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Appello per un'Altamura nuova. Altamura2001. PDF Stampa E-mail
Scritto da altamura2001, 10-01-2001 18:37

Il testo completo del nostro appello. L’inadeguatezza delle forme della rappresentanza politica ed amministrativa rispetto alle trasformazioni economiche, sociali e culturali in atto si fa di giorno in giorno più drammatica. Il fenomeno è nazionale, ma nella nostra città esso assume caratteri specifici di tale evidenza che lo aggravano ulteriormente.

Altamura sembra essere incosciente della trasformazione che la attraversa, disinteressarsi a una mutazione che coinvolge l’interezza del suo corpo; viene governata da pochi nell’interesse di pochissimi. Il suo ceto politico appare incapace di prospettare un governo collettivo, condiviso e pubblicamente riconosciuto della trasformazione. L’immobilismo, l’incapacità, l’afasia della sinistra e il successo degli slogan semplicistici della destra sono lì a dimostrarlo.

Eppure se si vuole segnare una svolta ideale e politica in città, se si vuole sottrarre Altamura alle logiche di un’esclusione sociale sempre più grave, di una privatizzazione dello spazio pubblico messa in atto in questi anni, se si vuole restituire voce alla politica come governo collettivo della trasformazione e fare in modo che non sia il solito "comitato d’affari", è necessario guardare alle trasformazioni della spazio politico, indagare e comprendere la compressione della partecipazione che si è verificata nell’inarrestabile e inevitabile declino delle forme classiche della politica e dei suoi attori dell’ultimo ventennio. Gran parte del mondo dell’associazionismo e delle professioni, della cultura, dei giovani, sembra rassegnata al silenzio, all’impossibilità di cambiare il corso delle cose. A volte si ha l’impressione che siano molti, davvero molti, coloro che non riescono più a trovare punti di riferimento credibili nella politica del centrosinistra altamurano.

Le forme organizzative di partito sono rimaste bloccate, culturalmente incapaci di rispondere adeguatamente a vecchie e nuove esigenze dei cittadini, delle forze imprenditoriali, culturali e sociali del territorio; ingessate in logiche centralistiche e settarie che credevamo inesorabilmente appartenenti al passato.

Vistosi ed allarmanti appaiono i ritardi e le inefficienze della Pubblica Amministrazione, inadeguati i tentativi di risposta alle grandi e piccole sfide dell’immigrazione, del disagio giovanile, delle crisi ambientali, della scuola e della formazione, dell’economia globalizzata ed informatizzata, del degrado civile e sociale, della domanda di strutture, spazi e servizi aperti alla fruizione collettiva ed alla partecipazione dei cittadini.

Sembra che le forze partitiche, chiuse a quanti non rientrino nella ristretta cerchia di intimi e fedelissimi, si aggreghino o disaggreghino su tutto fuorché su questi temi, che le coalizioni nascano e muoiano non sui contenuti, ma sulla conservazione di piccoli apparati o di piccole carriere personali; tutto si riduce nella conversazione tra pochi addetti ai lavori. Tanto più si parla di programmi e di contenuti, tanto minore è la concreta volontà di realizzarli.

L’interesse di tutti interessa davvero a qualcuno?!

Quand’anche, in qualche singola forza politica o singolo esponente politico, emerge la consapevolezza dell’assoluta necessità di proporre alla città un concreto e radicale piano di riforme e di sviluppo civile, questa finisce per inaridirsi in estenuanti contese o per esprimersi in modo tardivo, confuso e contraddittorio, finisce per tradursi in iniziative inutili ed occasionali. Sono mancate le parole e le idee chiare; anzi, su molte questioni, sono mancate del tutto le parole e le idee.

Che cosa aspettiamo allora? Che un centrodestra caotico ed inaffidabile si proponga per altri cinque anni alla guida della città?

Che cosa aspettiamo? Che questo centrosinistra si dissolva completamente nelle rivalità personali e nella sterile ricerca di un leader?

Che cosa aspettiamo ancora? Che una politica delle marionette e delle ambizioni personali occupi definitivamente lo spazio un tempo assegnato alla ragione, alle idealità, alla passione ed alla partecipazione dei cittadini, ai progetti ed alle realizzazioni?

Che cosa aspettiamo? Che scribi e farisei locali continuino a discutere di questo o quel successo elettorale, di posti di potere occupati o da occupare, mentre carovane di elettori si muovono verso l’astensione, verso l’indifferenza, lontani dall’impegno civile?

Che cosa aspettiamo? Che tutti si convincano davvero che le cose non cambiano, i metodi restano sempre gli stessi ed i soliti pochi continuano comunque a fare i loro affari?

L’aspetto più desolante della situazione altamurana è che tutti, del ceto politico, sembrano d’accordo nell’aspettare. Aspettare cosa? Non lo capiamo. E’ necessario allora uscire velocemente da questo appiattimento. Per fare questo bisogna mirare alto. Serve un metodo di governo fatto di capacità, di sensibilità e di scelte coraggiose. Serve un piano di sviluppo civile che punti ad una migliore qualità della vita per tutti e non solo ad una vita di qualità riservata a pochi: attraverso una migliore organizzazione e modernizzazione dell’apparato istituzionale ed amministrativo, la valorizzazione dell’impegno e delle professionalità degli altamurani, il coinvolgimento dei cittadini nelle scelte amministrative; attraverso infrastrutture e servizi adeguati alle effettive necessità dei cittadini e non agli interessi di pochi; attraverso investimenti massicci nella formazione e nella ricerca per nuovi percorsi professionali e mestieri; attraverso il rispetto della legalità e degli interessi collettivi, la valorizzazione e l’apertura alla fruizione collettiva di tutti gli immobili di interesse pubblico; attraverso il sostegno alle attività di volontariato e del settore no profit, il ricorso a forme di cooperazione pubblico-privato; attraverso la difesa del territorio e dell’ambiente da tutte le forme di speculazione e di distruzione, una crescita urbana programmata e qualificata, la piena attuazione delle destinazioni urbanistiche di piano, l’effettiva realizzazione di tutte le opere primarie e secondarie di urbanizzazione.

E’ per queste ragioni che Altamura ha assoluto bisogno di una nuova stagione politica. Questa necessità non si riferisce soltanto all’esigenza di delineare un’idea diversa di governo della città, ma soprattutto all’urgenza di rivitalizzare una rete di persone, rapporti ed esperienze che oggi appare priva del mordente necessario, utile per assicurare condizioni migliori al confronto politico e sociale. La scelta tra destra e sinistra dipende certo dalle scelte, dalle proposte, ma anche e soprattutto dalla capacità di comunicare, parlare e ascoltare; quella capacità, per intenderci, che è mancata negli ultimi anni alla sinistra, non solo altamurana.

E’ necessario riconquistare il senso di uno "spazio pubblico" (oggi immiserito a terra di conquista di avventurieri, opportunisti ed affaristi) per tracciare un possibile sentiero di riflessione che possa indicare la città futura come luogo comune di diritti eguali ed interi per tutti, sottratto alle strategie dell’intolleranza, dell’esclusione, della repressione, e che possa immaginare una città non più corpo e spazio amorfo di una socialità perduta o ridotta a un circolo chiuso di produzione e consumo. Non possiamo accettare passivamente che le trasformazioni in atto non siano governate collettivamente. Tutto ciò implica una decisa capacità di rinnovamento politico e culturale del centrosinistra altamurano, di apertura autentica verso la società, i suoi soggetti, i diversi interessi.

Per fare questo non è più sufficiente piangere, lamentarsi, disperarsi e recriminare se un territorio è quotidianamente saccheggiato, se dilagano forme di inciviltà, intolleranza, di teppismo o delinquenza di ogni genere, se l’unico teatro cittadino è chiuso da dieci anni, se mancano spazi verdi, se mancano servizi e strutture a disposizione della collettività... mentre il tormentone partitico continua e lascia imputridire la nostra città.

Diciamo la verità: di chi è la colpa di tutto questo. Sono solo amministrazioni fatiscenti e distratte i colpevoli? Solo una classe politica mediocre e sterilmente rissosa, priva di di idee e passioni? O questo non è anche il risultato ovvio di scelte da tutti noi fatte in questi anni?

E’ giunto il momento, allora, di un impegno diretto di noi cittadini. Spetta a noi scegliere la qualità dello sviluppo che vogliamo e su cui intediamo impegnarci. Spetta a tutti noi prendere cura delle cose che a noi stanno a cuore e che non hanno sinora trovato un’adeguata risposta nel funzionamento della politica altamurana. Spetta a noi prendere l’iniziativa e proporre un piano di sviluppo civile adeguato alle nostre esigenze di cittadini.

Vogliamo dare inizio ad nuova iniziativa politica e civile che sia un segno di speranza, di libertà e di responsabilità. Perché è giunto il momento di ricominciare a rappresentare gli interessi di tutta la comunità per opporsi finalmente a quella rappresentanza dei pochi e dei forti attuata in questi ultimi anni.

Un’iniziativa autenticamente libertaria, aperta alla partecipazione di tutti.

Vogliamo verificare - diteci, dunque - se questo Movimento, come crediamo, ha un senso o potrà averne, se potrà essere utile ad Altamura ed a noi stessi che in questa città ci viviamo. Chiunque voglia sottoscrivere questo appello, sia interessato o voglia aderire a questa nuova iniziativa che punta alla costruzione di una città aperta a tutti ed a disposizione di tutti può contattarci ai seguenti indirizzi:

lacittaditutti@hotmail.com (la a va scritta senza accento)

oppure

altamura2001@hotmail.com

oppure

Movimento cittadino per la costruzione di una città di tutti - Altamura2001

C.so Federico II di Svevia n. 90 (recapito provvisorio c/o Associazione culturale Piazza)

 


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