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TEATRO MERCADANTE: TUTTO FERMO ALMENO FINO AL 2013 PDF Stampa E-mail
Scritto da altamura2001, 27-06-2009 13:14

EMESSA LA SENTENZA DEL TRIBUNALE: LA PIZZERIA NON PUÒ ESSERE SFRATTATA. IL TEATRO RESTA CHIUSO DA 20 ANNI E LE AMMINISTRAZIONI PASSANO SENZA FARE NULLA!

 

TEATRO MERCADANTE:

TUTTO FERMO ALMENO FINO AL 2013

 

Nei giorni scorsi, il Tribunale di Altamura ha emesso la sentenza di primo grado sul caso del Teatro Mercadante che vede opposti l’omonimo Consorzio e i titolari della pizzeria ubicata nel terrazzo ad angolo tra Via dei Mille e la chiesa della Consolazione [per ulteriori dettagli, leggi l'articolo a firma di Onofrio Bruno pubblicato il 23 giugno 2009 da Notizie-Online.it (clicca qui)]. Nell’area occupata dalla pizzeria, il progetto di ristrutturazione del teatro elaborato da una cordata di imprese locali prevede la costruzione di un edificio da adibire a camerini, uffici e servizi. I lavori sono iniziati nel 2004 ma sono stati interrotti nel 2006, all’apertura della causa giudiziaria.

Il giudice ha riconosciuto il diritto della pizzeria di poter restare lì dove si trova fino al 31 dicembre 2012, in quanto titolare di un contratto di locazione. Di conseguenza, slitterà di alcuni anni la possibilità di riprendere i lavori di sistemazione del teatro.

Da parte nostra, ci siamo battuti in mille modi [v. i numerosissimi documenti disponibili nella Sezione 'Teatro Mercadante' di questo blog (clicca qui)] per la definitiva e sicura riapertura del Teatro Mercadante [leggi qui ed anche qui], proponendo sia alla precedente amministrazione di centro-sinistra che a quella attuale di centro-destra soluzioni [clicca qui, per alcuni documenti] che assicurassero il veloce e idoneo restauro del teatro insieme alla tutela dei diritti della collettività altamurana su quel bene e dei soggetti privati coinvolti nella vicenda (il Consorzio ed i titolari della pizzeria). Abbiamo poi accolto con rispetto il lodevole impegno del gruppo di imprese locali che si sono impegnate a ristrutturare a proprie spese lo stabile in cambio della sua gestione [per una sintesi delle questioni e degli avvenimenti degli ultimi anni, v. la Lettera aperta indirizzata il 23 settembre 2006 da Enzo Colonna al Presidente Nichi Vendola dal titolo "Teatro Mercadante di Altamura, ovvero quando i 'mondezzai' diventavano teatri" (clicca qui)].

In questi ultimi anni, abbiamo anche dato fiducia ai ripetuti e solenni impegni presi dall’amministrazione Stacca (il Comune di Altamura è un membro importante del Consorzio Teatro Mercadante), volti a monitorare lo stato dei lavori, il rispetto dei termini di apertura del teatro, il suo definitivo assetto gestionale, addirittura gli irrituali inviti ai giudici di accelerare i tempi di definizione della causa che vedeva contrapposti il Consorzio ai titolari della pizzeria.

Ora possiamo dirlo: quattro ulteriori anni di promesse mancate, di tempo sprecato, di impegni a vuoto da parte di Stacca e della sua maggioranza.

Purtroppo, non rimane che prendere atto che sicuramente i cittadini di Altamura dovranno attendere ancora a lungo prima di avere la gioia di poter godere del proprio Teatro, chiuso ormai dal 1989. Tutto questo perché le amministrazioni Popolizio e Stacca in questi anni hanno sistematicamente rifiutato le soluzioni proposte dal nostro consigliere comunale Enzo Colonna che avrebbero probabilmente consentito di accorciare i tempi e salvaguardare gli interessi di tutti, della parte pubblica e dei privati.

Invece, ancora una volta, siamo costretti a segnalare l’ennesima occasione sprecata a danno dei cittadini amministrati, l’ennesimo fallimento di rappresentanti politici inadeguati.

Altamura, 26 giugno 2009

  

MOVIMENTO CITTADINO ARIA FRESCA

Sede: Vico Mercadante (di fronte Chiesa S. Nicola).
Sito internet: www.altamura2001.com

 

 


Pubblicato in : Argomenti, Teatro Mercadante

Commenti utenti (1)
Postato il paolo, 25-09-2009 16:06,
1. uno dei "padri" dell'opera italiana
ROMA - Quando si è ritrovato a Madrid, con un dottorato di ricerca all'Universitá Complutense, Paolo Cascio, giovane torinese laureato in musicologia e diplomato in composizione, ha ripensato a un altro italiano molto illustre, emigrato come lui nella capitale spagnola quasi 200 anni prima, Saverio Mercadante.  
 
E, un po' per passione, un po' forse per nostalgia dell'Italia, si è messo alla ricerca dei suoi manoscritti. Una caccia al tesoro nella musica e nella storia, che si è conclusa con una scoperta di grande valore: l'unica copia manoscritta completa de "I due Figaro", prima opera composta a Madrid a Mercadante nel 1826, mai messa in scena in epoca moderna.  
 
Un'opera che presto potranno conoscere anche gli appassionati di lirica, dal momento che ha il maestro Riccardo Muti ha deciso di metterla in scena tra l'anno prossimo e il 2011 al Festival di Ravenna e al Festival di Pentecoste di Salisburgo, nell'ambito di un ciclo di opere che fanno capo alla scuola napoletana. E non si esclude un'esecuzione a Madrid in un futuro prossimo. Una copia non autografa dell'opera esisteva a Napoli, ma non era completa e non era considerata in stato adeguato per pensare a trarne un allestimento teatrale.  
 
"Ho passato giorni e giorni nelle biblioteche di Madrid alla ricerca dei manoscritti di Mercadante. Alla fine ho scoperto che c'era molto materiale alla Biblioteca Historica Conde Duque. - racconta Cascio - Mi hanno dato quattro casse verdi, piene di manoscritti: non credevo ai miei occhi quando, alla fine di un manoscritto particolarmente lungo, ho letto 'Saverio Mercadante, 26 ottobre 1826'.  
Era proprio 'I due Figaro', un'opera scritta da Mercadante tra il luglio e l'ottobre 1826, la prima scritta a Madrid dal musicista italiano, commissionata dal Teatro Principe e che però non andò in scena per via della censura".  
 
Finirono infatti sotto accusa alcune frasi del libretto di Felice Romani che adesso potrebbero sembrare innocenti, ma che all'epoca, con i primi moti liberali in giro per l'Europa, dovevano sembrare particolarmente sospette. Qualche esempio: "Io per il naso/meno il padrone/di mio marito/che è sciminunito/questo Masetto/egli proverà./ Da me venite/donne mie care/Ad imparare/come si fa (parla Susanna, la moglie di Figaro).  
 
Oppure: "Or comincio a capir...l'usato stile dei protettori è questo: umani sono. Finché i protetti non danno ombra ad essi; ma li vorriano oppressi quando i talenti loro incominciano a porli in gelosia" (a parlare è Plagio, scrittore di commedie).  
 
"L'opera venne messa in scena nel 1833 e nel 1836 - dice Cascio - non so ancora dove, però. Sto cercando di scoprirlo". Evidentemente questo esordio un po' sfortunato dei "Due Figaro", bloccata dalla censura, deve aver convinto Mercadante che non valeva la pena di riportare il manoscritto in Italia, quando venne chiamato a dirigere il conservatorio di Napoli.  
 
E così "I due Figaro" rimase sepolta per 170 anni prima negli archivi del Teatro Principe e poi alla biblioteca di Madrid, e forse sarebbe rimasta lì per sempre se un giovane studioso italiano, finito a Madrid come tanti "cervelli d'esportazione", non avesse avuto la curiosità e il desiderio di fare l'investigatore.  
 
L'unica parte conosciuta ed eseguita è l'ouverture dell'opera, che venne ridotta per pianoforte da Ricordi che la pubblicò con il titolo "Sinfonia Caratteristica Spagnola nell'opera buffa I due Figaro del Sig. Maestro Saverio Mercadante".  
 
Angelo Nicastro, direttore artistico del Ravenna Festival, assicura che nell'opera "ci sono cose molto interessanti". Paolo Cascio ne parla con molto entusiasmo: "La storia è un sequel delle Nozze di Figaro. Ines, figlia del Conte e della Contessa, s'innamora di Cherubino, che farà di tutto per sposarla.  
 
Il titolo "I due Figaro" nasce da un momento all'interno dell'opera nel quale il Conte cerca di scoprire la verità su Cherubino, e lui si schermisce dicendo di essere Figaro. Nell'opera Figaro viene per la prima volta seriamente redarguito dal Conte, e quasi cacciato dalla magione".  
 
Insomma, in un'epoca che ama moltissimo sequel e prequel, la scoperta di un 'sequel' delle vicende del Barbiere di Siviglia e delle Nozze di Figaro, che si era perduto nei meandri della storia, è una notizia interessante...E, sia Cascio che il festival di Ravenna si augurano che possa essere l'occasione per la riscoperta di Mercadante, uno dei "padri" dell'opera italiana. Forse anche, come sottolinea il giovane studioso, per ricordare un momento in cui la Spagna, almeno dal punto di vista artistico, era considerata "la più bella provincia italiana".  
 
 
(24 settembre 2009)
 
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