Stamattina verifica diretta. Questo sarà l’ambulatorio dell’Ospedale “Perinei” dedicato ai bambini nelle giornate di sabato, domenica, nei prefestivi e festivi, dalle ore 8 alle 20 (progetto SCAP). Si trova nell’androne, superato il varco di ingresso, immediatamente a destra.

Qui, la nota di ieri in cui spiego meglio di cosa si tratta.

PROGETTO SCAP: DAL PROSSIMO FINE SETTIMANA ATTIVI NEL BARESE, TRA CUI QUELLO DELL’OSPEDALE DELLA MURGIA, GLI AMBULATORI DEDICATI AI BAMBINI.

Dal prossimo fine settimana, la ASL di Bari darà avvio al servizio di consulenza ambulatoriale pediatrica (SCAP), che interesserà sette strutture ospedaliere del barese (Murgia, San Paolo, Giovanni XXIII, Monopoli, Corato, Molfetta, Bitonto). In tutta la regione sono 23 gli ospedali coinvolti nel progetto.
Si dà così piena attuazione a questa importante iniziativa della Giunta regionale (adottata con la deliberazione n. 129 del 7 febbraio scorso), che avevo salutato con estremo favore.
Tale servizio garantirà prestazioni ambulatoriali appropriate a favore dei piccoli pazienti a bassa priorità che accedono al Pronto Soccorso (i cosiddetti codici bianco e verde) nelle giornate di sabato, domenica, nei prefestivi e festivi, dalle ore 8 alle 20. Nei casi più gravi, i bambini saranno trasferiti e trattati presso le ordinarie strutture di emergenza, evitando le attese.
Per tale servizio, la ASL Bari ha selezionato, a seguito di avviso pubblico pubblicato lo scorso giugno, ottanta pediatri. Analogamente si è proceduto ad individuare, con adesioni su base volontaria, infermieri e altre figure professionali specifiche (puericultrici o vigilatrici di infanzia).
Il servizio reso dall’equipe si configurerà come un’attività libero-professionale. Il personale impegnato rilascerà quindi fattura e sarà compensato dalla ASL sulla base delle ore di servizio effettivamente prestate. Non ci sarà, però, un aggravio di costi per il sistema sanitario regionale, in quanto le risorse necessarie rientrano nelle somme già previste dagli accordi integrativi con i pediatri ma non utilizzate.
Anche per l’Ospedale della Murgia “Fabio Perinei” si comincia nel prossimo fine settimana, dal 2 dicembre. Il servizio verrà svolto in ambienti dedicati, a piano terra, con accesso dall’androne principale, a pochissima distanza dalle strutture del Pronto Soccorso. I vertici sanitari e amministrativi mi hanno confermato stamane che sono pronti gli ambienti, i collegamenti di rete e disponibili gli arredi. In queste ore si sta completando la definizione dei turni dei professionisti coinvolti.
Ricordo che negli ospedali della ASL BAT, dove è stato avviato in via sperimentale negli anni scorsi, il servizio ha determinato un significativo miglioramento della gestione pediatrica nei Pronto Soccorso. Solo nel 2015, nei cinque ospedali in cui era attivo il progetto, ci sono stati oltre 20 mila accessi al servizio di consulenza ambulatoriale pediatrica. Solo alcune centinaia sono stati i casi che hanno reso necessario il trasferimento alle strutture di emergenza del Pronto Soccorso. Questo ha determinato una diminuzione dei ricoveri ospedalieri del 18 per cento, mentre gli accessi totali dei codici bianchi in Pronto Soccorso (nelle ore di funzionamento del servizio SCAP) sono stati quasi azzerati.
Questo progetto è un segnale molto positivo per la sanità pugliese che, opportunamente, va nella direzione di definire servizi appropriati e più vicini al profilo, alle esigenze e alle aspettative dei pazienti e, contestualmente, di rendere più efficienti strutture e risorse pubbliche, alleggerendo il carico di lavoro e la pressione dei Pronto Soccorso, particolarmente avvertiti in realtà come appunto l’Ospedale della Murgia.

6 AVVISI REGIONALI E OLTRE 5 MILIONI DI EURO PER LO SPORT PUGLIESE. LE ASSOCIAZIONI SPORTIVE DEL TERRITORIO SI FACCIANO AVANTI. LA SCADENZA FISSATA AL 21 DICEMBRE 2017.

Nei giorni scorsi, la Giunta Regionale, su proposta dell’Assessore Raffaele Piemontese, ha approvato il Programma Operativo 2017 e sei Avvisi pubblici:
1) Realizzazione di iniziative progettuali strategiche sulle politiche regionali
2) Incentivi alla promozione del turismo sportivo attraverso manifestazioni ed eventi sportivi di rilievo regionale, nazionale e internazionale
3) Sostegno alle eccellenze sportive pugliesi
4) Sostegno alla qualificazione e innovazione del sistema associativo sportivo a livello regionale
5) Concessione di contributi per adeguamento degli impianti sportivi comunali
6) Acquisto attrezzature tecnico-sportive

Tutte le informazioni e gli avvisi sono disponibili al segunte link:
https://goo.gl/oYDjiY

IMPORTANTE: possono inoltrare domanda di contributo i Soggetti beneficiari che risultano regolarmente iscritti nella sezione “Contributi economici” del portale www.pugliasportiva.it (per la guida illustrativa per l’accesso alla scheda di iscrizione, v. qui: https://goo.gl/Sx6XAj)

SCADENZE: le istanze dovranno essere trasmesse esclusivamente a mezzo PEC, entro e non oltre il 21 dicembre 2017, da una casella PEC valida relativamente agli AVVISI 1, 2, 3, 4, 6.
La scadenza per la presentazione delle istanze relative alla concessione di contributi per adeguamento degli impianti sportivi comunali (AVVISO 5) è fissata a 60 giorni dalla pubblicazione sul BURP.

ALTAMURA, QUESTA MATTINA, SOTTO ATTACCO DI UN GRUPPO CRIMINALE ARMATO E PERICOLOSO. NECESSARIO IMMEDIATO POTENZIAMENTO DEL SERVIZIO DI PRONTO INTERVENTO DEI CARABINIERI.

Nelle prime ore di questa mattina Altamura è stata letteralmente attaccata da un gruppo criminale, armato e pericoloso. Prima, verso le 4, due auto incendiate nel parcheggio dell’Ospedale Perinei tra Altamura e Gravina, molto probabilmente un’azione diversiva. Poi l’assalto ad almeno due esercizi commerciali nel centro cittadino.
L’unica pattuglia del Nucleo Operativo Radiomobile della locale Compagnia dei Carabinieri è intervenuta prima presso l’ospedale e poi rapidamente in centro ed è riuscita ad intercettare il gruppo criminale, composto da numerosi soggetti, mentre prendeva d’assalto il secondo consecutivo esercizio commerciale, la seconda gioielleria. I malavitosi, senza scrupoli e indugi, hanno fatto fuoco. Ne sono seguiti una sparatoria, strade bloccate dalle auto dei criminali, un inseguimento nel pieno centro cittadino. I criminali hanno poi abbandonato le auto utilizzate, con i segni di colpi da arma da fuoco, sulla statale 99.
La Città è tramortita, questa mattina. Lunga è la serie, recente, di rapine e atti criminali ai danni di attività commerciali e produttive e di cittadini. Quest’ultimo episodio, però, ha impressionato per intensità, pericolosità, organizzazione criminale.
Un dato è certo e si conferma da anni, purtroppo ancora una volta. Il personale e i mezzi impegnati sul fronte della sicurezza pubblica ad Altamura (una città con oltre 70.000 abitanti, vasta e articolata nel suo sviluppo) sono assolutamente sottodimensionati.
Da sempre assenti almeno un distaccamento della Polizia di Stato e il servizio notturno della Polizia locale, non è tollerabile che il servizio di Pronto Intervento dei Carabinieri (il 112), la Radiomobile, sia retto in tutto da una decina di unità di personale (di cui due, peraltro, in convalescenza da alcune settimane per i postumi di un incidente verificatosi durante il servizio) che copre i turni dell’intero arco della giornata e, con una sola pattuglia a turno quindi, tutto il territorio di competenza della Compagnia di Altamura (quindi anche Gravina, Santeramo, Cassano).
Il primo segnale di risposta da parte dello Stato a questi attacchi criminali – che generano ansia, preoccupazione e incertezza nei cittadini e operatori economici del territorio – dovrebbe essere il potenziamento del servizio di Pronto Intervento dei Carabinieri così da garantire almeno la presenza costante e contestuale di due pattuglie. Mi auguro che questo segnale concreto arrivi rapidamente, senza indugi.
Ai carabinieri e al personale degli istituti di vigilanza privati intervenuti questa notte, facendo il loro dovere e mettendo a rischio la propria vita, il mio ringraziamento. Ai cittadini e agli operatori commerciali vittime degli assalti criminali, la mia solidarietà e l’incoraggiamento a proseguire.

“PUGLIA KM 0”: APPROVATA ALL’UNANIMITÀ IN IV COMMISSIONE PROPOSTA DI LEGGE PER PROMUOVERE E VALORIZZARE PRODOTTI AGROALIMENTARI DI QUALITÀ DELLA FILIERA CORTA.

Approvata all’unanimità dalla IV Commissione consiliare, presieduta da Donato Pentassuglia, la proposta di legge, da me presentata, che punta a valorizzare e promuovere i prodotti agricoli e agroalimentari “a chilometro zero”, istituendo anche un apposito segno distintivo.
Una articolata proposta presentata circa sei mesi fa, dopo una lunga fase di elaborazione e a seguito di una proficua interlocuzione con organizzazioni del mondo agricolo, in particolare con la Coldiretti Puglia che ringrazio per gli argomenti e gli spunti di riflessione forniti.
Nel corso della seduta di oggi sono state completate le audizioni che avevo chiesto al fine di favorire un ampio coinvolgimento dei soggetti interessati. Dopo aver ascoltato nella precedente seduta le organizzazioni del settore del commercio (Confcommercio, Confesercenti), l’audizione odierna ha visto la partecipazione del Presidente di ANCI Puglia, Sindaco Domenico Vitto, nonchè dei rappresentanti regionali di Coldiretti e CIA.
Tutti i soggetti auditi hanno manifestato grande attenzione e pieno sostegno all’iniziativa legislativa, come pure tale sostegno si è registrato da parte di tutti i rappresentanti in commissione dei gruppi consiliari, sia di maggioranza che di minoranza, che ringrazio per aver consentito di concludere positivamente e in tempi contenuti l’esame del testo.
Ai lavori della commissione hanno preso parte anche gli Assessori allo Sviluppo Economico, Michele Mazzarano, e all’Agricoltura, Leo Di Gioia, che hanno confermato il supporto del Governo regionale a questa proposta.
L’obiettivo dell’intervento normativo è, per un verso, quello di valorizzare e promuovere le produzioni di qualità e a basso impatto ambientale e, per l’altro, di promuovere la loro diffusione e commercializzazione, favorendo altresì la vendita diretta da parte degli stessi produttori agricoli.
Negli ultimi decenni si sono consolidate le cosiddette “filiere lunghe”, modalità di distribuzione dominate da imprese di grandi dimensioni che operano su mercati globali. Tale processo ha condotto all’omologazione delle colture agricole, all’impoverimento della diversità biologica e culturale, nonché di gusti e consumi, e all’incremento dei costi ambientali (dovuto ai molteplici passaggi intermedi della distribuzione). Ha inoltre decisamente ridimensionato la possibilità per il cittadino-consumatore di esercitare un effettivo controllo sull’origine e sulle modalità di produzione di ciò che acquista e consuma.
Tuttavia, in anni recenti, numerose iniziative hanno cercato di ricondurre i prodotti agroalimentari al loro luogo di origine e di restituire visibilità e dignità al lavoro dei produttori, secondo un modello di «filiera corta», radicata cioè nel territorio in cui il prodotto è coltivato e quindi legata alle sue risorse naturali, culturali e sociali. Un approccio che consente anche di salvaguardare l’ambiente. Si stima infatti che un pasto medio percorre oltre 1.900 chilometri su camion, navi o aerei prima di arrivare sulla tavola. Consumare prodotti di filiera corta, originari del territorio e quindi a «chilometro zero», significa ridurre considerevolmente le emissioni in atmosfera di gas nocivi (in termini di emissioni annue una tonnellata di anidride carbonica per famiglia), i numerosi passaggi di imballaggio e confezionamento, oltre che promuovere modelli virtuosi ed ecocompatibili di sviluppo economico.
La proposta di legge regionale punta a valorizzare nel territorio regionale i prodotti agricoli e agroalimentari «a chilometro zero», ossia quelli che soddisfano congiuntamente requisiti di sostenibilità ambientale (meno di 25 kg di anidride carbonica equivalente per tonnellata prodotta per il trasporto dal luogo di produzione a quello presumibile di consumo) e di qualità alimentare (prodotti di qualità certificata, di aree protette, di risorse genetiche autoctone, a marchio collettivo, ecc.), promuovendone l’acquisto e il consumo da parte delle pubbliche amministrazioni e da operatori commerciali privati, garantendo ai consumatori una informazione trasparente, puntuale ed efficace in ordine alla tracciabilità dei prodotti.
Diversi gli interventi previsti:
– disposizioni per favorire l’utilizzo di prodotti a “Km 0” nell’ambito dei servizi di ristorazione collettiva e nelle forniture di prodotti alimentari gestiti da enti pubblici;
– disciplina della vendita diretta da parte dei produttori;
– disposizioni in ordine alla diffusione e commercializzazione di tali prodotti, con la previsione di incentivi a favore degli operatori del settore della ristorazione, della ricettività e della distribuzione che assicurino soglie minime di prodotti a “Km 0”;
– previsioni indirizzate ai Comuni nella programmazione dei mercati finalizzate a riservare una quota di posteggi per la vendita diretta e la vendita di prodotti a “Km 0”;
– creazione di un marchio «Puglia Km 0», un segno distintivo destinato a certificare la provenienza dei prodotti oltre che delle attività che ne fanno uso;
– disposizioni dirette a garantire ai cittadini, anche attraverso una specifica sezione del portale web della regione, le informazioni sulle iniziative regionali di promozione dei prodotti a “Km 0” e l’elenco delle imprese che assicurano la vendita o l’utilizzo di tali prodotti.
Con tali misure si intende sostenere sul territorio regionale nuovi modelli di distribuzione e vendita, valorizzando il lavoro delle piccole e medie imprese agricole, per lo più a conduzione familiare.
Ora la proposta dovrà essere esaminata dall’aula. Auspico il sostegno di tutti i gruppi consiliari così come è avvenuto in commissione. Sarà importante, inoltre, in sede di definizione del bilancio di previsione, individuare risorse che garantiscano una adeguata e necessaria dotazione finanziaria a supporto delle misure contemplate dalla proposta di legge.

ENZO COLONNA

P.S.:
Per il testo della proposta di legge e per seguirne l’iter, dal seguente link:
http://www5.consiglio.puglia.it/…/296A65C0369D43F5C12581390…

Chi vuole e può, mi faccia pervenire osservazioni. Grazie.

POLI INNOVATIVI PER L’INFANZIA: OTTIMA POSIZIONE IN GRADUATORIA PER IL PROGETTO DI ALTAMURA NEL QUARTIERE DI TRENTACAPILLI.

Bellissima notizia per Altamura. Non è ancora finita, ma la prospettiva di realizzare un Polo innovativo per l’Infanzia a Trentacapilli diventa concreta.

POLI INNOVATIVI PER L’INFANZIA: OTTIMA POSIZIONE IN GRADUATORIA PER IL PROGETTO DI ALTAMURA NEL QUARTIERE DI TRENTACAPILLI.

[http://www.consiglio.puglia.it/…/Poli-innovativi-per-l-infa…]

La prospettiva di realizzare un Polo innovativo per l’infanzia nel quartiere Trentacapilli di Altamura diventa concreta. La candidatura di Altamura all’avviso regionale, adottato lo scorso 10 ottobre, finalizzato a selezionare idee progettuali di Poli innovativi per l’infanzia nel territorio pugliese, si è classificata al secondo posto nella graduatoria finale, dopo quella di Bari.
La posizione raggiunta in graduatoria fa ben sperare sull’ammissione finale al finanziamento dell’intervento.
Tempestivo e puntuale è stato il lavoro svolto negli ultimi mesi dalla struttura dell’Assessorato all’Istruzione e dall’Assessore Sebastiano Leo, che ringrazio. La Puglia è stata la prima regione ad attivarsi procedendo a selezionare gli interventi attraverso un avviso pubblico rivolto ai comuni.
Quello di Altamura è un importante risultato, frutto della collaborazione, a vari livelli, tra comunità e istituzioni.
Sin dall’avvio della procedura regionale di selezione, ho sottolineato come questa fosse l’occasione giusta per porre nuovamente all’attenzione collettiva la “questione” del quartiere Trentacapilli di Altamura. Un’estesa zona di espansione, densamente popolata (circa 6 mila persone, soprattutto coppie giovani con bambini), ma del tutto sprovvista di servizi fondamentali per i residenti, costretti, ad esempio, ad oltrepassare quotidianamente la Statale 96 (che separa il quartiere dal resto della Città) per raggiungere strutture scolastiche ed educative per i bambini.
Per questo, diverse settimane fa, ho sollecitato il Comune di Altamura a presentare la candidatura del quartiere Trentacapilli come sede di un Polo innovativo per l’infanzia. L’iniziativa, fortemente sostenuta dagli abitanti del quartiere (anche in un partecipato dibattito pubblico tenuto presso la parrocchia Ss. Redentore organizzato con don Nunzio Falcicchio), è stata successivamente tradotta in una formale candidatura da parte del Comune.
In sintesi, la candidatura altamurana interessa una parte (circa 5 mila metri quadrati) di una vasta area di proprietà pubblica (circa 24 mila metri quadrati) situata nel cuore del quartiere, destinata dal piano regolatore a servizi. Propone la realizzazione di un polo didattico destinato ad offrire servizi educativi e ricreativi e a fungere da “Civic Center”, cioè da catalizzatore non solo per i residenti del quartiere ma anche per quelli dell’intero territorio comunale. L’intervento proposto sarebbe realizzato secondo i principi dell’edilizia sostenibile e criteri bioclimatici, in modo da rendere le strutture autosufficienti sotto il profilo del consumo energetico.
Il Polo didattico proposto contempla scuole per l’infanzia, nido e micronido, sezioni primavera e servizi integrativi. Si propone, in particolare, la realizzazione di:
– sette sezioni/aule destinate alle attività scolastiche per circa 170 bambini;
– strutture per attività extrascolastiche (quali palestra, laboratori tematici, parco giochi, piscina, auditorium, biblioteca, orto botanico, area verde, teatro all’aperto, laboratorio di manualità e creatività, servizio di ascolto e counseling per bambini e famiglie, ludoteca, ecc.) per un bacino di utenza stimato in circa 1000 bambini.
Il costo dell’intervento è quantificato in 4 milioni e 150 mila euro; circa 780 mila euro il valore stimato dell’area interessata.
Secondo le previsioni dei tecnici comunali, l’opera consentirebbe di accorpare 6 sedi di strutture educative e 16 sedi per servizi integrativi, nonché di tagliare i fitti passivi per strutture private attualmente in locazione.
In considerazione delle risorse statali riservate alla Puglia per questa misura (circa 9 milioni e mezzo di euro) probabilmente sarà necessario rimodulare la proposta di Altamura per consentire una migliore distribuzione delle risorse disponibili tra gli interventi collocati ai primi posti in graduatoria.
Successivamente la Regione segnalerà gli interventi selezionati, massimo tre, al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca che, attraverso un concorso a procedura aperta, individuerà le relative soluzioni progettuali.
La costruzione degli immobili sarà curata dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), che ne resterà proprietario e a cui lo Stato corrisponderà i relativi canoni di locazione. I comuni, invece, si dovranno far carico dei costi per indagini preliminari, progettazione, arredi, allestimenti e attrezzature.
Ringrazio, per il lavoro svolto, i tecnici del Comune di Altamura (in particolare, il dirigente Giovanni Buonamassa e le funzionarie Anna Giordano e Lia Picerno), i dirigenti scolastici che hanno supportato l’iniziativa, la commissaria prefettizia dott.ssa Rachele Grandolfo che, cogliendo la mia sollecitazione, ha avviato l’iter amministrativo, la giunta comunale e i consiglieri tutti, di maggioranza e minoranza, che hanno aderito alla proposta.
Soprattutto ringrazio, per la partecipazione e il sostegno, i cittadini residenti nel quartiere Trentacapilli.

EVVIVA. ALLA SCUOLA MEDIA OTTAVIO SERENA DI ALTAMURA DUE MILIONI E MEZZO DALLA REGIONE PER LA RISTRUTTURAZIONE E L’ADEGUAMENTO SISMICO.

Sono oggi ufficiali gli esiti dell’Avviso Pubblico per la “selezione degli interventi di messa in sicurezza sismica degli edifici strategici e rilevanti pubblici ubicati nelle aree maggiormente a rischio”, adottato dalla Giunta regionale il 4 luglio 2017 (deliberazione n. 1102), che metteva a disposizione 27.500.000 di euro,
Con la determinazione dirigenziale n. 318 della Sezione regionale “Difesa del suolo e Rischio sismico” firmata ieri, 22 novembre, è stata adottata la graduatoria degli interventi ammessi a finanziamento a seguito della valutazione effettuata da un’apposita commissione regionale.
Sono sedici in tutto gli interventi finanziati.
Altamura, che ha presentato la sua candidatura nell’ottobre scorso, si è collocata al quindicesimo posto. Ottiene l’importo più alto di finanziamento, assieme al Comune di Lucera: 2.500.000 euro.
Dei sedici enti locali beneficiaari, quattordici sono del foggiano, uno del barese (appunto Altamura) e uno del tarantino (Castellaneta).

Un grande risultato che risolve un problema in attesa di soluzione da molti anni, di cui mi ero occupato anche in passato nella veste di consigliere comunale.
Sento di ringraziare, per il prezioso lavoro svolto, la Commissaria Prefettizia Rachele Grandolfo e tutta la struttura del Settore “lavori pubblici” del Comune (in particolare, il dirigente architetto Buonamassa e la responsabile del procedimento architetto Anna Giordano).

Lo ripeto da una vita. Se ci sono progetti, se c’è programmazione, se c’è lavoro, i risultati arrivano. Prima o poi.
Andiamo avanti.

Puglia, Piano Casa prorogato al 31 dicembre 2018

Edilportale.com sul lavoro di ieri in consiglio regionale: la legge di proroga piano casa (primo firmatario il collega Fabiano Amati, con un mio emendamento su recupero sottotetti, seminterrati e interrati) e la legge di riordino e semplificazione in materia di titoli autorizzativi e abbattimento barriere architettoniche, di cui ero primo firmatario.

http://www.edilportale.com/news/2017/11/normativa/puglia-piano-casa-prorogato-al-31-dicembre-2018_61132_15.html

Puglia, Piano Casa prorogato al 31 dicembre 2018

di Rossella Calabrese
22/11/2017 – È stato prorogato al 31 dicembre del 2018 il termine per la presentazione delle istanze relative al Piano Casa, che riconosce premi pari al 20% della volumetria esistente (comunque per non oltre 300 metri cubi) nel caso di ampliamenti e del 35% nel caso di demolizione e ricostruzione, a condizione che gli interventi siano realizzati secondo precisi criteri di edilizia sostenibile.

Il Consiglio regionale pugliese ha approvato all’unanimità la proposta di legge di modifica del Piano Casa (“Misure straordinarie ed urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale” LR 14/2009).

In particolare, la norma, oltre a prorogare il termine di applicabilità delle misure a tutto il 2018, ammette al beneficio dei premi volumetrici gli interventi che riguardino edifici esistenti alla data del 1° agosto 2017.

Modificato anche il comma 3 della legge 14/2009 nella parte riguardante gli interventi di ricostruzione con riferimento alle altezze massime, alle distanze ed alle sagome planimetriche.

Ulteriore novità è costituita dalla possibilità concessa ai proprietari di immobili di realizzare impianti fotovoltaici sugli edifici rientrati nella zona territoriale di “tipo A”, alle stesse condizioni strutturali previste dalla legislazione regionale.

Approvato, inoltre, un emendamento del capogruppo Noi a Sinistra Enzo Colonna, con il quale è stata prorogata anche l’efficacia delle misure previste dalla LR 33/2007 che disciplina gli interventi finalizzati al recupero delle volumetrie dei sottotetti (ad uso residenziale), nonché di porticati e locali seminterrati (residenziale, terziario e/o commerciale) e interrati (terziario e/o commerciale). Tali interventi saranno possibili infatti sugli edifici legittimamente realizzati al 30 giugno 2017 (anziché 30 giugno 2016, come precedentemente previsto).

Inoltre, al fine di coordinare il quadro normativo regionale e nazionale, l’emendamento approvato rende possibile recuperare i locali seminterrati e interrati al fine di destinarli, oltre che a uso terziario e/o commerciale (come sinora previsto), anche a usi strettamente connessi con le residenze, compresi gli esercizi di vicinato, i laboratori per arti e mestieri e per imprese artigianedirette alla prestazione di servizi connessi alla cura della persona, alla manutenzione dei beni di consumo durevoli o degli edifici, alla produzione di beni di natura artistica, con l’esclusione delle attività rumorose, inquinanti o comunque moleste.

Si tratta – spiega Colonna – di misure a sostegno del comparto edilizio, che non comportano ulteriore consumo di suolo, anzi rigenerano il patrimonio edilizio esistente, migliorano la qualità architettonica, la sostenibilità ambientale, l’efficienza sul piano dei consumi (energia, acqua, gas ecc.). Misure che, nell’ultimo decennio, hanno determinato ricadute positive in termini occupazionali ed economici.

“Grazie al sì dell’Aula consiliare, oggi abbiamo raggiunto un risultato importante: prorogare sino al 31 dicembre 2018, i termini per la presentazione di istanze abitative riguardanti gli incrementi volumetrici e le riqualificazioni del patrimonio residenziale e non, consentiti nell’ambito della legge regionale denominata Piano Casa. Una bella boccata d’ossigeno, ma adesso dovremo affrontare una riflessione più profonda per strutturare meglio il settore con un carattere più permanente”. Così l’assessore alla Pianificazione Territoriale, Alfonso Pisicchio.

“Infatti – continua l’assessore – penso che sia arrivato il momento di iniziare a ragionare sull’improcrastinabile necessità di ridisegnare il settore visto che da quasi nove anni sul Piano Casa si procede ogni volta con il carattere della temporaneità e straordinarietà. E invece occorre un intervento più permanente che dia al Piano un altro volto: uno strumento di vera rigenerazione urbana per il miglioramento della qualità architettonica, energetica e ambientale del patrimonio residenziale esistente”.

Semplificazione degli interventi edilizi

La legge modifica altre importanti leggi regionali. Allineandosi con le novità introdotte dal Dlgs 222/2016 – spiega il consigliere Colonna – il provvedimento sostituisce i riferimenti alla dichiarazione di inizio attività (DIA) e al certificato di agibilità, ora non più previsti, rispettivamente con la SCIA alternativa al permesso di costruire e la Segnalazione Certificata di agibilità.

Inoltre, regola i controlli da parte dei Comuni stabilendo che questi, in alternativa al controllo sistematico di tutte le CILA (Comunicazioni di Inizio Lavori Asseverate) e le Segnalazioni certificate di agibilità, possano effettuare controlli a campione, accompagnati da sopralluoghi e ispezioni, in una quota non inferiore al 20% delle comunicazioni e segnalazioni complessivamente presentate.

La norma disciplina anche il regime autorizzativo per i mutamenti di destinazione d’uso degli immobili o di singole unità, distinguendo tra mutamenti rilevanti e mutamenti non rilevanti. Si prevede che i primi siano realizzati mediante permesso di costruire o SCIA in alternativa allo stesso permesso, a seconda della tipologia dell’intervento mentre i secondi siano soggetti a semplice SCIA.

I Comuni potranno prevedere, inoltre, limitazioni a tali interventi in presenza di esigenze di tutela della salute, della sicurezza, dell’ambiente, del paesaggio, del patrimonio storico, artistico e culturale, del decoro urbano, nonché di salvaguardia e valorizzazione dei caratteri identitari e tradizionali del contesto sociale e architettonico.

Infine, il provvedimenti riordina i lavori di abbattimento delle barriere architettoniche: gli interventi che prevedono aumenti di volumetrie e superficie potranno essere realizzati mediante permesso di costruire o SCIA in alternativa al permesso di costruire, mentre gli interventi che non comportano incrementi volumetrici, saranno realizzabili senza alcun titolo (in regime di edilizia libera) o con CILA, nell’ipotesi in cui siano previste la realizzazione di ascensori esterni o modifiche della sagoma dell’edificio.