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TRIBUTI COMUNALI: AVVISI PAZZI DI ACCERTAMENTO E DI PAGAMENTO PDF Stampa E-mail
Scritto da altamura2001, 10-09-2004 12:22

Sono centinaia gli avvisi di accertamento e di pagamento di tributi comunali errati o privi di fondamento ricevuti in questi giorni dai contribuenti altamurani.
Ogni anno va in scena lo stesso copione: errori che si ripetono, mancati aggiornamenti, rettifiche effettuate per un anno e dimenticate l'anno successivo, code agli uffici, disagi, perdite di tempo.
Pubblichiamo un documento (interrogazione e richiesta di avvio di procedimenti) presentato questa mattina (10 settembre 2004) in Comune dal consigliere comunale Enzo Colonna, che chiede la verifica e l'aggiornamento d'ufficio dei dati, la sospensione dell'emissione di ulteriori avvisi di accertamento, la previsione di un indennizzo forfetario per  ogni avviso errato inoltrato.


Alla cortese attenzione

del Sindaco, avv. Rachele Popolizio

dell’Assessore al Bilancio, avv. Nicola Natuzzi

della Giunta

del Segretario Generale, dott. Raffaele Palermo

del Dirigente Settore Ragioneria, rag. Attilio Mignone

del Dirigente del I Settore, avv. Berardino Galeota

p.c.   dei Signori Componenti del Nucleo di Valutazione

PALAZZO DI CITTÀ - ALTAMURA

 

OGGETTO: Tributi comunali – Accertamenti errati o privi di fondamento. Interrogazione urgente. Richiesta di avvio di procedimenti di verifica ed annullamento in autotutela e di previsione di indennizzo.

Il sottoscritto Vincenzo Colonna, consigliere comunale di questo Comune,

PREMESSO

·        che il quadro normativo delineatosi nell’ultimo decennio assicura e tutela “con ogni mezzo legittimo”, in particolare “con il ricorso allo strumento giudiziario”, i diritti e gli interessi dei consumatori ed utenti “nei confronti dei soggetti pubblici e privati produttori e/o erogatori di beni e servizi”;

·        che in particolare la legge n. 281/98 tutela i diritti fondamentali dei consumatori e degli utenti, tra i quali rientra il diritto “alla sicurezza e alla qualità dei prodotti e dei servizi”, nonché il diritto “alla correttezza, trasparenza ed equità” nei rapporti concernenti beni e servizi;

  • che sono pervenute allo scrivente numerosissime segnalazioni da parte di cittadini altamurani relative all’emissione ed invio, da parte del Comune di Altamura, di avvisi di pagamento/accertamento di tributi locali errati, immotivati, imprecisi e privi di ogni fondamento;
  • che vengono recapitati avvisi basati su dati erronei già oggetto di contestazione e rettifica negli anni precedenti;
  • che, in particolare, vengono recapitati avvisi nei quali si chiede il pagamento a contribuenti deceduti anni prima dell’anno fiscale a cui si riferisce l’accertamento o a contribuenti che hanno dismesso la proprietà di immobili anni prima dell’anno fiscale a cui si riferisce l’accertamento;
  • che, in particolare, vengono recapitati avvisi nei quali si chiede il pagamento a contribuenti deceduti anni prima dell’anno fiscale a cui si riferisce l’accertamento o a contribuenti che hanno dismesso la proprietà di immobili anni prima dell’anno fiscale a cui si riferisce l’accertamento;
  • che, in molti casi, nella prassi, risulta estremamente difficile per il contribuente poter risalire all’imposta della quale si lamenta il mancato ovvero l’inesatto pagamento di una tassa (costringendolo a ricorrere al supporto di professionisti) o poter recuperare le ricevute dell’avvenuto pagamento;
  • che in più occasioni lo scrivente ed altri colleghi consiglieri (vecchi e nuovi) hanno richiesto l’adeguamento dei servizi informatici, telefonici e di sportello per ovviare alle problematiche causate dall’emissione delle cartelle o avvisi “pazzi”;
  • che, purtroppo, dato il tanto astronomico quanto imprecisabile numero di avvisi emessi, il danno causato dall’errata emissione risulta imprecisabile ed incalcolabile;
  • che l’unico rimedio per i cittadini risulta essere quello di farsi annullare dagli uffici comunali competenti, previo accertamento di illegittimità (possibile solo in presenza di idoneo supporto documentale giustificativo, come detto, non sempre disponibile), l’avviso di pagamento;
  • che tutta questa trafila comporta un ingente dispendio di energie fisiche, unitamente ad esborsi monetari, soprattutto per chi (e si ritiene sia la maggior parte) non si ritenga idoneo a sostenere il procedimento personalmente;
  • che tale situazione determina un danno economico anche per la pubblica amministrazione (personale impegnato, spese di emissione e spese di invio – per raccomandata con ricevuta di ritorno – degli avvisi di pagamento);
  • che l’intera situazione, così come sommariamente esposta, risulta gravemente lesiva dei diritti dei cittadini giacché fonte di notevoli disagi per gli utenti (soprattutto gli anziani), per coloro che devono peregrinare per uffici, affrontare code, perdere tempo, anche lavorativo;
  • che tale contegno posto in essere è contrario alle norme costituzionali che garantiscono una buona Amministrazione, agli obblighi di controllo e di impedire eventi dannosi;
  • che, in particolare, lo scrivente ritiene che si stia contravvenendo ai diritti fondamentali ad una “adeguata informazione ed una corretta pubblicità”, “alla correttezza, trasparenza ed equità nei rapporti contrattuali concernenti beni e servizi” e, soprattutto, all’“erogazione di servizi pubblici secondo standard di qualità e di efficienza” (art. 1, l. 281/98);
  • che il Comune di Altamura rischia di dover far fronte ad istanze risarcitore per danni patrimoniali e no determinati sopportati dai contribuenti altamurani per contrastare le indebite richieste,

TANTO PREMESSO, LO SCRIVENTE INVITA GLI ORGANI IN INDIRIZZO

o       a sospendere l’emissione di ulteriori avvisi di pagamento, subordinandola ad una puntuale ed attenta verifica dei dati a disposizione dell’ente comunale, che vanno sottoposti in particolare – a parere dello scrivente – ad un raffronto con quelli già oggetto di contestazione e rettifica negli anni precedenti;

o       di conseguenza a provvedere altresì, per quanto di loro competenza, in via di autotutela, alla correzione d’ufficio di tutti gli avvisi di pagamento sbagliati già notificati ai contribuenti;

o       a prevedere, in via forfetaria, la somma di € 75 o quella maggiore ritenuta equa sotto forma di indennizzo o sconto sulle future imposte dovute per ogni avviso di pagamento illegittimo, errato, immotivato o privo di fondamento.

Si chiede, altresì, che di tanto venga fatta idonea pubblicità di informazione per i contribuenti.

Si resta in attesa di tempestivo riscontro alla presente sollecitazione.

Altamura, 10 settembre 2004

Cordiali saluti

Enzo Colonna (consigliere comunale)

enzo@altamura2001.com


Pubblicato in : Argomenti, Cosa succede in città

Commenti utenti (1)
Postato il altamura2001, 15-09-2004 10:20,
1. Re: TRIBUTI COMUNALI: AVVISI PAZZI DI ACCERTAMENTO

 


 

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 14 settembre 2004.
 



 

 


 

La denuncia di un consigliere: «Arrivano anche avvisi a persone decedute»
Altamura, riesplode puntuale
il caso delle «cartelle pazze»


 


Il Comune: «Ma sono anche i contribuenti a sbagliare»


 


ALTAMURA. - E anche quest'anno non manca il braccio di ferro sulle cartelle esattoriali. A sollevare il caso un consigliere comunale di centrosinistra. Ma dagli uffici tributari del Comune assicurano che non ci sono «cartelle pazze». Dal 1999, governo di centrodestra, quando avvenne la vicenda del censimento degli immobili ad Altamura, ogni anno si è verificata una coda. L'anno scorso fu l'opposizione, con i consiglieri Giuseppe Giove e Giuseppe Sanrocco (An), a segnalare disfunzioni. Oggi è un consigliere di centrosinistra, Enzo Colonna, cioè della coalizione al governo (molto spesso, comunque, si trova su posizioni opposte rispetto alla maggioranza).
Colonna ha scritto al Comune rilevando di essere stato raggiunto da «numerosissime segnalazioni da parte di cittadini altamurani relative all'emissione ed invio, da parte del Comune di Altamura, di avvisi di pagamento-accertamento di tributi locali errati, immotivati, imprecisi e privi di ogni fondamento».
Gli avvisi sono le cartelle esattoriali per mancati pagamenti dell'Ici relativa all'annualità 2000. Secondo il consigliere «vengono recapitati avvisi basati su dati erronei già oggetto di contestazione e rettifica negli anni precedenti» e addirittura «vengono recapitati avvisi nei quali si chiede il pagamento a contribuenti deceduti anni prima dell'anno fiscale a cui si riferisce l'accertamento o a contribuenti che hanno dismesso la proprietà di immobili anni prima dell'anno fiscale a cui si riferisce l'accertamento».
Sarebbe opportuno, a suo dire, «sospendere l'emissione di ulteriori avvisi di pagamento». «Cartelle pazze? Assolutamente no», è la ferma replica degli uffici competenti del Comune. I funzionari negano che ci sia un'ondata di avvisi sbagliati e spiegano: «Gli accertamenti derivano da un incrocio di banche dati: le letture ottiche dei bollettini dei versamenti, i dati catastali, le comunicazioni dei contribuenti sull'Ici». In base a questa procedura, i tributi non pagati vengono rilevati in automatico.
Ma è possibile che ci siano degli errori? È possibile che arrivino cartelle a persone decedute? Ecco la risposta degli uffici: «Si possono verificare delle incongruenze nelle banche dati e a quel punto, quando vengono rilevate, vengono corrette d'ufficio». Ma può capitare anche che gli errori siano dei contribuenti. Ad esempio, se una persona muore e gli eredi non fanno la denuncia Ici per addossarsi le quote, a quel punto le banche dati continuano a riportare gli importi a colui che risulta titolare della proprietà dell'immobile. Ad Altamura, peraltro, sono censiti oltre 50.000 immobili. Ogni anno le banche dati tendono a diventare sempre più precise (il cosiddetto allineamento) man mano che le incongruenze vengono rilevate. Ma può sempre sfuggire una quota fisiologica di errore. Conclusione: agli uffici non si verificano le code imbufalite di recente memoria.


 

Onofrio Bruno

 
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