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Dinosauri, misteri e business PDF Stampa E-mail
Scritto da altamura2001, 15-02-2002 02:38

La Repubblica — Bari, 15 febbraio 2002
Nomi, società e intrecci politici per la grande speculazione Dopo il sequestro da parte del pm del sito di Altamura, adesso vengono a galla le coperture amministrative PANTALEONE SERGI
ALTAMURA - Nel "libero territorio di Altamura", laddove un affare val più della legge, coi soldi dello Stato si può anche violentare storia e natura. Non ci sono vincoli che tengano, né Zone di Protezione Speciale, né Siti di Importanza Comunitaria, con le maiuscole volute dalle sigle. Si può fare business nella Valle dei Dinosauri e soprattutto, senza regole, nell'area circostante in cui menti raffinatissime - a leggere le denunce e le proteste fatte da alcune formazioni politiche e da consiglieri comunali, ancor prima delle carte dell'inchiesta della procura di Bari - con tanto di timbri dell'ex amministrazione comunale di centrodestra e della Regione avevano progettato a tavolino un'orgia di speculazioni, una valanga di ferro e cemento che irreparabilmente avrebbe sfregiato il Parco dell'Alta Murgia. In quest'inchiesta della procura di Bari sui primi cinque insediamenti industriali in area protetta ci sono le avvisaglie dei grandi affari e della grande rapina del territorio. Bastava, d'altra parte, avere fiuto e voglia di fare per insediarsi senza problemi nelle aree vietate. Come mostra, ma non è certo l'unico, Carlo Dante Columella, imprenditore di 53 anni, quell'imprenditore accusato di avere distribuito tangenti nella vicina Gravina - accuse respinte in maniera indignata - il quale sembra detenere una sorta di monopolio nella gestione delle discariche nella zona. Columella ora è indagato come legale rappresentante della "Essediemme srl" che avrebbe in portafoglio qualcosa come centomila metri quadrati, dieci lotti abusivi, proprio accanto alla cava con le trentamila impronte di dinosauri.
Columella è un imprenditore abile e conosciuto. E' interessato alla discarica di Gravina progettata dall'ingegnere Dino Striccoli, ora assessore ad Altamura e fino a qualche tempo fa direttore tecnico della Tradeco, la società con cui Columella recentemente si è assicurato per altri dieci anni, con un ribasso infinitesimale del prezzo a base d'asta, lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani di Altamura, un affare che supera i cinque milioni di euro all'anno. Ed è il proprietario, tramite la società Ecospi, della cava dei dinosauri, dove conta di ricavare quattrini grazie a un progetto di tutela affidato alle firme importanti degli architetti Carlo Laureano e Gianluca Andreassi, quest'ultimo figlio del Sovrintendente archeologico. Il quale sovrintendente ha messo il vincolo sulla cava e su una fascia di protezione di appena trenta metri. Se tale circostanza avrebbe consentito solo una sorta di "continuità" tra gli affari di Columella, tutto quel che è accaduto sulla via per Santeramo, accanto alla Valle dei Dinosauri, dove sono interessati diversi imprenditori, ha qualcosa dell'incredibile. Sembra che la passata amministrazione comunale di centrodestra guidata da Vito Plotino di Alleanza Nazionale, abbia chiuso gli occhi sui guasti al territorio che, con gli atti sospettati d'illegittimità, si sarebbero consumati. Anche alla Regione sapevano e non hanno mosso un dito. Sapevano l'assessore all'ambiente Michele Saccomanno di An e quello all'urbanistica Enrico Santaniello: il 20 luglio 2000 il Partito di Rifondazione Comunista li invitava a verificare la legittimità della concessione edilizia rilasciata alla ditta "Tecno Imbottiti" e le "valutazioni d'incidenza" previste per tutti i progetti presentati e ricadenti in Zona di Protezione Speciale "Alta Murgia", un centinaio in tutto con una previsione di circa di sei milioni di metri cubi da rovesciare in un'area tutelata dall'Unione Europea. Era il primo caso segnalato. se qualcuno fosse intervenuto gli altri si potevano evitare
L'amministrazione di Altamura, affiancata da Assopin, associazione di piccoli imprenditori, e consorzi vari, sulla base della legge 34 approvava, invece, a scatola chiusa decine e decine di accordi di programma (73 solo il 27 dicembre 2000) con varianti impossibili al Piano regolatore in quanto quelle aziende potevano insediarsi nelle aree industriali già individuate e ancora ben capienti. Il fiume di richieste per affari miliardari invade gli uffici comunali. Il 25 febbraio 2000 ne vengono presentate 28 per una superficie di 262 mila metri quadrati in contrada Cenzovito. Un'altra area industriale impropria. Tra le aziende interessate ci sono la Polyures Sistem in stato di fallimento e la Gold Stone che coltiva cereali. E ci sono poi tre società costituite solo 4 mesi prima, altre sei tra il 10 e il 25 febbraio, mentre altre cinque, infine, verranno costituite dopo la richiesta dell'accordo, due delle quali addirittura nel 2001. Nessuno vigilava. Il presidente della Regione, Raffaele Fitto, ha dato il via libera dapprima ai cinque insediamenti finiti nel mirino dei pm di Bari, quindi ad altri 49.
Furbesche interpretazioni della legge, accusano alcuni consiglieri comunali di Rifondazione e dell'Asinello e uno dei Ds. La nuova amministrazione di centrosinistra si muove in maniera ambigua determinando tensioni nella stessa maggioranza. Gli abitanti di Altamura si fanno sentire costituendo un trasversale Coordinamento cittadino per lo sviluppo e la qualità della vita sostiene le ragioni espresse in Consiglio comunale dai Democratici Nicola Natuzzi e Silvio Teot e dal diessino Enzo Colonna i quali richiamano i loro colleghi agli impegni presi in campagna elettorale. Nella maggioranza c'è però chi vorrebbe garantire l'esistente. Non c'è accordo tra i ds, non c'è neppure all'interno della maggioranza. Le pressioni sono enormi. Il forte richiamo di Colonna, Teot e Natuzzi, è una scossa benefica. La maggioranza trova una via unitaria approvata dal consiglio agli inizi di gennaio: prudenza, attesa degli eventi giudiziari. Che arrivano e sono una frustata. E altri potrebbero arrivare dal ricorso al Tar contro Fitto, firmato da Fulco Pratesi per il Wwf.
Chi se la sente adesso di dare il via libera agli accordi di programma la cui istruttoria è terminata? Nessuna ricognizione "tecnica" sulle pratiche è stata mai effettuata. Stasera si riunisce il consiglio comunale. "Oggi è irresponsabile il comportamento dell'opposizione che ha determinato la situazione attuale e specula sui lavoratori. La nostra scelta adesso è finalmente chiara ed è unitaria. La mia giunta ha approvato solo richieste di ampliamento laddove l'area era ormai compromessa", afferma il sindaco Rachele Popolizio, del Ppi. Solo l'Udeur sembra insistere sull'atto dovuto che dovuto però non è, come spiega Natuzzi, come aggiunge Colonna, diventato leader della ritrovata linea unitaria del centrosinistra contro la devastazione del territorio. Ci voleva l'intervento del magistrato, però, per dare l'alt a quegli atti ufficialmente conclusi. E salvare così, appena in tempo, un patrimonio dell'umanità.
Pubblicato in : Argomenti, Cosa succede in città

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