| Scritto da altamura2001, 18-02-2006 10:37 |
Proponiamo una rassegna di articoli della stampa regionale, con le dichiarazioni del'indagato e del denunciante.
Un terremoto i cui effetti rischiano di travolgere, non solo e il giovane assessore, quanto l'intera classe politica locale. Che l'altra sera ha continuato a svolgere i lavori del consiglio comunale e ad approvare tutti i punti iscritti all'ordine del giorno come se nulla fosse accaduto, dando il via libera, in appena due ore, ad una decina di provvedimenti (il primo addirittura con il voto favorele di due partiti della minoranza).
Eppure TUTTI sapevano sin dalle prime ore del pomeriggio. Non una parola, non una domanda, non un senso. Inspiegabile. Un mistero che si aggiunge alla vicenda giudiziara che potrebbe avere ulteriori sviluppi con il coinvolgimento di altri amministratori.
La Gazzetta del Mezzogiorno del 17 febbraio 2006
Le dimissioni di Francesco Marroccoli (Popolari per la Puglia), denunciato per concussione
Altamura, l'assessore se ne va
Per la mazzetta da 30mila euro. «Ma io non ho chiesto nulla»
«Mi dimetto. Per senso di responsabilità . Perché in fondo sono stato un ingenuo. Ma è bene che si sappia che sono stato vittima di un tranello. Io i trentamila euro non solo non li ho chiesti, ma non li ho nemmeno visti. È vero. Mi è stata consegnata una busta. Ma non sapevo certo che all'interno vi fossero dei soldi. E poi, non ho fatto nemmeno in tempo ad aprirla, la busta, che mi sono piombati addosso sei carabinieri. Quasi fossi Totò Riina. Ripeto, io a Filippo Simone non ho chiesto un bel niente». A mezzogiorno, quando arriva in Municipio per consegnare nelle mani del sindaco la lettera di dimissioni, Francesco Marroccoli, 28 anni, consigliere provinciale, ormai ex assessore ai Lavori pubblici del Comune di Altamura, ha ancora la voce che gli trema. «Non ho dormito», dice il giovane esponente dei Popolari per la Puglia, la formazione politica nata due anni fa per volontà dell'ex presidente della Provincia ed eurodeputato barese, Marcello Vernola. Il perché è noto. L'altra mattina i carabinieri lo hanno fermato (per poi denunciarlo a piede libero con l'accusa di concussione) in un bar di via Bari proprio mentre prendeva tra le mani una busta contenente trentamila euro, consegnatagli da un imprenditore locale, Filippo Simone, la cui impresa edile è interessata a una delle lottizzazioni da mesi in attesa del via libera del consiglio comunale e che - sarà solo un caso? - sono state approvate in bloccco proprio l'altra sera, cioè poche ore dopo l'operazione dei carabinieri. Un terremoto. Che scuote ancora una volta una città da sempre al centro di relazioni pericolose tra politica e affari. Un terremoto i cui effetti rischiano di travolgere, non solo e non tanto il giovane assessore, quanto l'intera classe politica locale. Che l'altra sera ha continuato a svolgere i lavori del consiglio comunale e ad approvare tutti i punti iscritti all'ordine del giorno come se nulla fosse accaduto. Come se non fosse affatto rilevante nemmeno l'insolita presenza dei carabinieri in aula. «A dir la verità - dice il sindaco Mario Stacca, che guida una giunta di centrodestra - noi l'abbiamo saputo in serata». «S'immagini - spiega poco prima che il suo ex assessore gli consegni la lettera di dimissioni - che la notizia di un imprecisato arresto io l'ho appresa non prima delle tre del pomeriggio. Circolavano i nomi più disparati. La conferma di ciò che è accaduto l'ho avuta solo intorno alle 19, quando l'assessore Marroccoli si è affacciato in aula. Ma sinceramente io non gli ho nemmeno parlato. Ho visto, peraltro, che si è intrattenuto solo per pochi minuti ed è subito andato via». Tutto qui? «No - risponde il sindaco - sia chiaro che io ho già firmato il decreto di revoca del mandato a Marroccoli». E poi aggiunge. «Certo che la storia è davvero brutta». In che senso? «Nel senso che troppe circostanze non sono ancora chiare. Ho appena finito di parlare con i carabinieri, nei confronti dei quali nutro la massima fiducia. E lo stesso vale per la magistratura inquirente (il caso è nelle mani della dottoressa Gianna Nanna, sostituto procuratore della Repubblica a Bari, ndr). Osservo che siamo in campagna elettorale e che l'imprenditore coinvolto in questa vicenda è un esponente dell'Udeur, partito che ora si trova all'opposizione e nel quale militava sino a due anni fa Francesco Marroccoli». Che significa? Si può ipotizzare una faida? Una guerra fratricida? «L'ha detto lei. Certo, noi preferiremmo non pagarne le conseguenze». Ce n'è abbastanza per sentire l'altra campana, cioè Filippo Simone. Che però in mattinata - fanno sapere dal suo ufficio di Corso Federico II - «non è ad Altamura». E non si fa vivo nemmeno sino a tarda ora. A parlare, anche con i carabinieri, è invece ancora Francesco Marroccoli. Il quale racconta che l'acredine con Filippo Simone risalirebbe al 2001, quando, pur eletto in consiglio comunale nella lista dell'Udeur, fu costretto a presentare un ricorso al Tar per veder soddisfatto il suo diritto. «Ci furono dei brogli - dice Marroccoli - per favorire un collaboratore di Simone. Ma io non stetti zitto. Tant'è che io e mio fratello fummo cacciati dal partito». È già pronta una denuncia per calunnia? «Non ancora», risponde Marroccoli. Davvero un bel rompicapo. Soprattutto per il capitano Campora ed il tenente Romano, i due ufficiali dei carabinieri che conducono le indagini.
Stefano Boccardi
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Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 18 febbraio 2006
E il centrosinistra chiede le dimissioni del sindaco
Nella storia di tangenti spunta l'intermediario
Altamura, si fanno i nomi di sei politici
L'assessore, l'intermediario e l'imprenditore. Ma anche i consiglieri comunali. Quattro. Forse cinque. Di sicuro, almeno uno. E un altro assessore ancora. Mentre i partiti del centrosinistra (escluso i socialisti autonomisti) chiedono a gran voce le dimissioni del sindaco Mario Stacca e della sua giunta di centrodestra, la «storia della tangente» che da tre giorni va in scena ad Altamura si arricchisce di nuovi e sempre più sconvolgenti particolari. E soprattutto di nuovi e clamorosi protagonisti. Con tanto di nomi e di cognomi, che, per ovvie ragioni istruttorie, non sono ancora stati resi noti pubblicamente dalle fonti ufficiali. A rimanere pressoché muto è anche uno degli attori di primo piano, il giovane imprenditore edile Filippo Simone. Il quale mercoledì mattina, poche ore prima che iniziasse la seduta di consiglio comunale e sotto l'occhio vigile di una pattuglia dei carabinieri in borghese, ha consegnato nelle mani dell'assessore ai Lavori Pubblici, il 28enne Francesco Marroccoli (Popolari per la Puglia), una busta contenente una tangente di 30mila euro, richiesta, a suo dire, in cambio dell'approvazione di un piano di lottizzazione. «Quello che posso affermare senza alcun dubbio e soprattutto senza violare il segreto istruttorio - si limita a dire Simone - è che Marroccoli non è stato vittima di alcun tranello. Se mi sono presentato all'appuntamento con lui, scortato dai carabinieri, è perché Marroccoli mi aveva più volte, direttamente e indirettamente, chiesto una tangente di ottantamila euro, poi scesa a sessantamila, in un momento immediatamente successivo, e infine a cinquantamila». Domanda. Che significa indirettamente? Risposta. «Indirettamente. Non posso dire altro. E forse ho anche detto troppo». Filippo Simone non lo dice, appunto, ma dietro quell'«indirettamente» c'è un nome e un cognome, che ad Altamura circola già dalle ore immediatamente successive alla diffusione ufficiale della notizia, ovvero della denuncia a piede libero di Francesco Marroccoli con l'accusa di concussione. Ma intorno al Municipio e lungo lo stradone della città murgiana, lungo corso Federico II, non circola solo il nome dell'intermediario. In tanti continuano soprattutto a porsi una domanda: per quale motivo l'ordine del giorno dei lavori consiliari, da luglio sempre identico, è stato cambiato solo per la seduta di mercoledì? La domanda è tutt'altro che peregrina. E per almeno un motivo. Il piano di lottizzazione al quale è interessata l'impresa edile di Filippo Simone è stato retrocesso di un posto: dal secondo al terzo. Una retrocessione apparentemente immotivata ed inspiegabile. A meno che - e questa è una delle ipotesi investigative - dietro quella retrocessione non vi sia stata la volontà di fare pressioni indebite nei confronti di Simone. Quasi a dimostrargli la capacità concreta di impedire che il piano di lottizzazione, peraltro già a suo tempo adottato dal commissario prefettizio, Luigi Varratta, potesse essere definitivamente approvato. Ovviamente, come si diceva, questa, come altre, è solo un'ipotesi investigativa. Tutta da verificare. Tutta soprattutto da comprovare. Così come al vaglio degli investigatori e del magistrato inquirente (in Procura il fascicolo potrebbe passare dalle mani della dottoressa Gianna Nanna a quelle di uno sostituti del «Pool ambiente e reati contro la pubblica amministrazione») restano i nomi di almeno altre sei persone, cinque consiglieri comunali ed un assessore. Ovvero degli altri destinatari di una quota-parte (10mila euro, da consegnare anche all'intermediario) della presunta tangente di 80mila euro. Ad Altamura non si parla d'altro.
Stefano Boccardi
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La Gazzetta del Mezzogiorno del 17 febbraio 2006
Le indagini dei carabinieri vanno avanti senza escludere un eventuale «effetto domino» con il coinvolgimento di altri. In tanti si chiedono perché nel consiglio comunale dell'altra sera nessuno abbia detto nulla. Quasi contemporaneamente sono arrivate la revoca dell'incarico e la lettera di dimissioni.
Imbarazzo al Comune
Primi scossoni politici dopo il caso di concussione
Quasi contemporaneamente gli è stato revocato l'incarico e si è dimesso. È uscito di scena così dalla giunta comunale l'assessore ai lavori pubblici, Francesco Marroccoli (Popolari per la Puglia), al centro di un caso che ha scosso Altamura fino al midollo per l'episodio della presunta concussione ai danni di un imprenditore. Il «terremoto» inizia a fare i suoi effetti. Marroccoli, enfant prodige della politica locale a suon di suffragatissime elezioni (già consigliere comunale dell'Udeur e attuale consigliere provinciale), lascia la poltrona assessorile nel pieno della bufera. Un atto ormai ritenuto inevitabile vista la gravità di quanto viene contestato. Una vicenda su cui le indagini dei carabinieri, nel riserbo più stretto, vanno ancora avanti. Non si esclude nulla, nemmeno il coinvolgimento di altri. Ma questo è il campo delle ipotesi. Di vero c'è invece l'atmosfera surreale nel consiglio comunale dell'altro ieri. Molti sapevano e nessuno ha parlato in aula. Singolare anche la rapidità con cui sono stati approvati tutti gli 8 provvedimenti all'ordine del giorno, alcuni dei quali erano da tempo in attesa di un verdetto. Il provvedimento al centro del giallo, il progetto planovolumetrico per un completamento di maglia in zona C, in piazza Della Chiesa (zona di via Selva), è stato approvato in appena 5'. Due dichiarazioni di voto. Poi il via libera con i voti della maggioranza di centrodestra e dell'Udeur. La minoranza aveva intanto abbandonato l'aula dopo il voto su una lottizzazione in zona industriale. Il giorno dopo molti si chiedono perché nessuno, né di maggioranza né di minoranza, abbia detto alcunché. Visto che tutto quanto accaduto gira proprio intorno al consiglio comunale. A quella seduta. A quell'ordine del giorno. A quel voto sospirato che l'imprenditore che ha denunciato attendeva da mesi. La notizia circolava dalla mattinata ed è diventata più forte proprio durante i lavori del consiglio. Lontano da Altamura e non avendo partecipato alla seduta il consigliere Enzo Colonna (Aria Fresca) attacca tutti. Parlando di un un consiglio «sotto schiaffo, tramortito o semplicemente consapevole della propria insignificanza» che ha approvato provvedimenti «molto discussi ed estremamente delicati (varianti, ritipizzazioni di aree, modifiche di convenzioni tipo)» che giacevano da diversi mesi. Colonna si dice sconcertato che nessuno abbia avuto «il pudore di chiedere che venisse sospesa ogni decisione». «Delle due, l'una - si chiede -. O la deliberazione di tali provvedimenti era un atto dovuto ed in quanto tale era dovuta a tempo debito, non a distanza di svariati mesi; oppure erano davvero discutibili (tutti o in parte) ed allora non poteva essere un consiglio riunitosi a poche ore da una simile traumatica vicenda a deliberare, con la necessaria serenità ed obiettività di giudizio, l'approvazione di tali delicati provvedimenti». Il sindaco Mario Stacca cerca di non farsi risucchiare nella bufera. La correttezza degli atti e l'autorevolezza rispetto a ricatti e condizionamenti sono state da lui dichiarate come la bandiera del mandato. L'atto di revoca dell'incarico di Marroccoli, giunto quasi contemporaneo alle dimissioni, è stato un modo chiaro per segnare una distanza dal gravissimo episodio. In consiglio inoltre il sindaco ha richiamato la propria maggioranza, mentre l'opposizione andava via, al «senso di responsabilità » per procedere con i lavori di tutto l'ordine del giorno. E anche su questo ci si interroga nell'opinione pubblica. Sul perché il consiglio non sia riuscito a deliberare prima. Prima che la vicenda arrivasse a questo capolinea.
Onofrio Bruno
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La Repubblica – Bari del 17 febbraio 2006
Un assessore di Altamura scoperto con i soldi dai carabinieri: è stato denunciato
Riceve tangente, ma niente arresto
L’assessore ai lavori pubblici, Francesco Marroccoli, della giunta di centrodestra di Altamura è stato denunciato per tentata concussione: avrebbe intascato una ‘tangente´ di 30 mila euro, prima ‘tranche´, secondo l’accusa, di una somma maggiore chiesta ad un imprenditore edile per l’approvazione in consiglio comunale di un provvedimento urbanistico. Marroccoli è anche consigliere provinciale per i Popolari per la Puglia. Il provvedimento in questione è un progetto per un completamento di maglia in zona C, da tempo all’ordine del giorno ma mai discusso ed anzi, nei mesi, scavalcato da altri provvedimenti riguardanti lottizzazioni. L’accelerazione della vicenda è avvenuta in vista del consiglio comunale che si è celebrato due giorni fa. Per l’approvazione del provvedimento all’imprenditore sarebbe stata richiesta una tangente di 80 mila euro. La vittima ha simulato di stare al gioco ma ha denunciato tutto ai carabinieri e mercoledì è scattata la trappola. Davanti ad un bar i carabinieri osservavano tutto mentre avveniva la consegna del denaro (in precedenza fotocopiato) e sono intervenuti cogliendo l’amministratore comunale con i soldi. Marroccoli è stato denunciato e ieri gli è stato revocato l’incarico dal sindaco Mario Stacca. Nello stesso tempo lui ha rassegnato le dimissioni.
«A caldo si può solo dire: davvero ad Altamura l’urbanistica è un tema maledetto - interviene il consigliere comunale Enzo Colonna del movimento Aria Fresca - Desta pure sconcerto che un intero consiglio comunale, come se nulla fosse successo, abbia provveduto, mercoledì sera, ad approvare diverse lottizzazioni (in un caso con una larga maggioranza, con pezzi significativi della minoranza di centrosinistra) e provvedimenti urbanistici che per diversi mesi hanno atteso invano di essere esaminati e discussi».
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