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Legge 34. Intervento di Enzo Colonna. PDF Stampa E-mail
Scritto da altamura2001, 05-02-2002 02:35

Intervento, rielaborato in forma scritta, dell’intervento tenuto da Enzo Colonna in Piazza Duomo, in occasione della manifestazione organizzata il 2 febbraio 2002 dal "Coordinamento cittadino per lo sviluppo e la qualità della vita". * * *

Se siamo qui non è per protestare, ma per raggiungere un obiettivo. Un obiettivo che è coerente alla moralità ed alla logica altrui, non alla nostra. Non chiediamo, qui ed ora, di privilegiare il nostro punto di vista, la nostra proposta, ma di vedere attuate e rispettate leggi e regole che altri hanno proposto o imposto.

Mi spiego meglio: non cerchiamo di far accettare i nostri principi e le nostre impostazioni. Esigiamo il minimo, esigiamo dal governo della città il rispetto della sua legalità: il rispetto della legge regionale n. 34/94 (che subordina la possibilità di derogare al piano regolatore solo ed unicamente in assenza di aree industriali ed artigianali disponibili), il rispetto del Piano Regolatore Generale del Comune di Altamura (che, quasi trent’anni fa’, ha individuato e destinato oltre 300 ettari - per 2/3 ancora inutilizzati - del territorio altamurano, nella zona della via per Gravina e per Laterza, agli insediamenti produttivi, industriali ed artigianali).

Questa vicenda degli accordi di programma è allora l’occasione non per fare un appello, ma per ripetere una riflessione, che vado facendo da tempo, sulla gravità dell’inerzia, dell’apatia, dell’atomizzazione, dello stare nel proprio "particolare" che diventa sempre più il "particolare di qualcuno, di pochi", al quale ci costringe questa civiltà dei consumi. È l’occasione per riflettere sulla necessità di divenire protagonisti attivi e non più muti spettatori di eventi creati da altri. È l’occasione per riflettere sulla possibilità che noi abbiamo di assicurare a noi stessi una qualità della vita diversa, migliore o almeno non peggiore.

Siamo qui per questo.

Potremo fallire l’obiettivo, perdere questa partita, ma di una cosa sono certo: noi in qualche misura abbiamo già vinto, mettetevelo in testa!! Perché noi abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare e continueremo a farlo. Essere battuti quando si è fatto tutto il possibile, il necessario, non significa essere battuti, significa semplicemente, anzi, essere sempre più convinti che la vita vale la pena di essere vissuta e non persa… di andare avanti, insomma.

Ma VOI, non voi in questa piazza, ma voi, politici o imprenditori, che siete convinti che si debba procedere con questa storia della 34, cosa credete di poter guadagnare da questa vicenda? Consensi politici? Profitti? Cos’altro? NULLA!

Credete che questa ed altre simili vicende non siano in rapporto con la vostra esistenza? Pensateci: cosa vi resta oltre al vostro lavoro? L’amaro in bocca: dovete spendere sempre di più per restare infelici; fate e facciamo una vita da miserabili in una città sempre più povera in termini di civiltà, cultura, socialità. Quali servizi, quale verde, quali spazi o strutture pubbliche, quale teatro, cinema, che traffico, abbiamo?

Siete sicuri, per esempio, di non aver dimenticato di aver avuto paura per la vostra azienda, che qualcuno potesse derubarla o incendiarla? È già successo, lo sapete bene! Siete sicuri di non aver avuto paura della strada che stavate percorrendo in macchina? Di non aver pianto una vittima (tra le tante) di strade rese insicure da accessi o svincoli improvvisati? Pensate a cosa è già diventata la strada statale 96 per Bari, pensate a cosa potrebbe divenire con le decine di nuovi insediamenti che si vogliono realizzare con la legge 34. Se avremo un territorio sempre più compromesso e sfasciato, siete sicuri che non vi interessi? Come farete, voi amministratori pubblici, a richiamare nuovi flussi turistici? Dove, voi imprenditori, porterete in giro i vostri clienti, cosa mostrerete loro di questa terra? Dove porterete i vostri figli? Siete sicuri che questo sia sviluppare e far crescere la città? Siete sicuri che non vi riguardi e che non pagherete il nostro insuccesso con la qualità della vostra vita, oltre che della nostra?

Ma guardatevi attorno… cosa è questa città sempre più ricca e danarosa?

Qualcuno pensa che questi siano ragionamenti estremistici… giudicate voi. Io credo che siano ragionamenti e basta!! La questione è allora: TU, io, altamurano medio, che idea di città hai? Quale futuro immagini per questa terra? La vogliamo continuare a considerare un ‘albergo ad ore’ aperto a chiunque venga, consumi il suo atto sessuale, paghi e vada via? Aperto a chi voglia continuare a fottere questa città con la scusa di lasciare sempre il compenso in denaro della sua prestazione incestuosa? Oppure tu, altamurano medio, continui a coltivare sogni per un futuro migliore e collettivamente condiviso? Insomma, hai un’idea della città che consegnerai ai tuoi figli? Hai una prospettiva che vada ben oltre il corto orizzonte degli egoismi ed interessi personali?

Ora tocca a te, Amministrazione, a te, Sindaco, che abbiamo sostenuto e sostengo con convinzione ed affetto dopo dieci anni di vuoto amministrativo e di oscurantismo del centrodestra. Tocca a te, Sindaco, giudicare questi ragionamenti. È arrivato il momento, Sindaco, di staccare l’ombra da terra, di iniziare ad elevarsi, a tentare ed arrischiare il volo, di dare una speranza ed un futuro ad un’intera comunità. In questo confidavano gli altamurani quando, nel maggio scorso, ci hanno riconosciuti ed apprezzati per le cose che dicevamo e ci hanno affidato il governo della città.

C’è chi pone un problema di opportunità politica: che si stia rischiando di perdere consensi, di far cadere l’amministrazione. Io ho una risposta che do da tempo: c’è una bella differenza tra il rischiare di vivere ed il rischiare di morire, politicamente s’intende. Sono convinto, cioè, che si muore perché e quando si è perduto l’interesse alla vita. Chi invece si rifiuta di vedere amputata la vita, sacrificata o condizionata dall’interesse di pochi, proprio perché non vi è rassegnazione, né castrazione in una tale prospettiva, ma al contrario speranza, può anche rischiare di perderla; succede!

Ma se vince, vive meglio e più di altri.

Sono, questi, momenti di lotta e di creatività politica, non è masochismo. Io e tanti altri come me non abbiamo la vocazione alla sconfitta. Basta con questa storia di sconfitte, di fallimenti e di compromessi. Vogliamo avere l’ambizione e la capacità di rappresentare la maggioranza di questa comunità, non pochi interessi o privilegi, non poche persone, ma una collettività con i suoi diversi sogni e bisogni.

Questa, come tante altre questioni di rilevanza urbanistica e territoriale, nasce da un deficit di analisi e di programmazione o pianificazione che sconta la nostra città a causa di una subcultura amministrativa che ha albergato per anni nel Palazzo di Città. L'unica idea forte che sembra aver attecchito, da anni, nelle stanze del Palazzo di Città è: campo libero alle incursioni ed alle iniziative dei privati, in pratica "ognuno faccia che cacchio vuole"! Insomma una mesta e, potremmo dire, onesta ammissione, da parte dei vecchi amministratori comunali (e, spero, non dei nuovi), della propria incapacità di amministrare e pianificare ogni qualsivoglia sviluppo o crescita della città. Le conseguenze di quella filosofia, molto spiccia e concreta ("fatti, non parole"), si stanno vedendo e si rivelano devastanti, come nel caso, ad esempio, della stazione di servizio in via Mura Megalitiche.

Per la vicenda degli accordi di programma (in applicazione della legge regionale n. 34/94), il Leitmotiv è il medesimo: non siamo capaci di attrezzare una vera ed omogenea area industriale nelle zone individuate, da decenni, dal Piano Regolatore Generale (via Gravina e Jesce)... bene, ognuno si faccia il capannone dove vuole!

Il problema politico e culturale, prim'ancora che amministrativo, che sei chiamata ad affrontare, Sindaco, è dunque più generale: una maggioranza di centrosinistra che ha i numeri, il consenso, le teste e le idee per una netta inversione di rotta, può consentire che si continui per la strada tracciata dalla precedente amministrazione di centrodestra? Ovviamente no, è la risposta che tu e tutti nel centrosinistra danno.

Ma allora a questa affermazione o rivendicazione di principio, è necessario, coerentemente, far seguire una diversa consapevolezza dei problemi e soprattutto del ruolo che una nuova, giovane e sinora non compromessa classe dirigente è chiamata a svolgere; a quella affermazione di principio devono accompagnarsi impegni ben precisi, l’orgoglio di proprie scelte, determinazione e coraggio nel far passare l'idea di una crescita armonica, razionale e qualitativamente qualificata, di tutta la città. Tutto ciò implica che i Sì, secchi e qualificati, a scelte che vanno in questa direzione siano preceduti o accompagnati da altrettanti NO (decisi e qualificanti) a condizionamenti, a pressioni, ad operazioni che vanno invece non nella direzione di assicurare una migliore qualità della vita per tutti, ma verso quella di privilegiare una vita di qualità per pochi.

La sfida o il compito che l'attuale centrosinistra è chiamato ad affrontare è proprio quello di far compiere una salto di qualità all'azione amministrativa che non può ispirarsi all’inetta logica degli ‘atti dovuti’. È un atto dovuto procedere all’espletamento di una gara di appalto, quando si è consapevoli che il relativo capitolato non assicura al Comune il massimo risparmio?! È un atto dovuto rilasciare una concessione edilizia, quando si è consapevoli che l’intervento non è compatibile con la destinazione d’uso impressa alla zona dal Piano Regolatore?! È un atto dovuto procedere al convenzionamento ed al rilascio delle concessioni consentendo la realizzazione di capannoni in aree agricole in ordine sparso ed in deroga al Piano Regolatore, quando si è consapevoli che il Comune di Altamura già dispone e destina centinaia di ettari per gli insediamenti industriali e che la procedura sinora utilizzata per gli accordi di programma ex lege 34 presenta profili ancora oscuri e dubbi di legittimità?!

Il compito del centrosinistra - lo ripeto, con la sua nuova, giovane e sinora non compromessa classe dirigente - non può ridursi alla ratifica ed alla registrazione di scelte e di eventi (di rilevanza collettiva) determinati da altri, da chi su quelle scelte fonda anche legittimamente le proprie fortune e ricchezze.

Il compito del centrosinistra è invece quello di prosciugare le sacche di degrado civile, sociale, politico, culturale ed ambientale, presenti nella città e di riempire di contenuto quello che per molti anni è sembrato essere un vuoto in un circolo di egoismi, ambizioni personali, interessi privati: il Comune. Il compito del centrosinistra è di andare incontro, per quanto possibile, ai sogni e bisogni della gente comune, di chi non ha voce nel Palazzo e, nel chiuso della propria abitazione o posto di lavoro, attende servizi reali: metano, acqua, parchi urbani, verde e spazi per i bambini, un teatro, luoghi di produzione artistica e di creatività per le giovani generazioni, opportunità di crescita per i giovani professionisti, ecc.

Qualcuno è stanco, turbato dalle nostre posizioni, dal nostro contegno e dalla nostra intransigenza. Certo, la politica è l’arte del possibile, ma — sono convinto — è soprattutto l’arte del "crearlo questo possibile", non di consumarlo e di ridurne sempre più la consistenza e le opportunità.

Quello che ti stiamo dicendo, Sindaco, è dunque la nostra idea di città ed è anche il nostro modo di essere concretamente visionari che rappresenta la misura ed il grado di emozione e di passione che la gente, credo, vuole ancora dalla politica.

 

 


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