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CHI E' RESPONSABILE DI QUESTA SITUAZIONE AMMINISTRATIVA, SI DIMETTA! PDF Stampa E-mail
Scritto da altamura2001, 05-11-2004 04:45

Chi ne ha la responsabilità, ponga termine a questa situazione amministrativa paralizzata, invelenita ed agonizzante. Il sindaco, almeno questa volta, responsabilmente e con coerenza, mantenga ferma la volontà di rassegnare le dimissioni. Che siano davvero irrevocabili!

Pubblichiamo un intervento di Enzo Colonna e l'articolo apparso ieri (4 novembre 2004) sulla Gazzetta del Mezzogiorno. _______________


PERCHÉ NON HO FIRMATO LE DIMISSIONI COLLETTIVE

Ringrazio i colleghi (di minoranza ed alcuni dell’ex maggioranza) che mi hanno interpellato e sollecitato, martedì 2 novembre, a condividere l’atto collettivo di dimissioni che avrebbe determinato lo scioglimento del consiglio comunale.
Condivido il fine di tale iniziativa: porre termine ad una situazione amministrativa paralizzata, invelenita ed agonizzante e quindi tornare nella primavera prossima al giudizio degli elettori, ad un voto che si spera possa indicare un nuovo percorso di cambiamento e segnare una nuova prospettiva.
Non ho condiviso, per ora, il mezzo.
Sono convinto che questa esperienza amministrativa sia finita, non abbia più slancio vitale ed ideale, non abbia più prospettiva. E questo ormai da tempo, almeno da quando si è intrapresa la strada della ricerca affannosa e pericolosa del consenso di singoli consiglieri, dimenticando progettualità, programmi ed aspettative della città.
Sono altresì convinto, però, che spetti non a me, ad un singolo consigliere, seppure messo nelle condizioni di trarre simili conclusioni (in quanto messo fuori dal partito nella cui lista ero stato eletto da indipendente ed il più delle volte rimasto inascoltato dall’amministrazione comunale e dalla maggioranza), ma ad altri, a chi ha assunto la responsabilità del governo mettere fine a questo mandato amministrativo.
Credo che spetti a chi ha determinato o avallato decisioni assurde, a chi ha dato il via libera a certi appalti, a chi non ha avviato ancora altri appalti procedendo con affidamenti diretti e contrari alla legge, costosi e dannosi per l’interesse collettivo. A chi ha tentato di far passare in consiglio comunale provvedimenti urbanistici illegittimi. A chi ha chiuso gli occhi dinanzi a certi scempi edilizi. A chi ha boicottato alcuni grandi progetti di riqualificazione dei quartieri. A chi ha proceduto con assunzioni o conferimenti di incarichi di dubbia trasparenza. A chi ha ritenuto che bastasse il consenso di sedici consiglieri per governare. A chi ha determinato decine di rimpasti e crisi amministrative. A chi ha suggerito o causato il turn over di una decina di dirigenti comunali. Credo che spetti al sindaco, alle segreterie dei partiti, ai consiglieri di maggioranza invitati formalmente dal sindaco a rassegnare le dimissioni, prendere atto e certificare, responsabilmente, che questa esperienza amministrativa ha fallito i suoi obiettivi, che erano la speranza ed il mandato degli elettori nel 2001.
Attendo che il sindaco voglia, almeno questa volta, responsabilmente e con coerenza, mantener ferma la volontà di rassegnare le dimissioni.
Altamura, 3 novembre 2004

ENZO COLONNA
consigliere comunale indipendente




_________________________



Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 4 novembre 2004

La mozione è stata firmata solo da quindici consiglieri: ne manca ancora uno

SFIDUCIA «BOCCIATA» PER UN VOTO

È stato l'indipendente Colonna a «salvare» il Consiglio comunale Niente scioglimento, ma è già al lavoro il commissario «ad acta»

ALTAMURA. – La sfiducia all'amministrazione non è andata in porto. Quindici consiglieri comunali hanno firmato un foglio di dimissioni collettive ma non sono efficaci per lo scioglimento automatico del consiglio e per il ritorno alle urne. Manca infatti una firma per raggiungere quota 16, pari alla "metà più uno" dei consiglieri. A "salvare" per ora il governo cittadino è stato proprio uno dei consiglieri finora più critici, l'indipendente Enzo Colonna.
Nonostante tutto l'amministrazione è ancora in carica. E ciò avviene mentre sta scorrendo il conto alla rovescia dei 20 giorni delle terze dimissioni del sindaco (presentate il 26 ottobre) e mentre è al lavoro un commissario "ad acta" per verificare se sussista l'equilibrio di bilancio.
Inoltre tutti i componenti dell'attuale schieramento di opposizione (Casa delle Libertà ed ex alleati di maggioranza) hanno sottoscritto le dimissioni davanti ad un notaio. Ma sono 15 e non 16 e pertanto non verranno protocollate.
All'appello manca la firma di Colonna, indipendente, eletto nella lista dei Ds ma non riconosciuto dal gruppo consiliare della Quercia. Si tratta dell'esponente di centrosinistra finora piu' severo nei riguardi della coalizione su molte questioni: appalto per la nettezza urbana, qualità della vita, aree a servizi, lottizzazione commerciale. Colonna si trova così in una scomoda veste. Non è il sedicesimo consigliere a firmare le dimissioni. Ma nel contempo non è nemmeno il sedicesimo che permette al consiglio di deliberare perché nelle ultime occasioni ha abbandonato l'aula facendo venir meno il numero legale.
Colonna spiega così: «Condivido il fine delle dimissioni collettive: porre termine ad una situazione amministrativa paralizzata, invelenita ed agonizzante. Ma non ho condiviso il mezzo. Credo che spetti al sindaco, alle segreterie dei partiti, ai consiglieri di maggioranza invitati formalmente dal sindaco a rassegnare le dimissioni, prendere atto e certificare che questa esperienza amministrativa ha fallito i suoi obiettivi. Attendo che il sindaco voglia responsabilmente e con coerenza mantener ferma la volontà di rassegnare le dimissioni». Una volontà che finora il sindaco, almeno ufficialmente, ha confermato.
Intanto in questi giorni Rachele Popolizio è a Genova dove partecipa al convegno nazionale dell'Anci (associazione nazionale Comuni italiani) nel duplice ruolo di esponente dei sindaci del meridione e di presidente del comitato nazionale pari opportunità dell'Aged, l'agenzia nazionale dei segretari comunali e provinciali. L'Aged è convocata in assemblea proprio al convegno dell'Anci a Genova. Un motivo di soddisfazione per la prima cittadina.

Onofrio Bruno


Pubblicato in : Argomenti, Cosa succede in città

Commenti utenti (2)
Postato il altamura2001, 05-11-2004 05:24,
1. Re: CHI E' RESPONSABILE DI QUESTA SITUAZIONE AMMIN
LE ULTIME FASI DELLA CRISI IN ALCUNI ARTICOLI DI STAMPA.

 
____________

 
Gazzetta del Mezzogiorno del 29 ottobre 2004

 
Dopo le dimissioni del sindaco e la crisi politica del centrosinistra arriva la decisione del Palazzo di Governo

 
ALTAMURA, NON SI VOTA (PER ORA)

 
Oggi il prefetto annuncia la nomina del commissario ad acta

 
ALTAMURA. – Di frasi roboanti è ricca la storia della politica. Ad Altamura non hanno dimenticato Vito Plotino, all'epoca alla guida di una giunta di centrodestra, quando disse in consiglio comunale: «Arrestate quell'uomo», additando lo speaker di una radio privata «reo» di aver criticato nelle trasmissioni le decisioni del sindaco. E gli altamurani conservano nel libro dei ricordi anche Rachele Popolizio, sindaco dimissionario, che - sempre in consiglio - accese un fiammifero e lo spense: «Il cerino l'ho acceso io, e lo spengo io», sentenziò.

 
Metafora valida anche ai giorni nostri, sussurrano i bene informati, perché questa crisi sembra nata per lasciare tutto come prima: cambia l'ordine degli addendi, non il risultato, viste le 30 nomine assessorili in poco più di due anni e mezzo. Ieri il primo cittadino ha inaugurato la nuova sede del catasto, aspettando buone nuove dal palazzo di Governo del capoluogo.

 
Il prefetto dovrà decidere la nomina del commissario ad acta per la storia della mancata approvazione dell'equilibrio di bilancio. Una decisione che evita per ora il ricorso alle urne. La gente continua a non capire una crisi maturata all'interno di una maggioranza alle prese con una cura dimagrante forzata.

 
Tra folgorazioni politiche, cambiamenti di schieramento, crisi d'identità (politica), si è passati da 19 consiglieri a 16, per scendere a 15. Insomma, un pastrocchio, vista anche la vicinanza (l'anno prossimo in primavera) delle elezioni regionali e il commissariamento di un altra roccaforte del centrosinistra, Gravina. Enzo Colonna, indipendente eletto nella lista dei Ds, è finito nella lista dei...cattivi. Dice: «Sono illogici, ambigui e contraddittori gli appelli ad un frontismo contro il «pericolo che avanza», quando - è chiaro a tutti - che se io non fossi uscito dall'aula la notte del 2 agosto di quest'anno (come pure il Sindaco mi aveva chiesto di fare, anche votando contro, ma consentendo l'approvazione della lottizzazione Setra), tutto sarebbe proseguito senza intoppi, come è avvenuto in questi tre anni, come è avvenuto in tante altre circostanze in cui il mio voto, la mia presenza o assenza in aula, la mia opinione, non era determinante».

 
Ritornano i dubbi sulla stabilità della maggioranza. Eppure la giunta Popolizio rivendica una maggior attenzione ai servizi sociali, contende la paternità della piazza don Tonino Bello, sta per inaugurare il giardino pubblico di via Minniti, è impegnata nella realizzazione del secondo anello della circonvallazione, ha dato una significativa accelerazione al parco della Murgia ed ha aperto, valorizzandolo con successo (lo affermano i numeri dei visitatori), il sito dell'uomo di Altamura. Risultati significativi.

 
Ma le aspettative erano anche altre. Legate allo sviluppo degli insediamenti produttivi in un momento delicato per l'economia locale che aveva bisogno di risposte e certezze. Gli accordi di programma non sono stati attuati. Solo 11 le concessioni edilizie sbloccate, preferendo la via del frazionamento, tanto criticata quando c'era il centrodestra.

 
Gaetano Campione

 

 

 
 
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Postato il altamura2001, 05-11-2004 05:30,
2. Re: CHI E' RESPONSABILE DI QUESTA SITUAZIONE AMMIN


 
LE ULTIME FASI DELLA CRISI IN ALCUNI ARTICOLI DI STAMPA

 
_________________________

 


 
La Gazzetta del Mezzogiorno del 28 ottobre 2004

 
Dopo le dimissioni del sindaco Popolizio (centrosinistra) presentate per la terza volta affiorano antichi problemi irrisolti

 
ALTAMURA, MALESSERE POLITICO

 
Oggi la decisione del prefetto: commissario ad acta o elezioni?

 
ALTAMURA. – Altamura aspetta. Dopo la dimissioni del sindaco, Rachele Popolizio (terza volta dall'inizio del mandato), il vento dell'entusiasmo non soffia più. L'effetto del cambiamento legato al sorpasso nei confronti del centrodestra si è spento.

 
Ora tocca al prefetto stabilire se ci siano le condizioni per commissariare ad acta il Comune, dopo la mancata approvazione dell'equilibrio di bilancio, o se bisognerà tornare alle urne. Scelta difficile, sofferta, combattuta.

 
La crisi, però, non è solo una questione di aritmetica. Almeno a leggere il documento di Rifondazione comunista (l'assessore Raffaele Crivelli ha rassegnato le dimissioni prima del consiglio) che annuncia, non tanto velatamente, presunti illeciti economici. La Giunta Popolizio ha avuto vita difficile sin dall'inizio.

 
Gli otto partiti della coalizione, secondo l'opposizione, sono sempre stati troppo. Dicono Michele Colonna (Udc) e Vito Di Benedetto (Forza Italia): «Andavano bene per vincere le elezioni, come è accaduto, ma non a governare. Un dato su tutti: da agosto non viene rilasciata una concessione edilizia. E il volano dello sviluppo singhiozza».

 
Ma il malessere è più profondo. In tre anni e passa di amministrazione si sono alternati sei dirigenti all'urbanistica e due ai lavori pubblici, in una città con 2mila domande di condono edilizio presentate e con una squadra di vigili urbani incaricata dei controlli, il cui numero è inferiore alle dita di una mano. C'è un edificio-simbolo del disordine urbanistico. Lo hanno costruito in viale padre Pio, a 10 metri dalla caserma dei carabinieri. Una sfida dal sapore della provocazione. Struttura sequestrata. Mai abbattuta, però.

 
Il centrodestra punta il dito contro il «sindaco dei potentati economici».

 
C'è chi tira in ballo Franco Petronella, dei Socialisti autonomisti, arrivato con 7 minuti di ritardo - «un equivoco» ha spiegato - sufficienti a rendere inutile per mancanza del numero legale, una seduta cruciale per la sopravvivenza del centrosinistra. Petronella, oggi in vacanza all'estero per un viaggio programmato, non è uno qualunque. È il cognato di Carlo Columella, mister Tradeco, la società di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani che ha vinto l'appalto per altri dieci anni, a 10 miliardi di vecchie lire l'anno. E sempre Columella, rappresentante legale della società Setra, spunta nella lottizzazione portata in consiglio, non approvata e mai riproposta perché il dirigente non aveva dato il parere favorevole. Pratica incompleta, dunque. Come sia finita lì, resta un mistero. Il caso ci ha messo lo zampino?
 
Intanto i Ds esprimono preoccupazione per un eventuale commissariamento e il consigliere Enzo Colonna, indipendente nelle liste dei Ds ricorda Sciascia: «Preferisco non tradire il mio pensiero anche a costo di apparire come uno che fa un favore a coloro con i quali si condivide poco o nulla».

 
Gaetano Campione

 

 
 
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