LE ULTIME NOVITA’ SUI SEQUESTRI DEI CAPANNONI E DELLE AREE IN VIA SANTERAMO

Corriere del Mezzogiorno dell’11 ottobre 2002
www.corrieredelmezzogiorno.it

Inchiesta sulla lottizzazione, si accerteranno eventuali responsabilità  contabili.
VALLE DEI DINOSAURI, ATTI ALLA CORETE DEI CONTI

BARI ”” Saranno inviati alla procura presso la Corte dei conti della Puglia gli atti dell’inchiesta della procura di Bari sulla lottizzazione – sequestrata il 13 febbraio scorso perchè ritenuta abusiva – di 510.000 metri quadrati che si affaccia sulla Valle dei dinosauri, il sito preistorico di Altamura dove si trovano 30.000 impronte di dinosauri vissuti 65 milioni di anni fa.
L’invio degli atti è stato deciso per l’eventuale accertamento delle responsabilità  contabili.
Lo hanno deciso i sostituti procuratori inquirenti del Tribunale, Elisabetta Pugliese e Roberto Rossi, a conclusione dell’inchiesta, che riguarda 16 persone: due funzionari del Comune di Altamura, il venditore e i cinque acquirenti dei terreni lottizzati, i quattro legali rappresentanti dei salottifici che si sarebbero dovuti costruire sulla lottizzazione, i tre titolari
delle imprese costruttrici degli opifici e il direttore dei lavori. A loro, fatta eccezione per i due funzionari comunali, la procura contesta, a vario titolo, i reati di distruzione di bellezze naturali, lottizzazione abusiva, trasformazione urbanistica del territorio e violazione della normativa che prevede la preventiva valutazione di incidenza ambientale per edificare gli opifici. Ai due funzionari viene contestata l’accusa di abuso d’ufficio. Per alcuni degli indagati che subirono i sequestri l’accusa sta per chiedere l’archiviazione da tutte le accuse per «difetto dell’elemento psicologico» in quanto essi avrebbero agito – secondo i pm – in base ad autorizzazioni e a nullaosta rilasciati dal Comune di Altamura; per i due funzionari del Comune di Altamura, invece, verrà  chiesta l’archiviazione per prescrizione del reato. Infatti, il reato ipotizzato nei confronti dei due funzionari risale al ’94, epoca in cui furono avviate le procedure amministrative che, successiva mente, portarono alla lottizzazione dell’area.
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Gazzetta del Mezzogiorno dell’11 ottobre 2002
www.gdmland.it/QUOTIDIANO

Altamura. Il caso
VALLE DEI DINOSAURI, AL LAVORO LA CORTE DEI CONTI

La «Valle dei dinosauri» approda alla Corte dei Conti. Saranno inviati alla Procura contabile della Puglia gli atti dell’inchiesta penale sulla lottizzazione – sequestrata il 13 febbraio perchè abusiva – di 510mila mq che si affaccia sulla «Valle dei dinosauri», il sito di Altamura dove si trovano circa 30mila impronte di dinosauri. L’invio degli atti è stato deciso per l’eventuale accertamento delle responsabilità  patrimoniali. Lo hanno deciso i pm Pugliese e Rossi, a conclusione dell’inchiesta riguardante 16 persone: due funzionari del Comune, il venditore e i cinque acquirenti dei terreni lottizzati, i quattro legali rappresentanti dei salottifici che si sarebbero dovuti costruire, i tre titolari delle imprese costruttrici degli opifici e il direttore dei lavori. A loro, tranne i funzionari, la Procura contesta, a vario titolo, i reati di distruzione di bellezze naturali, lottizzazione abusiva, trasformazione del territorio e violazione della normativa sull’impatto ambientale. Ai due funzionari è contestato l’abuso. Per alcuni indagati, comunque, i pm starebbero per chiedere l’archiviazione. Ma presto si indagherà  sulle responsabilità  contabili.

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Gazzetta del Mezzogiorno del 10 ottobre 2002
www.gdmland.it/QUOTIDIANO

La Cassazione non conferma il sequestro
VALLE DEI DINOSAURI, RINVIATA AL “RIESAME” LA DECISIONE

Altamura. – La Corte di Cassazione non conferma il sequestro di uno degli opifici in via Santeramo.
Ha infatti annullato la sentenza del Tribunale del Riesame che confermava il sequestro di una vasta area avvenuto il 12 febbraio per una presunta lottizzazione abusiva, rinviando il giudizio allo stesso Tribunale. Ciò significa che le bocce restano ferme. La vicenda avrà  un segmento giudiziario in più e i salottifici continuano le attività  in forza della facoltà  d’uso assegnata pure dalla Cassazione.
E’ l’esito della discussione del ricorso per il dissequestro promosso da «Tecnoimbottiti» di Carlo Conte che, in parte, ha dato frutti. Quello di ieri era infatti un giorno molto atteso.
«Tecnoimbottiti» è uno dei due opifici in attività  costruiti su una vasta area in via Santeramo dove ce ne sono anche altri due in costruzione. Per intenderci quale sia la zona, è quella ubicata proprio di fronte alla nota Valle dei dinosauri. E’ stata «congelata» dalla magistratura che ha rilevato vizi urbanistici e di procedura tali da comportare una lottizzazione abusiva.
Il sequestro era stato confermato subito dopo dal Riesame con una sentenza che non lasciava intravvedere molti margini di manovra. La Cassazione ha invece annullato questa decisione del Riesame ed ha rinviato gli atti allo stesso Tribunale perché a giudicare sia ora un altro collegio. In pratica la vicenda torna indietro di un organo giudicante.
A dare notizia dei contenuti del dispositivo della terza sezione della Corte è stato il legale di Conte, Raffaele Padrone, affiancato ad un professore universitario di procedura penale, Alfredo Gaito.
Qualche giorno fa, invece, la Cassazione si era espressa in maniera diametralmente diversa in merito al ricorso di una società  titolare di un terreno non edificato che rientra nella stessa area in via Santeramo. Ed ha confermato il sequestro. Giudizio assunto dalla stessa sezione ma da un altro collegio.
E’ d’obbligo, dunque, attendere le motivazioni sia nell’uno che nell’altro caso.
Sta di fatto, per ora, che i salottifici che sono stati realizzati in questa area di via Santeramo, pur non essendo stati dissequestrati, possono continuare a lavorare. Lo possono fare in virtù della facoltà  d’uso che la stessa Cassazione, ad agosto, ha riconosciuto.

LA CITTA’ NON PUO’ PIU’ ATTENDERE

La ripresa autunnale delle attività  politico-amministrative ripropone vecchie e nuove “questioni” cittadine.

Il Coordinamento per lo sviluppo e la qualità  della vita ritiene che per alcune di esse s’impongano, finalmente, determinazioni e atti amministrativi chiari e rapidi:

”¢ la Regione Puglia non può più rinviare l’istituzione del Parco della Murgia, visto che l’ultimo Comune che ancora vi doveva adempiere (Altamura) ha, comunque, deliberato la propria adesione; l’Ente regionale deve ora materializzare con sollecitudine gli atti consequenziali, prima che altro scempio si accanisca sul nostro territorio;

”¢ gli accordi di programma (ex lege 34), sui quali da più di un anno si discute e si disputa sterilmente, non possono che realizzarsi nelle zone industriali e artigianali individuate dal Piano Regolatore Generale. Il Coordinamento riafferma ciò e, annunciando di aver presentato un “ricorso per infrazione”? presso la Commissione Europea e un “atto di invito per l’esercizio del potere di autotutela”? al Comune di Altamura, alla Regione Puglia e per conoscenza al Ministero dell’Ambiente, auspica che gli operatori che si sono lasciati invischiare nella “avventura della 34”?, rinuncino formalmente a tutto quello che fin qui distortamente si è determinato e, in una autentica, trasparente Conferenza dei servizi, collaborino con l’Amministrazione comunale per accelerare i tempi delle procedure e dell’assegnazione delle aree – nelle zone previste dal P.R.G. – alle imprese veramente interessate alla produzione artigianale e industriale.

Il Coordinamento ribadisce, altresì, che l’attività  dell’amministrazione comunale non può essere assorbita quasi totalmente dalla questione degli accordi di programma, una storia che va delineandosi quasi infinita.

Incombono altre urgenze:

”¢ la “città  spontanea e diffusa”?, che è diventata Altamura, da tempo chiede che le sue “maglie urbane”? siano legate tra loro attraverso spazi verdi e di arredo, percorse da una infrastrutturazione di base tutta da creare (acqua, fogna, gas, strade, luce), corredate da servizi primari indispensabili (scuole materne, elementari e medie, asili-nido, luoghi di aggregazione come centri di lettura periferici
e centri per la creazione e la fruizione di eventi culturali), presidiate da strumenti di controllo
antinquinamento e per la tutela delle persone “aggredite”? da un traffico caotico e poco ri-spettoso delle norme fino all’inciviltà 
;
”¢ non è più rinviabile – anche al fine di integrare e diversificare lo sviluppo dell’economia altamurana – la valorizzazione dei Beni ambientali, artistici e culturali, antichi e nuovi. Essa, realizzata compiutamente, creerà  nuove opportunità  di lavoro e di sviluppo della ricchezza cittadina: la Cattedrale, il Pulo, l’Uomo di Altamura, il Museo Archeologico Statale, il Museo Etnografico della Civiltà  contadina, le Orme dei Dinosauri, il Teatro Mercadante, il Monastero del Soccorso, il Palazzo Baldassarre, i prodotti eno-gastronomici, lo
stesso enorme spazio murgiano da molto tempo invocano di far parte di un circuito culturale turistico dotato di servizi adeguati, di personale specializzato, in modo da costruire legami operativi con le altre città  della Murgia appulo-lucana con l’obiettivo di realizzare un pacchetto interessante da offrire al mercato turistico nazionale e
internazionale.

Su questo il Coordinamento continuerà  ad esplicitare il proprio impegno, offrendo pensieri,
idee, proposte specifiche, disponibilità  disinteressate.

ottobre 2002

Coordinamento per lo sviluppo e la qualità  della vita – Altamura

www.altamura2001.com

SCIOPERO GENERALE DEL 18 OTTOBRE

La CGIL di Altamura ha predisposto un servizio pullman per raggiungere la manifestazione di Bari.

I pullmann partiranno la mattina del 18 ottobre alle ore 8.30 da Porta Matera.

Le adesioni si raccolgono presso

la sede della CGIL Altamura in
Via Continisio, n.9,
tel. 080.3117030 opp. 080.3104693

e presso la sede dello SPI – CGIL in
Via S. Caterina, n. 22,
tel. 080.3141914

Sempre presso tali sedi del sindacato e presso banchetti itineranti organizzati presso il mercato settimanale e presso le scuole di Altamura è possibile sottoscrivere la petizione promossa dalla CGIL a difesa dello Statuto e dei Diritti dei Lavoratori. L’obiettivo è quello di raggiungere per il 18 ottobre cinque milioni di firme.

PARCO DELL’ALTA MURGIA ATTESO DA DIECI ANNI

Egr. sig. Presidente Fitto,
sono trascorsi più di dieci anni da quando la proposta di istituire il parco nazionale dell’Alta Murgia è oggetto di discussione. Non si può certo dire che si è trattato, finora, di una questione «frettolosa».
In questo lungo periodo di tempo sono stati coinvolti, a più riprese, tutti i soggetti istituzionali interessati, parallelamente agli organismi di base operanti sul territorio oltre ad un’amplissima parte delle comunità  del comprensorio. Le posizioni espresse non sono state sempre unanimi e tuttavia non è mai venuta meno la volontà  comune di pervenire ad una mediazione positiva, in grado di dare avvio ad un processo teso a coniugare tutela e sviluppo dell’eccezionale patrimonio storico e naturale di cui l’Alta Murgia dispone.
Il risultato, purtroppo ancora provvisorio, di questo articolato processo, è stato infatti segnato da alcuni passaggi istituzionali importanti: dall’approvazione delle Legge Quadro sulle Aree Protette (394/91), in cui l’Alta Murgia figurava quale «area di reperimento» alla L.S.: 426/98 che sanciva la definitiva istituzione del parco nazionale, previa, appunto, «l’intesa» tra Ministero dell’Ambiente e Regione, passando attraverso la Conferenza dei Servizi convocata dalla Regione il 24/11/93, ai vari incontri di coordinamento tra Provincia, Amministrazioni locali, Comunità  Montana nord-occ.
È noto anche che l’unica Amministrazione ad aver ostacolato nel passato l’iter di istituzione del parco è stata quella di Altamura. Come lei certamente saprà , proprio quest’ultimo ostacolo è stato superato nel luglio scorso, quando l’Amministrazione della Città  di Altamura ha approvato con delibera di consiglio n. 86 del 15/7/2002 una sua proposta di perimetrazione coincidente con quella già  approvata da tutti gli altri comuni interessati.
È da notare che l’adesione dell’Amministrazione di Altamura alla istituzione del parco è stata ratificata fin dal 27/7/2002 (D. di C. n. 70). Infine mi permetto di ricordarle che, per quanto riguarda le norme di salvaguardia provvisorie, proposte dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione Puglia, esse sono state approvate all’unanimità  dai 13 comuni interessati (compresa quindi Altamura), già  in data 22/1/2002, in occasione dell’incontro coordinato dalla Provincia di Bari.
Il cerchio ora si è praticamente chiuso. Nessuno può più permettersi di disattendere questa unanime volontà  politica espressa dalle comunità  del comprensorio di istituire il parco, nessuno potrà  più evocare perplessità  o argomenti pretestuosi, come pure qualche assessore regionale ha fatto nei mesi scorsi, per rinviare sine die il completamento dell’iter istituzionale. Occorre invece che la Regione ratifichi in tempi rapidi l’intesa con il Ministero dell’Ambiente affinché il Presidente della Repubblica possa emanare il decreto istitutivo.
La Regione Puglia deve contribuire con assoluta coerenza a delineare il futuro di quest’area, senza ricadere nelle ambiguità  che hanno contraddistinto molto spesso le scelte operate in passato, con l’equivoca vicenda legata agli accordi di programma, autorizzati nella stessa area interessata dalla L.R. n. 9 oltre che dalle direttive di tutela europea e recepiti in sede regionale (Sic e Zps), dimostra.
Occorre dunque uscire fuori da queste ambiguità  e lentezze soprattutto perché i processi di trasformazione e di distruzione del territorio, come il fenomeno più volte denunciato dello spietramento, sono ormai giunti ad un livello di guardia che non può essere superato senza compromettere definitivamente quello che ancora rimane un patrimonio millenario che appartiene a tutta la collettività  e che merita di essere tutelato e valorizzato attraverso la creazione del parco nazionale.

avv. Michele Ventricelli
Consigliere Regionale Ds Puglia

D’altrArte – Performance Poetico/Sonora, lunedì 30 settembre

La Performance vedrà  impegnati:

VITTORINO CURCI
voce recitante, sax alto

ACHILLE SUCCI
clarinetto basso, sax alto

FRANCO ANGIULO
trombone

CAMILLO PACE
contrabbasso

ANTONIO DAMBROSIO
percussion

L’appuntamento è per lunedì 30 settembre, ore 22.00, presso la Masseria S. Giovanni, Altamura, via Ruvo km 4,500.
Per informazioni tel.:
Tonino Dambrosio 080/3111740 opp.
Hanriette Jacob 080/3112368

Legambiente Altamura: Puliamo il mondo 2002

L’intervento prevede la rimozione di ogni tipo di rifiuto che sarà  differenziato e conferito ai luoghi di smaltimento da un’azienda autorizzata al trasposto dei suddetti rifiuti.

Naturalmente l’iniziativa è rivolta ai cittadini e alle scolaresche che, opportunamente fornite di un Kit di attrezzature, potranno partecipare alla pulizia.
Il programma si attuerà  nelle giornate di:

Ven. 27 e Sab. 28: dalle ore 10,00 alle ore 17,00 pulizia della strada Buoncammino ”“ Pulo da rifiuti ingombranti, inerti, ecc.;

Dom 29: dalle ore 10,00 alle ore 17,00 pulizia della pineta Buoncammino, illustrazione e distribuzione del dossier realizzato da Legambiente Altamura, in serata bruschette per tutti i volontari;

Lun. 30: conferimento dei rifiuti ai luoghi di smaltimento.

Per la migliore riuscita della manifestazione si invitano tutti a diffondere la notizia nel modo in cui riterranno più opportuno.

Circolo territoriale
LEGAMBIENTE – Altamura

E SE IL TRIFOGLIO ESCE DALL’AULA, I DS NON SI SCOMPONGONO

E SE IL TRIFOGLIO ESCE DALL’AULA, I DS NON SI SCOMPONGONO

Altamura / Puglia / Politica / 25-09-2002 (18:20:14)

L’altro strappo che si è consumato nella maggioranza l’ha forzato il Trifoglio, il raggruppamento di centro (Sdi, Udeur, RI). Che partendo dalla questione imprenditoriale degli accordi di programma, ha espresso una “valutazione critica” sui percorsi amministrativi di governo. Sono 4 i punti su cui i centristi focalizzano la loro attenzione. Oltre agli insediamenti produttivi (“serve un deliberato chiaro e legittimo, al riparo da eventuali impugnative e controlli giudiziari”), vengono rimarcati anche altri punti come gli strumenti urbanistici ordinari, il personale (per l’assenza di dirigenti responsabili in settori strategici) e la gestione pubblica della discarica. Ed è questa una questione che sembra profilarsi come un altro momento di scontro. Perché per il Trifoglio la strada giusta non è il consorzio pubblico tra comuni ma la gestione mista con maggioranza pubblica del Comune di Altamura.
I Ds, dopo quanto accaduto in consiglio comunale, non si sono per niente scomposti. Ed hanno ribadito di essere pronti a rilanciare l’azione amministrativa fissando questi punti: ordine nel settore urbanistico e degli insediamenti produttivi, la costituzione del consorzio fra Comuni per la gestione pubblica dei rifiuti, i concorsi, la metanizzazione alle nuove lottizzazioni. Come fare? I Ds lanciano il messaggio, in una nota firmata dal segretario e dal capogruppo, Iurino e Ventricelli: “Per fare ciò è necessario rilanciare la coalizione rifondandola sul senso di responsabilità  e sulla affidabilità  politica di tutti, senza condizionamenti di qualsiasi natura e contrastando ed eliminando eventuali incompatibilità  che frenano l’azione amministrativa della giunta. A queste condizioni i Ds non faranno mancare il loro sostegno al sindaco”.
Onofrio Bruno

LO STRAPPO DELLA MARGHERITA È UNA PROVA DI FORZA

E l’assenza del gruppo consiliare in aula è la dimostrazione che il partito ed il gruppo parlano la stessa lingua (anche se qualche segnale alla vigilia aveva fatto pensare che non fosse proprio così). E, dopo il consiglio comunale andato a vuoto, la Margherita torna alla carica con un documento unanime che sa di aut-aut.
Ecco la spiegazione della mancata partecipazione. “E’ stato disatteso – si legge nella nota – dagli alleati l’impegno a discutere in via prioritaria ed urgente l’argomento relativo agli accordi di programma”. “Pertanto – aggiunge la Margherita – il gruppo consiliare ed il partito chiedono la convocazione urgente di un nuovo consiglio comunale impegnandosi a presentare l’atto di indirizzo già  predisposto dal sindaco”. Il riferimento è alla proposta di soluzione della vicenda, secondo quanto emerso nel tavolo di concertazione con gli imprenditori e poi confermato in conferenza pubblica: prevede la delocalizzazione della maggior parte delle imprese da via Bari a via Gravina ma prevede, anzi non esclude, che ad alcuni in via Bari saranno rilasciate le concessioni edilizie.
La rottura della maggioranza è resa più evidente dalle diverse posizioni espresse dai partiti di centro (Sdi, Udeur, RI) e dei Ds più Rifondazione. Il sindaco, intanto, non rilascia dichiarazioni. La conferenza stampa annunciata non è stata convocata.
seguono altre reazioni
Onofrio Bruno

Padrone attento, gli operai son tornati.

A pochi giorni dalla ristampa di “Tuta blu” di Di Ciaula riprende fiato un genere letterario che sembrava scomparso

Antonio Turi

Sarà  merito della lunga battaglia sull’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, sarà  di un autunno che ancor prima di cominciare si annuncia molto più caldo dell’estate che l’ha preceduto, certo è che negli ultimi tempi sembra aver preso vigore un genere letterario che la moderna evoluzione della nostra società  sembrava aver condannato: il romanzo di ambientazione operaia. Il successo de “La dismissione” di Ermanno Rea, ambientato in quel lager socio-ambientale chiamato Bagnoli, successo preceduto dalla ristampa di un famoso trittico di Nanni Balestrini, costituisce solo la punta di un iceberg che promette di riservarci ben altre sorprese nel futuro.
Ma se come sempre in questa pagina la cornice in alto rende conto dei titoli più importanti di questo particolare settore narrativo, vale la pena rendere conto di un autore pugliese che proprio scrivendo di operai e fabbrica ha in questi giorni ottenuto un bel successo: stiamo parlando di Francesco Dezio (Via da qui – pp. 90 – Euro 5 – zerozerosud), selezionato insiame ad altri sette scrittori per leggere le sue opere all’interno delle manifestazioni letterarie che ogni anno si svolgono a Reggio Emilia nel mese di ottobre.
Francesco Dezio, dopo aver esordito in un’antologia per giovani scrittori under 25 intitolata “Sporco al sole”, ha recentemente pubblicato “Via da qui”. Di che cosa si tratta ce lo racconta proprio l’autore.
Cominciamo provando a dare qualche breve nota sull’opera.
“Si tratta di una raccolta che non ha ancora la pretesa di essere un vero e proprio romanzo, quanto un modo per mettere insieme materiali raccolti nel corso di questi ultimi anni. E’ il resoconto della mia esperienza di operaio metalmeccanico in una fabbrica pugliese. Preferisco non dire quale. Anche perché la mia narrativa conosce una profonda rielaborazione in chiave fantastica. La realtà  della fabbrica è un punto di partenza, ma solo un punto di partenza. La mia elaborazione interviene sul narrato fino al punto da renderlo irriconoscibile”.
E qui abbiamo già  una prima notazione. Il fatto di avvicinarsi a un tema così crudo non costituisce in un certo qual modo un obbligo a rispettare il realismo?
“No. Intanto non è accaduto, come si può vedere leggendo il libro. Ma poi non credo che per parlare della fabbrica bisogna necessariamente cadere nel realismo. Anche perché alla base della mia scelta non ci sono ragioni ideologiche. Intendiamoci, io sono molto attento alla realtà  della fabbrica. Ha fatto parte della mia vita, per un certo periodo. Però se ho scelto di parlare di questo tema è stato solo perché credo che ogni scrittore dovrebbe parlare delle cose che conosce bene. Di quelle che vive. E’ la grande lezione della letteratura”.
La scelta di parlare di fabbrica e della realtà  operaia, seppure nel modo in cui ha scelto di farlo lei, è tanto più stupefacente dopo averla conosciuta e aver saputo anche dei suoi trascorsi artistici. Che direi quanto meno interdisciplinari. Vogliamo provare ad elencarli?
“Io ho cominciato come pittore. Con una vena surrealista e iperrealista. Per intenderci io mi ispiravo a Magritte, Dalì, a Bacon. Poi con la pittura ho chiuso, anche se ammetto che in questo ultimo periodo mi piacerebbe ricominciare. Lasciata la pittura mi sono dedicato alla musica. Con una band musicale abbiamo creato una performance: il gruppo si chiama Bread Pitt, una storpiatura del nome dell’attore americano, e propone una lettura cantata di alcuni miei testi. Sì, l’interdisciplinarietà  mi attrae molto. Però nonostante questo, pensandoci, paradossalmente mi manca proprio un’arte che invece ha segnato quasi tutti i narratori: il cinema. Non credo di essere molto segnato dal cinema. Non ti so spiegare perché, ma non ci sono echi cinematografici nella mia scrittura”.
Esistono invece dei riferimenti letterari molto precisi. Lei ha una scrittura frammentata, sincopata. Possiamo provare a indicare alcuni degli autori che più ama?
“Direi che i tre autori ai quali devo particolarmente qualcosa sono Céline, Bret Easton Ellis. E poi naturalmente il padre di molti narratori della mia generazione, Raymond Carver. Ecco, soprattutto Carver mi ha insegnato ad andare direttamente allo scopo. A non sprecare parole, cercare di raggiungere il proprio obbiettivo narrativo con la massima chiarezza. Da Ellis l’attenzione per certe analisi della società . Perché, ripeto, quello che mi interessa è dipingere uno spaccato sociale, ma passando attraverso la psicologia dei singoli individui”.
In Italia esiste una scuola molto forte di narratori che si sono ispirati ala realtà  operaia, in modo più o meno realistico. Da “Tre operai”, di Carlo Bernari, che ha un po’ fatto da battistrada nel dopoguerra, abbiamo avuto tappe importanti. In testa citavamo Balestrini, ma non si può dimenticare Volponi ed il pugliese Di Ciaula, con cui in un certo senso lei non può evitare di mettersi in relazione. Allora, cominciamo da Di Ciaula: quali sono le differenze maggiori fra voi due, a suo modo di vedere?
“Direi che a me interessa soprattutto vedere le persone inserite in un certo ambiente. Io sono per lo studio psicologico. Mentre “Tuta blu” aveva più riferimenti sociologici. E’ un romanzo molto interessante, ma credo che avesse obbiettivi diversi dai miei. Comunque cercava di comprendere una evoluzione sociale. A me quello che interessa invece sono le reazioni di una persona immersa in un determinato ambiente. Il quadro sociologico arriva dopo. Di riflesso. Tanto è vero che non escludo, per il prossimo lavoro, di occuparmi di altri ambienti lavorativi. Non più della fabbrica. O forse sempre della fabbrica, ma parlando di quadri”.
Ma lei conosceva le opere di Volponi, Balestrini, dello stesso Di Ciaula?
No. Devo dire che le ho lette dietro consiglio di alcuni critici dopo aver pubblicato il mio romanzo. Ed è stato impressionante trovare una serie di analogie ma, fortunatamente, anche tantissime differenze. Io ho apprezzato molto per esempio, proprio il lavoro di Balestrini. E la cosa divertente è che tra i selezionatori di Reggio Emilia c’è anche lui. Balestrini è uno di coloro che mi vogliono a Reggio Emilia, insieme ad un’altra scrittrice che amo molto e con la quale sento di avere delle affinità : Silvia Ballestra”.
Eppure l’impressione che proviene dalla sua scrittura è molto diversa, se prendiamo come riferimento questi autori. Lei da l’idea di essere molto più spontaneo. La scrittura di Balestrini, per esempio, si vede che nella sua apparente libertà  e assenza di regole è poi molto controllata.
“Ma anche la mia. Quella che lei ha avuto è solo una impressione. Io controllo la mia scrittura con una pazienza enorme. Leggo, rileggo, limo. Non ci deve essere una sola parola in più”.
Ci può dare qualche anticipazione sulla sua prossima opera?
“E’ ancora presto, direi. Per ora sono concentrato su quello che farò a Reggio Emilia. E’ certo che anche la prossima opera parlerà  di lavoro subordinato. Ma, come ho già  detto, non è escluso che si tratti di quadri, anche se di livello inferiore. Per ora sono molto concentrato sulla preparazione di questo atto di presenza a Reggio Emilia”.

“Ora che ci siamo ritrovati non perdiamoci di vista”

ROMA – “Ora che ci siamo ritrovati rimaniamo in contatto. Non perdiamoci di vista”. Così ha scelto di cominciare il suo lungo discorso dal palco di piazza San Giovanni Nanni Moretti.
“Noi cittadini possiamo fare politica e possiamo farla con piacere ognuno con le proprie idee ma rimanendo uniti”. Poi sottolinea la continuità  della manifestazione di oggi con il girotondo del 31 luglio difronte a Palazzo Madama e un collegamento nato in quei giorni e cresciuto in questi mesi con la classe politica di centrosinistra. Ma aggiunge: “Continueremo a delegare ai partiti, ma non sarà  più sempre una delega in bianco”.
Moretti attacca poi il centro-destra. “Berlusconi non è contro la democrazia -dice- Ne è estraneo. Gli fa perdere troppo tempo…”. E Fini: “l’ho sottovalutato politicamente, perchè l’avevo sopravvalutato moralmente”, pensando che si sarebbe opposto in qualche modo a Berlusconi. “Perchè l’ho fatto? Perchè altrimenti, se Berlusconi fosse diventato presidente della Repubblica, e speriamo che non sarà  così, mi sarei vergognato di non aver fatto niente”.
“Noi che oggi siamo qui -scandisce Moretti- il 31 luglio eravamo davanti al Senato e questa manifestazione nasce da quelle ore in cui sembrava che il ddl Cirami fosse diventato la cosa più importante in Italia. Senatori e senatrici dell’opposizione e rappresentanti dei movimenti si sono alternati sul palco. In quei giorni finalmente loro stavano facendo un’opposizione seria e noi davamo loro coraggio per le battaglie future. Non c’è stato nessuna assedio. Noi eravamo lì a difendere le istituzioni che in quei giorni la maggioranza stava umiliando dentro il palazzo. E nè c’è stato un assedio selvaggio”.
Moretti ricorda poi una serie di accuse rivolte al movimento in questi mesi: “Ci hanno detto che siamo estremisti e lo siamo perchè dimostriamo la nostra intransigenza nei confronti dei principi fondamentali della democrazia. Ci hanno detto che siamo moderati ma non passivi perchè non ci abituiamo, perchè ci piace la Costituzione. E in quanto moderati siamo stati prima perplessi poi esterrefatti poi decisamente ‘incazzati’ per quello che sta succedendo in Italia”.- Pubblicità  –
Il regista di ‘Caro diario’ ricorda poi come sono cambiate le sue convinzioni dal maggio del 2001 a oggi: “Dopo le ultime elezioni – ha detto – mi ero rassegnato a cinque anni di terribile e tranquillo e terribile governo di centro-destra anche perchè pensavo che fossero diventati meno peggio, che fossero più politici e più democratici”.
“Mi ero rassegnato, invece – prosegue Moretti – si sono dimostrati più arroganti e incapaci del previsto. Più sfacciati nell’osservare gli interessi di Berlusconi e dei suoi amici. Ma la Costituzione è ancora una miniera preziosa da cui attingere risorse per la convivenza democratica”.
E il regista attacca Berlusconi sul ‘contratto con gli italiani’ firmato da Bruno Vespa. “In quel contratto – dice – non c’era la legge sul rientro illecito dei capitali, non quella sul falso in bilancio, non quella sulle rogatorie internazionali. Sono convinto che molti italiani hanno votato Berlusconi inseguendo un sogno e si sono risvegliati dentro un incubo. La cupezza è la nota dominante di questo governo. Noi invece siamo la forza della tranquillità , noi vogliamo difendere le istituzioni democratiche”.
Poi, tocca a Fini. “Nella mia ingenuità  un pò beota – dice Moretti – pensavo che Gianfranco Fini potesse diventare autonomo, che avesse il senso dello Stato, che prima o poi dicesse che Berlusconi sul conflitto di interessi aveva torto. Ma non avevo capito che, con cinismo, Fini stava usando politicamente Berlusconi per avere pezzettini di potere. L’ho sottovalutato politicamente perchè l’avevo sopravvalutato moralmente. Ma adesso gli domando, valeva la pena sacrificare i tanti sforzi fatti per diventare democratico e poi finire ad essere uno dei tanti e nemmeno l’unico signorsì di Berlusconi? Ma ne valeva la pena?”.
L’attacco di Moretti si rivolge poi a Rocco Buttiglione. “Fini e Buttiglione, avete usato Berlusconi e il suo potere. Ora che avete qualche pezzetto di governo potete permettervi il lusso della sincerità . Ma davvero pensate che ci sia una magistratura cattiva?”
Moretti replica poi alle critiche che Berlusconi ha rivolto al movimento dei girotondi. “Come si fa a dire che è disdicevole andare in piazza a manifestare, ma come parla Berlusconi? E poi ride, e più è insicuro e più ride, ma cosa ride che non c’è niente da ridere. Quanto alla nostra manifestazione, è bellissima, allegra, ma non dobbiamo parlare solo di giustizia. La legge è uguale per tutti è lo slogan, ma anche prima del ddl Cirami a ben guardare la legge non era proprio uguale per tutti. Cosa ci è successo? Per paura di sembrare demagogici e rozzi non abbiamo detto che la nostra giustizia è di classe, che un immigrato è uno di noi.
Ha fatto bene chi ci ha criticato per la nostra assenza durante la colpevole approvazione della legge Bossi-Fini”.
In tanti in questi mesi hanno ironizzato sul movimento dei girotondi. “Perchè questo nervosismo nei confronti del nostro movimento? – dice – Perchè le battute su giro-giro-tondo e sulla regressione? Mi sono risposto che ci sono due motivi. Il primo è che noi con la nostra libertà  di giudizio, slegati da qualsiasi logica di partito e dei vertici di centrosinistra abbiamo dato fiato proprio ai partiti di centrosinistra. Il secondo motivo è che noi con la nostra manifestazione siamo riusciti a comunicare con una parte del centro-destra che non vogliamo definire razzisticamente per bene”.
‘Abbiamo parlato agli elettori di centro-destra meno pigri – prosegue Moretti – che pensano che i principi fondamentali della democrazia riguardano tutti i cittadini, non solo una parte. Trattiamo il tema della giustizia ma anche quello della scuola, della sanita’ perchè sono temi che riguardano tutti e sono felice che oggi in piazza ci siano persone che non erano mai andate ad una manifestazione. Così si possono coinvolgere le persone non retrocedendo o andando verso un fantomatico centro. Con i valori non si perdono i voti”.
“Ai partiti, ai leader di centrosinistra dico -scandisce ancora- discutiamo, discutete, ma di cose concrete e non perdete tempo a discutere sul nulla. Non fate più i capricci, discutete sui servizi pubblici, sul modo di fare bene l’opposizione, sul modo di vincere le prossime elezioni, ma non perdete più tempo in continui e logoranti scontri personalistici sui vertici: sono ripicche di cui non ce ne importa niente”.
Moretti spiega poi quale sarà  l’atteggiamento dei girotondi di qui in avanti nei confronti del centrosinistra. “Rinnoviamo loro la nostra delega, ma non sarà  sempre una delega in bianco. E visto che alla sinistra italiana capita un’occasione di governo una volta ogni secolo, questa volta fatela la legge sul conflitto di interessi… E poi tutti insieme discutiamo di scuola pubblica, di una legge antitrust. Ma non contro qualcuno, a favore della democrazia”.
Moretti critica poi la politica del governo rispetto all’informazione. “E’ troppo rozzo e grossolano ricordare che Berlusconi ha tre reti, pare sia banale e non insisto. Ma a me come cittadino non interessa una rete di sinistra, non dobbiamo contrapporre una faziosità  uguale e contraria a quella presente – dice – Io voglio un’informazione indipendente all’interno di radio e televisione decenti. Che paura vi fa una televisione così? Che paura vi faceva Radiotre? Vi fa così paura la cultura? Che bisogno c’era di smantellare una rete tanto seguita?”.
Sull’atteggiamento del premier nei confronti della democrazia Moretti aggiunge: “Berlusconi – afferma – deve ancora imparare che cos’è la democrazia e forse potrà  impararlo dalla sinistra italiana. Perchè, il Partito Comunista Italiano morì anni fa perchè non seppe comunicare che la sua storia aveva più a che fare con l’Emilia Romagna che con l’Unione Sovietica… Berlusconi è estraneo intimamente alla democrazia, non la conosce, non la capisce e gli fa perdere un sacco di tempo”.
La conclusione Moretti la riserva a una riflessione sulla sua partecipazione attiva al movimento: “Mi chiedono e mi chiedo perchè ho fatto tutto ciò? Perchè la situazione era diventata troppo seria per far finta di niente e perchè se dovesse diventare, Dio non voglia, presidente della Repubblica, cioè di tutti gli italiani, l’uomo più di parte che c’è in circolazione oggi in Italia, perchè offende almeno la metà  dei cittadini italiani, io ripensandoci a distanza di anni proverei vergogna”.
(14 settembre 2002)