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Il cemento assedia la ''casa'' dei dinosauri. PDF Stampa E-mail
Scritto da altamura2001, 16-01-2001 02:46

Gli articoli apparsi sul Corriere della Sera.


sabato, 30 dicembre 2000

ARCHEOLOGIA

Il cemento assedia la "casa" dei dinosauri

Le costruzioni previste dagli "accordi di programma" con la Regione. Il presidente Fitto: ma i controlli spettano ai Comuni Il cemento assedia la "casa" dei dinosauri Capannoni industriali alle soglie del parco archeologico in Puglia. "Bloccheremo il progetto" DAL NOSTRO INVIATO ALTAMURA (Bari) - Non sappiamo se si chiamasse Aladar, come il bestione buono del film Dinosauri della Walt Disney. Sappiamo però che era tale e quale Aladar. E che potrebbe scomparire una seconda volta, non più per colp a di una glaciazione, ma del cemento dei capannoni industriali che stanno sorgendo proprio intorno alla vera Valle dei Dinosauri. Il nostro Aladar era un dinosauro iguanodonte, alto una decina di metri, che 65 milioni di anni fa, nel Cretacico superi ore, viveva qui, nella Valle dei Dinosauri a quattro chilometri dalla città, insieme con duemila suoi compagni di branco. La scoperta, a maggio dell' anno scorso, è stata del paleontologo Umberto Nicosia, dell' università di Roma, e dei geologi Massi mo Santantonio, Massimo Sarti e Michele Claps, dell' ateneo di Ancona. Gli studiosi quasi non credevano ai loro occhi: nella cava di pietre "Pontrelli", che si apprestava a diventare una discarica di rifiuti, c' erano trentamila orme di dinosauri. Un a rivoluzione, dissero subito gli esperti italiani e stranieri di Paleogeografia, poiché fino a quel momento si era creduto che 65 milioni di anni fa l' altopiano della Murgia non era fra le terre emerse. Un tesoro da far fruttare, perché no, speraro no tutti, magari insieme con l' altra recentissima ed eccezionale scoperta, a pochi chilometri dalla Valle dei Dinosauri: l' Homo Arcaicus, lo scheletro intatto e completo del più antico esemplare umano mai rinvenuto, la cui "età" si aggirerebbe into rno ai 250 mila anni. Diciotto mesi dopo, niente di tutto questo. Diciotto mesi dopo, a non più di cinquanta metri in linea d' aria dalla cava "Pontrelli", si ergono due capannoni in cemento armato (ma ne sono previsti sei, per 25 mila metri quadrati ) in cui si produrranno salotti. "Sono soltanto i primi diecimila metri quadrati della grande pietra tombale che rischia di seppellire un intero territorio e le sue ricchezze", dicono da tempo, inascoltati, molti imprenditori, diversi tecnici e le as sociazioni culturali Archeoclub, Piazza e Mercadante. Che non si tratti di una "svista" urbanistica, o di un fatto isolato, lo si capisce dando un' occhiata alla cartina: altri 17 opifici industriali sorgeranno proprio sul cranio dell' Homo Arcaicus, che dalle viscere della grotta di Lamalunga, in cui si trova, non deve aver mai visto una cosa del genere. Ma non è finita. Ci sono altri 50 capannoni (e fanno 73) che per la quasi totalità ricadranno "a pioggia" in un territorio che due anni fa una legge dello Stato ha dichiarato "Parco nazionale dell' Alta Murgia". Basta così? Macché. Sono pronti altri 70 progetti dello stesso tipo. Come gli altri, disseminati qua e là, che utilizzano i finanziamenti europei previsti per lo sviluppo e l' occu pazione, costi quel che costi. I 73 progetti, approvati a valanga dal Consiglio comunale di Altamura, per numero e dislocazione costituiscono un unicum nel panorama italiano. Si tratta di "accordi di programma" (intese tra Regioni e Comuni) che hanno lo scopo - "quando mancano i piani regolatori e gli altri strumenti urbanistici", stabilisce la legge regionale - di decidere dove e come insediare nuove attività produttive, senza perdersi in lungaggini burocratiche. Una finalità buona, ma pur semp re l' eccezione, non la regola. Soprattutto quando già esistono aree industriali attrezzate. Come quella di un milione di metri quadrati che si estende tra Altamura e Matera, dove, fra gli altri, è presente il gruppo Natuzzi, leader del salotto. Un' area, questa, che l' ex presidente del Cnel, Giuseppe De Rita, in tempi non sospetti aveva individuato come il "nuovo distretto del salotto italiano". Ma allora perché non si è scelto di andare lì, o anche altrove, a realizzare gli "accordi di progra mma", invece di ferire la Valle dei Dinosauri, l' Homo Arcaicus, il Parco naturale? "Perché così hanno scelto gli imprenditori riunitisi in consorzio - risponde il sindaco Vito Plotino, di An -. Diventeremo la Milano del Sud, qui abbiamo uno sviluppo impetuoso, con questi accordi creeremo 1542 posti di lavoro. Quanto ai dinosauri, quell' area è stata scelta prima che fossero scoperte le orme". Sì, ma si è cominciato a costruire dopo. "E allora vuol dire che bloccheremo quel progetto - annuncia P lotino -. E interverremo ovunque si presentino incompatibilità simili". Come farà, il sindaco Plotino non lo spiega. "Nemmeno in Consiglio comunale - ironizza - mi hanno fatto tutte queste obiezioni". "Ci credo - afferma Pietro Pepe, consigliere regi onale del Ppi -, là dentro ormai ci sono solo anime morte. Sotto elezioni, poi, sembrano tutti un po' più accondiscendenti. La verità è che la politica non esiste più. E così vincono i clan d' ogni tipo: per esempio quelli formati da studi tecnici, i mprenditori, funzionari, che hanno la vera regia di queste operazioni". Un' accusa che lascia indifferente Plotino, ma che viene commentata con prudenza dal presidente della Giunta regionale, Raffaele Fitto, che ha firmato gli accordi di programma. " A noi, le domande presentate risultano regolari - dice Fitto -. Poi, ogni Comune fa le sue scelte e si assume le sue responsabilità, è ovvio. Non spetta a me fare il controllore dell' attuazione di quegli accordi". Adesso è il procuratore della Repub blica di Bari, Emilio Marzano, che vuol vederci chiaro. Povero Aladar: finire in tribunale, per non finire prima sotto i rifiuti e poi sotto il cemento. Carlo Vulpio DALLA REALTA' AL FILM La Walt Disney: è la valle del nostro Aladar "Mentre noi stava mo lavorando di fantasia, la realtà ce lo faceva trovare qui. Avevamo Aladar in casa e non lo sapevamo". Così Fabiola Bertinotti, della Walt Disney, racconta "l' incontro" tra il protagonista del kolossal "Dinosauri", l' iguanodonte Aladar (nella fot o), e i suoi fratelli gemelli della Valle dei Dinosauri di Altamura. Una scoperta che ha entusiasmato la Walt Disney e l' ha portata a proiettare il film in anteprima a Bari, oltre che a Roma e Milano. "Il film racconta una storia di speranza - dice Bertinotti - e rovescia la morale del branco: non più solo la sopravvivenza, ma anche la protezione dei deboli". C. Vul.


domenica , 14 gennaio 2001

ARCHEOLOGIA

La Disney vuole salvare la "Valle dei dinosauri"


ALTAMURA La Disney vuole salvare la "Valle dei dinosauri" DAL NOSTRO INVIATO ALTAMURA (Bari) - La natura l' ha conservata per 65 milioni di anni. Ma ora che di fronte alla minaccia del cemento nemmeno la natura può far nulla, è la magistratura che ce rcherà di impedirne una rapida "sepoltura". Nell' attesa (di vincoli della Soprintendenza che non arrivano, o di un intervento diretto del ministero dei Beni culturali), la Valle dei dinosauri, che è proprio quella dell' iguanodonte Aladar, protagoni sta del film Dinosauri della Walt Disney, potrebbe essere "salvata" dalla stessa multinazionale dei cartoon. "Farne noi un Parco dei dinosauri sarebbe un sogno, burocrazia permettendo", spiega Fabiola Bertinotti, della Disney. Nel frattempo, "per acc endere i riflettori sulla Valle, un tesoro unico in Europa", l' idea da realizzare subito è legata alla versione home-video del film. "Per l' occasione, pensiamo a un intervento diretto, di tipo culturale - spiega la Bertinotti-. Un' iniziativa inedi ta anche per noi, ma ne vale la pena". Per il momento, i dinosauri devono sperare nel lavoro del pm Elisabetta Pugliese, che accerterà perché, in base agli accordi di programma tra Comune e Regione Puglia, si stanno costruendo sei capannoni industria li per 25 mila metri quadrati proprio a due passi dalla Valle, dove sono conservate trentamila orme di duemila iguanodonti vissuti nel Cretacico superiore. Ma l' indagine riguarderà anche gli altri insediamenti industriali approvati con il medesimo s trumento degli accordi di programma (73, ma in tutto sono 150), poiché oltre alla Valle dei dinosauri rischiano di essere compromessi anche il sito archeologico dell' Homo arcaicus (il più antico esemplare completo di essere umano mai rinvenuto, 250 mila anni) e il Parco nazionale dell' Alta Murgia, in cui ricadrebbero, come una "rosa" sparata da un fucile a pallini, il 90 per cento dei nuovi opifici. La scelta, rivendicata con orgoglio dal sindaco Vito Plotino ("Creeremo 1542 posti di lavoro") e dalla giunta di centrodestra, ha scatenato polemiche infuocate: se la città ha un piano regolatore e può creare altrove un' ordinata area industriale, è la contestazione, perché questo scempio? "Affari e poi affari, con quattro-cinque studi tecnici alla regia delle operazioni", sostengono Raffaele Crivelli, Pietro Pepe e Michele Ventricelli, esponenti regionali di Rifondazione, Ppi e Ds. Che sottolineano anche la "stranezza" di due lettere dell' assessorato regionale all' Ambiente, ricevute da lla Giunta comunale prima dell' approvazione dei progetti ma protocollate dopo, in cui si rammenta "l' obbligo di rispettare le leggi europee e nazionali per queste zone di protezione speciale". In città intanto il protagonista è l' iguanodonte Alada r. Per lui, opposizione e associazioni culturali stanno preparando una grande manifestazione pubblica: "Non sfrattate i dinosauri". Carlo Vulpio


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