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Le cose che ci siamo dette all'incontro del 3 febbraio 2001. PDF Stampa E-mail
Scritto da altamura2001, 15-02-2001 16:45

Molti di coloro che non hanno potuto o voluto partecipare all’incontro del 3 febbraio scorso mi stanno chiedendo come sia andata la riunione. Confesso di avere una certa difficoltà a tirare le somme di quella conversazione (tale era nelle intenzioni e tale è stata!). In queste circostanze, i segni aritmetici del più e del meno (bene) rivelano tutta la loro inadeguatezza a prestarsi ad operazioni di sintesi.

A dirla tutta, non so se gli indubbi motivi di soddisfazione nell’aver ritrovato una trentina di persone attorno ad un tavolo a discutere senza ipocrisie ed infingimenti sul da farsi collettivo (di questi mala tempora - in cui sembra del tutto normale che le decisioni di interesse collettivo siano prese solo dai pochi depositari di un presunto consenso elettorale - non è cosa da poco!) siano di per sé sufficienti a superare o almeno a compensare l’amarezza che nasce dal disincanto o dall’atteggiamento di rinuncia manifestati dalla maggior parte dei partecipanti all’incontro, nonché da alcuni episodi accaduti a margine dell’incontro e di cui sono venuto a conoscenza solo dopo l’appuntamento stesso.

Spero di riuscire a mettere ordine alle cose da dire e di essere sufficientemente sintetico, come il buon Ivan Commisso mi sollecita.

A) - Saranno le delusioni del passato, le inevitabili difficoltà da superare per chi si voglia proporre come realtà politica (per quanto localistica) nuova ed alternativa, saranno le resistenze a sentirsi gruppo insieme a persone che hanno o hanno avuto percorsi politici o posizioni ideali differenti dalle proprie, fatto sta che i più hanno segnalato l’improponibilità, in questa fase, di una lista civica-politica alternativa alle forze politiche in campo e dichiarato la propria indisponibilità a cimentarsi in prima persona nella competizione elettorale.

Lo ripeto ancora una volta: mi fa rabbia assistere ad un simile atteggiamento di rassegnazione rinunciataria ed inconcludente da parte di persone che, al contrario, - per la loro storia personale, le esperienze e le capacità spese per lo più nel chiuso di qualche associazione o riservate in via esclusiva all’esercizio di una professione o di un’attività lavorativa - avrebbero delle cose da dire e soprattutto sarebbero in grado di offrire davvero un’alternativa politica al deserto delle idee e delle passioni che avanza in città senza sosta e senza incontrare argini. Il suggerimento, forse ingenuo e sicuramente banale, che avevo lanciato attraverso l’appello pubblicato nelle pagine di questo sito era quello di recuperare, in primo luogo, una rete di rapporti tra persone e gruppi, ora chiusi nel loro anonimo ed isolato impegno, e farne quindi soggetto collettivo, politico ed istituzionale, con obiettivi ben precisi e soprattutto con un metodo ed una cultura di governo davvero alternativi a quelli espressi in questi otto anni di destra al potere.

Capisco la delusione e l’insofferenza dinanzi ad un centrosinistra sempre più asfittico e scialbo; capisco il malcontento generato dall’incapacità e dal rifiuto di questo centrosinistra di dare ascolto a tutte le anime della sinistra, anche quelle più sensibili, insofferenti ai compromessi, critiche e, diciamolo pure, più rompicoglioni; capisco anche, come qualcuno ha pure detto, che la politica non si fa solo nel Palazzo, in un consiglio o in una giunta comunali, che la si fa nelle strade, nelle scuole, nel mondo del lavoro... comprendo tutti questi argomenti ma, lo ripeto, non giustificano il disimpegno o la disattenzione rispetto alle cose del cosiddetto Palazzo. Perché continuare ad elemosinare attenzione ed ascolto da questo o quel segretario di partito, se questi non ne vogliono o non sono in grado di prestarne? Perché opporre un rifiuto sdegnoso al ruolo o alle cose del Palazzo, quando, se non vogliamo essere ipocriti con noi stessi, è proprio dal quel Palazzo che attendiamo, quotidianamente, risposte ai problemi reali, esigiamo sensibilità a certe realtà o tematiche, pretendiamo che si occupi della tutela della salute e del territorio, di una migliore qualità della vita per tutti e non solo di una vita di qualità per i soliti pochi e forti, del recupero di spazi per una socialità perduta, della riapertura di un teatro, di una programmazione culturale che superi il grado della decenza, della valorizzazione delle risorse ambientali e culturali del territorio, della valorizzazione delle competenze e professionalità degli altamurani, del rispetto della legalità e della trasparenza degli atti... o ancora è proprio da quel Palazzo che aspettiamo, per chi è associazione o cooperativa o impresa, un contributo per una certa attività, il famigerato patrocinio, una sovvenzione, una zona industriale o artigianale attrezzata, un lotto per la propria azienda, servizi reali per i cittadini e le imprese, la concessione di una masseria comunale per organizzare dei campi di lavoro o un ostello...

Ecco, perché guardiamo sempre al Palazzo se è così brutto, perché lo frequentiamo, in atteggiamento questuante, se puzza così tanto? Insomma, quello che proponevo era di entrare nel Palazzo, ma dalla porta principale ed a fronte alta, per fare delle cose (magari poche) e non solo per chiederle. Prendo atto, alla luce della conversazione del 3 febbraio e delle assenze riscontrate in quell’occasione, che questa è solo la mia opinione e di pochi altri.

B) - Su un punto tutti i partecipanti all’incontro si sono mostrati concordi: sulla necessità di fare gruppo, di unire le energie, essere presenti durante e dopo la competizione elettorale e prendere delle iniziative, creando magari un coordinamento permanente. Pur facendo mia questa esigenza, al momento confesso di non avere molte idee sul come si riesca a fare gruppo e sul cosa e come fare. Sarò troppo persuaso delle mie idee (anche quelle banali ed ingenue!), ma vedevo nella creazione di una lista elettorale lo strumento più concreto per cementare un gruppo, forse anche in maniera un po’ artificiosa e con qualche forzatura; consideravo la scadenza elettorale prossima come l’occasione migliore per mettersi alla prova in quanto avrebbe impegnato TUTTI ad incontrarsi, discutere, elaborare una proposta politica e programmatica, a fare delle iniziative. Esclusa questa strada, non resta che pensare tutti al da farsi e da questo punto di vista il sito di Altamura2001 può essere lo strumento attraverso cui veicolare idee, argomenti e suggerimenti: se un osservatorio libero dai condizionamenti dei gruppi di potere si vuol creare, quale opportunità e spazio migliori di quelli offerti da internet e da questo sito che, in questi mesi, si è conquistato un significativo numero di visitatori?

Molti dei presenti, inoltre, hanno anche proposto che questo gruppo spenda argomenti ed energie mobilitandosi in occasione delle elezioni di primavera: o fornendo indicazioni programmatiche ai candidati alla carica di sindaco o concentrando i propri voti su un partito o su una singola persona del gruppo da immolare in una delle liste di partito presenti nella competizione elettorale o ancora facendo campagna elettorale per un voto di protesta motivato che prenderebbe le forme di una scheda elettorale da annullare in un modo da concordare tutti insieme. Anche su questi spunti, vi invito a dire la vostra nel Forum di discussione presente in questo sito.

C) - Infine, qualche parola su alcuni episodi che mi hanno amareggiato e disorientato. Li riferisco così come sono, senza alcun commento, in quanto di per sé eloquenti: 1) mi è dispiaciuto che qualcuno (uno o due, a dire il vero) non abbia approfittato dell’occasione, particolarmente distesa, franca e colloquiale, per tacere evitando così provocazioni inutili, sarcasmi ingiustificati ed accuse gratuite di disimpegno e di qualunquismo; 2) mi ha amareggiato constatare che qualcuno era lì presente con l’unico scopo di correre a riferire le "nefandezze" dette o commesse nell’incontro a qualche esponente di partito (evidentemente, così gli era stato ordinato dal suo padrino politico!). Ma perché, se la riunione non era affatto segreta o carbonara, come pure qualche disinformato la definiva? Era stata ampiamente annunciata attraverso questo sito ed attraverso i miei messaggi di posta elettronica e si è tenuta al Centro Servizi Sociali con le porte aperte a chiunque avesse avuto interesse o piacere ad incontrarsi con altri e discutere su un argomento che era pure stato ampiamente anticipato. Quanto alle nefandezze temute... il tutto si è ridotto a qualcosa che riesce a sorprendere e spaventare i politici locali: una discussione libera ed aperta. Amareggia, quindi, non certo che, la mattina successiva, qualche esponente politico locale sghignazzava sugli esiti e sui toni dell’incontro (peraltro riportati con una certa fedeltà dall’agente infiltrato), ma che mi sia preclusa la possibilità di sapere in chi abbiamo riposto stima senza che la meritasse: insomma, chi è lo stronzo?; 3) mi ha amareggiato ancora, sebbene non mi sorprenda più nulla di questi tempi (mala tempora!), apprendere che qualche maggiorente del centrosinistra locale, terrorizzato all’idea che qualcuno avesse deciso di incontrarsi e discutere sulle proprie scelte politiche, avesse sollecitato qualcuno a partecipare all’incontro con l’obiettivo di demolire o scoraggiare un’eventuale prospettiva di lista.

E’ davvero tutto. E’ quanto dovevamo non certo per un generico dovere di cronaca, ma per la trasparenza ed il rispetto che Altamura2001 deve nei confronti di coloro che hanno iniziato o iniziano solo ora a dare fiducia e speranza alla nostra iniziativa.

L’unica conclusione che è possibile trarre è che non basta più, a questo punto, dire che viviamo tempi cattivi (nel senso di mediocri, meschini, compromessi, senza senso e prospettiva), ma è necessario esserne fino in fondo persuasi ed attrezzarsi di conseguenza ad una difesa democratica, ideale ed autenticamente civile.

enzo colonna

lacittaditutti@hotmail.com

 


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