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Ordine del Giorno su quanto avvenuto a Genova in occasione della riunione del G8 PDF Stampa E-mail
Scritto da altamura2001, 27-07-2001 23:50

Questo è il testo dell’Ordine del Giorno votato dal Consiglio comunale di Altamura nella seduta del 27 luglio 2001 con 17 voti a favore (centrosinistra) e 12 contrari (centrodestra).

Il testo approvato rappresenta la sintesi di tre differenti documenti: due Ordini del Giorno presentati rispettivamente da Vito Menzulli (Rifondazione Comunista) e Franco Tafuni (capogruppo del PPI) ed un testo informale, dal titolo "La Classe morta di Genova", diffuso tra i consiglieri da Enzo Colonna (indipendente del gruppo consigliare DS) e ripreso interamente nella Premessa del documento finale.

Consiglio Comunale del 27 luglio 2001

Noi Consiglieri

Premessa.

Pur avendo ancora saldamente impresse negli occhi le immagini raccapriccianti degli episodi di Genova, crediamo che non si possa ragionevolmente dubitare della natura e funzione democratica delle forze dell’ordine italiane, nel loro complesso; sono composte infatti dai nostri fratelli, padri, figli, da gente soprattutto di questo Sud che in quel lavoro riesce a trovare l’unica chance di vita e di futuro. Ciò che non ci convince, invece, sono i ragionamenti e le direttive dei vertici di queste forze dell’ordine: i vertici di apparato ed i vertici politici.

Un tragediografo polacco, Tadeuz Kantor, è passato alla storia del teatro di questo secolo con una sua bellissima opera titolata "La Classe morta". Nell’opera compaiono ormai adulti ed invecchiati, ricoperti di ragnatele ed impolverati, una serie di personaggi raffiguranti i suoi vecchi compagni di classe, nel Liceo di Cracovia, tutti seduti sui banchi a raccontarsi durante una nuova, ultima ed improbabile giornata di scuola. Vi compaiono simboli, linguaggi, attitudini ed abitudini, rappresentanti la galleria degli orrori di questo secolo: la prima guerra mondiale, il nazismo, lo stalinismo, i campi di sterminio ed i gulag, la Seconda Guerra Mondiale, Hiroshima e Chernobyl. Tutta la classe vive questa giornata e compaiono sulla scena tutti i loro vecchi insegnanti altrettanto impolverati, e con odor di vecchio. Danzano scomposti tutti e sulle spalle reggono manichini/fantocci raffiguranti i bambini che non sono più; alla fine, un grande telone li ricopre, per il "grande imballaggio di fine secolo". Il regista autore, si muove per tutta l’opera come un estraneo dentro la scena guardando dall’esterno questa rappresentazione di ciò che una volta era realtà, ed oggi appare come la decrepita e polverosa rappresentazione del passato. Lo spettacolo appare un vero e proprio incubo con i colori ed i rumori dell’incubo e dagli altoparlanti voci tetre che ricordano gli avvisi dettati nei campi di sterminio, sirene, radio con voci d’epoca ravvivano episodi già noti e vissuti, che riascoltati oggi appaiono semplicemente ridicole rappresentazioni, purtroppo umane.

In questi giorni ci è tornata alla mente la forza di quell’opera di qualche anno fa’.

Non riusciamo ad immaginare diversi dai personaggi della "classe morta", gli uomini che insieme hanno pensato, programmato e vissuto le giornate del G8 a Genova. Polvere, ragnatele, ed odor di vecchio riavvolge questi uomini (tute nere e bianche, da una parte; tute azzurre e grigie dall’altra) e crediamo che a torto s’intraveda affacciarsi alle porte una nuova stagione del terrorismo, per un verso, e del fascismo, per l’altro.

Si tratta solo di personaggi in vena di apparizioni strumentali, che non si accorgono di portare con se sulla scena l’orrida rappresentazione di una classe morta, ridicola e scomposta, di maschere che accennano ad una danza che appare macabra e parla un linguaggio che sembra urlato da vecchi e gracchianti altoparlanti.

Dovevano essere solo delle belle giornate di incontro, di protesta, di dialogo e di parole quelle che si apprestavano a vivere le decine di migliaia di persone riunite a Genova e partite da ogni parte del mondo, anche da Altamura, ed invece hanno incontrato per strada molotov e lacrimogeni, estintori e pistole, bastoni e manganelli, insomma una impolverata e decrepita "classe morta" che, impaurita delle parole, ritiene ancora che si possano soffocarle con una bastonata o una manganellata.

CONSIDERATO CHE

  • La democrazia torna ad essere sospesa e minacciata. Dopo che la memoria dei nostri vecchi aveva faticosamente messo da parte i ricordi di Scelba e Tambroni, per limitarsi alla storia repubblicana, nuove e pesanti ombre minacciano il diritto al dissenso.
  • Ancora una volta alcune frange delle forze dell’ordine si fanno garanti e scudo di gruppi violenti per attaccare e reprimere i più convinti sostenitori delle libertà e dei diritti fondamentali degli individui. Ancora una volta ministri e governanti sostengono apertamente che l’unica democrazia possibile sia quella basata sull’ordine pubblico e sulla sicurezza.
  • In nome dell’Ordine e della Sicurezza è stato sospeso il Trattato di Schengen, è stata violata la Carta dei diritti fondamentali ed ogni altra minima garanzia delle libertà personali universalmente assicurate ad ogni individuo. Non solo, ma in questi giorni migliaia di persone continuano ad essere criminalizzati per aver manifestato il proprio dissenso da un sistema suicida ed autocelebrativo e per aver rubato la scena spettacolare per alcuni minuti agli otto potenti della Terra.

ESPRIMIAMO

il senso di incredulità per come è avvenuta la tragica morte del giovane Carlo Giuliani, per come tanti manifestanti hanno scatenato falò all’aperto, per come una città sia rimasta ferita, per come le immagini di violenza abbiano fatto il giro del mondo, allo stesso tempo esprime solidarietà a tutti coloro che hanno reso possibile quel dibattito che ha tenuto viva la coscienza civile in questi giorni;

CONVENIAMO

  • che 1.300.000.000 di esseri umani vivono con meno di un dollaro al giorno;
  • che di 37.000.000 sieropositivi nel mondo, il 95% non ha accesso ai farmaci anti-aids;
  • che solo 366 persone hanno in mano il 40% della ricchezza del pianeta.

CONDANNIAMO

con fermezza le violenze di piazza, ma pure quelle compiute dai regimi, dai governi, da chi detiene il potere sociale e sa compiere infamie tenendole ben nascoste e rendendole persino accettabili con le buone maniere

INVITIAMO

Il Presidente della Repubblica e tutta la Magistratura a vigilare affinché non vengano violate e messe in discussione le norme minime della convivenza civile e dello stato di diritto

CONCORDIAMO

Con le richieste in queste ore avanzate

  • di dimissioni del Ministro dell’Interno Scajola per gravi responsabilità, omissive e commissive, nella gestione del territorio della città di Genova;
  • di istituire una Commissione d’inchiesta monocamerale affinché vengono accertate le modalità effettive della gestione dell’Ordine Pubblico nelle giornate dal 16 al 22 luglio nella città di Genova.

Pubblicato in : Argomenti, Cosa succede in città

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