Dunque, dobbiamo finalmente partire con l'organizzazione della marcia di primavera?
E se sì, quando, dove, come?
Dando per scontato, o quasi, il perchè questa marcia bisognerebbe organizzarla e farla...
La solita maledetta storia.
"Eravamo convinti, con fiducia, che la soluzione dei problemi di natura pubblica e la gestione degli interessi collettivi percorressero le vie della Politica e dell’Amministrazione Pubblica. Queste, però, si sono rivelate vicoli ciechi, occlusi da indifferenza, insensibilità o ignavia. Le risposte sono state incerte ed evasive, frutto di mediazioni su materie non mediabili come il rispetto della legalità e dell’interesse collettivo. A nulla, in questi anni, sono valse le ripetute sollecitazioni. È dovuto intervenire il giudice penale per chiarire (in un senso o nell’altro) tutta la vicenda."
Per violazione delle norme di tutela delle aree naturali protette e del paesaggio e delle leggi in materia urbanistica ed edilizia, il corpo forestale dello Stato questa mattina, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, ha posto sotto sequestro l'impianto di compostaggio in costruzione sulla strada statale 96, nel territorio di Grumo Appula.
Le SCONCERTANTI ED ALLARMANTI dichiarazioni del Prefetto Corrado Catenacci, Commissario per l'emergenza rifiuti in Campania, rilasciate in occasione di una recente audizione (27 luglio 2004) presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Dove finivano tonnellate di rifiuti delle province di Benevento ed Avellino? La risposta di Catenacci: "Pare che venissero utilizzati per le cavità delle Murge".
Da un'interrogazione urgente presentata da quattro consiglieri regionali, apprendiamo che il riesame della legittimità dell'autorizzazione provinciale alla realizzazione ed esercizio del megaimpianto di compostaggio al confine dei territori di Grumo ed Altamura si concluderà il 6 febbraio 2005. Ricordiamo che il termine era stato fissato inizialmente all'11 giugno 2004, poi al 9 settembre, ora è stato ulteriormente prorogato. La Provincia prende tempo. Un'ennesima lunga proroga che non rende ancora giustizia per una ferita inferta al territorio ed alla legalità. Una proroga che non decide e per non decidere.
Pubblichiamo un intervento di Enzo Colonna ed il testo dell'interrogazione dei consiglieri regionali.
Siamo finalmente venuti in possesso della "lettera di messa in mora" indirizzata il 7 luglio 2004 dalla Commissaria europea all'Ambiente Margot Wallstrom allo Stato italiano. La mettiamo a disposizione dei visitatori di altamura2001.
Mettiamo a disposizione (in formato .pdf) le comunicazioni inviate al Comune di Altamura dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Politiche Comunitarie, dal Ministero dell'Ambiente e dall'Assessorato regionale all'Ambiente. Un'assente e contradditoria politica del territorio e dell'urbanistica ha reso particolarmente complicato il "Caso Altamura" e sta determinando la paralisi ed il rischio di una condanna dell'Italia per cattiva applicazione della normativa comunitaria. Ma c'è un rischio ancora più subdolo e non ancora valutato e considerato. L'Alta Murgia è stata designata come Zona di Protezione Speciale (ZPS) ed è stata proposta dalle autorità italiane come Sito di Importanza Comunitaria (pSIC). Se Regione e Comune di Altamura (ma nella vicenda sono inevitabilmente coinvolti tutti gli altri comuni del territorio) non forniscono risposte adeguate e convincenti e se, soprattutto, non definiscono in tempi rapidi misure di conservazione e valorizzazione ed un piano di gestione del Sito, l'Unione Europea, oltre a condannare lo Stato italiano, potrebbe escludere dall'elenco ufficiale e definitivo dei Siti di Importanza Comunitaria quello, sinora solo proposto, dell'Alta Murgia, con gravi ripercussioni non solo in termini di tutela ambientale, ma anche di opportunità economiche e di finanziamenti europei.
SINDACO E GIUNTA COMUNALI NE SONO CONSAPEVOLI?! O si crede di potersela cavare con un atto di indirizzo del consiglio comunale (deliberazione n. 102 del 16 novembre 2002: clicca qui per leggerlo) con il quale si dava, paradossalmente, il via libera agli insediamenti industriali sparsi (a, cosiddetta, macchia di leopardo) in zone agricole e si bloccava il rilascio delle concessioni per quelli, anch'essi in zone agricole, riuniti in due consorzi (i classici due pesi e due misure; i due torti che non fanno una ragione)?
In merito alla procedura di infrazione contro lo Stato italiano che vede coinvolto il Comune di Altamura, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha chiesto al Comune di Altamura, al Ministero dell'Ambiente ed alla Regione Puglia di sapere, con urgenza, quali iniziative o atti siano stati adottati al fine di evitare che l'Italia venga condannata. La Commissione - avverte la nota della Presidenza del Consiglio che di seguito pubblichiamo - ha fissato al 7 settembre 2004 il termine per le osservazioni di risposta. In base a quanto dispone l'art. 226 del Trattato UE, la "lettera di messa in mora" è l'ultimo atto prima delle sanzioni (il parere motivato) da parte della Commissione Europea.
La Commissione Europea mette in mora l'Italia per la vicenda degli insediamenti industriali progettati ed in parte realizzati in Zona di Protezione Speciale. Riportiamo le informazioni in nostro possesso.
Il resoconto della Conferenza dei servizi convocata da Fitto per l'approvazione del piano di caratterizzazione dell'area della Murgia in Contrada Cervoni interessata dallo spargimento di fanghi e sostanze inquinanti.
I veleni sono ancora lì e continuano a diffondersi. A distanza di un anno dalla loro scoperta, nessuno ha provveduto a rimuoverli. Il silenzio ambiguo del Comune.
Riportiamo un'inchiesta esclusiva pubblicata dal periodico (8) OTTO, numero di luglio 2004, in distribuzione gratuita ad Altamura.
Bocciato il ricorso del Comune di Grumo che chiedeva l'annullamento dell'autorizzazione provinciale alla realizzazione ed esercizio, da parte della Tersan Puglia, del megaimpianto di compostaggio ubicato a ridosso della strada statale per Bari. Riportiamo il testo della sentenza del Tar Puglia n. 2590 del 2004 ed un articolo della Repubblica - Bari.
BARI - Elevate concentrazioni di cadmio, cromo e piombo sono state accertate dalla Procura di Bari sui campioni di terreno prelevati all'interno del neo-istituito Parco dell'Alta Murgia barese. Su 300 ettari di terreni, fino al settembre scorso, sono state smaltite illegalmente decine di migliaia di tonnellate di rifiuti, anche speciali. (Da http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it)
I veleni diventavano concimi per la Murgia, tre arresti I titolari della «Tersan Puglia e Sud Italia Spa» ed un autotrasportatore arrestati nel barese per traffico illecito di rifiuti Cromo e piombo sui terreni del parco. (Da http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it)
Viaggio nel neonato Parco nazionale dell'Alta Murgia, disseminato di poligoni militari. Tra scandali ambientali ed esercitazioni belliche è arrivata la carovana meridionale per la pace
A distanza di 15 anni dalla sua prima idea, a distanza di 13 anni dall’inserimento dell’Alta Murgia nell’elenco delle aree prioritarie di reperimento (legge 394/91, art. 34), a distanza di oltre 5 anni dalla sua istituzione formale (legge 426/98, art. 2), il Parco Nazionale dell’Alta Murgia è ora una realtà. La soddisfazione è grande. (Intervento pubblicato in La Repubblica - Bari del 7 marzo 2003)
Il Governo approva lo schema di Decreto istitutivo del Parco Nazionale dell'Alta Murgia. Ecco il comunicato stampa ufficiale relativo al Consiglio dei Ministri di oggi, 5 marzo. Ora manca solo la firma del decreto da parte del Presidente della Repubblica e la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.