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CAPANNONI SPARSI O UNA VERA AREA INDUSTRIALE? PDF Stampa E-mail
Scritto da altamura2001, 14-01-2002 02:17

Il volantino del nuovo Comitato cittadino per la qualità della vita.

Puoi scaricare il volantino con la mappa in formato .pdf da qui.

CAPANNONI SPARSI
O UNA VERA AREA INDUSTRIALE?

Gli Accordi di Programma, se varati, infliggeranno il colpo mortale ad un territorio già diffusamente massacrato, seppellendo sotto 6 milioni di metri cubi di cemento sparsi intorno alla città, ogni speranza di ricostruire una cultura della legalità che da tempo, ormai, sembra non avere più cittadinanza da queste parti e, paradossalmente, arrecheranno gravi danni agli stessi imprenditori con il rischio, forse, di provocare una inversione di tendenza della crescita del settore del salotto.

Potrà la città sopportare l’accerchiamento di oltre 200 insediamenti produttivi senza rimanerne soffocata e paralizzata?

200 Accordi di Programma, quasi il doppio di quanti sono stati richiesti in tutta la regione Puglia, non possono più considerarsi interventi in deroga ma una vera e propria zona industriale fuori dal Piano Regolatore.

La posta in gioco è altissima: si tratta di scegliere tra uno sviluppo ordinato, che lasci ancora aperta qualche possibilità di porre riparo al degrado già esistente ed una totale e definitiva compromissione di un territorio e di una comunità.

Quali argomenti resteranno ancora a chi vorrà imporre il rispetto delle regole se un Piano Regolatore Generale, di recente rivisitato con la partecipazione di tutti e che ha destinato le aree di via Gravina e di Jesce all’insediamento delle attività produttive, viene completamente disatteso e le sue previsioni programmatiche del tutto sconvolte?

E’ evidente che tutto questo consoliderà sempre di più la convinzione, in gran parte già diffusa che " alla fin fine tutto si può fare…".

Quali i vantaggi per chi vuole, con insistenza, insediamenti industriali sparsi nel territorio?

L’unico vantaggio sempre sbandierato del basso costo delle aree in zona agricola si è dimostrato, alla prova dei fatti, un falso: nell’insediamento industriale di Jesce un metro quadrato viene venduto al prezzo di circa 13.000 lire a fronte del prezzo pagato in zone agricole interessate dagli accordi di programma, che per le posizioni più vicine alla città, raggiunge anche le 25.000 lire al metro quadro.

Restano invariati tutti gli altri svantaggi propri degli insediamenti puntiformi: l’alto costo delle urbanizzazioni (che è a carico degli imprenditori), l’impossibilità di poter usufruire di servizi, la difficoltà di riconversione industriale.

La cintura di capannoni che si estenderebbe intorno alla città per diversi chilometri richiederà infrastrutture viarie e linee elettriche, telefoniche, rete di gas... Chi pagherà tutte queste opere, gli imprenditori o la collettività?

Si rendono conto gli imprenditori che rinunciando a Jesce rinunciano ad una zona già fornita di tronco ferroviario collegato con il porto di Taranto, che rinunciano ad insediamenti in una zona in cui sarà facile ottenere collegamenti alle autostrade, alla rete telematica, a sportelli bancari, mense comuni, servizi superiori in genere, per insediarsi in zone in cui sarà difficile ottenere la semplice fornitura elettrica?

La decisione è di grande importanza, è di quelle che possono segnare nel bene o nel male il destino di una città e di un intero territorio: scegliere la strada indicata dal Piano Regolatore Generale significa scegliere la strada maestra, rispettare le regole fissate di recente e condivise da tutti.

Non è possibile fare scelte imposte dall'alleanza ambigua tra pochi imprenditori e alcuni proprietari terrieri, i soli che, opponendosi strumentalmente all'istituzione del Parco dell'Alta Murgia, realizzerebbero profitti con il cambio di destinazione d'uso dei terreni agricoli.

Un'alternativa è possibile: vi sono ancora circa 200 ettari di aree destinate a insediamenti produttivi disponibili e in attesa di convenzionamento e/o esproprio (zona Jesce e via Gravina).

Occorre promuovere il dialogo tra tutti i cittadini per decidere con responsabilità e serietà su un tema di grande importanza per lo sviluppo e la qualità della vita della città e del territorio.

Altamura, 13.01.2002

COORDINAMENTO CITTADINO PER LO SVILUPPO E LA QUALITÀ DELLA VITA

Il coordinamento si riunirà lunedì 14 gennaio 2002 alle ore 18.30 presso la sede della Pro Loco in Piazza Repubblica. Chiunque sia interessato è invitato a partecipare alla riunione ed alle iniziative future del coordinamento.

Puoi scaricare il volantino con la mappa in formato .pdf da qui.


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