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SUOLO ROSSI: LA QUESTIONE PASSA AL TAR. PDF Stampa E-mail
Scritto da altamura2001, 26-07-2004 12:15

I proprietari del Suolo Rossi (via IV Novembre, difronte al Bar Fieschi) fanno ricorso dal TAR. Impugnano il silenzio del Comune dinanzi alla loro domanda di concessione edilizia presentata il 17 febbraio 2003. Siamo alle battute finali di una vicenda controversa che presenta circostanze ancora non chiarite. (intervento di enzo colonna)


Per il Suolo Rossi, l'area ubicata in via IV Novembre difronte al Bar Fieschi, siamo all'atto finale. E non poteva essere che un'ennesimo contenzioso.

Con ricorso depositato presso il TAR Puglia il 21 luglio (n. 1724 del 2004), i proprietari hanno impugnato il silenzio mantenuto dal Comune di Altamura nel rilascio della concessione edilizia richiesta il 17 febbraio 2003 per la realizzazione di una struttura polifunzionale.

Per i dettagli del ricorso, clicca qui.

L'area interessata è tipizzata F1 (destinata cioè ad "attrezzature di servizio pubblico").

Del progetto ci siamo ampiamente occupati in più occasioni. In particolare fu oggetto di un'interrogazione con la quale si segnalava la sospetta ed incredibile "celerità" con la quale fu istruito ed approvato in commissione edilizia (tutto nel giro di mezza giornata); una commissione edilizia peraltro già decaduta.

Sul tema, rinviamo ai seguenti documenti presenti nel sito:

ANNULLATE GLI ATTI DELLA COMMISSIONE EDILIZIA DEL 17 FEBBRAIO

LA FINE DELLA COMMISSIONE EDILIZIA: EUTANASIA O ACCANIMENTO TERAPEUTICO?

IL CASO DEL PROGETTO-LAMPO. (dal nostro forum)

LE DIMISSIONI DEL SINDACO, OVVERO I CERINI MAI ACCESI

Diffida dopo diffida da parte dei proprietari, è decorso oltre un anno e mezzo da quel 17 febbraio 2003 senza che nessuna iniziativa (concertata con i proprietari) sia stata posta in essere dall'amministrazione comunale finalizzata ad evitare la cementificazione di quell'area che è a ridosso delle Mura Megalitiche (il PUTT prescrive una distanza minima di 100 metri) ed è dal nostro Piano regolatore destinata a strutture di servizio pubblico.

Era inevitabile che i proprietari si attivassero a difesa dei propri interessi (quell'area esprime infatti una volumetria di 3 metri cubi per metro quadrato).

C'è da augurarsi, ora, che il Comune intanto si costituisca in giudizio e non se ne "dimentichi" come è avvenuto nel caso della stazione di servizio di via Cassano (leggi: SI STANNO MANGIANDO TUTTO IL VERDE e Murgia al benzene su Repubblica). Inoltre che avvii un tentativo di intesa con i proprietari al fine di dare concreta ed effettiva attuazione alle prescrizioni e destinazioni d'uso previste dal Piano regolatore e dal PUTT (Piano Urbanistico Territoriale Tematico).

ENZO COLONNA (consigliere comunale)


Pubblicato in : Argomenti, Cosa succede in città

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