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Il caso di Nardò PDF Stampa E-mail
Scritto da altamura2001, 23-01-2001 18:13

Interrogazione in Commissione europea di Giorgio Celli. Questo è il testo dell’interrogazione presentata alla Commissione europea dal parlamentare Giorgio Celli (Gruppo dei Verdi al Parlamento europeo) in merito al "Progetto di porto turistico ‘marina Torre Inserraglio’ da realizzarsi in località ‘Serra Cicora’ — Comune di Nardò (Lecce)". In questo caso siamo in presenza di un intervento di trasformazione urbanistica programmato in una zona vicina a due Siti di Importanza Comunitaria (SIC).

* * *

Il Comune di Nardò (Lecce) ha avviato un procedimento amministrativo su istanza della società ICOS s.r.l. per l’approvazione del "progetto definitivo" del porto turistico "Marina di Torre Inserraglio", da realizzarsi in località "Serra Cicora". Il progetto prevede: un’area totale d’intervento di 72.000 mq; escavazione di un bacino interno di 42.000 mq; un canale di accesso di 55 m di lunghezza per 35 m di larghezza; due moli foranei a mare aventi lunghezza l’uno pari a 148 m e l’altro di 15 m; infrastrutture a terra (superficie totale di 27.000 mq, area parcheggio per oltre 300 posti auto, strade di collegamento e due edifici per servizi).

La zona prescelta per l’intervento è situata a circa Km. 4 dal SIC IT9150013-Palude del Capitano, a circa Km 1,100 dal SIC IT9150007-Torre Uluzzu, e contigua al SIC IT9150024-Torre Inserraglio.

Lo scavo del canale di accesso al porto interesserà un tratto di scogliera caratterizzato da un habitat di interesse Comunitario ai sensi della Direttiva 92/43/CEE, denominato "Scogliera delle coste mediterranee con limonio endemico". Ampia superficie della zona oggetto d’intervento è ricoperta da macchia mediterranea tutelata da leggi sia nazionali che regionali; sul sito si registra, altresì, la presenza di specie di orchidacee (Orchis Morio; Orchis papilionacea, Ophrys tenthredinifera) tutelate dalla convenzione CITES. Ad una distanza di circa Km. 2,500 si trova la Zona A — Riserva Integrale delll’Area Naturale Marina Protetta Porto Cesareo (istituita con D.M. dello Stato Italiano del 12.dicembre 1997). Inoltre, Il porto dovrebbe nascere a soli 20 metri dal Parco Regionale attrezzato di Porto Selvaggio ed ai piedi di un importantissimo sito d'importanza archeologica oggetto da oltre tre anni di una campagna di scavi condotti dal Dipartimento di Paleontologia dell'Università di Lecce (qualche mese fa l'Università ha richiesto ufficialmente l'apposizione del vincolo archeologico. Lo sbancamento costiero previsto dal progetto pregiudicherebbe definitivamente la ricerca lungo la fascia costiera che -secondo quanto sostenuto dall'Università- dovrebbe contenere tracce di una frequentazione risalente al Neolitico antico. L'Università di Lecce ha già provveduto con proprie note ad allertare la Sopraintendenza Archeologica di Taranto e quella per i Beni Ambientali di Bari. A tutt'oggi, però, non si sono avuti riscontri tangibili). La zona è anche sottoposta a diversi vincoli urbanistici [vincolo ex L. 1497/39 (oggi abrogata e sostituita dal "Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali ed ambientali a norma dell'art. 1 della L 352/97, approvato con D.lgs. n. 490 del 29.10.99, 0, 0); vincolo di Piano regolatore generale vigente quale zona "E2", zona agricola di salvaguardia paesaggistica; vincolo di variante al PRG adottata quale zona "E4", zona di salvaguardia ecologica]. L'accanimento della società ICOS è legato a doppio filo alla presenza nella zona del Residence "Torre Inserraglio" di proprietà della stessa società, che è situato, tra l'altro, in piena zona SIC (quello di Torre Inserraglio per l'appunto!). Nell'estate del 2000, nello stabilimento balneare del residence è stato sbancato un tratto di scogliera per creare uno scivolo in cemento per barche, senza che sia stata effettuata nessuna verifica di impatto od incidenza ambientale. Il residence, insomma, che ancora continua ad essere ampliato, è un espediente continuo per alterare in modo definitivo la zona. Nel Comune di Nardò si è formato un comitato cittadino cui aderiscono associazioni ambientaliste, partiti politici e cittadini che si oppone alla realizzazione del progetto per il devastante impatto che esso avrebbe sull’ambiente circostante.

Può la Commissione assicurare che venga effettuata la valutazione d'incidenza e la verifica d'impatto ambientale ai fini dell'assoggettabilità a VIA sul progetto in questione? Quali misure intende prendere la Commissione per assicurare la tutela dei siti SIC menzionati?

Non pensa che le opere legate alla presenza del residence "Torre Inserraglio" nel sito SIC avente lo stesso nome abbiano comportato un'infrazione del diritto comunitario sugli habitat (direttiva 92/43) e sulla VIA (direttiva 97/11)? Può la Commissione verificare se ci sono gli estremi per l'apertura di un procedimento d'infrazione?

Giorgio Celli


Pubblicato in : Argomenti, Murgia e territorio

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