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Il documento con il resoconto della manifestazione del 14 dicembre 2000. PDF Stampa E-mail
Scritto da altamura2001, 23-12-2000 00:48


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Manifesto fotografico - ManifestoProgramma - Volantino

Vi trasmetto messaggio e documento ricevuti dagli amici di Torre di Nebbia. Il documento e l'appuntamento del 16 dicembre a Castel del Monte (su cui spero di acquisire presto ulteriori e più dettagliate informazioni) appaiono decisivi, anche alla luce della presenza, all'incontro del 16, del Ministro per l'Ambiente Bordon e del Presidente della Regione Fitto, vale a dire dei soggetti a cui Ã? istituzionalmente demandato il raggiungimento dell'intesa sull'istituzione del Parco dell'Alta Murgia. E' l'occasione per contarsi e far contare le ragioni di chi non si rassegna ancora all'idea di un territorio immiserito a luogo di discariche (abusive e no), cave, capannoni e lottizzazioni (abusivi e no), spietramento, poligoni e depositi militari. Le ragioni, insomma, di chi, come noi, ritiene che la Murgia, come la citt?, sia di tutti e non riservata allo sfruttamento esclusivo dei soliti pochi.


DOCUMENTO DI ADESIONE ALLA MANIFESTAZIONE
INDETTA DAI COMITATI TERRITORIALI ALTA MURGIA
PER IL 16 DICEMBRE 2000 A CASTEL DEL MONTE

Da anni ormai il territorio dell’Alta Murgia è al centro di un dibattito che vede coinvolti, a diversi livelli, gruppi di base, associazioni di categorie, operatori economici, Enti locali e Istituzioni nazionali. Tale dibattito si è incentrato principalmente sull’esigenza di salvaguardare il patrimonio naturale e antropico e sul ruolo da assegnare a quest’area nel più vasto contesto territoriale in cui si colloca.

L’esito più importante e tuttavia ancora provvisorio di questo articolato percorso va individuato, come è noto, nell’approvazione della L.S. 426 del dicembre 1998 che sancisce la volontà da parte del Parlamento di istituire il Parco nazionale dell’Alta Murgia, previa l’intesa tra Ministero dell’Ambiente e Regione Puglia.

Questa intesa, a tutt’oggi, non è stata raggiunta soprattutto a causa dell’ostracismo e dell’indifferenza manifestati dal governo della Regione Puglia.

Nonostante l’esistenza di una serie di norme tese a tutelare il suo patrimonio ambientale, Il territorio dell’Alta Murgia risulta oggi subire una sorta di ultimo assalto che sta compromettendo irreversibilmente la vita dei suoi delicati ecosistemi

 

Negli anni più recenti la principale causa di degrado è rappresentata dalla pratica cosiddetta dello "spietramento". Dopo aver impoverito la diversità genetica delle culture tradizionali con l'estensione della monocoltura cerealicola, un'assurda politica di sovvenzioni pubbliche ha consentito di estendere lo spietramento ben oltre il limite del ragionevole. Eufemisticamente definito "recupero del franco di coltivazione", la trasformazione dei pascoli spontanei in colture, per lo più cerealicole, attraverso la frantumazione delle pietre calcarce, produce terreni poveri soggetti ad un veloce processo di desertificazione, a causa dell'azione erosiva dei venti ed al dilavamento delle acque piovane, azioni non più contrastate dalla presenza degli apparati radicali della vegetazione spontanea. Attualmente lo spietramento ha trasformato in coltivazioni cerealicole più della metà di quell'habitat, la pseudo steppa meditennea, Sito di Importanza Comunitaria (SIC) ai sensi della direttiva 43/92/CEE. Tale devastante pratica di dissodamento dei suoli rischia altresi di perturbate il delicato equilibrio idrogeologico sotterraneo, sottoposto a vincolo di "Riserva di acqua potabile' (R.D. 3011M923 n. 3267, L 10/5/76 n° 319 e sue modifiche, Piano Regionale Acque del. Cons. Reg. n. 455 dei 10/5/1984). E' un disastro ecologico ma non finisce qui.

Inoltre i cosiddetti invasi artificiali costruiti lungo il Costone dell'Alta Murgia, nonostante che da più parti si sia evidenziato il danno ambientale, la poca trasparenza nelle concessioni e, soprattutto l'inutilitá idraulica del progetto (sbarramento di 6 lame, copertura in cemento di 8 ha di Murgia, 40 km di canali, 100 ponti, 5 pozzi artesiani e tre torri coliche) propedeutico ad una diga (Capodacqua) che non c'é: grandi distese di cemento in cambio di insignificanti pozzanghere d'acqua, come testimonia da anni l'invaso costruito a Monte Caccia.

L'Alta Murgia rischia di diventare ricettacolo di fanghi di depurazione e reflui, in violazione al Piano Regionale delle Acque.

La proliferazione di seconde case e di villaggi residenziali (alcuni dei quali di dimensioni ragguardevoli) e dei numerosi "accordi di programma" che consentono grazie alla famigerata L.R. n°34, di costruire in modo indifferenziato nelle zone agricole capannoni industriali, continua a "consumare" e frammentare porzioni sempre più vaste di territorio.

L'Alta Murgia paga il prezzo di una pesante servitù militare: 5 poligoni di tiro pressoché permanenti ed una polveriera (quella di Poggiorsini) su cui grava il sospetto di essere stata utilizzata come deposito di scorie nucleari.

Infine, la piaga delle cave: la presenza di centinaia di atti di estrazione ha trasformato gran parte del territorio in una desolante distesa di enormi buchi con il loro corollario di emuli di materiale di scarto. Le cave dismesse, mai ripristinate dal punto di visto paesaggistico (come prescrive la legge), sono potenziali discariche di rifiuti di ogni tipo, con conseguenze inimmaginabili per quello che rimane dell'ecosistema e per la falda.

Il quadro è senza alcun paradosso catastrofico. Ci sentiamo tuttavia in dovere di lavorare per invertire tale tendenza e le possibilità per riuscirci ci sono tutte.

Intanto c'è ancora una piccola (ma ancora più preziosa proprio per questo) fetta di territorio integro da salvare.

Per salvaguardare il reddito anche futuro degli operatori agricoli è necessario promuovere un processo di riqualificazione del territorio nella sua globalità, e delle pratiche agricole in particolare, capace di integrare le attività tradizionali con mezzi e strumenti non solo compatibili con l'ambiente ma tali da determinante il miglioramento e la ricostruzione. Le politiche rurali approvate dalla CEE vanno tutte nella direzione di coniugare tutela e sviluppo (ex Reg CEE 20-78/92 ora Reg 1257/99 sugli aiuti all'agricoltura biologica) e l'Alta Murgia. in questo scenario, può assumere certamente un ruolo fondamentale.

Altra risorsa su cui puntare è il turismo rurale e culturale: i nostri centri storici sono m patrimonio notevole da valorizzare, le testimonianze storiche-architettoniche delle masserie e delle emergenze più significative (spicca fra tutte Castel del Monte, il monumento più visitato della Puglia) della civiltà delle Murge, inserite in uno scenario naturale unico, rappresentano le basi ideali per far decollare un turismo basato sulla scoperta del territorio e sul rispetto della natura.

Per fare questo però è necessario:

l. porre un argine immediato alle forme di degrado che stanno compromettendo definitivamente le risorse di cui l'Alta Murgia dispone;

2. attuare la legge 426/98 art.2 comma 5 sull'istituzione del Parco Nazionale.

Non deve sfuggire a nessuno che ogni ritardo nell'emanazione dei decreto istitutivo del Parco dell'Alta Murgia non puó che comportate il rinvio di urgenti attivazioni di dinamiche di sviluppo economico sostenibile, dei relativi finanziamenti previsti sia statali che comunitari (Piani triennali per l'Ambiente, LIFE NATURA, Q.C.S, Agenda 2000, Programma Agrombientale, Delibera Cons. Reg. n. 357/1998 Agricoltura Biologica, ecc ... )

La nostra richiesta non è piú derogabile data la velocitá dei processi di degrado in corso.

 

Considerato che:

- i processi di degrado rischiano di cancellare per sempre gli ecosistemi naturali ed antropici dell'Alta Murgia;

- la legge 426/98 art.2 comma 5 che istituisce il Parco, d'intesa con la Regione da raggiungersi entro il temine di 180 gg (centottanta giorni, 0, 0);

- la Regione Puglia con la Legge Regionale 'Norme per l'istituzione e la gestione delle aree naturali protette nella Regione Puglia~' con l'art.5 ha individuato l'Alta Murgia come area protetta;

- che associazioni di categoria (CIA, ACLI, Confcommercio) ed i sindacati unitari CGIL, CISLI, UIL hanno espresso consenso all'istituzione dei Parco;

- che si registra un consenso diffuso ed a piú riprese rinnovato nella societá civile ed in altri settori produttivi, da parte dell'Universitá, del mondo della scuola e della ricerca scientifica, delle associazioni culturali, ambientaliste e professionali, delle comunitá ecclesiastiche e religiose.

- Che il Ministero dell'Ambiente ha piú volte sollecitato la Regione Puglia a sottoscrivere l'intesa (note dei 61/10/99 e 22/12/99 del Servizio Conservazione Natura, 0, 0);

- Che i Comuni inclusi nell'area dei Parco, ad eccezione della sola Amministrazione di Altamura hanno giá e più volte espresso il loro assenso, presso la Regione Puglia, all'intesa per l'istituzione del Parco Nazionale dell'Alta Murgia (vedi Documento approvato dalla Conferenza di Servizi presso il Comune di Andria il 2711012000).

Visto:

- la legge 426/98 art.2 comma 5;

- il D.P.R n° 357 del 819197 "Regolamento di attuazione della direttiva 43/92/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche- ;

- la direttiva 409/79/CEE;

- il P.U.T.T. e P.B.A. Piano Urbanistico Territoriale Tematico - Piano beni Ambientali adottato dalla G.R. con delibera n' 69/65/1994;

- il P.R.A. (Piano Regionale Risanamento Acque) approvato con delibera del Cons. Reg. n.455 del 10/5/1984;

- la L 43111985 (Tutela di zone di particolare interesse ambientale, 0, 0);

- la L.R. 1911997, art. 5 (individuazione dell'Alta Murgia come area protetta, 0, 0);

- il D.P.R. 12/4/1996 (atto di indirizzo e coordinamento concernente disposizioni in materia di valutazione di impatto ambientale)

- la nota dell'Assessorato Regionale all'Ambiente del 16/2/2000 recante le nome di attuazione dei D.P.R. n. 357 per la Zona di Protezione Speciale "Alta Murgia";

- il D.M. 310412000 (elenco siti SIC e delle zone di protezione speciale-G.U. n. 95 del 2210412000)

- il Reg CEE 1765/92, art 9 (PAC seminativi)

- i( Reg CEE 1257199 (sostegno allo sviluppo rurale- FEAOG)

- il Reg CEE 1260199 (disposizioni generali sui fondi strutturali, 0, 0);

- il Programma Operativo Regionale (P.O.R.) 2000-2006 fondi strutturali;

- la L-R. n. 7198 (nome per l'esercizio delle funzioni relative agli usi civici e terre collettive)

- le risultanze della Conferenza di servizi convocata dal Presidente Regione Puglia pre-tempore il 24/11 111993 in Bui, per la proposta di perimetrazione e nome di salvaguardia provvisoria del Parco Nazionale dell'Alta Murgia;

- il documento approvato dai Comuni del Parco nella conferenza di servizi convocata presso il comune di Ruvo di Puglia il 27102198;

- l'impegno ad attivare, sui rispettivi territori comunali inseriti nell'area parco, politiche urbanistiche ed ambientali rispettose dei vincoli e dei valori ambientali ivi presenti;

 

SI CHIEDE

- al Sig. Ministro dell'Ambiente di emanare Ordinanza ministeriale urgente di divieto della pratica dello spietramento (dissodamento dei pascoli) su tutto il territorio di pertinenza ai comuni dell'Alta Murgia in attesa della perimetrazione del Parco, in quanto opera di distruzione irreversibile delle componenti biotiche ed abiotiche di tale sito rilevante sul piano della Biodiversitá;

- alla Regione Puglia di attuare immediatamente la L 426198 art.2 comma 5; e di procedere immediatamente alla perimetrazione, definitiva del Parco;

- alla Regione Puglia, assessorato all'Ambiente, di sottoporre a "valutazione d'incidenza", come previsto dal D.P.R. 357, tutte le opere di dissodamento a qualunque estensione esse si riferiscano;

- alla Regione Puglia, assessorato all'Ambiente, di sottopone a Valutazione d'Incidenza" e/o Valutazione di Impatto Ambientale tutti i progetti (in particolare modo le attività estrattive, ed il cambio di destinazione d'uso agricolo dei suoli ricadenti nell'area, giusta prescrizione ex art.5 D.P.R. 357197 ed art. 1, comma 6 D.P.R. 12/4/96 (G.U. 12/9/96, 0, 0);

- alla Regione Puglia di bloccare ogni eventuale pratica di spandimento dei lunghi e reflui nell'area dell'Alta Murgia quale "arca di riserva di acqua potabile" prevista dal P.R,A.

- alla Regione Puglia di attivate il P.R.A.E (Piano Regionale Attività Estrattive) nel rispetto delle aree protette e/o dei Siti di Importanza Comunitaria;

- alla Regione Puglia, Assessorato all'Agricoltura, di verificare la legittimità in ordine all'erogazione di contributi previsti dal Reg CEE n. 1257199 (ex Reg CEE 2079/92 e Reg. del. Cons: Reg. n' 357 dei 25111/1998) inerenti le tecniche di agricoltura biologica, limitatamente agli interventi effettuati nell'area dell'Alta Murgia previo spietramento e trasformazione dei pascoli; atteso che tale pratica di trasformazione di suoli in pascolativi è in contrasto con le finalitá dei regolamenti stessi;

- alla Regione Puglia, assessorato all'Agricoltura, la rigorosa applicazione dell'art. 9 del Reg. CEE 1765199 (PAC seminativi, divieto di indennità compensativa per i terreni destinati al 3111211991 a pascolo permanente),

- alla Regione Puglia di attivarsi per il rispetto e il recupero al demanio pubblico dell'enome patrimonio di "uso civico" insistente nell'arca dell'Alta Murgia quale categoria vincolata, sul piano paesaggistico, dalla L 413185 e dalla L:R: 30190 e quale patrimonio, dei vari Comuni al servizio dei benessere e della fruizione ambientale collettiva; giusta L.R. n. 7198;

- alla Regione Puglia, assessorato all'Ambiente, di emanare le nome di salvaguardia della Zona di Protezione Speciale nonché SIC "Alta Murgia", giusta art.4 D.P.R. 357197;

- alla Regione Puglia, la previsione, nell'ambilo del POR 2000-2006 e dei relativi "Complementi di programmazione,', di conferire risorse per le aree protette, per misure di sviluppo sostembile, anche a fini compensativi dei vincoli ambientali;

- alla Regione Puglia, la modifica della L.R. n' 13 del 25/09/2000 (procedure per l'attuazione dei POR) in ordine alla revisione ex art.37 di riduzione percentuale del cofinanziamento anche per i Comuni interessati al Parco dell'Alta Murgia;

- all'AIMA una efficace azione di controllo in ordine alla corretta applicazione dei regolamenti comunitari di sostegno a[l'agricoltura;

- alla Commissione europea, Direzione Generale per l'Ambiente, la verifica di osservanza delle direttive CEE 791409 e 92143;

- alla Commissione europea, Direzione generale per l'Agricoltura, la verifica di osservanza del Reg. CEE 1765192 art.9 e Reg.CEE 2078/92 ora 1257199;

- al Corpo Forestale dello Stato di attivarsi nel controllo del territorio dell'Alta Murgia e nel bloccare tutti gli spietramenti in corso che non dimostrano di avere ottenuto un risultato positivo con la 'valutazione d'incidenza" così come prescritto dal D.P.R. 357/1997;

 


Pubblicato in : Argomenti, Murgia e territorio

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