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Altamura, Pietro Pepe fuori? ''Chiedete alla Dentamaro'' PDF Stampa E-mail
Scritto da altamura2001, 24-03-2001 22:11

Dal Corriere del Mezzogiorno del 24 marzo 2001-03-27 No, il j'accuse di Pietro Pepe non è affatto "una di quelle questioni che nascono la mattina e finiscono la sera", come prevede Claudio Biandolino, segretario cittadino Ds. Quando la sera arriva, infatti, e il centrosinistra si ritrova per la manifestazione che avvia la campagna elettorale, Pietro Pepe non c'è. Ieri mattina il suo cellulare risuonava di preghiere di superare il dissidio, o almeno di darlo a vedere. Ma lui niente, al Simone Viti Maino non c'è andato, "perché non posso sedermi accanto a certa gente. Non metto in discussione l'alleanza del centrosinistra, ma rimango sull'Aventino finché non ci sarà un atto pubblico che chiarisca la manipolazione e rimuova il danno creato". "Al di là delle responsabilità personali, su cui bisognerà fare chiarezza", la richiesta di Pepe è tutta politica: "un nuovo documento che elimini il capoverso aggiunto e venga inviato con urgenza agli stessi destinatari della versione manomessa".

Intanto la strana storia del "documento politico" dell'Ulivo, con il "principio di non sovrapposizione fra candidature istituzionali" inserito nella versione dattiloscritta e spedita a Roma per tagliare le gambe a Pietro Pepe, ha varcato i confini della città. "Un caritatevole silenzio", oppone Giuseppe Pirro, segretario regionale Ppi, a commento di "un documento sconcertante". Nessuna iniziativa concreta? "Per ora no, meglio non alimentare sciocche polemiche. Mi farò sentire solo quando la giostra delle candidature si sarà fermata". Ma come mai il principio di non sovrapposizione è comparso solo nelle trattative altamurane, e non a Grumo o a Palo? "Perché ad Altamura fa comodo a qualcuno", chiosa Pirro. Per esempio alla senatrice Udeur Marida Dentamaro. "Non ho mai sgomitato, ma non sarà certo un partito o una persona a mettersi di traverso", scandisce a chiare lettere.

E non c'è bisogno di andare a caccia di mandanti occulti e di trame oscure per sapere che, nelle trattative cittadine, a cui Pepe non partecipava, la delegazione del Ppi aveva approvato la non sovrapposizione. In una prima fase, invece, erano stati i Ds a nicchiare, quando ancora speravano nei due seggi parlamentari. Successivamente, definita la candidatura a sindaco di Rachele Popolizio e assegnato ai Ds solo un candidato nel collegio, le strategie sono cambiate. Gli interessati a escludere Pepe dai giochi sono aumentati, e il documento inviato a Roma è stato il colpo di grazia.

No, forse questa strana storia del documento non è una tempesta estiva, che dura poco e poi si sta meglio. È una questione di principio. Di non sovrapposizione, s'intende.

Giuseppe Salvaggiulo


Pubblicato in : Argomenti, Elezioni

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