|
«In Puglia la mafia investe sull'energia eolica e
fotovoltaica». L’allarme arriva direttamente dal presidente della commissione
parlamentare antimafia, Beppe Pisanu, al termine della «missione» di due giorni
in Puglia [leggi qui, un articolo della Gazzetta del Mezzogiorno dell'11 dicembre 2010].
Sul tema, insistiamo preoccupati da anni. Segnaliamo alcuni nostri links:
Ecco i nostri links:
Di seguito un intervento di Enzo Colonna, consigliere comunale di Altamura per il Movimento Aria Fresca.
*
ENERGIE RINNOVABILI TRA CRIMINE E POLITICA
Legami tra la criminalità organizzata e il business delle
energie rinnovabili, con collegamenti inquietanti tra la Sicilia e la Puglia.
Non è fantasia, ma la dura realtà. Qualche mese fa, con una serie di condanne,
si è chiusa in Sicilia l’”Operazione Eolo”, un’indagine su mafia ed eolico che l’anno
scorso aveva portato all’arresto di otto persone, scoprendo un patto tra
mafiosi, politici e imprenditori siciliani, campani e trentini. Rivelati
intrecci societari e grandi affari alimentati dagli ingenti finanziamenti
previsti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
È lo stesso business che da alcuni anni ha contagiato il
territorio pugliese: la provincia di Foggia, il Salento e anche la nostra
Murgia. Professionisti, società, imprenditori, sigle sconosciute e uomini di
altre terre hanno battuto e battono le nostre campagne proponendo contratti e
guadagni facili ad agricoltori e proprietari di terreni (otto, dieci, tredici
mila euro ad anno per ogni pala eolica insediata). Sigle e uomini che, in
alcuni casi, abbiamo ritrovato direttamente coinvolti o solo menzionati nelle
risultanze dell’operazione investigativa siciliana. E che ritroviamo anche nelle
inchieste giornalistiche, sempre più numerose, dedicate al tema. Altre sigle e
altri uomini (e donne) rimandano a vicende più lontane da noi, a strane
coincidenze e sovrapposizioni da noi, però, non verificabili.
Quella dell'energia “pulita” pare diventata una
straordinaria occasione per affari ed investimenti per nulla puliti. La cosa
incredibile, inoltre, è che a volte chi realizza gli impianti ottiene denaro
pubblico per realizzare centrali eoliche che non producono alcuna energia
elettrica.
E dalle nostre parti cosa pensano e fanno le nostre classi
dirigenti politiche e amministrative locali? Vogliono proseguire con questa
sequenza di soldi facili, finanziamenti pubblici, paesaggi naturali distrutti?
Ricordiamo ad esempio quanto contestata sia stata l’installazione
di decine e decine di pali eolici nel territorio murgiano compreso tra Minervino
Murge e Spinazzola o nel Salento, si pensi al caso di Giuggianello. O ancora quante
perplessità e ombre abbiano accompagnato il via libera della Regione al parco
eolico off shore al largo di Tricase.
Il problema è per un verso di natura giudiziaria: attendiamo
l’esito delle indagini in corso come momento imprescindibile attraverso cui
fare chiarezza su questi vorticosi giri di società e di denaro e portare
serenità nell’ambiente di quegli operatori ed imprenditori seriamente ed
onestamente impegnati in questo strategico settore economico e industriale.
Ma è soprattutto un problema di natura politica, nel senso
più alto e pieno del termine: quale idea dello sviluppo e della prospettiva di
crescita da assicurare ai rispettivi territori hanno politici ed amministratori
locali?
Diciamo la nostra, in pochissime parole.
Per quanto ci riguarda, riteniamo che la Puglia deve restare leader
nazionale nella produzione di energia pulita e, al contempo, combattere le
speculazioni per tutelare il suo meraviglioso paesaggio.
Ciò passa, ad esempio, attraverso un convinto sostegno alla
realizzazione di impianti realmente “sostenibili”, in quanto integrati nelle
attività produttive e nelle abitazioni, integrati con gli immobili, le
infrastrutture e le urbanizzazioni del territorio. Passa pure attraverso una
rigorosa e drasticamente selettiva valutazione dei cosiddetti grandi impianti
“a terra”, i quali rappresentano sicuramente un ottimo investimento finanziario
per abili uomini di affari o d’onore, ma che non portano, in alcuna forma,
ricchezza al territorio. Per questi, nell’immediato, dalla Regione un primo e
significativo segnale potrebbe essere l’istituzione di un’anagrafe pubblica dei
progetti industriali già autorizzati o presentati che assicuri la piena
accessibilità alle informazioni relative non solo al progetto in sé, ma
soprattutto al “curriculum” industriale, finanziario e societario dei soggetti proponenti.
ENZO COLONNA
(consigliere comunale di Altamura - Movimento Cittadino Aria Fresca)
|