| Scritto da altamura2001, 24-01-2007 08:36 |
Riportiamo in questa pagina un articolo a firma di Davide Carlucci, pubblicato dal quotidiano la Repubblica (edizione di Bari) del 14 gennaio 2007 ed un articolo pubblicato dal quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno del 9 febbraio 2007 che fa il punto sull'inchiesta condotta dal PM Renato Nitti, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Bari.
Sul tema vi invitiamo a rileggere due pagine di questo sito risalenti a febbraio 2004: ABUSIVISMO EDILIZIO: IL SONNO DELLE ISTITUZIONI COMUNALI (clicca qui) e L'ESERCITO DEL CONDONO (clicca qui)
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SCANDALO AD ALTAMURA
CENTINAIA I FALSI CONDONI
[la Repubblica-Bari, 14 gennaio 2007]
Hanno fotografo un muro, senza nulla dietro, e hanno tentato di far credere che fosse una casa, già bell’e rifinita. Hanno innalzato impalcature con tubi metallici Innocenti e le hanno ricoperte di lamiere, spacciandole per capannoni. Sono arrivati a trasformare in abitazioni da condonare persino le recinzioni in muratura di un orto, mettendoci sopra quattro travi. E se i trompe-l’oeil e gli altri stratagemmi ottici non bastavano a rendere credibile il trucco, intervenivano Photoshop e gli altri programmi di fotoritocco computerizzato. E l’inganno, per l’ufficio tecnico, era servito.
La fantasia dell’abusivismo ha dato il meglio di sé ad Altamura, la città record dei condoni. Le richieste sono state 2.256. E i pm della Procura di Bari, Renato Nitti e Roberto Rossi, hanno dato incarico a un pool formato da tecnici, polizia provinciale, corpo forestale dello Stato e polizia municipale di esaminarli a uno a uno. La relazione, già consegnata ai magistrati, dell’ingegner Giuseppe Ferri – consulente della Procura anche per il caso “Punta Perotti� – ha portato all’individuazione di “oltre cento domande sicuramente non ammissibili al condono�, cioè sicuramente false.
A questi, poi, bisogna aggiungere altre centinaia di casi “dubbi�. E se in città spuntano come funghi illeciti ampliamenti, verande fuori ogni norma e decenza nel centro storico, intere lottizzazioni abusive nelle periferie, in campagna la polizia forestale si allunga a indagare sugli abusi commessi nel parco dell’Alta Murgia.
Sono spuntati così dei capannoni industriali all’interno della riserva e gli atti relativi sono stati trasmessi in Procura. I proprietari avevano presentato diverse domande di condono spezzettando in cinque pseudoparticelle il terreno su sui sorgeva il finto capannone – in realtà era una montagna di tufi giustapposti e sormontati da una lamiera zincata – in un’area già soggetta a diversi vincoli ambientali prima ancora che nascesse il parco. Altri quattro capannoni erano stati sequestrati dal corpo forestale mesi fa ad Altamura lungo la strada per Bari.
Nell’ambito di un’altra inchiesta, invece, i tecnici stanno valutando la legittimità di una serie di ampliamenti e altri interventi nel centro edile quartarella, sulla via per Matera. Per l’inchiesta principale gli indagati sono già diverse decine. In una prima fase nel registro erano iscritti solo i proprietari, ora le accuse si stanno estendendo anche ai tecnici. In qualche caso, chi ha presentato la domanda di condono s’è affrettato ad abbattere tutto, come ha fatto un uomo che aveva costruito un deposito attiguo a una villetta.
Un’altra tipologia molto diffusa di raggiro tecnico-urbanistico nelle zone di espansione della città , sulla via per Corato, per Ruvo o per Bari, è la trasformazione in ville private di finte case coloniche attraverso il cambio di destinazione d’uso.
“Altamura è il far west�, è la sintesi di uno degli uomini impegnati nell’inchiesta. Del resto, il territorio è vasto – 43 mila ettari che impegnano 280 fogli di mappe catastali – e controllarlo tutto è pressoché impossibile. E distinguere tra usi civici, zone a protezione speciale e terreni edificabili non è semplice. E così che la Leonessa di Puglia si sta trasformando in una della capitali italiane del mattone illegale.
Davide Carlucci
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Articolo pubblicato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, Edizione di bari, 9 febbraio 2007, pag. 13.
I risultati dell’inchiesta del pm Renato Nitti
Murgia «cementificata»
150 indagati e 40 sequestri
Circa 150 indagati e 40 immobili sequestrati negli ultimi mesi: a questi risultati è finora giunta l’inchiesta penale della procura della Repubblica di Bari, che da circa 18 mesi indaga sulle oltre 2.300 richieste di condono presentate al Comune di Altamura, sulla Murgia barese, da quanti hanno costruito ville, villette e capannoni industriali in zone sottoposte a vincolo di inedificabilità assoluto.
Dalle indagini preliminari, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica Renato Nitti, emergerebbe che gli immobili abusivi finora sequestrati, e quelli per i quali è stato chiesto il sequestro, sono stati realizzati in zona agricola sottoposta a vincolo perchè ricadente su siti di importanza sancita da leggi di ispirazione comunitaria.
Nel registro degli indagati della procura, sono stati iscritti, con la ipotesi accusatoria di reati ambientali, i nomi dei committenti delle opere edili, dei progettisti e dei titolari delle imprese che hanno eseguito abusivamente i lavori.
Delle oltre 2.300 pratiche finora esaminate dagli uomini della Polizia provinciale, della Polizia municipale e del Corpo forestale dello Stato, sarebbe emerso che circa 300 domande di condono non possono essere accolte perchè le opere realizzate sono insanabili sia per la loro natura sia per il luogo nel quale sorgono, sottoposto a vincolo; circa un migliaio presenta profili di anomalia che sembrerebbero deporre per la non accoglibilità della domanda; un altro migliaio è invece accoglibile.
Tra gli immobili ai raggi x della procura, un capannone industriale lungo dieci metri che, per essere condonato, è stato parcellizzato fotograficamente in diverse parti in modo tale da permettere a più persone di chiedere il condono.
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