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LE ENERGIE RINNOVABILI TRA CRIMINE E POLITICA. INTERVENTO SU REPUBBLICA BARI DI ENZO COLONNA. PDF Stampa E-mail
Scritto da altamura2001   

Di seguito, l'intervento pubblicato (in una versione leggermente più ridotta) dal quotidiano la Repubblica (ed. Bari) del 30 gennaio 2011. Disponibile anche qui in file immagine.

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Legami tra la criminalità organizzata e il business delle energie rinnovabili, con collegamenti inquietanti tra la Sicilia e la Puglia. Non è fantasia, ma la dura realtà. Qualche mese fa, con una serie di condanne, si è chiusa in Sicilia l’”Operazione Eolo”, un’indagine su mafia ed eolico che l’anno scorso aveva portato all’arresto di otto persone, scoprendo un patto tra mafiosi, politici e imprenditori siciliani, campani e trentini. Rivelati intrecci societari e grandi affari alimentati dagli ingenti finanziamenti previsti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

È lo stesso business – andiamo ripetendo da tempo – che da alcuni anni ha contagiato il territorio pugliese: la provincia di Foggia, il Salento e anche la nostra Murgia. Professionisti, società, imprenditori, sigle sconosciute e uomini di altre terre hanno battuto e battono le nostre campagne proponendo contratti e guadagni facili ad agricoltori e proprietari di terreni (otto, dieci, tredici mila euro ad anno per ogni pala eolica insediata). Sigle e uomini che, in alcuni casi, abbiamo ritrovato direttamente coinvolti o solo menzionati nelle risultanze dell’operazione investigativa siciliana. E che ritroviamo anche nelle inchieste giornalistiche, sempre più numerose, dedicate al tema. Altre sigle e altri uomini (e donne) rimandano a vicende più lontane da noi, a strane coincidenze e sovrapposizioni da noi, però, non verificabili.

Quella dell'energia “pulita” pare diventata una straordinaria occasione per affari ed investimenti per nulla puliti. La cosa incredibile, inoltre, è che a volte chi realizza gli impianti ottiene denaro pubblico per realizzare centrali che non producono alcuna energia elettrica.

E dalle nostre parti cosa pensano e fanno le nostre classi dirigenti politiche e amministrative locali? Vogliono proseguire con questa sequenza di soldi facili, finanziamenti pubblici, paesaggi naturali distrutti?

Ricordiamo ad esempio quanto contestata sia stata l’installazione di decine e decine di pali eolici nel territorio murgiano compreso tra Minervino Murge e Spinazzola o nel Salento, si pensi al caso di Giuggianello. O ancora quante perplessità e ombre abbiano accompagnato il via libera della Regione al parco eolico off shore al largo di Tricase.

Il problema è per un verso di natura giudiziaria: attendiamo l’esito delle indagini in corso come momento imprescindibile attraverso cui fare chiarezza su questi vorticosi giri di società e di denaro e portare serenità nell’ambiente di quegli operatori ed imprenditori seriamente ed onestamente impegnati in questo strategico settore economico e industriale.

Ma è soprattutto un problema di natura politica, nel senso più alto e pieno del termine: quale idea dello sviluppo e della prospettiva di crescita da assicurare ai rispettivi territori hanno politici ed amministratori locali?

Diciamo la nostra, in pochissime parole.

Per quanto ci riguarda, riteniamo che la Puglia deve restare leader nazionale nella produzione di energia pulita e, al contempo, combattere le speculazioni per tutelare il suo meraviglioso paesaggio.

Ciò passa, ad esempio, attraverso un convinto sostegno alla realizzazione di impianti realmente “sostenibili”, in quanto integrati nelle attività produttive e nelle abitazioni, integrati con gli immobili, le infrastrutture e le urbanizzazioni del territorio. Passa pure attraverso una rigorosa e drasticamente selettiva valutazione dei cosiddetti grandi impianti “a terra” e l’imposizione di puntuali e rigorose garanzie per la gestione di tali impianti nella fase di post-esercizio (quando si tratta di rimuovere e smaltire, bonificando i terreni interessati). Vale la pena precisare che i grandi impianti “a terra” rappresentano sicuramente un ottimo investimento finanziario per abili uomini di affari o d’onore o misteriosi fondi di investimento con sede in posti esotici, ma non contribuiscono, se non nella fase iniziale produttiva, ad elevare la ricchezza e il benessere dei territori interessati. Per questa tipologia di impianti, nell’immediato, dalla Regione un primo e significativo segnale potrebbe essere l’istituzione di un’anagrafe pubblica dei progetti industriali già autorizzati o presentati che assicuri la piena accessibilità alle informazioni relative non solo al progetto in sé, ma soprattutto al “curriculum” industriale, finanziario e societario dei soggetti proponenti.

ENZO COLONNA [consigliere comunale di Altamura - Movimento Aria Fresca]

 

 

 

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