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UN PATTO ISTITUZIONALE PER LA CITTÀ. PDF Stampa E-mail
Scritto da altamura2001, 23-10-2004 09:01

Un quadro politico completamente stravolto ed ormai fuori controllo, la fine della maggioranza politica che si affermò nell’ultima competizione elettorale, le tante emergenze e questioni di interesse collettivo da decenni in attesa di risposte. Non resta altra strada che quella del coraggio e della determinazione. Non è più possibile procedere nell’affannosa ricerca del 16° consigliere in aula, con metodi peraltro di mediocre consistenza politica fatta di prebende ed incarichi.
(Pubblichiamo un intervento di Enzo Colonna).

UN PATTO ISTITUZIONALE PER LA CITTÀ
Una Giunta di Salvezza Cittadina


Dinanzi ad un quadro politico completamente stravolto ed ormai fuori controllo, dinanzi alla fine della maggioranza politica che si affermò nell’ultima competizione elettorale, dinanzi alle tante emergenze e questioni di interesse collettivo da decenni in attesa di risposte, non resta altra strada che quella del coraggio e della determinazione.
È il momento di scelte di alto profilo istituzionale, di atti coraggiosi, sebbene dolorosi per qualcuno. Non è più possibile procedere nell’affannosa ricerca del 16° consigliere in aula, con metodi peraltro di mediocre consistenza politica fatta di prebende ed incarichi.
Nell’ultimo consiglio comunale (22 ottobre 2004) ho indicato un percorso, chiaro e comprensibile dalla città. Un patto istituzionale trasparente tra un sindaco eletto dalla maggioranza dei cittadini altamurani e il consiglio comunale, l’organo istituzionale più rappresentativo degli interessi e delle sensibilità dell’intera collettività.
Ho invitato il Sindaco a presentarsi nel prossimo consiglio convocato per lunedì senza più l’attuale giunta, espressione di un accordo politico naufragato nel giro di due mesi, ed a proporre un patto istituzionale, con obiettivi ben precisi e tempi certi, che veda le massime e più rappresentative istituzioni (Sindaco e Consiglio comunale) impegnate nella soluzione delle principali questioni ed emergenze che interessano la città.
Ne indico qualcuna: adozione ed approvazione del Piano per gli insediamenti produttivi; la ripresa ed il completamento dei lavori di infrastrutturazione della vecchia zona industriale; l’adozione di una variante generale al piano regolatore che vada nella direzione di adeguare lo strumento urbanistico vigente al PUTT (piano urbanistico territoriale tematico adottato qualche anno fa dalla regione) ed alle recenti normative in campo ambientale (ZPS, SIC, Parco) e di prevedere strumenti innovativi di attuazione (ad esempio con il ricorso alla tecnica di pianificazione del comparto perequativo e con forme di urbanistica negoziale) che consentano di attrezzare davvero la città con spazi verdi e strutture destinate alla collettività come scuole, asili, centri culturali e sociali; l’adozione e l’attuazione del Piano urbano del traffico; la definizione dei rapporti con i soggetti proprietari e gestori del Teatro Mercadante affinché si possa garantire una reale ed effettiva fruizione collettiva di quel bene; l’adozione di iniziative amministrative che, nell’ambito dell’Autorità di Bacino presieduta dal Sindaco Popolizio, diano rapida attuazione al piano regionale dei rifiuti così da agevolare la rapida chiusura dell’esercizio provvisorio dell’attuale discarica comunale di Via Carpentino e da definire una moderna gestione del ciclo integrale dei rifiuti; la riorganizzazione dell’apparato burocratico, in particolare di determinati settori che vivono da tempo situazioni di difficoltà e ritardi di cui pagano le conseguenze i cittadini altamurani (v. ad esempio l’ufficio tecnico comunale); l’avvio di procedure concorsuali aperte e trasparenti per l’immissione nei ruoli dell’apparto burocratico comunale di figure professionali di alto livello che possano consentire un salto di qualità nell’organizzazione e nell’efficienza della macchina amministrativa; il recupero di alcuni immobili che possono essere destinate ad attività culturali e collettive (ex Mattatoio comunale, l’ex Ricovero dei Cappuccini, la struttura del Margherita di Savoia); l’adozione di regolamenti comunali attuativi dello statuto che consentano l’istituzione delle circoscrizioni, del difensore civico e dello strumento referendario comunale.
Un patto tra istituzioni che preveda, per la sua concreta attuazione, il coinvolgimento di poche (sei, il numero minimo previsto da legge e regolamento) figure di alto profilo politico e professionale in una sorta di Giunta di Salvezza Cittadina che sia garanzia delle forze e sensibilità politiche presenti in consiglio comunale.
Ad un patto del genere non saranno pochi – credo – coloro che mostreranno attenzione e sostegno.

Altamura, 23 ottobre 2004

ENZO COLONNA
(consigliere comunale di Altamura)
Pubblicato in : Argomenti, Cosa succede in città

Commenti utenti (1)
Postato il altamura2001, 24-10-2004 09:06,
1. Re: UN PATTO ISTITUZIONALE PER LA CITTÀ.


 
Articolo pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 24 ottobre 2004.
 
________________

 
Martedì l'ultima spiaggia con l'equilibrio di bilancio

 
LA MAGGIORANZA NON C'E' E ORA SU ALTAMURA INCOMBE IL COMMISSARIO

 
ALTAMURA. -
Il mandato del primo sindaco donna di Altamura è appeso ad un filo. Rachele Popolizio è senza maggioranza. Lo ha riconosciuto lei stessa nell'ultimo consiglio comunale dopo il disfacimento dell'ennesimo patto di alleanza che non è in grado di garantire il numero minimo per svolgere i consigli. E martedì scade il termine perentorio per approvare l'equilibrio di bilancio, pena lo scioglimento ed il commissariamento. «Lo dico in tutta verità: sono senza maggioranza».
Parole della prima cittadina che ha preso atto che in consiglio non ci sono le condizioni per andare avanti. Ultimo tassello negativo il passaggio all'opposizione dei Socialisti autonomisti dopo che proprio il sindaco ha revocato la delega all'assessore Pasquale Calabrese.

 
«Non stiamo più nella maggioranza - ha detto il capogruppo Franco Petronella -. Ora siamo all'opposizione come conseguenza delle scelte del sindaco». Per il sindaco è l'epilogo di quanto avvenuto negli ultimi mesi, per i Socialisti ci sono state incomprensioni.

 
Ma questo è solo l'ultimo atto di uno sgretolamento lento ed inesorabile. È stato un consiglio comunale da resa dei conti, tra offese reciproche e voglia di rivalsa di chi ora sta di qua e prima stava dall'altra parte. Il centrodestra ha fatto accuse pesantissime.

 
Si è svolta a porte chiuse la discussione su un caso di abusivismo edilizio addebitato ad un consigliere di maggioranza. Inoltre il centrodestra con Pinuccio Giove ha denunciato gli incarichi a tecnici «incompatibili» mentre Michele Colonna ha denunciato incarichi tecnici allo studio dove lavorerebbe il figlio di un consigliere della Margherita e alla moglie di un altro consigliere della Margherita. Accuse da accertare ma che non sono state smentite.

 
Resa dei conti anche tra il sindaco ed il centrodestra. La prima cittadina ha respinto l'etichetta di «amministrazione condizionata dai potentati economici». L'opposizione ha confermato questa accusa. Una seduta che ora potrebbe sfociare in una qualche denuncia. L'ordine del giorno è rimasto invece lettera morta. Si è avviata la discussione sul Piano di insediamenti produttivi (Pip) in via Gravina. È stata una guerra in aula per l'interpretazione delle norme. Il provvedimento è stato rinviato a domani (alle 16): tornerà con delle sostanziali modifiche.

 
Il consiglio, inoltre, è riconvocato anche per martedì mattina. Se non si approva il bilancio, si va tutti a casa. Ma dove trovare i numeri? I contatti sono ripresi freneticamente. Uno di quelli che adesso ha il «cerino» è l'indipendente di centrosinistra Enzo Colonna che, di fronte ad un quadro politico completamente stravolto e di fronte alla fine della maggioranza politica del 2001, ha proposto «una giunta di salvezza cittadina con figure di alto profilo politico e professionale» che scaturisca da «un patto istituzionale trasparente tra il sindaco e il consiglio comunale».

 
E intanto i problemi restano. È dal 5 agosto che ad Altamura non viene rilasciata alcuna concessione edilizia.

 
Onofrio Bruno

 

 
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