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La Classe morta di Genova PDF Stampa E-mail
Scritto da altamura2001, 27-07-2001 23:53

Testo diffuso nella seduta di Consiglio Comunale del 27.07.2001.

* * *

La Classe morta di Genova

di enzo colonna
(consigliere comunale indipendente del gruppo DS)

 

Una premessa.

Pur avendo ancora saldamente impresse negli occhi le immagini raccapriccianti degli episodi di Genova, credo che non si possa ragionevolmente dubitare della natura e funzione democratica delle forze dell’ordine italiane, nel loro complesso; sono composte infatti dai nostri fratelli, padri, figli, da gente soprattutto di questo Sud che in quel lavoro riesce a trovare l’unica chance di vita e di futuro. Ciò che non mi convincono, invece, sono i ragionamenti e le direttive dei vertici di queste forze dell’ordine: i vertici di apparato ed i vertici politici.

Una considerazione.

Un tragediografo polacco, Tadeuz Kantor, è passato alla storia del teatro di questo secolo con una sua bellissima opera titolata "La Classe morta". Nell’opera compaiono ormai adulti ed invecchiati, ricoperti di ragnatele ed impolverati, una serie di personaggi raffiguranti i suoi vecchi compagni di classe, nel Liceo di Cracovia, tutti seduti sui banchi a raccontarsi durante una nuova, ultima ed improbabile giornata di scuola. Vi compaiono simboli, linguaggi, attitudini ed abitudini, rappresentanti la galleria degli orrori di questo secolo: la prima guerra mondiale, il nazismo, lo stalinismo, i campi di sterminio ed i gulag, la Seconda Guerra Mondiale, Hiroshima e Chernobyl. Tutta la classe vive questa giornata e compaiono sulla scena tutti i loro vecchi insegnanti altrettanto impolverati, e con odor di vecchio. Danzano scomposti tutti e sulle spalle reggono manichini/fantocci raffiguranti i bambini che non sono più; alla fine, un grande telone li ricopre, per il "grande imballaggio di fine secolo". Il regista autore, si muove per tutta l’opera come un estraneo dentro la scena guardando dall’esterno questa rappresentazione di ciò che una volta era realtà, ed oggi appare come la decrepita e polverosa rappresentazione del passato. Lo spettacolo appare un vero e proprio incubo con i colori ed i rumori dell’incubo e dagli altoparlanti voci tetre che ricordano gli avvisi dettati nei campi di sterminio, sirene, radio con voci d’epoca ravvivano episodi già noti e vissuti, che riascoltati oggi appaiono semplicemente ridicole rappresentazioni, purtroppo umane.

In questi giorni mi è tornata alla mente la forza di quell’opera vista qualche anno fa’.

Non riesco ad immaginare diversi dai personaggi della "classe morta", gli uomini che insieme hanno pensato, programmato e vissuto le giornate del G8 a Genova. Polvere, ragnatele, ed odor di vecchio riavvolge questi uomini (tute nere e bianche, da una parte; tute azzurre e grigie dall’altra) e credo che a torto s’intraveda affacciarsi alle porte una nuova stagione del terrorismo, per un verso, e del fascismo, per l’altro.

Si tratta solo di personaggi in vena di apparizioni strumentali, che non si accorgono di portare con se sulla scena l’orrida rappresentazione di una classe morta, ridicola e scomposta, di maschere che accennano ad una danza che appare macabra e parla un linguaggio che sembra urlato da vecchi e gracchianti altoparlanti.

Dovevano essere solo delle belle giornate di incontro, di protesta, di dialogo e di parole quelle che si apprestavano a vivere le decine di migliaia di persone riunite a Genova e partite da ogni parte del mondo, anche da Altamura, ed invece hanno incontrato per strada molotov e lacrimogeni, estintori e pistole, bastoni e manganelli, insomma una impolverata e decrepita "classe morta" che, impaurita delle parole, ritiene ancora che si possano soffocarle con una bastonata o una manganellata.


Pubblicato in : Argomenti, Cosa succede in città

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