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LETTERA DI GAGLIARDI LA GALA AL PRESIDENTE DEL CONSORZIO MERCADANTE. PDF Stampa E-mail
Scritto da altamura2001, 06-04-2000 19:23

Testo della lettera indirizzata dal prof. avv. Gagliardi La Gala, consulente del Comune di Altamura, al presidente del Consorzio Teatro Mercadante (all’epoca, l’avv. Caso) il 6 aprile 2000.

* * *

Gentilissimo Signor Avvocato

N.H. Raffaello Vincenzo Caso

nella sua qualità di Presidente

del Consiglio di Amministrazione del

Consorzio Teatro Mercadante

SEDE

e, p.c. Gent.mo Signor Sindaco

del Comune di Altamura

SEDE

Gentilissimo Avvocato,

di recente, ho avuto l'avventura e l'onore - per quel poco di competenza amministrativa e di affezione che mi si riconosce di avere e di nutrire per gli Enti esponenziali di interessi generali- d'essere officiato dalla Giunta Municipale di Altamura d'assisterla nel suo intendimento di ricondurre ad un effettivo uso pubblico l'antico Teatro Mercadante.

Nella contingenza, ho avuto modo di leggere una parte degli atti stratificatisi nel tempo sì da scorgere il suo nome quale attuale, degno, Presidente del Consiglio di Amministrazione del Consorzio Teatro Mercadante.

Non può immaginare quanto la circostanza mi abbia reso lieto: sia perché La conosco da molti anni, nutrendo profonda stima e rispetto per la Sua magnifica Persona, sia perché Lei è un giurista di antica e solida formazione che è stato, e continua, ad essere Maestro per le nuove generazioni dell'elevato Foro di Altamura.

Con queste consapevolezze ardisco, pertanto, rivolgermi a Lei per chiederLe, in primo luogo, di vagliare serenamente - con la sensibilità civile e con la cultura che Le è propria - la situazione di fatto e giuridica in cui versa il Teatro Mercadante.

Ignoro se Ella abbia avuto modo di analizzare un perspicuo, esemplare, parere reso all’Amministrazione Comunale dall'ottimo collega Signor Avvocato Antonio Ventura nel mese di novembre dello scorso anno (ove Ella non ne avesse cognizione, procurerò a che ne abbia copia con il consenso del Signor Sindaco che - a prescindere dalla lealtà di sentimenti che, a sua volta, nutre nei Suoi confronti - certamente mi autorizzerà atteso l’intento di raggiungere con più immediatezza l’interesse pubblico nei termini che, nel prosieguo, Le saranno manifesti).

Ivi, sulla scorta degli atti, col suffragio di pertinente dottrina e giurisprudenza, sostanzialmente si conclude - per quanto interessa in questa sede - che il Teatro è di esclusiva proprietà del Consorzio del Teatro Mercadante e non dei singoli consorziati; questi ultimi non sono proprietari pro-quota: nella loro sfera patrimoniale rientra unicamente il "diritto di palco", sicché sarebbe privo di validità giuridica ogni atto che si ponesse in contrasto con siffatta "prospettazione".

Anche ove si volesse dissentire da questo inquadramento della fattispecie e pur prescindendo da essa, v’è, però, un dato di fatto ben fermo: da lungo torno di tempo non viene espletata alcuna attività teatrale nell’immobile in questione.

Sono certo che l’On.le Consorzio si sarà pur attivato per reperire fondi, commissionare progetti di restauro, iniziare lavori di adeguamento e ristrutturazione, ma, oggettivamente, questi impulsi non si sono ancora ritradotti in una percepibile realtà.

Presumibilmente, lo stato del bene è ancora quello che un sopralluogo della locale Soprintendenza ai Beni Storici Artistici e Culturali disegnò qualche anno or sono in un verbale che, di recente, ho avuto modo di visionare: ivi non appaiono sussistere affatto i presupposti materiali per una fruibilità del Teatro.

In questo contesto, il Comune, sollecitato da una poderosa iniziativa popolare e resosi interprete degli interessi generali giusta la delibera Consiliare assunta nella seduta del 9 marzo scorso, non potrà non essere avallato e correttamente assistito nel legittimo intendimento di promuovere un procedimento ablatorio nei termini e nei modi che l’ordinamento consente.

Come Ella mi insegna, infatti, un "bene vincolato" di tale valenza qual è il Teatro Mercadante, in virtù del peculiare atto Ministeriale di tutela che lo riconosce di particolare interesse storico artistico, finisce per rientrare in un singolare "regime" che consente di porre in essere, con strumenti amministrativi privilegiati, attività volte a favorire la sua "circolazione" e, quindi, un reale uso culturale.

Sulla base di queste annotazioni, che affido al Suo esame e valutazione, nel mentre il Comune avvierà gli atti prodromici ad un intervento ablatorio Ministeriale, sono a chiederLe - a nome e nell'interesse dell’Ente - di condurre all’esame dell’On.le Consorzio l’intiera problematica sì da generare nel suo seno una profonda, leale, rimeditazione delle proprie posizioni, della propria funzione: costituirebbe veramente un evento stupendo e memorabile il fatto che l’On.le Consorzio, recuperando appieno l’autentico spirito che informò la propria nascita, si ponesse in sintonia con gli interessi di una intera Collettività.

Nel Consorzio sono presenti illustri figli della nobile Città di Altamura; a Lei l’onere di renderLi edotti di questa civile speranza.

Sospingere il Comune ad attivare le procedure di un esproprio, se da un canto comporterà, comunque, gravosi oneri (sottraendo risorse che bene, invece, potrebbero essere destinate ad una splendida ricostruzione) per converso, non genererà assolutamente benefici diretti nel patrimonio dei singoli consorziati.

Quanta finezza culturale e sociale, e quale alto magistero scaturirebbe, invece, da una posizione dell’On.le Consorzio che dovesse offrire, senza preventive condizioni, il bene al patrimonio dell’Ente Locale!

Non compete a chi Le scrive (che ha un limitato orizzonte e non altro compito se non quello di interpretare ed esternare ideali che sottendono l’azione amministrativa) assegnare giudizi di valore, ma alla Storia.

Operare nei sensi prospettati significherà certamente, per Lei ed i Signori consorziati, lasciare un’ulteriore impronta positiva nella vita di una città che tanto merita, aggiungere un incredibile credito d’onore al patrimonio dei propri figli che, un giorno, siederanno in quei "palchi" - che nessuno potrà loro mai sottrarre - fieri ed orgogliosi, ricoperti per sempre, come da un luminoso mantello, dal nobile, intelligente, gesto che fu dei loro padri.

La Sua finezza di sentimenti coglierà cosa voglia significare non porsi in coerenza con profonde, sentite, esigenze sociali, ed, invece, quale valore — nell’oggi, nei giorni che verranno, nei confronti delle generazioni che succederanno - potrà assumere una intelligente posizione riformatrice di pregresse, supposte, ragioni, anticipatrice delle ideali aspettative culturali che sono sgorgate all’unisono dal seno della intera Comunità di Altamura.

Tutto il resto, ove non si pongano preventive preclusioni od improprie condizioni, scaturirà naturalmente, nell’ambito di una equilibrata dialettica. Non mi è difficile prefigurare che, a fronte di positiva, concreta, disponibilità, l’Ente Locale non potrà non sovvenire ad oggettive, storiche, esigenze dell’antico Consorzio, facendosi carico - ad esempio - di oneri a suo tempo assunti per la manutenzione del bene, o inserendo un suo rappresentante nella istituzione che pur nel domani dovrà "gestire" il Teatro come azienda.

Una sinergia tra l’On.le Consorzio e Comune che si ritraduca in atti formali e tempestivi, produrrà sicuramente, nell’immediato, proficui frutti consentendo all’Ente Locale di attivare - tra le altre - forme oltremodo rapide di finanziamento della Comunità Europea (cui - come è noto - possono accedere solo Enti pubblici proprietari di un manufatto) oggi disponibili per il restauro del bene culturale.

Nella consapevolezza di trovare nella sua nobile Persona, e, di riflesso, nei Signori consorziati, il più fertile terreno per comprendere ed attuare quanto fin qui preconizzato, Le porgo i più cordiali saluti

prof. avv. Franco Gagliardi La Gala


Pubblicato in : Argomenti, Teatro Mercadante

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