infrastrutture già esistenti, senza interessare e “consumare” altre aree, e, per l’altro, ottimizzando le risorse vento e sole, consente di ridurre le superfici occupate dagli impianti, con effetti positivi per il territorio. Per tutto questo, occorre definire un quadro normativo e regolamentare chiaro e semplificato che garantisca un giusto punto di equilibrio tra misure di compensazione di carattere ambientale, riduzione degli impatti sul paesaggio e l’iniziativa imprenditoriale.

2) Idrogeno. La Puglia deve puntare sull’ottimizzazione delle fonti energetiche rinnovabili. L’energia elettrica non immessa nella rete e non consumata in loco viene attualmente dispersa. Può invece essere utilizzata per produrre idrogeno, attraverso processo elettrolitico, da destinare all’autotrazione, alla generazione di energia e di calore per edifici pubblici e privati. Peraltro, la promozione di tecnologie che impiegano idrogeno consente di rafforzare quel dialogo tra il mondo della ricerca e dell’industria, chiave del successo di una economia competitiva e che potrebbe rendere la Puglia leader mondiale nel panorama della mobilità sostenibile.

Favorendo la generazione di energia da fonti rinnovabili e percorrendo le nuove frontiere ad essa correlate, la Regione potrà offrire un contributo concreto per una crescita sostenibile.

ENZO COLONNA

AGRITURISMI, COMPLETATE FINALMENTE LE PROCEDURE PER LA GESTIONE DIRETTA DELL’ELENCO DEGLI OPERATORI DA PARTE DELLA REGIONE.

La nota integrale è disponibile da qui:
http://www.consiglio.puglia.it/…/Agriturismi–Colonna—Com…

Agriturismi, Colonna: “Completate finalmente le procedure per la gestione diretta dell’elenco degli operatori da parte della Regione”

Una nota del consigliere Enzo Colonna (Noi a sinistra per la Puglia)

Con la determinazione n. 191 del 19 ottobre 2017, pubblicata nel bollettino di ieri, il dirigente della sezione regionale “Competitività delle filiere agroalimentari” ha approvato le nuove Linee Guida per l’iscrizione nell’elenco regionale degli operatori agrituristici e il modello di richiesta di iscrizione in detto elenco.

Il provvedimento dirigenziale, che dà attuazione alla deliberazione della giunta regionale n. 704 del 16 maggio scorso, completa così la riorganizzazione della materia, che più volte avevo auspicato nei mesi scorsi.

Si sblocca finalmente l’iter autorizzativo per gli agriturismi in Puglia. Sarà, infatti, la Regione a gestire direttamente, attraverso il Dipartimento Agricoltura (in particolare, la Sezione “Coordinamento dei Servizi Territoriali”), le procedure di accertamento dei requisiti per l’iscrizione nell’Elenco regionale degli operatori agrituristici, istituito con la legge regionale n. 34/1985.

Tale competenza era stata attribuita, con la legge regionale n. 42/2013, ai Comuni. Successivamente la Regione, con deliberazione di giunta del 27 giugno 2014, n. 1399, avendo riscontrato le difficoltà di molti Comuni a concludere le istruttorie finalizzate all’iscrizione nell’elenco, aveva attribuito alle Province le funzioni di “coordinamento delle attività di istruttoria e di vigilanza e controllo in capo alle Amministrazioni Comunali per il territorio di propria competenza” e il compito di istituire e tenere, in luogo della Regione, l’elenco degli operatori agrituristici.

Tuttavia, le Province non sono riuscite a svolgere adeguatamente e con tempestività queste funzioni, non disponendo di personale e risorse finanziarie sufficienti, soprattutto a seguito del loro depotenziamento determinatosi con l’entrata in vigore della c.d. “Riforma Del Rio” di riordino delle Province (legge n. 56/2014).

Tale situazione aveva determinato una sostanziale paralisi delle istruttorie in corso e, quindi, la quasi impossibilità per le nuove imprese agrituristiche di potersi iscrivere nell’elenco degli operatori, condizione necessaria sia per l’avvio dell’attività che per la candidatura a bandi e avvisi regionali.

Da più parti e anche da parte mia, era stata sollecitata un’iniziativa risolutiva da parte della Regione, al fine di non pregiudicare l’avvio delle attività di numerose imprese in un settore in forte espansione, come quello agrituristico, legato alle bellezze paesaggistiche del territorio e alla qualità delle produzioni locali, nonché capace di offrire concrete prospettive occupazionali.

Prendendo atto di tali criticità, la regione ha proceduto, prima con la deliberazione di giunta ed ora con il provvedimento dirigenziale, ad avocare alle strutture regionali l’espletamento delle procedure di accreditamento e la gestione dell’elenco degli operatori agrituristici, mettendo ordine, finalmente, in un settore che il susseguirsi di discipline nazionali e regionali aveva di fatto paralizzato. /com

Lottare contro il brutto per difendere il pessimo non è una buona prova e non lo capisco.

Capisco bene la protesta contro la brutta legge elettorale votata dal Parlamento. Non capisco, però, come si possa difendere la legge elettorale in vigore sino ad oggi. Perché c’era, sino ad oggi, una legge elettorale, con cui si sarebbe andati a votare se non fosse stata approvata la nuova. Questo dato di realtà e di informazione non è stato fornito, lo si è nascosto o si è fatto finta che non ci fosse. Ed infatti, i più non lo sapevano!
Lottare contro il brutto per difendere il pessimo non è una buona prova e non lo capisco.

P.S. 1: la legge sino ad oggi vigente, con cui si sarebbe andati a votare se non fosse stata approvata la nuova, è quella porcheria dell’Italicum, parzialmente corretto dalla Corte costituzionale. Una legge che ci avrebbe consegnato alla sicura ingovernabilità o alla logica dei “governissimi” perché riconosceva il premio di maggioranza solo al partito (singolo, non in coalizione) che avesse raggiunto almeno il 40% dei consensi. Ipotesi e obiettivo irrealizzabili per tutti i partiti. Questo avrebbe comportato che, in mancanza di un partito che avesse ottenuto da solo il 40% dei voti, il riparto dei seggi sarebbe avvenuto proporzionalmente e quindi, come ho già scritto tempo fa, avremmo assistito alla solita sceneggiata: da una parte, quelli che avrebbero fatto finta di essere costretti alle megacoalizioni (da formare dopo il voto) e, dall’altra, quelli che avrebbero fatto finta di indignarsi e si sarebbero tenuti fuori dalle megacoalizioni. Sempre la legge elettorale in vigore sino ad oggi prevedeva, inoltre, il meccanismo dei capilista bloccati, quindi zero (o poco più) possibilità di scelta dei parlamentari da parte degli elettori.

P.S. 2: la legge elettorale più chiara ed efficace che abbiamo conosciuto in Italia è stata, a mio parere, il Mattarellum: piccoli collegi (150000 abitanti circa), maggioritario (il candidato che prende più voti è eletto), una quota di parlamentari (il 25%) eletti con un sistema proporzionale puro.

UN POLO PER L’INFANZIA. DIAMOCI DA FARE.

Realizzare nuovi e innovativi poli per l’infanzia nel territorio regionale.
Questo l’obiettivo di una recente deliberazione approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’Assessore alla Formazione, Sebastiano Leo.
Il provvedimento dà seguito alle previsioni del decreto legislativo n. 65 del 13 aprile 2017 e del relativo decreto di attuazione del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca n. 637/2017, con i quali sono state definite le linee guida per la realizzazione di poli per l’infanzia innovativi, cioè di istituti che concentrino, in un unico plesso o in edifici vicini, più strutture di educazione e di istruzione per bambini e bambine fino a sei anni di età e che si caratterizzano quali laboratori permanenti di ricerca, innovazione, partecipazione e apertura al territorio condividendo servizi generali, spazi collettivi e risorse professionali, anche al fine di favorire flessibilità e diversificazione per il miglior utilizzo delle risorse.
Le Regioni dovranno selezionare alcuni interventi da realizzare sul proprio territorio. Il MIUR bandirà successivamente un concorso di idee per l’individuazione di soluzioni progettuali relative agli interventi selezionati dalle Regioni, che saranno valutate da una commissione nazionale di esperti.
Alla Regione Puglia sono state assegnate risorse per oltre 9 milioni e mezzo di euro da destinare a questi interventi. La delibera di Giunta recentemente approvata adotta indirizzi e criteri per acquisire e selezionare le manifestazioni di interesse dei Comuni pugliesi.
La costruzione degli edifici da destinare a poli per l’infanzia a gestione pubblica, sarà curata dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e resteranno di proprietà dello stesso Istituto, che destinerà alla misura 150 milioni di euro per il triennio 2018-2020 (comprensivi delle risorse per l’acquisizione delle aree); lo Stato si farà carico di corrispondere i relativi canoni di locazione nella misura di 4 milioni e mezzo di euro a partire dal 2019.
I Comuni proprietari delle aree oggetto di intervento potranno affidare i successivi livelli di progettazione ai soggetti individuati a seguito del concorso di idee bandito dal ministero, un’efficace strumento di partecipazione, specie per giovani professionisti, previsto dal Codice degli appalti (decreto legislativo n. 50/2016).
Le manifestazioni di interesse devono riguardare esclusivamente la costruzione di un nuovo immobile da destinare a scuola-polo per l’infanzia, eventualmente anche dopo la demolizione di un edificio già esistente, di cui si farà carico lo stesso Comune. Saranno inoltre a carico dei Comuni le spese per indagini preliminari, progettazione; arredi, allestimenti e attrezzature per la didattica, eventuale demolizione dei fabbricati, bonifica dell’area e le spese per l’eventuale collocazione temporanea degli alunni in altre strutture durante i lavori.
Le manifestazioni di interesse avanzate dai Comuni dovranno essere accompagnate da una idea progettuale e presentate secondo le modalità ed entro i termini che saranno stabiliti nell’avviso pubblico di prossima pubblicazione. Saranno valutate secondo una serie di criteri tra cui: il numero di bambini interessati, la previsione di accorpamento o aggregazione di più sedi scolastiche autonome, la realizzazione di strutture fruibili dalla popolazione extrascolastica e aperte a tutto il territorio di riferimento (ad esempio ludoteche, palestre, auditorium, piscine, parco giochi, laboratori di creatività), la polifunzionalità degli spazi, la realizzazione secondo i principi dell’edilizia sostenibile.

Limitandomi ad Altamura – i cui bisogni, per ovvie ragioni, conosco meglio – si potrebbe lavorare per un’idea progettuale che interessi, ad esempio:
– o il quartiere Trentacapilli/Lama di Cervo, in cui è presente un’area di circa 25.000 metri quadrati già di proprietà del Comune e destinata proprio a servizi di quartiere (ovviamente, utilizzando per ora una parte della superficie e riservando il resto ad un ulteriore futuro sviluppo, con la realizzazione di scuola elementare e media, di un unico polo dell’istruzione, della cultura e dello sport per i bambini da 0 a 13 anni);
– o per affrontare le difficoltà della scuola per l’infanzia “Piazza De Napoli” dell’Istituto comprensivo San Giovanni Bosco/Tommaso Fiore, che è ospitata in un corpo di fabbrica separato dalla scuola elemantare e per il quale si potrebbe proporre la sua integrale demolizione e successiva nuova costruzione con tutti i servzi annessi.
Di questa opportunità, ho avuto modo di parlare con il Commissario Prefettizio e il Dirigente comunale competente. Sono disponibile ad affrontare la questione con i gruppi consiliari.
Insomma, diamoci da fare.

Enzo Colonna

SULLA CANNABIS AD USO TERAPEUTICO, LA REGIONE PROCEDA AUTONOMAMENTE.

[http://www.consiglio.puglia.it/…/Colonna—Sulla-cannabis-a…]

È certamente un passo in avanti l’approvazione nei giorni scorsi, da parte della Camera dei Deputati, della proposta di legge in materia di coltivazione e somministrazione della cannabis a uso medico. Ora il provvedimento passa all’esame del Senato. Il testo, però, lascia irrisolti alcuni importanti nodi e non è chiaro se possa essere licenziato in via definitiva entro la fine della legislatura.
Le procedure parlamentari e i tempi della politica italiana non sono compatibili con i tempi delle tante persone affette da patologie (neurodegenerative, neurologiche, oncologiche), che potrebbero trarre giovamento dalla cannabis. Ogni giorno che passa, infatti, è una sofferenza non affrontata. Ogni indugio è violazione, per tantissimi pazienti, del diritto alla cura, ad un’efficace terapia del dolore, al trattamento degli effetti collaterali negativi di terapie farmacologiche, con sostanze e principi attivi sulla cui utilità la scienza non nutre ormai più alcun dubbio.
Il problema reale, infatti, è che la coltivazione della cannabis ad uso terapeutico, la sua preparazione e distribuzione alle farmacie sono strettamente controllate dallo Stato. L’unico centro autorizzato da Aifa e Ministero della Salute alla produzione di cannabis resta lo stabilimento chimico-farmaceutico militare di Firenze, che assicura una disponibilità estremamente limitata, del tutto insufficiente a far fronte alle tante richieste che provengono da tutta Italia.
Tutto questo è divenuto assolutamente insostenibile.
La giunta regionale ha predisposto, quasi un anno fa, un disegno di legge che va proprio nella direzione di avviare un progetto pilota per la coltivazione, produzione e distribuzione regionale di sostanze di origine vegetale a base di cannabis per finalità terapeutiche. È indispensabile procedere con decisione in questa direzione, sul solco già tracciato con la legge regionale n. 12 del 12 febbraio 2014 rimasta in gran parte inattuata.
Per questo ho apprezzato la posizione espressa dal Presidente Emiliano che, nelle scorse settimane, aveva annunciato l’intenzione di procedere autonomamente, come regione, nella produzione di cannabis. Per questo, visti i ritardi e le incertezze accumulati a livello statale, gli chiedo di rompere gli indugi, di prendere l’iniziativa e passare all’azione.
Le malattie e le sofferenze delle persone non aspettano. Alle Istituzioni, a tutti i livelli, tocca il dovere della risposta, concreta ed efficace, alla domanda di cura delle persone.

POSSIBILE NUOVA REGOLAMENTAZIONE PER SUPERARE IRRAGIONEVOLI RESTRIZIONI ALLE ATTIVITÀ SPORTIVE E RICREATIVE NEL PARCO DELL’ALTA MURGIA.

Si sta ultimando un ulteriore aggiornamento del Regolamento del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, che dovrà essere approvato, in via definitiva, dal Ministero dell’Ambiente. In questa fase, dunque, sarà possibile rimodulare la disciplina delle attività sportive e ricreative nel parco, che è parte integrante di detto regolamento.
È quanto emerso dall’audizione svolta in V Commissione consiliare regionale, da me richiesta, del Direttore dell’Ente Parco, Fabio Modesti, dell’Assessore alla Pianificazione Territoriale, Alfonso Pisicchio, oltre che di numerosi rappresentanti di associazioni agricole, sportive e di promozione ambientale.
Da alcuni mesi ho posto la questione delle eccessive restrizioni alle attività sportive e ricreative nell’area protetta (quali, ad esempio, quelle escursionistiche, le manifestazioni e i tornei sportivi) previste appunto dal Regolamento del Parco, approvato un anno e mezzo fa, e ulteriormente inasprite con un provvedimento dirigenziale dello stesso ente adottato lo scorso aprile.
Tale regolamentazione ha suscitato forti e giustificate perplessità tra cittadini e realtà di base (tra cui diverse associazioni sportive) impegnate nell’organizzazione di eventi legati al territorio. Prevede, infatti, che nelle zone ‘A’ del parco “sono vietate” tutte le “manifestazioni sportive e ludico-ricreative”, nonché tutte le “attività sportive, folcloristiche, propagandistiche, culturali, promozionali e simili”. È solo consentito praticare le attività di escursionismo, mountain bike e a cavallo “fino ad un numero di partecipanti di 25, se a piedi, 15, se in bicicletta, 10, se a cavallo, distanziati di almeno mezz’ora, previa comunicazione all’Ente e al Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del Corpo Forestale, e fino ad un massimo di quattro gruppi al giorno per le attività in bici ed a cavallo”. Nelle altre zone, le manifestazioni sportive in mountain bike sono possibili solo con “un numero di partecipanti non superiore a 100 unità” in zona B e non superiore “alle 300 unità in zona C e D”; si sancisce inoltre l’obbligo di conseguire preventivamente l’autorizzazione dell’Ente Parco qualora le manifestazioni o gare abbiano un numero di partecipanti superiore a 25, se a piedi, a 15, se in bicicletta, a 10, se a cavallo.
Tali limitazioni alla fruizione del territorio del Parco (che si estende per circa 68.000 ettari) appaiono irragionevoli e paradossali, se solo si considera che circa un terzo della sua superficie è occupato da ben 6 strutture militari (5 poligoni e un deposito) e quindi interessato da esercitazioni a fuoco e dal passaggio di automezzi pesanti. Tali misure, inoltre, potrebbero dissuadere gruppi organizzati di turisti ed escursionisti dal frequentare il territorio del Parco, con effetti negativi sul turismo e sull’economia della zona.
Interessante e proficuo è stato il confronto in Commissione. Da parte dell’Ente Parco è giunta la disponibilità, in tempi brevi e con un percorso condiviso con le realtà del territorio, a rivedere tale disciplina (stante l’aggiornamento in corso del Regolamento del Parco) e, quindi, a pervenire ad una regolamentazione delle attività sportive ed escursionistiche che meglio riesca contemperare le esigenze di tutela e di fruizione dell’area protetta. Da parte sua, l’Assessore Pisicchio si è impegnato a condividere gli esiti di questo lavoro prima del parere che la Regione dovrà esprimere sulle modifiche apportate al Regolamento. Una traccia di lavoro potrebbe essere quella di garantire un approccio più concreto, di sostanza, alle esigenze di tutela dell’ecosistema e della fauna, limitandosi ad individuare la sentieristica praticabile e i periodi dell’anno in cui è possibile tenere manifestazioni e gare sportive, eliminando, invece, i limiti riferiti al numero dei partecipanti. In tale direzione, peraltro, depongono le esperienze e le discipline di numerosi altri parchi nazionali italiani.
Ringrazio i rappresentanti istituzionali e delle associazioni che sono intervenuti per il contributo fornito. Ringrazio altresì, per l’attenzione dedicata al tema, il Presidente Mauro Vizzino e i componenti della V Commissione.