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Se facessimo un movimento politico per la città? Che sia alla luce del sole... PDF Stampa E-mail
Scritto da altamura2001, 23-10-2000 18:40

Intervento pubblicato sul numero di ottobre 2000 di Pi@zza. Di silvio teot. E se facessimo un movimento politico cittadino? Ce la fanno in tanti questa domanda. E ce la siamo posta anche noi, più volte. Tuttavia Pi@zza non può essere un movimento politico, né tantomeno un partito o una lista civica. Vabbé che sono anni che ci identificano come una sorta di "braccio armato" della sinistra altamurana, ma quelli che lo pensano si sbagliano di grosso. Il nostro giornale è stato sì uno strumento di informazione di sinistra, ma tra questo e l’essere un vero partito ce ne passa. Resta il fatto che esiste una esigenza forte di tanti che non si sentono rappresentati dai movimenti politici tradizionali. E il bello è che questa sindrome della "non appartenenza" attraversa la destra, la sinistra e pure centro. Vuoi perché certe battaglie non si fanno più, vuoi anche perché è evidente come oggi si siano messi in prima fila, un po’ in tutti i partiti locali, personaggi di medio o basso profilo: gente onesta, per carità, ma mediocre. O altra scaltra ma poco onesta. E allora proviamo a ragionare. Cosa spinge tanta gente a pensare che serva un nuovo ceto dirigente? Prima di tutto l’andazzo consociativo che si respira da qualche anno. Forse la parola consociativismo può suonare forte, eccessiva, ma la tiepidezza che viene mostrata nell’azione politica di opposizione legittima il sospetto. Lo rende palpabile. Noi che facciamo informazione lo avvertiamo ogni qualvolta che i cittadini ci esternano le loro indignazioni su fatti e misfatti che, quasi ogni giorno, si consumano in città. "Ma cosa fanno quelli dell’opposizione?". È questo il ritornello frequente. Spesso è inopportuno ma spessissimo è fondato. Insomma ci sembra che sulle grosse questioni non ci sia, da parte di chi deve esercitare il diritto-dovere di controllo sull’attività amministrativa, un’azione forte, razionale, propositiva e alternativa. L’attività dei nostri consiglieri comunali si è ridotta, da qualche tempo, nella produzione di sterili interpellanze a cui non si fa seguire nessuna forma di coinvolgimento reale dei cittadini. Oppure si assiste alla solita generica tabellonistica. La politica del tabellone in piazza, per corso Federico, in cuisi stigmatizzano presunte azioni forti alle quali non si fa seguire nulla. Fino ad arrivare alla consumata minaccia del "ricorreremo alla magistratura". Minaccia solo annunciata che resta lettera morta. Le denunce, se necessarie, non si annunciano, si fanno! C’è poi l’attività mirata ad ottenere "visibilità". E allora si ricorre alla Radio. Quella di Alessio Dipalo è la più gettonata. Ma anche in questo caso si tratta solo di visibilità personale e non di un movimento, di un progetto, che siano collettivi. Per gli attuali dirigenti basta andare alla radio, e farsi intervistare da Alessio, per sentirsi con la coscienza a posto. Magari finisce, come mi capita di notare, che siano loro ad intervistare Alessio, il quale è più polemico dei suoi intervistati, un battagliero in servizio permanente. Certi amici me lo dicono spesso: "sai basta andare due o tre volte in radio, fare qualche volantino e mezzo tabellone e stai a posto, ti garantisci visibilità". È evidente allora che qui, ad Altamura, si improvvisa. Si fanno recite a soggetto. Si fanno battaglie fasulle. Mancano progettualità di ampio respiro. Manca un programma di governo che guardi a costruire la città del futuro. È pressoché assente persino quel minimo di argine allo scempio. Non so voi, ma a me capita ancora di vedere cose assurde. Ci siamo accorti di come si stia devastando il territorio? Avete notato come pullulano intorno alla città capannoni, costruzioni, opifici, abusivi. Ognuno fa quello che gli pare. Ora, per aggirare le leggi edilizie, vanno di moda le conigliere. Tutti si sono messi ad allevare conigli per ottenere la licenza edilizia. Ma li avete mai visti ‘sti conigli? Su via Bari ce ne dovrebbero essere milioni, almeno stando alle conigliere costruite. L’unico coniglio che conosco è invece quello che vive nella mia veranda: un coniglietto bianco che mia moglie ha regalato alla bambina il giorno del suo compleanno. Per non parlare di quanto accade nel centro storico dove - lo fanno anche persone ben in vista tra quelli che comandano - si procede con lo scempio spacciato per "ristrutturazione". Vivi e lascia vivere. Questa è la regola. E se l’Amministrazione vuole smantellare piazza Zanardelli? Vivi e lascia vivere. E se il mattatoio rimane una cattedrale nel deserto, un monumento allo spreco? Vivi e lascia vivere. E se il Comune sottoscrive con l’impresa addetta a riscuotere le tasse una transazione capestro? Vivi e lascia vivere. Ma ho solo citato solo poche cose che fanno il quadro della situazione. Sulle quali non mi pare che l’opposizione si sia distinta per contrastarle. Questo è il liberismo? È questa la new politic? Beh, se le cose stanno così, dobbiamo dare ragione a Montanelli che recentemente ha dichiarato: "Era meglio quando c’era il muro di Berlino. Sapevamo chi eravamo noi e chi erano loro. Ora non si capisce più niente". Ma il muro non c’è più e, forse, è meglio così. Senza contare che, se lo dovessero ricostruire, lo farebbero abusivo, tanto per non perdere l’abitudine. Non pretendiamo cambiare la storia né entrare in questioni internazionali o nazionali. Ma almeno, nel nostro piccolo, ad Altamura è possibile pretendere uno sviluppo decente, moderno ma anche rispettoso delle regole?

E se facessimo un movimento politico cittadino? Forse la questione non è poi tanto campata in aria. Crediamo che si possa osare. Coinvolgendo una generazione di persone capaci, oneste e con una biografia alle spalle senza equivoci. C’è questa gente. Ne siamo sicuri. Si tratta di convincerla a "scendere in campo", ad assumersi la responsabilità di salvare questo paese perso. È un dovere civico provarci. Che si torni al dialogo, alla democrazia delle idee. Che non significa necessariamente creare un partito (ce ne sono già abbastanza) o una lista civica. Ma di creare qualcosa di simile a quello che, alla fine degli anni sessanta, è stato il Circolo "Graziano Fiore": una vera fucina di pensieri felici. Una scuola per tanti quadri dirigenti di spessore. Oggi non ci sono cartine di tornasole legate alle ideologie. Oggi è più complicato ma non impossibile. Basterebbe guardare alla qualità della vita come obiettivo principale e sarebbe già tanto. Altrimenti lasceremo ai nostri figli un paese devastato, senza piazze, senza teatri, senza servizi decorosi, senza dignità. Sulla base di queste considerazioni, credo che alla questione posta in apertura vada data una risposta positiva. Un movimento culturale serve, eccome. E ciò non deve voler dire che necessariamente si proponga come lista civica. In fondo, se a destra è nato il Forum, significa che certe questioni di trasparenza e di qualità del ceto politico sono avvertite anche su quel fronte. Allora si può pensare di crearlo questo dannato movimento, al di là delle singole appartenenze. Rimanendo tutti con le proprie chiese e parrocchie, trasversale e organico al tempo stesso. Questa tuttavia è solo una opinione personale che esige un dibattito più articolato che chiarisca tante altre sfumature. Quelle che, al momento, non colgo con serena chiarezza. Si può provare, certo. Ma parliamone subito. Alla luce del sole. Magari sulle pagine di questo giornale.


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