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Le verità di Genova PDF Stampa E-mail
Scritto da ant, 21-06-2002 03:34

dal sito: www.diario.it

GENOVA. Sospetti sulle molotov trovate all'interno della scuola Diaz la notte dell'incursione della polizia: potrebbero essere prove "create" dalla questura genovese. Individuato il poliziotto che aveva fratturato la mano di un manifestante nella caserma di Bolzaneto. La notte del 21 luglio la polizia irrompe nelle scuole Pertini e Diaz, dove sono alloggiati circa 150 manifestanti no global, arrivati da ogni parte d'Italia per il G8. La scuola viene rastrellata, i manifestanti picchiati, una parte finisce in questura, 63 all'ospedale. I poliziotti, che giustificano la violenta incursione come una perquisizione legittima in favore dell'ordine pubblico, escono dalla scuola con due bottiglie molotov, diversi coltelli e qualche spranga. Il "bottino" arriva in questura, ma nessuno prende le impronte digitali sulle prove. Un atteggiamento incauto per la polizia, che alle polemiche sui metodi paramilitari usati durante la perquisizione, rispondeva di aver dovuto fronteggiare pericolosi manifestanti. Ora, dopo quasi un anno dal fatto, i pubblici ministeri Zucca e Pinto accusano i poliziotti di avere falsificato quelle prove. Diario raccontava la vicenda già allora. Lo ha chiarito un vicequestore di Bari, Pasquale Guaglione: senza sapere di avere di fronte le due molotov della Diaz, Guaglione ha assicurato di aver trovato proprio quelle bottiglie il 20 luglio in Corso Italia, durante un'operazione di bonifica dopo gli scontri. Anche in basa a questa dichiarazione, la procura della repubblica di Genova ha inviato 25 nuovi avvisi di garanzia a tutti i funzionari che hanno partecipato all'operazione nella Diaz, dal prefetto Arnaldo La Barbera, a Francesco Gratteri, capo dello, a tutti i funzionari genovesi che erano presenti. Un gruppo di agenti era già indagato di falso per il "caso Nucera": avevano testimoniato in favore dell'agente romano che aveva detto di essere stato accoltellato durante il blitz, ma che poi era stato smentito da una perizia dei carabinieri del Ris. Nel frattempo, interrogato, La Barbera ha detto di non sapere nulla delle molotov né di Nucera, essendosene andato poco dopo l'inizio del blitz, quando un blindato sfondò il cancello della scuola. Inoltre, aggiunge, era stato incaricato dal capo della polizia Gianni De Gennaro di controllare semplicemente la perquisizione, affinché si svolgesse con cautela e prudenza. Motivazioni contraddittorie: perché La Barbera se ne era andato, se doveva controllare? E perché riteneva di poterlo fare, se aveva assistito allo sfondamento di un cancello "con cautela e prudenza" da parte di un blindato? Le indagi sui funzionari di polizia proseguono, e intanto va in pensione il procuratore capo Francesco Meloni, che in una conferenza stampa ha fatto il punto delle inchieste sui fatti del G8. "La commissione di reati da parte di alcuni appartenenti alle forze dell'ordine, sia di settori di manifestanti, non ha per noi mai comportato una colpevolizzazione generalizzata'', ha affermato. ''Cio' significa da un lato che resta immutato il rispetto e la gratitudine nei confronti di coloro che sono preposti alla tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini, e dall'altro che non puo' non riconoscersi il pieno diritto di ognuno di manifestare pacificamente il suo dissenso''. Meloni ha aggiunto che "alcuni dei fatti addebitati ai manifestanti, ad esempio l' accoltellamento ai danni di un agente, ed altri per cui si sta indagando, esigono definitivi chiarimenti''. Il procuratore ha poi rivelato che è stato individuato il poliziotto che, nella caserma di Bolzaneto, "aveva divaricato le dita di un giovane manifestante arrestato, provocandogli fratture alle ossa del dorso della mano''.
SUL SITO:
la diretta di Diario dell'irruzione alla Diaz
Pubblicato in : Argomenti, La finestra sul web

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