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CRIMINALITA' AD ALTAMURA? PER SINDACO E ASSESSORE E' TUTTO IN ORDINE. SOLO ILLAZIONI FALSITA' BUGIE! PDF Stampa E-mail
Scritto da altamura2001   

ALTAMURA TORNA AD ESSERE UN’ISOLA FELICE… A CHIACCHIERE!!

Ci siamo lasciati alle spalle un 2010 durissimo per la nostra Città, scossa da tre omicidi di mafia. Episodi gravissimi, ma che non hanno sorpreso quanti erano già in allarme avendo colto i segni di un progressivo degrado di un contesto compromesso da illegalità diffusa e fenomeni criminali sempre più preoccupanti (minacce, casi di lupara bianca, estorsioni, usura). Non a caso, sull’intreccio altamurano tra mafia, politica ed affari sono in corso delicate indagini della Direzione Distrettuale Antimafia. A tutto ciò, negli ultimi mesi, si è aggiunto lo sconcerto dinanzi alla scoperta delle frequentazioni di alcuni amministratori cittadini (sindaco, assessore, presidente del consiglio comunale) con il presunto boss ammazzato di cui, dopo la morte, hanno addirittura tessuto le lodi [leggi qui] e dinanzi alla parziale pubblicazione di intercettazioni in cui amministratori cittadini si intrattenevano a parlare e scherzare di mazzette e tangenti con gli imprenditori che hanno in appalto la raccolta dei rifiuti [leqqi qui].

Con evidenza, emerge dunque un quadro che ha smentito clamorosamente la definizione di “isola felice” che il sindaco Stacca ha continuato a dare di Altamura per anni, sino a marzo 2010.

Da parte nostra, abbiamo ritenuto fondamentale discutere apertamente di quanto sta accadendo, segnalare attenzione al problema e la nostra fame di verità e giustizia, verità e diritti. Abbiamo perciò sostenuto gli incontri pubblici, organizzati dal Circolo delle Formiche, con protagonisti della lotta alla criminalità come il procuratore di Bari Antonio Laudati, i sostituti procuratori antimafia Desirèe Digeronimo e Roberto Pennisi. In particolare, abbiamo espresso ed esprimiamo apprezzamento verso il nuovo corso della Procura di Bari. Ci riferiamo al nuovo e ulteriore compito che i magistrati inquirenti si sono assegnati (oltre a quelli già gravosi che svolgono) ossia raggiungere il territorio, le comunità, muoversi tra le persone, stare vicini al “popolo” in nome del quale sono chiamati a svolgere il proprio lavoro.

Riteniamo che non si possa voltare lo sguardo e che la violenta arroganza criminale imponga una reazione prima di tutto civile. Una reazione che parta dal basso e riguardi tutti, singoli cittadini e autorità locali, chiamati a non fare finta di nulla e reagire con le armi della legalità, trasparenza, partecipazione, della leale e fiduciosa collaborazione con le istituzioni preposte alla giustizia e alla sicurezza collettiva.

Lo ripetiamo ancora, proprio nel momento in cui, passata la furia mediatica conseguente all’ultimo omicidio, uomini delle istituzioni locali sembrano tornati, in modo imbarazzante e sconfortante, a parlare di una situazione pressoché normalizzata, di ritorno alla tranquillità, di superamento dell’emergenza. Ecco una citazione del sindaco Stacca, agli atti del consiglio comunale del 14 dicembre scorso: «Stiamo venendo fuori da determinate illazioni, che non so per quale motivo tutti quanti con grande entusiasmo e grande gioia ci siamo tuffati nel raccontare. Bugie su bugie sulla comunità altamurana, sui nostri altamurani, sui nostri imprenditori, sui nostri concittadini. … Il buio era dipendente dalla cattiveria di tanti che vomitavano falsità su una comunità sana qual è quella altamurana» [leggi qui il relativo articolo]. Anche l’assessore alla cultura Giovanni Saponaro, in un incontro pubblico tenuto il 28 dicembre, ha ribadito il concetto parlando di una «strumentalizzazione dei mezzi di informazione» che ha infangato la positiva immagine di Altamura.

Secondo questi signori basta che tacciano le pistole e, per incanto, si torna tutti nell’isola felice; i problemi sono le illazioni, cattiverie e falsità propalate da mezzi di informazioni e da forze oscure.

Per quanto ci riguarda, vogliamo marcare la nostra più totale distanza da questo modo di ragionare e torniamo a ringraziare forze investigative e magistrati impegnati sul territorio per i risultati raggiunti e per il lavoro in corso, che speriamo possa portare ad ulteriori e incisivi esiti. Li ringraziamo anche perché li abbiamo sentiti vicini nell’intendere il problema “illegalità” non solo come una questione di moralità, buona politica, buona economia, ma soprattutto come necessità di non privare questa terra di futuro civile, sociale ed economico, lasciandola a campo di conquista di gruppi criminali o di malaffare di vario genere.

Altamura, 5 gennaio 2011

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