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La delibera del Consiglio comunale di Altamura di adesione al Parco della Murgia PDF Stampa E-mail
Scritto da altamura2001, 28-07-2001 18:24

DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI ALTAMURA

Seduta del 27 luglio 2001

La deliberazione è stata proposta da consiglieri rappresentanti tutti i partiti della maggioranza di centrosinistra ed è stata approvata con il voto unanime dei consiglieri presenti, sia di centrosinistra che di centrodestra.

Relatore della proposta deliberativa per la maggioranza è stato Enzo Colonna, consigliere comunale indipendente del gruppo consigliare dei Democratici di Sinistra — DS.

__________

Oggetto: Legge n. 394 del 6 dicembre 1991 e Legge n. 426 del 9 dicembre 1998, art. 2, comma 5 - Adesione del Comune di Altamura all’istituendo Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

Il Consiglio Comunale di Altamura,

PREMESSO CHE

  • le dinamiche messe in atto dai processi di trasformazione territoriale e gli effetti indotti dai profondi cambiamenti che hanno investito il mondo rurale, hanno determinato, negli ultimi anni, un processo di intensa modificazione anche dell’uso e dell'immagine stessa del paesaggio murgiano. Sia le componenti antropico-insediative che quelle fisiche naturali appaiono oggi, per varie cause concomitanti, in uno stato di forte degrado;
  • l'Alta Murgia rischia di diventare ricettacolo di fanghi di depurazione e reflui, in violazione al Piano Regionale delle Acque;
  • la proliferazione, inoltre, a 360° di costruzioni residenziali e no (alcuni dei quali di dimensioni ragguardevoli) continua a "consumare" e frammentare porzioni sempre più vaste di territorio;
  • l'Alta Murgia paga il prezzo di una pesante servitù militare: 5 poligoni di tiro, tre dei quali in agro di Altamura, pressoché permanenti ed una polveriera (quella di Poggiorsini) su cui non solo grava il sospetto di essere stata già utilizzata come deposito di scorie nucleari ma che uno studio commissionato all’ENEA individuerebbe quale sito "idoneo" per il Deposito nazionale di materiali radioattivi;
  • la scoperta dell’Uomo di Altamura e delle Orme dei Dinosauri avvenuta nel territorio di Altamura, arricchiscono un patrimonio di rilevanza mondiale che attende ancora di essere studiato e valorizzato ai fini turistici con la prevedibile e positiva ricaduta economica su ampi settori della produzione e dei servizi locali.

RILEVATO CHE

  • la salvaguardia delle risorse naturali di questo territorio non può limitarsi ad una semplice logica di conservazione passiva, ma deve semmai passare attraverso un processo complessivo di rivitalizzazione dei suoi complessivi assetti territoriali;
  • le qualità di quest’area richiedono pertanto un intervento non settoriale di semplice istituzione di un'area protetta, ma piuttosto una strategia complessa capace di avviare, insieme ad una politica di attenta salvaguardia delle risorse ambientali, un processo di riequilibrio territoriale;
  • l'importante valore ecologico, storico e culturale del paesaggio altomurgiano e la stessa difesa del patrimonio di diversità biologica non possono prescindere, anzi in questo caso dipendono, da una attenta salvaguardia dei paesaggi agricolo-pastorali prodotti dalla millenaria azione dell'uomo, si intende attraverso l'istituzione di un parco creare le condizioni affinché questo territorio possa diventare il laboratorio di una convivenza tra uomo e natura; un laboratorio in cui sperimentare un progetto concreto di valorizzazione e di promozione della straordinaria ricchezza umana, culturale e naturale presente in questo contesto, in grado di realizzare l'obiettivo del riequilibrio territoriale, attraverso la gestione sostenibile delle risorse naturali e territoriali;
  • andando oltre la politica dei veti e dei divieti, si intende promuovere l'istituzione di un parco che faccia della salvaguardia attiva, della promozione dello sviluppo rurale, in chiave ecologicamente sostenibile, nonché della reinterpretazione del patrimonio ereditato dal passato, l'obiettivo prioritario da raggiungere;
  • si intende in questo modo non solo conservare - in quanto essenziale per il mantenimento della biodiversità a livello continentale - questo particolare "giardino di pietra", esito della millenaria interazione fra uomo e natura, ma anche lavorare per far sì che la "cultura del paesaggio", che ha prodotto l'immagine e l'identità, ma anche la naturalità stessa di questo territorio possano diventare il motore stesso di un nuovo progetto di sviluppo sostenibile per questo territorio;
  • a questo proposito si intende promuovere, con la stessa istituzione del parco ed in coerenza con gli obiettivi del V Programma d'azione europea, l'avvio di un approccio integrato che, escludendo la visione settoriale dei problemi esistenti, operi:
  1. per garantire certezza e futuro alla economia del mondo agricolo e zootecnico in considerazione del rischio di esclusione delle regioni del Sud Italia (attualmente ricomprese nell’Obiettivo 1 delle Iniziative comunitarie) dalle future forme di intervento e sostegno economico-finanziario dello Stato italiano e dell’Unione Europea;
  2. per salvaguardare i caratteri geomorfologici, geologici e idrologici, le componenti biotiche del territorio;
  3. per valorizzare le aree rurali attraverso la loro qualificazione globale, ovvero sociale, ambientale, economica;
  4. per realizzare un equilibrio sostenibile tra l'attività agricola, le altre forme di sviluppo rurale e le risorse naturali dell'ambiente;
  5. per salvaguardare in un’ottica attiva le strutture storiche e gli assetti di paesaggio;

  • l'obiettivo che l'istituzione di questo parco si prefigge non può evidentemente essere raggiunto semplicemente attraverso l’imposizione di decreti e di divieti, ma deve al contrario diventare l'esito di un progetto di costruzione collettiva;
  • la costruzione di questo Parco deve a questo proposito trasformarsi in un'occasione per attivare, grazie alle risorse messe a disposizione dalla comunità nazionale e internazionale, un vero e proprio cantiere pilota, di "produzione ambientale", un grande "cantiere aperto" che potrà svilupparsi solo nel tempo attraverso il diretto coinvolgimento, su diversi piani e livelli, dei diversi soggetti locali, e attraverso una molteplicità di azioni, procedure e progetti che dovranno scaturire dall'imprevedibile creatività di tutti coloro che vorranno partecipare al suo stesso svolgimento;
  • in questo senso il Parco anziché limitarsi ad agire per vincoli, dovrà trasformarsi in una sorta di catalizzatore e in un diffusore di nuova progettualità ambientale e territoriale;
  • perché questo avvenga è necessario impegnarsi per costruire processi nuovi attraverso cui attivare dal basso una nuova cultura dell'imprenditorialità ambientale; sperimentare modalità alternative di pianificazione e di programmazione degli interventi; esplorare nuove forme di coinvolgimento e sostegno degli operatori pubblici e privati; sviluppare tecnologie e saperi innovativi, garanti e rispettosi dell'identità di questo territorio;
  • occorre lavorare ed agire in maniera tale che sia la stessa società locale, a cui da sempre nel tempo è stata affidata la produzione e la manutenzione delle risorse ambientali, a trovare nelle "opportunità" offerte dalla realizzazione di un parco, il motore attraverso cui attivare un nuovo progetto di sviluppo in grado di sgelare e di rimettere in moto "i margini di energia inutilizzata" e la creatività diffusa in questo contesto;
  • solo in questo modo il Parco, anziché essere vissuto come una imposizione potrà diventare uno strumento fatto proprio e scelto dalle popolazioni locali;
  • all'interno di questa logica il momento dell'istituzione rappresenta evidentemente un momento fondamentale: è con l'istituzione che si gettano le fondamenta per la costruzione del Parco, si individuano gli obiettivi e le finalità, si definiscono i confini, si gettano le basi del riconoscimento delle qualità e delle specificità territoriali e soprattutto si costruiscono le basi del dialogo fra i diversi enti preposti alla sua stessa costruzione. Si mettono insomma le fondamenta per l'avvio di un "cantiere" che durerà nel tempo.

CONSIDERATO CHE

  • l'Alta Murgia aspira ad assumere un ruolo di primo piano nel più vasto contesto territoriale in cui si colloca e ciò risponde alla necessità di poter coniugare la tutela di un patrimonio di enorme valore storico ed ambientale con un'ipotesi di sviluppo sostenibile, in grado di emanciparla dalla condizione di marginalità economica e dal degrado in cui sempre più versa;
  • il risultato del percorso compiuto da un vasto ed eterogeneo movimento di forze politiche e sociali consiste nel riconoscimento dell'Alta Murgia prima come "area di reperimento" per nuovi parchi nazionali (L. n. 394/91, art. 34) e poi come Parco Nazionale (L. 426/98, art. 2 comma 5, 0, 0);
  • l'istituzione del Parco, in realtà, non è altro che la presa d'atto di una serie di vincoli già esistenti sul territorio. Infatti, per la particolarità del sistema idrogeologico (vi si riscontra l'intera gamma dei fenomeni carsici presenti su tutto il territorio nazionale), l'Alta Murgia è sottoposta a vincolo [R.D. 30.12.1923 n. 3267; L. 10.5.76 n. 319 e sue modifiche; P.R.A. (Piano Regionale Acque) del. Cons. Reg. n. 455 del 10.5.1984];
  • l'Alta Murgia è stata individuata come Zona di Protezione Speciale (ZPS), ai sensi della Direttiva 79/409/CEE (Direttiva per la conservazione degli Uccelli selvatici selvatici - codice IT9120007; Sup. 143.152), con nota del 24.12.1998 per SCN/DG/98/20775 del Ministero dell’Ambiente. Si tratta di un’area di grande importanza che ospita specie ad habitat di interesse comunitario già individuata come S.I.C. (Sito d’Interesse Comunitario) ai sensi della Direttiva 43/92 CEE "Habitat";
  • insistono inoltre sul territorio altri vincoli quali quelli della Legge Galasso e successive modifiche (L. n. 431/85 e L.R. n. 30/90), della direttiva 43/92/CEE relativa alla conservazione degli Habitat naturali e seminaturali nonché della flora e fauna selvatiche, del Piano Regionale Acque (Del. Cons. Reg. 455/84), del PUTT (Piano Urbanistico Territoriale Tematico, 0, 0);
  • i processi di degrado rischiano di cancellare per sempre gli ecosistemi naturali ed antropici dell'Alta Murgia;
  • la legge 426/98 art. 2 comma 5 istituisce il Parco Nazionale dell’Alta Murgia, previa intesa tra Ministero dell’Ambiente e Regione Puglia;
  • la Regione Puglia con la Legge Regionale che ha introdotto le "Norme per l'istituzione e la gestione delle aree naturali protette nella Regione Puglia", nell'art.5, ha individuato l'Alta Murgia come area protetta;
  • il Ministero dell'Ambiente ha più volte sollecitato la Regione Puglia a sottoscrivere l'intesa (note del 6/10/99 e del 22/12/99 del Servizio Conservazione Natura, 0, 0);
  • il Ministero dell’Ambiente e la Regione Puglia hanno già erogato finanziamenti (Intervento E13 del Piano Triennale del Ministero dell’Ambiente) per uno "Studio per il Piano di Area dell’Alta Murgia", attualmente in fase di avanzata elaborazione da parte del Politecnico di Bari, Dipartimento di Architettura e Urbanistica;
  • i Comuni inclusi nell'area dei Parco fino ad oggi - con l’eccezione del Comune di Altamura - hanno già espresso, a più riprese, il loro assenso presso la Regione Puglia e il Ministero dell’Ambiente all'intesa per l'istituzione del Parco Nazionale dell'Alta Murgia [Documenti approvati in occasione delle Conferenze di Servizi (ex art. 14 L. 241/90 e art. 17, comma 4, L. 127/97) tenute presso il Comune di Ruvo di Puglia il 27/02/98 e di Andria il 27/10/2000];
  • il Consiglio Comunale di Altamura ha deliberato, in prima istanza, di aderire all’istituzione del Parco dell’Alta Murgia (Deliberazione di Consiglio Comunale n. 28 del 17.02.1992) e successivamente, senza tener conto della precedente deliberazione, ha deliberato di "demandare all’istituto del "Referendum consultivo", così come previsto dall’art. 66 dello Statuto di questo Comune, la determinazione in ordine alla istituzione del Parco dell’Alta Murgia" (Deliberazione di Consiglio Comunale n. 82 del 3 dicembre 1993, 0, 0);
  • tale Referendum consultivo, in realtà, non si è mai tenuto nel corso di questi otto anni, in quanto l’istituto referendario, pur previsto dallo Statuto comunale, non è mai stato vigente non essendo mai stato adottato, come dispone lo Statuto, il relativo regolamento;
  • non si ritiene di protrarre oltre la situazione di incertezza e contraddittorietà determinatasi in virtù dell’adozione di due deliberazioni consiliari di tenore e contenuto differente (rispettivamente le deliberazioni n. 28/92 e n. 82/93, 0, 0);
  • in particolare non si ritiene di procrastinare ulteriormente, subordinandola ad un istituto referendario privo ancora di efficacia ed operatività, ogni determinazione in ordine all’adesione del Comune di Altamura al Parco Nazionale dell’Alta Murgia (istituito, peraltro, con legge dello Stato n. 426/98), in quanto si registra un consenso diffuso e a più riprese rinnovato nella società civile ed in altri settori produttivi, da parte dell'Università, del mondo della scuola e della ricerca scientifica, delle associazioni culturali, ambientaliste e professionali, delle comunità ecclesiastiche e religiose;
  • le associazioni di categoria ed ambientaliste (ACLI, Confcommercio ed i sindacati unitari CGIL, CISLI, UIL) hanno espresso consenso all'istituzione del Parco; quest’ultime insieme alla COLDIRETTI, CIA, CONFAGRICOLTURA, ITALIA NOSTRA, WWF e LEGAMBIENTE hanno sottoscritto un documento unitario (Bari — 10 maggio 1999) nel quale esprimono parere sostanzialmente favorevole all’istituzione del parco.
 

VISTO

  • l’ art. 2, comma 5, della legge n. 426/98;
  • il DPR n. 357 del 8.9.97, "Regolamento di attuazione della direttiva 43/92/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche;
  • la Direttiva 409/79/CEE;
  • il P.U.T.T. e P.B.A. (Piano Urbanistico Territoriale Tematico e Piano Beni Ambientali) adottati dalla Giunta Regionale con deliberazione n. 69165/1994;
  • il P.R.A. (Piano Regionale Risanamento Acque) approvato con deliberazione del Cons. Reg. n. 455 del 10.5.1984;
  • la L. n. 431/1985 (Tutela di zone di particolare interesse ambientale, 0, 0);
  • la L.R. 19/1997, art. 5 (individuazione dell'Alta Murgia come area protetta, 0, 0);
  • il DPR 12.4.1996 (atto di indirizzo e coordinamento concernente disposizioni in materia di valutazione di impatto ambientale, 0, 0);
  • la nota dell'Assessorato Regionale all'Ambiente del 16.2.2000 recante le nome di attuazione dei DPR n. 357/97 per la Zona di Protezione Speciale "Alta Murgia";
  • il D.M. del 3.04.2000 (elenco siti SIC e delle zone di protezione speciale, G.U. n. 95 del 22.04.2000, 0, 0);
  • il Reg. CEE n. 1765/92, art. 9 (PAC seminativi, 0, 0);
  • il Reg. CEE n. 1257/99 (sostegno allo sviluppo rurale - FEOGA, 0, 0);
  • il Reg. CEE n. 1260/99 (disposizioni generali sui fondi strutturali, 0, 0);
  • il Programma Operativo Regionale (P.O.R.) 2000-2006 (fondi strutturali, 0, 0);
  • la L.R. n. 7/98 (nome per l'esercizio delle funzioni relative agli usi civici e terre collettive, 0, 0);
  • le risultanze della Conferenza di servizi convocata dal Presidente Regione Puglia pro-tempore il 24.11.1993 in Bari, per la proposta di perimetrazione e di definizione delle norme di salvaguardia provvisoria del Parco Nazionale dell'Alta Murgia;
  • il documento approvato dai Comuni del Parco nella Conferenza di servizi convocata presso il Comune di Ruvo di Puglia il 27/02/98 ed il Comune di Andria il 27/10/ 2000,

DELIBERA

1) di revocare la precedente Deliberazione di Consiglio Comunale n. 82 del 3 dicembre 1993;

2) di aderire alla istituzione del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, avendo individuato in esso la perfetta rispondenza degli obiettivi di tutela ambientale e di sviluppo economico delle attività agro-silvo-pastorali compatibili con il proprio territorio, con riferimento alla L. n. 394 del 6.12.91 e alla L. n. 426 del 9.12.1998, art. 2;

3) di invitare la Regione Puglia a concludere tutte le procedure di sua competenza per pervenire nel più breve tempo possibile alla sottoscrizione del documento d’intesa con il Ministero dell’Ambiente (L. 426/98, art. 2, comma 5, 0, 0);

4) di invitare il Ministero dell’Ambiente a concludere con urgenza le procedure previste dalle leggi su indicate (punto 1) per l’emanazione del Decreto del Presidente della Repubblica di Istituzione del Parco Nazionale dell’Alta Murgia (L. 426/98, art. 2, comma 5, 0, 0);

5) di impegnare il Sindaco e la Giunta, assieme alla Conferenza dei Capigruppo, ad attivare tutte le iniziative ritenute necessarie per il coinvolgimento attivo delle categorie produttive, della comunità cittadina e delle sue espressioni politiche, economiche e culturali organizzate, per un’ipotesi di zonizzazione e/o perimetrazione ed in particolare a porre in essere ogni iniziativa utile a garantire la partecipazione e il coinvolgimento delle associazioni di categoria

e ambientaliste locali all’interno dell’istituendo Comitato di gestione dell’Ente Parco;

6) di inviare copia del presente deliberato al Ministro dell’Ambiente e al Servizio Conservazione e Natura del Ministero dell’Ambiente, al Presidente della Regione Puglia e all’Assessore regionale all’Ambiente, nonché a tutti i Sindaci dei Comuni dell’Alta Murgia;

7) di dare mandato al Sindaco e alla Giunta a provvedere alla revoca di ogni atto o determinazione in contrasto con la presente deliberazione e di dare esecuzione alla stessa;

8) di impegnare l’Amministrazione comunale ad attivare sin da ora, sui rispettivi territori comunali inseriti nell’area dell’istituendo parco, politiche urbanistiche ed ambientali rispettose dei vincoli già presenti e di salvaguardia dei valori ambientali ivi presenti;

9) di dichiarare il presente provvedimento immediatamente eseguibile ai sensi dell’art. 134, comma 4, D.lgs 18 agosto 2000 n. 267.


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