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GRANO CONTAMINATO: ALCUNI INTERROGATIVI PDF Stampa E-mail
Scritto da altamura2001, 10-01-2006 11:44

I clamorosi sviluppi giudiziari dell’inchiesta (clicca qui), condotta dalla Procura della Repubblica di Trani e dalla Guardia di Finanza, sul grano contaminato da ocratossina sequestrato a settembre nel porto di Bari, inducono a riproporre alcune riflessioni... C’è da augurarsi, almeno, che la gravità di questo ennesimo accidente che si è abbattuto sul nostro territorio induca a farne l’occasione per chiarire alcuni di tali interrogativi.

(una nota di commento di Enzo Colonna, consigliere comunale del Movimento Cittadino Aria Fresca)

GRANO CONTAMINATO: ALCUNI INTERROGATIVI

I clamorosi sviluppi giudiziari dell’inchiesta (clicca qui), condotta dalla Procura della Repubblica di Trani e dalla Guardia di Finanza, sul grano contaminato da ocratossina sequestrato a settembre nel porto di Bari, inducono a riproporre alcune riflessioni:

1)  Questa vicenda – che si aggiunge a quelle, ancora vive nella nostra memoria, del grano radioattivo e dei veleni sparsi sulla Murgia – si inserisce, accentuandolo, in un clima di forte preoccupazione della popolazione altamurana per l’avvertito trend di crescita di malattie come tumori e leucemie. Trend confermato dai primi dati emersi dallo studio che una commissione scientifica istituita dall’amministrazione e dal consiglio comunale di Altamura sta conducendo e che ha rilevato come, ad esempio, il tasso di ospedalizzazione per leucemie di altamurani, in alcuni anni, sia stato il più alto dell’intera Puglia.

Domanda: cosa ci fanno mangiare? Con quali materie prime? Prodotte dove? Importate da dove? Controllate da chi?

2)  Da tempo – poiché non ci è possibile (se mai lo sia sul piano della certezza scientifica) individuare o semplicemente ipotizzare cause o fattori determinanti simili patologie – andiamo ripetendo che è indispensabile una strategia globale di interventi, ispirata ai principi di attenzione, prevenzione e precauzione: dal controllo e limitazione del traffico cittadino al controllo dell'aria e delle acque sotterranee e reflue, dalla rimozione dei rifiuti illegalmente abbandonati alla bonifica dei siti inquinati, dal controllo degli alimenti alla gestione oculata del territorio urbano ed extraurbano, da una attenta e virtuosa gestione (tutta da avviare) del ciclo dei rifiuti al controllo del fenomeno dell’elettrosmog. Un approccio che abbandoni cautele, mezze misure e mezze parole, indugi ed ipocrite preoccupazioni per i risvolti economici di iniziative anche forti. Un approccio che, come conferma quest’ultima vicenda, deve mettere in discussione la fatiscenza di un sistema di controlli che, tra compiacenze e mistificazioni, ormai non offre alcuna garanzia ai cittadini, ai consumatori ed agli stessi mercati ed operatori economici di riferimento.

Domanda: chi controlla materie prime e prodotti, cicli e strutture di commercializzazione e di produzione? Chi controlla i certificatori ed i controllori?

3)  Il fenomeno è sempre più massiccio e diffuso: ingenti quantità di prodotti cerealicoli (ma non solo), di incerta qualità ed a prezzi stracciati, vengono importati da Paesi extracomunitari. Tali importazioni falsano il mercato italiano ed europeo e mortificano le produzioni locali di riconosciuta qualità. Il fenomeno – si dice – è perfettamente in regola, coerente con le norme ed i trattati che regolano il commercio internazionale. Bene, sarà pure così, ma varrebbe la pena spendere una qualche verifica, a livello nazionale e comunitario, per chiarire un fenomeno che ha i tratti di un dumping di ritorno. Noi europei, non possiamo sostenere le nostre produzioni (con incentivi, sussidi, protezioni o barriere), ma, allo stesso tempo, nulla ci è consentito fare per impedire che produzioni, di incerta qualità ed a prezzi stracciati, siano immesse nel nostro mercato, con il duplice esito negativo che menzionavo.

Domanda: se tutto è così in regola, perché i trasformatori locali e nazionali (industrie molitorie, semolifici, pastai, produttori di mangimi, ecc.) non acquistano grano e cerali vari direttamente dai produttori o esportatori esteri? Perché si preferisce far filtrare tali materie prime attraverso le maglie di un grosso importatore nazionale o comunitario, per poi acquistare così – accompagnata da tutte le inevitabili ed impeccabili autorizzazioni e certificazioni (sanitarie, doganali, ecc.) – merce “nazionalizzata�? Perché acquistare materie prime di incerta provenienza, quando merce e produzioni locali sono qui disponibili e spesso restano invendute nelle mani dei nostri agricoltori?

C’è da augurarsi, almeno, che la gravità di questo ennesimo accidente che si è abbattuto sul nostro territorio induca a farne l’occasione per chiarire alcuni di tali interrogativi.

enzo colonna

consigliere comunale di Altamura

Movimento Cittadino Aria Fresca

enzo@altamura2001.com


Pubblicato in : Argomenti, Cosa succede in città

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