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Cosa hanno detto della 34? PDF Stampa E-mail
Scritto da altamura2001, 20-02-2002 02:32

Riportiamo ampi stralci del resoconto stenografico della seduta di consiglio comunale del 27 dicembre 2000 durante la quale furono ratificati 73 accordi di programma. Gli interventi riportati sono di alcuni esponenti del centrosinistra (Francesco Viti dei Democratici; Rachele Popolizio del Partito Popolare; Michele Ventricelli dei Democratici di Sinistra; Michele Clemente dell’Udeur; Vito Menzulli di Rifondazione Comunista). Allora erano minoranza consiliare, ora sono al governo della città.

Allora erano giustamente e duramente contro quella prospettiva di sviluppo che era ed è fuori di ogni razionalità; ora, l’attuale Sindaco, Rachele Popolizio, e l’attuale maggioranza di centrosinistra si trovano a decidere se portare a termine l’iter amministrativo relativo a quegli accordi di programma.

Per quanto ci riguarda, non stiamo qui a riprendere le ragioni e le argomentazioni che in più occasioni abbiamo espresso contro l’applicazione della legge regionale n. 34 nel nostro territorio (v. i numerosi interventi della Sezione "Murgia e Territorio" del nostro sito, ad esempio http://www.altamura2001.com/htm/cdu_fuzzy.html).

Ci limitiamo, ora, a fare nostro il contenuto dei documenti e dei volantini prodotti in queste settimane di mobilitazione cittadina dal "Coordinamento cittadino per lo sviluppo e la qualità della vita".

Ci limitiamo a riportare ed a fare nostre le opinioni espresse dagli attuali consiglieri comunali di maggioranza Nicola Natuzzi (I Democratici) ed Enzo Colonna (Democratici di Sinistra) nell’ultimo consiglio comunale del 3 gennaio 2002.

Ci limitiamo a ribadire la validità dei ragionamenti e degli argomenti un anno fa’ spesi dall’allora minoranza di centrosinistra.

Ci limitiamo ad augurarci che coerenza delle posizioni, razionalità delle idee, rispetto di se stessi e delle regole, continuino ad ispirare il centrosinistra anche ora che è al governo della città.

Quella coerenza, quella razionalità e quel rispetto, d’altronde, sono stati riconosciuti ed apprezzati dalla gente ed hanno consentito al centrosinistra di vincere le elezioni amministrative di maggio 2001.

Ci auguriamo, pertanto, che a qualcuno, nell’amministrazione o nella coalizione di centrosinistra, non venga in mente di buttare via tutto questo patrimonio ideale e politico!

Altamura2001 — La Città di Tutti

Gli interventi di: Francesco Viti - Rachele Popolizio - Michele Ventricelli - Michele Clemente - Vito Menzulli - Nicola Natuzzi - Enzo Colonna


Francesco VITI (I Democratici) — Intervento nel Consiglio comunale del 27 dicembre 2000

Questa sera, effettivamente, noi riteniamo che sia la cosa più opportuna fare una discussione e poi discutere, sì, al di là di qualche piccolo particolare che ci potrà essere, ma la discussione questa sera è eminentemente politica.

Non è sicuramente una discussione tecnica su quello che è il singolo provvedimento, o anche l’insieme dei provvedimenti, così come già chi mi ha preceduto, il Consigliere Gentile, ha detto, ha già cominciato a preannunziare.

È chiaro che l’Opposizione ha una visione diversa rispetto a quella del Consigliere Gentile, che pure è apprezzabile nella sua prima parte, e l’Opposizione ha chiaramente una visione uguale a quella del Consigliere Gentile nella prima parte del suo discorso.

Non condivide questo fatalismo del Consigliere Gentile, tenendo presente che troppi appuntamenti, e troppe coincidenze, chiaramente non portano a giustificare ciò che sta avvenendo in questo periodo ad Altamura come un fatto legato all’apparato burocratico.

Fra parentesi vorrei capire anche meglio a cosa si riferisce il Consigliere Gentile, considerando che non mi sembra che l’apparato burocratico di Altamura abbia frenato o si sia posto di traverso rispetto a quello che è lo sviluppo della città.

Per cui appena finisco, oppure durante il dibattito, sarei veramente interessato a capire meglio ciò che il Consigliere Gentile intendeva dire con quel, non voglio citare le parole precise, lui se le ricorderà sicuramente meglio di me, di questo lassismo, mi è sembrato di aver capito, di ricordare come parola, dell’apparato burocratico.

La scelta, che stasera si va a fare, è una scelta eminentemente politica ed è una scelta che riguarda un’idea dello sviluppo della città, non solo della città di Altamura, ma un’idea di sviluppo di tutte le città del nostro territorio, parlando addirittura del territorio nazionale.

Ed una scelta politica rispetto allo sviluppo del territorio, lo cito come esempio, simile a quella che stasera noi ci accingiamo a fare, è stata oggetto di ampia ed approfondita discussione in una Regione, che sicuramente non può essere presa ad esempio come caratterizzazione politica, ideologica, come Regione profondamente di Centro Sinistra, che è la Regione Veneto, che è una Regione dove un modello di sviluppo, com’è quello che stasera l’Amministrazione, e chiaramente la Maggioranza, sembrerebbe la Maggioranza, poi sentiremo sicuramente i vari argomenti che la Maggioranza sembra proporre, è stato un modello di sviluppo non solo teorizzato, ma attuato.

Io vi invito ad ascoltare i vostri colleghi della vostra parte politica della Regione Veneto, che stanno ancora piangendo per errori gravissimi, che si sono accorti d’aver fatto, attuando uno sviluppo "a pelle di leopardo", "a macchie", che sta impedendo attualmente sia un adeguato sviluppo di un’agricoltura moderna, perché non hanno più gli spazi per fare un’agricoltura moderna, sia lo sviluppo di un’industria moderna, perché si sono resi conto che un’industria moderna non si può fare "a pelle di leopardo", ma si fa soltanto concentrando in aree ben dotate di servizi, strade, acqua, fogna, energia elettrica, soprattutto certi tipi di energia elettrica necessari per far muovere determinati tipi di industrie concentrate in un’area, impianti di depurazione, servizi, centri direzionali, tutte cose che per uno sviluppo moderno sono assolutamente indispensabili.

In Veneto stanno già pensando a come riparare a questo modello di sviluppo che, peraltro, è il frutto di scelte di alcuni anni fa, quando ancora l’importanza di queste cose non si conoscevano.

Sembra che noi ci stiamo avviando verso una decisione simile, però a distanza di molti anni, non tenendo presente quelli che sono stati gli errori degli altri, che invece dovrebbero essere per noi insegnamento e dovrebbero farci capire che non è con quel modello di sviluppo, per esempio, che si abbattono i costi.

Il famoso sviluppo del Nord-Est, che tanto ha fatto notizia sui giornali, comincia ad arretrare, e questo è notorio.

Comincia a creare difficoltà, comincia ad avere il fiato corto, e questo è notorio, tant’è vero che in altre aree del Paese, compresa la nostra, si stanno creando i presupposti per creare veramente un’alternativa al famoso, sbandierato sviluppo del Nord-Est.

Ma se ripetiamo gli stessi errori che nel Nord-Est sono stati fatti, chiaramente avremo anche noi, come si stanno rendendo conto nel Nord-Est, il fiato corto.

Stiamo creando i presupposti di uno sviluppo di breve periodo e stiamo creando la possibilità che, con una concorrenza ormai a livello internazionale, i presupposti perché le aziende purtroppo debbano, sì, lavorare, ma lavorare con costi che nel giro di alcuni anni saranno completamente fuori da qualunque livello concorrenziale.

Personalmente conosco tappezzieri di alto livello di Altamura, che in questo momento sono in Cina ad insegnare ai Cinesi, là dove c’è una manodopera a costi bassissimi, come si costruisce il salotto in pelle a basso costo!

Questo sta avvenendo e non da ora.

È già un anno, due anni che con lauti stipendi alcuni nostri concittadini stanno facendo questo tipo di operazione, che può essere giudicata in un modo, nell’altro, ma c’è, è una realtà.

Per cui io mi chiedo se non creiamo oggi i presupposti per continuare a produrre, per esempio, io ho citato un esempio, è soltanto un esempio, Altamura non si basa solo sul salotto, ma soprattutto sul salotto, se vedremo lo sviluppo di un’industria a bassissimo costo di produzione, in aree dove soprattutto ciò che più costa nella produzione, che è la manodopera, rimane la manodopera, uno sviluppo con produzione a basso costo grazie a costi veramente limitati di manodopera, chiaramente corriamo il rischio di entrare fuori mercato, nonostante tutte le leggi n.34, tutta la disponibilità dell’Amministrazione nei confronti delle aziende, tutta la disponibilità anche del Consiglio Comunale, laddove si dovesse coagulare questa disponibilità, nei confronti di insediamenti di opifici in aree non dotate di servizi, in aree sparse sul territorio, in aree oltre tutto in cui queste aziende, ma io direi soprattutto altro tipo di aziende, facciamo un altro esempio, per esempio le aziende di trasformazione di prodotti agricoli, potrebbero trovare in questo connubio fra un tipo di sviluppo paesaggistico, rurale, di tutela dell’ambiente, quale è il Parco Nazionale dell’Alta Murgia, di cui finalmente si ricomincia seriamente a parlare, un’area di sviluppo che si basa però necessariamente, per esempio, sulla tutela del paesaggio.

Tutela del paesaggio che è il presupposto per un’adeguata valorizzazione turistica.

È chiaro che insediare opifici giù al Pulo o di fronte alla Cava dei Dinosauri, oppure sopra l’Uomo di Altamura, non credo che sia un modo per una prospettiva, non nei prossimi quattro o cinque anni, nei prossimi quarant’anni dello sviluppo di Altamura.

Un altro esempio che non c’entra nulla con questo, ma tanto per ricordare un poco, anche avere memoria del passato, la Riforma Fondiaria.

Partiva da un presupposto giusto: la distribuzione della terra alla gente che lavorava la terra.

Giustamente, la terra a chi la lavora, non la terra al grosso proprietario e chi la lavora poi è soltanto un salariato.

Che cosa produsse, però, quell’impostazione?

Produsse centinaia, migliaia di insediamenti nel nostro territorio, insediamenti che a causa del particolare tipo del nostro territorio, diverso dal Metapontino, diverso dalle zone della Pianura Padana, portarono ad un abbandono progressivo di questi insediamenti, che diventarono delle piccolissime "cattedrali nel deserto", si diceva una volta, cioè queste aziende che poi pian piano, perdendo una capacità operativa autonoma, venivano abbandonate e andavano pian piano in rovina.

Io non auguro questo, sicuramente, per i nostri opifici, che siano in zona agricola, o che siano in zona tipizzata come area di sviluppo industriale.

Io dico soltanto che abbiamo il gravissimo pericolo che di fronte ad uno sviluppo basato sul tutto e subito, basato sull’immediato sbocco di un’imprenditoria industriale, che da troppi anni aspetta uno sviluppo, aspetta la possibilità di costruire, da troppi anni, e qui torniamo alle scelte politiche e alle impostazioni di come vogliamo lo sviluppo del nostro territorio, da troppi attende di poter costruire il proprio capannone!

Non è possibile che oggi, alla fine di otto anni continuativi di gestione, dal cilindro del prestigiatore esca fuori una legge straordinaria, eccezionale, quasi quasi, e in questo sono completamente in dissenso con ciò che è la parte finale del discorso di chi mi ha preceduto, che per necessità dobbiamo fare così, perché purtroppo non c’è altra strada, perché sembra quasi che il destino ha voluto così, perché sembra che non ci siano altre alternative.

Noi diciamo che le altre alternative c’erano, ci sono e soprattutto che le altre alternative ci saranno!

Ci saranno soprattutto se una visione dello sviluppo del territorio comincerà a prevalere, a diventare prevalente in tutte le persone altamurane, in tutti i cittadini altamurani.

Noi riteniamo d’interpretare questo tipo di sviluppo, questa mentalità, questa modalità.

Riteniamo anche che, avvicinandosi delle consultazioni elettorale, che non sembrano poi tanto slegate rispetto a ciò che stasera discuteremo, basti vedere le modalità con cui certi manifesti ormai pullulano sui muri della nostra città, e anticipo che l’Opposizione su questo tipo di comportamento sarà attentissima, perché se iniziamo la campagna elettorale prima ancora del suo inizio, con l’utilizzo dei soldi pubblici per vere e proprie pubblicità a quelle che sono certe decisioni, comportamenti, eccetera, è chiaro che anticipiamo che iniziamo molto male e che l’Opposizione userà tutte le armi, nessuna esclusa, perché questi comportamenti siano immediatamente identificati, stigmatizzati, bloccati e, se possibile, anche sanciti nel momento in cui questa cosa dovesse venir fuori.

Questo lo anticipo.

Questo riguarda l’argomento dell’ordine del giorno, ma riguarda anche tutta un’altra serie di argomenti di cui in questi giorni si sta tanto parlando.

Premesso questo, dico che il nostro modello di sviluppo è un modello diverso.

Noi ci auguriamo, dato che sembra, ripeto, un clima già pre-elettorale, che questo modello di sviluppo, di cui io ho parlato in maniera molto vaga, molto generica, e che sicuramente molto meglio di me, anche per competenza, per approfondimento, altri Consiglieri sicuramente tracceranno, entrando anche nello specifico di alcune scelte, noi diciamo che questo modello di sviluppo non ci appartiene.

Noi diciamo che il nostro modello di sviluppo è lo sviluppo compatibile con le risorse, compatibile con il territorio…

…Impostazione, porta inevitabilmente ad un aumento dei costi di produzione e io ritengo che con delle scelte più oculate avremmo sicuramente fatto veramente gli interessi delle aziende.

E con questa scelta, che stasera sembra prospettarsi, noi diamo alle aziende l’impressione di poter avere delle espansioni area-ossigeno, ma in realtà tutta questa cosa rischia di avere il fiato corto.

Noi, invece, vogliamo per la nostra città uno sviluppo di lungo periodo solido, stabile, a costi veramente contenuti e veramente al servizio delle aziende, e non in maniera esclusivamente apparente, ma sostanzialmente facendo esattamente il contrario, come stasera sembrerebbe prospettarsi.

Con questo, anticipo che, implicitamente l’ho detto attraverso il discorso, questa modalità di espansione industriale non ci appartiene.

Ci appartiene uno sviluppo che sia ordinato, che sia soprattutto scelto e non subito, ancora una volta lo dico in dissenso rispetto al fatalismo di chi mi ha preceduto, e oltre tutto io dico che questo sviluppo, nel momento in cui il vento dovesse cambiare, sicuramente avrà una realizzazione pratica e concreta e sarà il primo impegno, laddove il destino volesse un avvicendamento d’Amministrazione, di un’altra Amministrazione di diverso colore politico, che si andasse a creare ad Altamura.

Francesco Viti - Rachele Popolizio - Michele Ventricelli - Michele Clemente - Vito Menzulli - Nicola Natuzzi - Enzo Colonna


Rachele POPOLIZIO (PPI) — Intervento nel Consiglio comunale del 27 dicembre 2000

Signor Presidente, signor Sindaco, signori imprenditori, noi parliamo anche a voi, visto che siete venuti personalmente, e quindi abbiamo l’occasione anche stasera di avere un dialogo con voi.

La nostra posizione in merito a questi accordi di programma è nota a tutti voi.

Però alla base di questa nostra posizione c’è una considerazione politica, che è quella che la legge n.34 è uno strumento eccezionale, che viene individuato in quei Comuni in cui le Amministrazioni non abbiano predisposto delle aree idonee agli imprenditori per garantire lo sviluppo industriale.

Quindi, alla base della possibilità di utilizzo della legge n.34 c’è, a nostro giudizio, l’incapacità da parte di un’Amministrazione di aver saputo trovare in tempo utile delle possibilità alternative, che la legge prevede, che la legge prevedeva, che potevano essere utilizzate nel corso di questi otto anni, se solo l’Amministrazione avesse saputo e utilizzare le norme vigenti.

Avrebbero benissimo potuto utilizzare lo strumento della variante al Piano Regolatore, adesso ci sono delle norme che prevedono dei termini acceleratori, e quest’Amministrazione la sta utilizzando per la variante di Via Corato, in sette/otto mesi è anche possibile oggi agire in variante.

Non ci voglio…

INTERVENTI FUORI MICROFONO NON UDIBILI

Per Via Corato, comunque, per cortesia, Assessore Colonna (Lillino, ndr) non m’interrompa, poi parlerà.

Con la variante di Via Corato lei ha detto ai cittadini di Via Corato che ci vogliono sette/otto mesi.

Comunque lei mi deve fare la cortesia, come fa parlare gli altri, di far parlare anche me.

Alla fine parlerà lei, noi siamo qua per ascoltare.

Ci potevano essere delle soluzioni alternative, se solo l’Amministrazione le avesse saputo utilizzare.

Questo non è stato fatto e quindi è stata utilizzata la legge n.34, che non è una risposta dell’Amministrazione agli imprenditori.

È la risposta che gli imprenditori danno ad un’Amministrazione incapace, perché l’iniziativa di questa legge n.34 non è un’iniziativa pubblica, è un’iniziativa che hanno avuto gli imprenditori di fronte ad un’Amministrazione che non ha saputo trovare delle risposte idonee, perché se l’Amministrazione avesse saputo trovato le risposte idonee, sarebbero state date delle aree, prevedendo una concentrazione di imprese con delle infrastrutture pubbliche, e non invece costringere gli imprenditori anche a pagarsi i costi delle infrastrutture.

Quindi, questa è la nostra posizione.

Ciò nondimeno, noi abbiamo anche detto nel 1998: "Volete utilizzare la legge n.34?"

"Noi saremmo stati anche disponibili."

C’è una mia interrogazione, firmata poi anche dagli amici del Centro Sinistra, del 1998 in cui abbiamo detto, siamo arrivati al punto di dire che l’unico strumento è la legge n.34?

Utilizziamola, ma in una maniera diversa!

Diamo delle direttrici sicure e limitate, non consentiamo che questo sviluppo vada ad attuarsi "a manto di leopardo".

Chi impediva a quest’Amministrazione di dire: "Utilizziamo la legge n.34 per ampliare l’attuale zona industriale."

Utilizziamola nella zona P.I.P., che ancora oggi non sappiamo ancora come potremo sbloccare la zona P.I.P..

Oggi dovevamo discutere una proposta sulla zona P.I.P., ma vedo che non è ancora pronta per la discussione, perché ci sono delle difficoltà.

Volendo, anche la legge n.34 avrebbe potuto, come è stata utilizzata in altri Comuni, essere utilizzata in zone già adatte per quel tipo di sviluppo imprenditoriale.

Pertanto io non mi dilungherò su questa posizione, che ormai è nota a tutti.

Quello che, però, voglio dire, e lo dico alla Maggioranza che questa sera si dispone positivamente verso questi accordi, sono una serie di considerazioni che, per senso di responsabilità, io consegno all’Amministrazione nella speranza che ne faccia tesoro, perché questo è molto importante anche per le prossime amministrazioni.

Stasera si voteranno questi accordi di programma, saranno ratificati con il voto della Maggioranza.

Successivamente ci sarà la convenzione tra il singolo proponente e il Comune e poi il rilascio delle concessioni edilizie.

Io chiedo se c’è disponibilità da parte dell’Amministrazione che siano previste delle misure, eventualmente anche in sede di convenzione, per vietare la cessione d’impresa su questi accordi di programma, perché io sono convinta che stasera ci sono moltissimi imprenditori seri e validi, che utilizzeranno questi accordi di programma secondo la maniera che la legge prevede.

Ma non vorrei che quest’Amministrazione si prestasse a dei giochi speculatori, cioè non vorrei che qualcuno stasera presentasse un accordo di programma con il nome di un’azienda, con una ragione sociale, e successivamente, alla fine, con il passare del tempo questo nome, quest’azienda, questa ragione sociale non si trovasse più e alla fine la costruzione venisse realizzata da altri.

Quindi, chiedo all’Amministrazione di vigilare e che in sede di convenzione venga prevista una clausola che vieti il trasferimento di azienda, non la trasformazione di società!

Perché la trasformazione di società è una cosa diversa, rimane la stessa partita IVA, e quindi è sempre la stessa società, che può pure cambiare nome per motivi di mercato, però la società rimane la stessa.

Ma che sia vietato il trasferimento e la cessione d’azienda, perché questo significherebbe prendersi gioco di un intero Consiglio Comunale, e chiedo che venga vietata la divisibilità dei lotti in sede di rilascio di concessione.

Già c’è stato un precedente in questo senso: è stato chiesto un accordo di programma per 20.000 metri, in sede di rilascio di concessione è stata chiesta una concessione per 10.000 metri.

Noi non ci dobbiamo prestare a questo, perché se ci sono degli imprenditori seri, che hanno bisogno di 20.000 metri, facciano la domanda per 20.000 metri e costruiscano per 20.000 metri.

Ma, se uno chiede 20.000 metri, non può poi chiedere una concessione per 10.000 metri, lasciando un punto interrogativo sugli altri 10.000 metri, perché allora vuol dire che la reale esigenza dell’imprenditore era per 10.000 metri, e non per i 20.000 metri che ha chiesto.

Quindi, questa è la seconda richiesta che faccio, che sia vietata la divisibilità dei lotti in sede di rilascio di concessione, e inoltre che sia effettuata una vera vigilanza sul mantenimento dello standard occupazionale.

Voi avete, anche con manifesti pubblici, salutato positivamente questi accordi di programma per l’impatto sull’occupazione.

Io mi auguro che questo impatto ci sia, però chiedo, come gli accordi prevedono, che sia nominata una Commissione di Vigilanza presieduta dal Sindaco, che effettivamente controlli che i posti di lavoro ci siano, che siano posti di lavoro veri, nuovi, e non posti di lavoro falsi, o trasferiti, o che si perdano nel nulla.

Quindi, io consegno queste tre raccomandazioni alla Maggioranza con la speranza che qualcuno di AN, di Forza Italia li voglia recepire, perché poi in sede di convenzione vengano specificate queste questioni.

Un’ultima cosa mi sento veramente di suggerire.

Ho visto che questi accordi di programma, tutti, prevedono l’arbitrato, cioè prevedono che, in caso di controversie, si ricorra ad un collegio arbitrale.

Io auguro a tutti di non avere mai niente da discutere e niente da dividere in senso negativo con il Comune.

Auguro che i rapporti tra imprenditori e Comune siano i migliori di questo mondo, ma, se così non fosse, per un caso qualsiasi si dovesse verificare una controversia, il riferimento all’arbitrato, secondo me, è il peggio che quest’Amministrazione possa prevedere, perché qui si prevede un collegio arbitrale composto da un tecnico nominato dal Comune, da uno nominato dalla Regione, da uno nominato dagli imprenditori, più il Presidente del Tribunale.

Voi sapete, Consiglieri di Maggioranza, lo sapete meglio di me, che l’arbitrato è fonte di spese per le persone che vi deferiscono la controversia agli arbitri, ed è stata fonte in tanti casi anche di corruzioni, al di fuori.

Io non mi riferisco a questo Comune, ma abbiamo tantissimi casi in cui noi abbiamo saputo che cosa succede, quando in queste questioni mettono le mani i collegi arbitrali.

Quindi, io chiedo, anche per garanzia delle Amministrazioni future e degli imprenditori, che sia cancellata dagli accordi di programma la clausola sugli arbitrati.

Francesco Viti - Rachele Popolizio - Michele Ventricelli - Michele Clemente - Vito Menzulli - Nicola Natuzzi - Enzo Colonna


Michele VENTRICELLI (DS) — Intervento nel Consiglio comunale del 27 dicembre 2000

Io non aggiungerò molto alle considerazioni, che sono state già fatte dagli altri Consiglieri, solo alcuni appunti.

Dico solamente, faccio una premessa, che appare paradossale che ogni volta che si deve parlare e interessare di sviluppo della città, non abbiamo mai la possibilità, la capacità, ovviamente lo dico a tutti, compreso anche noi, di riuscire ad individuare orientamenti, che possano mettere d’accordo un po’ tutti, perché credo che ogni qualvolta si parla di sviluppo della città, in modo particolare in questa situazione, sarebbe stato opportuno che ci fosse stato un maggiore coinvolgimento soprattutto del Consiglio Comunale, in quanto credo che a tutti quanti stia a cuore, non solo alla Maggioranza, agli imprenditori che ci ascoltano questa sera, ma anche agli operatori del settore, lo sviluppo di questa città e soprattutto gli indirizzi che si vogliono dare alla occupazione della città.

Però a questa considerazione credo che sia necessario aggiungerne un’altra: ogni qualvolta si parla di sviluppo della città, è necessario sicuramente capire in che direzione si vuole andare.

Ora noi ormai da due anni ci stiamo confrontando su questa grossa vicenda delle risposte da dare agli imprenditori, alla nostra città e credo che molti di questi, anzi la stragrande maggioranza, abbiano più volte ascoltato quali erano le posizioni del Centro Sinistra su questa vicenda, in modo particolare anche le posizioni del mio partito, del mio gruppo.

Ogni qualvolta si parlava di risposte da dare agli imprenditori, alla nostra città, noi ci siamo sempre fatti carico, in numerose occasioni, di verificare quali potessero essere le risposte da dare a questa classe importante della nostra città.

Riteniamo però che su questo ci sia, e questo lo voglio dire senza che questo possa condizionare anche il giudizio che la Maggioranza deve avere sulle posizioni della Minoranza.

Io credo che ci sia…

INTERVENTI FUORI MICROFONO NON UDIBILI

Quindi, dicevo, ogni qualvolta si è cercato di affrontare questa cosa, abbiamo tentato di dare soluzioni che potessero contribuire ad una soluzione degna di questo nome.

Nel corso di questi anni ci siamo sforzati di sollecitare l’Amministrazione Comunale a trovare soluzioni, che potessero incanalarsi in quelle che sono, a nostro giudizio ovviamente, le risposte che la normativa vigente poteva dare a questa soluzione.

Più volte abbiamo detto che i ritardi, che si stavano accumulando su tale questione, andavano ovviamente a pregiudicare quelle che erano le scelte dei nostri imprenditori, che bisogna dirlo in maniera, e lo dico non perché stasera in Consiglio Comunale e nell’aula consiliare ce ne sono alcuni, ma proprio perché il nostro giudizio è stato sempre questo, e cioè la nostra classe imprenditoriale è stata sempre animata da un forte senso di dinamismo economico, che ha consentito nel corso di questi decenni di mettere su intraprese economiche, che hanno consentito a questa nostra città di diventare un punto di riferimento a tutti i livelli.

Credo che se c’è un Comune e se c’è una classe di imprenditori, che deve sicuramente essere vantata in tutta questa vicenda dello sviluppo del polo industriale del salotto, credo che moltissimi imprenditori altamurani debbano avere un attestato in questa direzione.

Però io credo che abbiamo fatto bene, nel corso di questi anni, a cercare di parlare sempre in maniera molto chiara nei confronti degli imprenditori, anche rischiando alcune volte posizioni impopolari.

Io credo che, quando si ha l’onestà intellettuale di saperle rappresentare, e di rappresentarle nell’interesse esclusivo della città, faccia bene agli stessi imprenditori.

Perché noi siamo assolutamente perplessi su quest’impostazione che l’Amministrazione Comunale vuole dare e ha sostanzialmente dato a questa impostazione, a questa interpretazione della legge n.34?

Noi abbiamo sempre ritenuto, senza scandalizzarci, che la legge n.34, e credo che nessuno potrà confutare tale giudizio, è nata come una legge straordinaria, eccezionale, che potesse venire incontro a quelle situazioni d’emergenza, che in molti Comuni si verificano, perché mancano le aree, mancano le scelte urbanistiche fatte.

Non a caso, di fronte all’insistenza, che alcune volte l’Amministrazione ha manifestato, avevamo anche detto che noi eravamo disponibili addirittura a prendere in considerazione un’interpretazione della legge n.34, che potesse però individuare un’applicazione rispondente a criteri di razionalità.

Più volte, così come avvenuto in altri Comuni, vorrei solo richiamare l’esperienza a noi più vicina, quella di Gravina, ma credo che lo stesso sia avvenuto, per esempio, a Grumo Appula, abbiamo detto che, laddove il giudizio dell’Amministrazione fosse quello di ritenere che vi fosse mancanza di aree giuridicamente efficaci, anche se questa circostanza noi l’abbiamo sempre disconosciuta, perché riteniamo che lo stato attuale degli strumenti urbanistici non consenta di individuare questa situazione, ma laddove l’Amministrazione Comunale avesse accettato questa impostazione, abbiamo più volte detto: "Cerchiamo dei criteri che vadano a salvaguardare il nostro territorio, che vadano a dare risposte serie e concrete agli imprenditori".

Abbiamo detto: "Cerchiamo di concentrare in un’unica area, in un’unica zona", che potesse venire comunque incontro alla stragrande maggioranza di imprenditori seri della nostra città, perché, diciamolo chiaramente, in tutta quest’operazione c’è sicuramente chi ha bisogno di ampliare il proprio opificio, e probabilmente ce ne saranno decine e decine.

Ma c’è, e questo bisogna dirlo in maniera altrettanto chiara, mi dispiace che la Maggioranza su questo non acconsenta, anche l’interesse dei proprietari delle aree agricole a vedersi supervalutato il proprio terreno.

C’è anche, a nostro giudizio, una regia più complessiva, che ha fatto di questa questione della n.34 nel Comune di Altamura una questione veramente particolare.

Perché non è successa la stessa cosa in altri Comuni?

Lo stesso strumento è stato utilizzato in altri Comuni però in casi limitati.

Martina Franca ne ha avuto due, Sannicandro un altro, perché lì si è dato… sì, ma in tutti i Comuni della Regione Puglia, Assessore, perché lì si è data, a mio giudizio, un’interpretazione della legge, che è più rispondente al dato normativo.

È proprio sull’interpretazione che voi date, che noi non siamo assolutamente convinti, proprio perché riteniamo che queste scelte, che oggi possono sembrare a vantaggio degli imprenditori della città di Altamura, ma noi riteniamo che probabilmente nell’immediato futuro queste sono scelte che incideranno negativamente sull’assetto territoriale della nostra città!

Noi di questo siamo convinti.

Com’è possibile pensare che un sistema industriale sia degno di questo nome, quando in tutte le zone, in tutte le aree della nostra città si consentono insediamenti produttivi, industriali sulle aree agricole?

Com’è possibile pensare che un sistema di questo genere possa essere tale e soprattutto poter continuare ad essere tale, perché ormai siamo in una fase in cui è necessario che le aziende facciano sistema?

Com’è possibile pensare che tutto questo avvenga, quando invece consentiamo a tutti e a ognuno di potersi insediare in tutte le aree agricole della nostra città?

Guardate, noi non ne faremo una guerra di religione!

Noi riteniamo però di avere questa impostazione e questa interpretazione.

Speriamo sia come dice qualcuno, che questa scelta possa, anche nell’immediato futuro, assecondare le aspettative degli imprenditori seri, di chi veramente lavora, dall’artigianato all’industria.

Noi abbiamo molte perplessità.

In altri termini, noi riteniamo che, e questo lo voglio sottolineare, non è assolutamente un populismo di facciata, ma perché lo abbiamo detto più volte, perché lo riconosciamo, le legittime aspettative di gran parte della classe imprenditoriale altamurana può sembrare che siano esaudite in questa maniera.

Noi riteniamo che sia assolutamente impropria, assolutamente insufficiente una risposta di questo genere e che, invece, era possibile fare altre scelte.

Cercare di convogliare attraverso scelte oculate, alla luce del sole, scelte che non dovevano assolutamente avvantaggiare chicchessia, ma una scelta che convincesse la stragrande maggioranza degli imprenditori altamurana a concentrarsi in una sola area, perché lì probabilmente era possibile anche l’intervento pubblico in materia d’infrastrutture.

Pensate a quello che vi aspetta, che vi costerà.

Noi vorremmo sbagliare, ve lo diciamo in maniera serena.

È probabile che queste nostre considerazioni siano condizionate da un nostro, qualcuno dice, connaturale pessimismo.

Io ho sentito molti imprenditori, anche fra chi magari questa sera ci ascolta, i quali giustamente sono anche preoccupati di tutto questo.

Per chi invece si è con assoluta perentorietà scelto una strada che tra l’altro, io non voglio assolutamente inserirmi nelle querelle di carattere giuridico, nelle cause che ci saranno, cause di carattere penale, non voglio assolutamente avventurarmi in questo, perché ritengo che poi chi individualmente ha da far valere i propri interessi, lo faccia per la sua strada.

Però io ritengo che, accanto a queste considerazioni, che sono considerazioni di carattere più generale, cioè di politica del territorio, come non si capisce che è più opportuno, è più giusto, è più razionale, è più funzionale agli imprenditori altamurani, la concentrazione in una sola area?

Perché non si è voluto fare questo?

Perché solo noi nella Regione Puglia, abbiamo presentato, come Comune, circa 110 accordi di programma — mi corregga Assessore se sbaglio -.

Ci sarà probabilmente…

INTERVENTO FUORI MICROFONO NON UDIBILE

Io credo che sia ancora possibile parlare in questo Consiglio Comunale!

Siccome tu sei tra quelli che non ci consente mai di parlare, io ti prego…

Io non ti ho fatto nessuna accusa, non so nemmeno che mestiere fai e non mi interessa!

Sono fatti tuoi!

Io credo che probabilmente ci sarà una ragione, per cui ci c’è tutta questa marea di accordi di programma!

Noi abbiamo questa posizione, lo ripeto, mi auguro che noi ci sbagliamo, ci auguriamo che nel futuro queste considerazioni che facciamo sull’uso distorto del territorio, sui costi eccessivi che gli imprenditori andranno a pagare, andranno a sostenere, io mi auguro che siano tutte perplessità che non si reggano, come dire, che siano non fondate!

Non ne faremo una guerra di religione, perché siamo, come dire, anche vittime di un dubbio, che quando di fronte ad ogni caso in cui si pone il problema dell’occupazione, dello sviluppo del territorio, ciascuno di noi viene preso dalle perplessità e dal dubbio che le proprie posizioni possono essere sbagliate, però credo che sia altrettanto onesto intellettualmente, ammettere queste posizioni che noi non condividiamo affatto, ma lo facciamo nell’interesse esclusivo della nostra città, del territorio e paradossalmente — per qualcuno, ma non per tutti, perché abbiamo ascoltato anche alcuni imprenditori che hanno capito questa nostra posizione, paradossalmente va anche nell’interesse degli imprenditori più seri, cioè di chi inizia a capire che per poter competere sul mercato, devi entrare in un sistema che sia degno di questo nome.

Chi ti verrà a trovare sulla Murgia sperduta, con un opificio fatto in quella maniera?

Io mi auguro che ci sbagliamo!

Voi andate avanti, noi prenderemo questa posizione, ovviamente ci sia consentito di esprimere questa mostra contrarietà.

Vogliamo continuare però a mantenere aperto un dibattito e un rapporto con la città, ed anche con gli imprenditori, con il ceto produttivo di questa città, perché riteniamo che questo discorso sia un discorso che alla lunga va nell’interesse della gente che vuole effettivamente impiantare opifici industriali, nella nostra città.

Francesco Viti - Rachele Popolizio - Michele Ventricelli - Michele Clemente - Vito Menzulli - Nicola Natuzzi - Enzo Colonna


Michele CLEMENTE — Intervento nel Consiglio comunale del 27 dicembre 2000

Presidente, Sindaco, Consiglieri, colleghi, anche noi siamo sulla stessissima posizione enunciata dal Consigliere Ventricelli, dalla Consigliere Popolizio, perché da sempre, anche dall’altra volta, quando ci portasti quei cinque accordi di programma.

La nostra posizione era quella che la ritenevamo una legge eccezionale, non una legge ordinaria, che per noi "ampliamente opifici", significava come la Musa allora dove votammo favorevolmente a quell’ampliamento, non significava per noi andare su aree per nuovi insediamenti produttivi.

Perché è tutta paglia negli occhi degli imprenditori, dei nostri bravi imprenditori di Altamura, tutta paglia, perché questa Amministrazione sta buttando negli occhi degli imprenditori, senza far conoscere a questi l’entità miliardaria di tutte le infrastrutture e le opere di urbanizzazione che per convenzione subiranno a fare, sicuramente.

Ciò che hanno risparmiato a limoni, glieli metteranno in aranci o in soldoni o in dollari verdi dopo, perciò questa cosa gliela dovete spiegare molto bene.

Qui si sta solo agevolando la più grossa speculazione edilizia in materia di terreni ad Altamura, questa è l’unica grande verità.

Non si è voluto dotare, volutamente, questo ente pur avendone possibilità, come ha detto il Consigliere Ventricelli, non ha voluto dotare questo Comune, questo ente, degli strumenti per far sì che questi nostri bravi imprenditori, lo ripeto, lavorassero nelle condizioni igieniche, sanitarie e anche di spazio nei migliori dei modi.

Perché, poi, dovete spiegare come andranno a lavorare in quelle strutture senza condizioni igieniche, strutturali, degne di una zona industriale e quanto costerà.

Comunque io voglio porre una domanda all’Assessore Colonna (Lillino, ndr), come mai su queste aree interessate, non è stato chiesto l’impatto ambientale, anche se, l’ultima legge regionale approvata vigente, dice che su superfici di 60 ettari e qui ci sono superfici interessate di 60 ettari, non è stato chiesto l’impatto ambientale, cosa prevista anche dalle leggi nazionale, dalla 447 del ’99, perché queste leggi sono intervenute successivamente, sono vigenti.

Allora, voglio capire, se non è stata richiesta per una doglianza, per una dimenticanza o se non è necessario o se creeremo problemi per questo, dopo, ai bravi imprenditori che vi hanno chiesto questi interventi e fra qualche giorno, su qualche denuncia o qualcuno che si alza la mattina, scrive "e non abbiamo fatto altro che prendere in giro, non avete fatto altro che prendere in giro questi bravi imprenditori"!

Poi condivido molto, pienamente, perché quello che detto dal Consigliere Ventricelli, per quanto riguarda le vere necessità di questi nostri imprenditori che, certamente, numerosi in questo elenco realizzeranno le loro opere, ma altrettanto numerosi in questo elenco e sono visibili, e li sappiamo tutti quanti, il mio mestiere mi consente di saperli, non sono altro che nomi fittizi, progetti fittizi, speculazioni edilizie che si consumeranno fra qualche giorno, come si sta consumando già su qualche, 34 approvata, mi segue?

20 mila metri, 10 mila metri, 20 mila metri pagati a tre mila lire, 10 mila me li tengo, gli altri 10 li vendiamo a 200 mila.

Su queste domande dovete rispondere alla città, dovete rispondere alla città e agli imprenditori!

Noi conosciamo lo sviluppo imprenditoriale di Altamura, lo conosciamo benissimo, volevo dire a quel Consigliere che va a lavorare nella zona industriale, la conosciamo perché operiamo tutti i giorni con gli imprenditori, figurati se io con il mio mestiere sono contro gli imprenditori, perché ci lavoro su queste leggi, ci lavoro!

Però capisco benissimo, capisco benissimo, che l’unica cosa che si sta consumando e su questo mi domando se il Comune è diventato il socio o chi ci amministra, guardatevi il film "Il Socio", è diventato il socio di qualche grosso speculatore dei terreni che sta portando avanti tutta questa…

Francesco Viti - Rachele Popolizio - Michele Ventricelli - Michele Clemente - Vito Menzulli - Nicola Natuzzi - Enzo Colonna


Vito MENZULLI (RC) — Intervento nel Consiglio comunale del 27 dicembre 2000

Io, senza, prendere spunto da quello che è successo oggi in Consiglio Comunale…

Scusate io non arrivo a quelle parole che sono state dette da quella parte, non arriverei mai sicuramente, perché sono una persona molto educata!

Per cui stiamo tranquilli e quieti, perché ognuno deve votare con la massima tranquillità, per cui l’unica cosa che volevo dire è questa, perché è già stato detto tanto dal Centro Sinistra.

Volevo solo riprendere i passi di Rachele Popolizio, relativamente ad un controllo che questa Amministrazione, sicuramente, andrà a fare e lo avete sentito pure voi, erano dei punti importanti.

Per cui delle clausole da mettere nella convenzione di questo stampo, sono molto importanti.

L’unica cosa che dovrei dire, oggi, è questa che gli applausi, non so se erano meritati o no, però io voglio dire anche un’altra cosa.

Teniamo presente che questa Amministrazione, ci dividiamo, perché non dobbiamo, quando si parla di imprenditoria, non dobbiamo avere i colori diversi, ma dobbiamo essere tutti uniti, affinché l’imprenditore ad Altamura diventi sempre più forte, è quello che vogliamo tutti sicuramente!

Per cui, io, l’unica cosa che mi dà fastidio in questa situazione è che, comunque sicuramente, voterò contro.

Però teniamo presente un’altra cosa che questa Amministrazione, comunque, non sta dando niente a questi imprenditori, perché la risposta comunque è arrivata da loro, anche perché viste le deficienze di questa Amministrazione, purtroppo l’unico strumento che hanno trovato, la legge 34, l’hanno presa e hanno fatto le loro domande.

Per cui è importante, anche, vedere in questa ottica, quanto è forte l’imprenditoria di Altamura, Signor Sindaco, si stia zitto perché qua dobbiamo discutere tutti!

Pubblicato in : Argomenti, Cosa succede in città

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