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L'atto di fedeltà al Sindaco. Vi spiego perché non ho firmato. PDF Stampa E-mail
Scritto da enzo, 11-02-2004 10:52

Il Sindaco ha inteso chiudere questa ennesima crisi politica con un documento sottoposto, questa volta, alla firma dei singoli consiglieri. Non ho sottoscritto questo documento. Vi spiego perché.

enzo colonna


Altamura, 11 febbraio 2004

PERCHÉ NON HO FIRMATO…

Il Sindaco ha inteso chiudere questa ennesima crisi politica con un documento sottoposto, questa volta, alla firma dei singoli consiglieri. Il documento rinnova gli ottimi impegni programmatici ed i buoni intenti già dichiarati in campagna elettorale: tre anni fa appunto, tutto come se non fossero trascorsi già tre anni, come se solo un ‘destino cinico e baro’ li abbia fatti passare senza accorgersene e senza coglierne le opportunità, rapidamente, un soffio, giusto il tempo di accendere e spegnere un cerino.

Non ho sottoscritto tale documento.

Questo non significa, per quanto mi riguarda, né una defezione dal contesto politico, ideale e culturale del centrosinistra (in cui da sempre mi sono riconosciuto: io sì, a differenza di altri, senza tentennamenti e pause di riflessione), né una fuga dalla realtà e dall’assunzione della responsabilità del governo della città (di cui anzi, in più occasioni, ho voluto ribadire e ricordare, ad altri, la necessità).

Delle due l’una. O un accordo politico era già stato raggiunto e sottoscritto dalle segreterie di partito ed allora una mia firma era del tutto ridondante ed insignificante per il rispetto e l’autorevolezza che si deve riconoscere agli organismi di rappresentanza dei DS come di tutte le altre forze politiche della coalizione. Oppure, un accordo politico non era in realtà stato raggiunto e sottoscritto ed allora l’acquisizione delle firme dei singoli consiglieri, quindi anche della mia, appariva un atto lontano da un qualsivoglia senso minimo della politica ed anzi costituiva la consacrazione (addirittura scritta e documentale questa volta) di pratiche impolitiche e personalistiche ormai molto diffuse ma che sono lontane dall’idea di politica intesa come vicenda collettiva, come esaltante esperienza di idee e passioni; proprio quel tipo di pratiche che induce, nell’immaginario collettivo, a scorgere con difficoltà la differenza tra una trattativa o accordo politici ed una trattativa o accordo sviluppati in un mercato ortofrutticolo, calcio-mercato o gioco delle figurine se si preferisce.

Non ho firmato, dunque.

Non l’ho fatto anche perché ho giudicato tale atto inutile ed inutilmente umiliante.

L’unico atto da me sottoscritto è stata l’accettazione della candidatura da indipendente nelle liste dei Democratici di Sinistra, quindi l’accettazione degli obiettivi programmatici e politici della coalizione di centrosinistra. Basta questo.

L’unico patto che ho rispettato e continuo a ritenere necessario rispettare è quello sottoscritto con gli elettori, a cui si deve lealtà, dignità e speranza. Basta questo.

L’unica fedeltà la devo non al Sindaco (con tutto il rispetto per il suo difficile ruolo), ma agli elettori, ad un mandato che mi ha impegnato e mi impegna a dar seguito unicamente alle parole, alle promesse e alle speranze comunicate dal centrosinistra in campagna elettorale. Basta questa.

L’unica dedizione la devo all’interesse collettivo. Basta questa.

Null’altro. Il resto, tutto il resto, è niente. Vuoto in un circolo di ambizioni personali. Silenzio. Attesa di tempi migliori.

God save the Queen!

enzo colonna


Pubblicato in : Argomenti, Cosa succede in città

Commenti utenti (4)
Postato il bisolfina, 11-02-2004 13:08,
1. Re: L'atto di fedeltà al Sindaco. Vi spiego perch

Quest'uomo comincia a piacermi (politicamente, si intende!!!).


 

Comunque l'inno britannico recita: "God save the Queen (or the King)", nel caso in quel momento sul trono ci sia un re invece della regina. E nello specifico altamurano mi sa che il vero re è un altro. Anche sul documento inviterei chi lo ha chiesto a non farsi troppe illusioni. La vicenda politica di questa amministrazione e' partita proprio da un documento firmato prima delle elezioni il cui contenuto fu smentito (e corretto) dalla sera alla mattina.  


 

Per  questo l'immagine dei pupi (o pupazzi) è proprio azzeccata.

 
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Postato il giuseppecle, 12-02-2004 06:52,
2. Re: L'atto di fedeltà al Sindaco. Vi spiego perch

Egregio consigliere Colonna,


 

l'aver rifiutato la firma di quel documento-barzelletta è un ulteriore prova della sua coerenza e del suo amore verso la città di Altamura. E' inutile dire che la politica ad Altamura è diventata cosa di pochi, non per le capacità che un può o non può avere, ma perchè i cittadini sono stufi di leggere sui giornali di liti, veti, e manovre politche che vanno a bloccare l'attività amministrativa. Il sindaco poi, si è dimostrata senza dignità e senza spina dorsale, essendosi fatta ri-convincere da i suoi amichetti a ritirare le dimissioni....dove pretende di andare con quella maggioranza??


 

Passiamo al suo partito: i Ds, a mio parere, sono passati dalle stelle alle stalle. Pur non essendo di sinstra, ritenevo che il partito della Quercia locale fosse  un esempio politco da seguire! Ma, alla luce dei fatti, è facile notare che anche i diessini si sono fatti trascinare da quel potere occulto che da anni influenza l'amministrazione comunale. Se poi è vero che hanno allontanato anche uno dei migliori politici presenti in consiglio (lei, ndr), che dire.............poveri loro!


 

A mio parere fa ancora in tempo a dichiararsi fuori dalla maggioranza, pur avendo le sue idee politiche. Daltronde lo hanno già fatto l'Udeur e Rifondazione, partiti politicamente di idee contrastanti ma che hanno capito dove questo sindaco, e soprattutto chi gli sta attorno, vuole arrivare.


 

Con stima


 

Giuseppe Clemente - giovane osservatore -

 
» Rispondi a questo commento

Postato il altamura2001, 12-02-2004 13:59,
3. Re: L'atto di fedeltà al Sindaco. Vi spiego perch

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno dell'11 febbraio 2004.


 

Parte dei consiglieri hanno firmato un documento su intese mai rispettate. E ora il sindaco di Altamura chiede una «prova» di fedeltà.
L'obiettivo è che finalmente ci sia un «patto di ferro»


 

E alla fine Rachele Popolizio ha ritirato le dimissioni. Lunedì, quasi allo scadere dei 20 giorni, ha firmato la comunicazione al segretario generale Raffaele Palermo bloccando il cronometro. Per la seconda volta ha prevalso la volontà del centrosinistra di restare in carica al governo della città anche se le posizioni critiche all'interno della coalizione non sono affatto del tutto spente.
La crisi è definitivamente risolta? Si vedrà al momento della composizione della giunta politica (quella tecnica ora non ha più ragione di esistere) ed al momento della votazione dei provvedimenti più importanti in consiglio comunale. I partiti, anche su indicazione delle segreterie provinciali, hanno voluto dichiaratamente scongiurare la caduta del governo cittadino. Il sindaco, dal suo canto, ha preteso la firma da parte dei consiglieri comunali di un documento di fedeltà e fiducia sulla base di alcuni punti programmatici. Documento che peraltro ricalca precedenti intese firmate ma mai rispettate perché gli accordi in casa del centrosinistra non si sono mai dimostrati finora dei patti di ferro. Tutt'altro.
E non tutti hanno firmato il «contratto di lealtà». Mancano le firme di
Enzo Colonna (Ds) che resta comunque organico al centrosinistra seppur in una posizione indipendente e critica, e di Franco Cornacchia, da poco passato all'Udeur che proprio ieri mattina ha chiarito la sua posizione. L'Udeur ha infatti presentato ieri un documento, a firma del segretario Tonio Clemente, in cui ribadisce «il disimpegno dall'attuale maggioranza politica» sottolineando che «l'unica cosa che sente di poter garantire è di sostenere i punti che di volta in volta in consiglio comunale saranno meritevoli di consenso».
Tutto questo perché il partito non ha avuto «alcuna considerazione politica» nella fase della crisi. E dunque c'è già una voce fuori dal coro su cui le diplomazie dovranno presto lavorare. All'opposizione, inoltre, da un anno e mezzo già c'è Rifondazione Comunista, un altro sostegno venuto meno al governo di centrosinistra. Tra i retroscena della giornata nervosissima e concitata di lunedì spunta anche un tentativo di realizzare un grande centro con alcuni partiti di centrodestra che però hanno declinato l'invito. E, dunque, una soluzione della crisi che non convince del tutto gli addetti ai lavori.
Ad ogni modo, ritirate le dimissioni, il sindaco dovrà ora nominare la nuova giunta. Nuova, per modo di dire, dal momento che si ipotizza la conferma di diverse presenze della vecchia compagine, tra cui quella di
Antonio Cardano (per il gruppo degli Autonomi) su cui erano stati posti dei precisi veti.
Intanto, il sindaco continua a mantenere la linea del silenzio: rimanda ogni commento a quando il quadro politico sarà più definito.

Onofrio Bruno

 
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Postato il altamura2001, 12-02-2004 14:02,
4. Re: L'atto di fedeltà al Sindaco. Vi spiego perch

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 12 febbraio 2004.


 

È quasi la stessa della compagine amministrativa azzerata nello scorso ottobre
UNA GIUNTA «FOTOCOPIA»

Il sindaco ha provveduto alle nomine: ecco i nomi


 

C'è la nuova giunta e per oltre metà è la stessa di prima. Proprio ieri il sindaco ha provveduto alle nomine degli assessori.
La crisi è risolta dunque con una semi-fotocopia della compagine azzerata nello scorso ottobre.
I nomi, innanzitutto. Per i Ds, primo partito di maggioranza, sono Vincenzo Disabato, Massimo Iurino e Onofrio Pepe. Per la Margherita sono Francesco Berloco, Nicola Natuzzi e Nicola Tafuni. Per il gruppo degli Autonomi (ex Udeur) è Antonio Cardano. Nessuna nomina per i Socialisti Autonomisti mentre Rifondazione è all'opposizione e l'Udeur ufficialmente disimpegnato dalla maggioranza. In quattro casi si tratta di conferme (Disabato, Natuzzi, Tafuni, Cardano).
Due dei neo-nominati, Disabato e Iurino, sono anche consiglieri comunali e quindi lasceranno la carica per diventare assessori. Anche per le deleghe ci saranno pochi cambiamenti rispetto alla giunta di alcuni mesi fa. Prima che venissero decretate le nuove nomine, si erano dimessi gli assessori tecnici (Michele Siciliano, Salvatore Bonasia, Stefano Milillo, Francesco Fiore, Giovanni De Palo, Giuseppe Iacovelli da Grumo, Bitonto, Ruvo, Bitritto).
La lettura politica dell'ultima crisi è impietosa. La maggioranza di centrosinistra ha sostanzialmente perso inutilmente tutti questi mesi, complicandosi la vita da sola, rimediando lo scivolone delle nomine abortite a dicembre ed infine costringendo il sindaco a dimettersi per la seconda volta (dimissioni ritirate in extremis). Una brutta figura che ha fatto scendere al minimo l'immagine dell'amministrazione tanto da far perdere anche il sostegno di diversi settori cittadini e delle associazioni di categoria più dichiaratamente della stessa area politica.
È impietosa anche la lettura dei comportamenti. C'è chi ha vinto e chi ha perso. Sicuramente escono peggio i Ds che il 7 novembre avevano chiesto espressamente un «radicale rinnovamento» della giunta con tanto di dichiarazioni solenni ed alla fine sono l'unico partito che ha cambiato i suoi assessori ma neppure tutti e tre. Il risultato complessivo è una giunta... siamese, gemella della precedente. L'ha spuntata invece il partito degli Autonomi ottenendo la riconferma di Cardano la cui presenza era ritenuta ingombrante dagli altri alleati.
E ne hanno fatto le spese gli assessori dei Ds e dei Socialisti che non sono stati riconfermati.
L'accordo peraltro non dà garanzie assolute di affidabilità. I numeri in consiglio comunale sono infatti più risicati di prima visto che ora non è certo nemmeno il sostegno dell'Udeur. Resta in posizione critica il consigliere Enzo Colonna (Ds) di cui, per le scelte indipendenti, è sfumata la nomina di assessore. È l'unico consigliere, insieme a
Franco Cornacchia (Udeur), a non aver firmato il documento chiesto dal sindaco per l'intesa. «Questo non significa - spiega - né una defezione dal contesto politico, ideale e culturale del centrosinistra né una fuga» ma per Colonna si trattava di un «atto inutile ed inutilmente umiliante» che mette peraltro in dubbio la bontà degli accordi sottoscritti prima, a quasi tre anni di cammino già percorso.
La nuova giunta sarà probabilmente presentata ufficialmente oggi.

Onofrio Bruno

 
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