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Scritto da altamura2001
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Secondo la Giunta Comunale “quotidianamente si legge sulla
stampa locale di continue illazioni a carico del Sig. Ill.mo Sindaco del Comune
di Altamura e nei confronti di tutta l’Amministrazione e di presunte connivenze
calunniose e diffamatorie sull’Amministrazione”.
Conseguentemente, con Deliberazione n.163 del 16/12/2011, la
Giunta Comunale ha incaricato gli uffici comunali di procedere a “predisporre
gli atti gestionali consequenziali per la nomina di un legale di fiducia
esterno che sarà individuato dal Sindaco cui affidare l’incarico di
intraprendere ogni e qualsivoglia iniziativa giudiziale … nei confronti di
tutti quei soggetti che offendano e ledano la dignità, l’immagine e il decoro
dell’Ill.mo dott. Mario Stacca” [da qui il file della deliberazione adottata].
In sostanza il Sindaco nominerà un avvocato che lo segua
ogni giorno al fine di querelare o chiedere risarcimenti nei confronti di
chiunque esprima una critica severa riguardo la sua attività amministrativa.
Stride l’atteggiamento della Giunta Comunale, che non si è
costituita parte civile nel processo ‘Murgia avvelenata’ al fine di meglio
tutelare gli interessi dei cittadini (ad un’immagine sana, ma soprattutto ad
avere un ambiente pulito e sano) ma ritiene che le notizie riportate dalla
stampa in relazione alle indagini della Procura di Bari sui presunti intrecci
esistenti ad Altamura tra malavita organizzata, imprenditoria e politica siano
illazioni da perseguire giudiziariamente.
Né nella Delibera sono individuate le calunnie o le
diffamazioni e i responsabili di tali condotte. Ciò conferma che tale
provvedimento ha solo ed esclusivamente una funzione preventiva: evitare che
qualcuno possa esprimere valutazioni su ciò che in questi anni si è consumato
durante l’Amministrazione Stacca.
Inoltre fa particolarmente specie che si utilizzino ancora
una volta soldi pubblici per tutelare la propria immagine. È evidente che il
sindaco non riesce proprio a comprendere che una cosa è l’istituzione che
rappresenta ed altra è la propria immagine personale. Se vuole tutelare
quest’ultima, il sindaco può ben farlo ma utilizzando risorse proprie e non
impegnando le casse comunali.
Le forze di centrosinistra chiedono non solo il ritiro
immediato della delibera ma anticipano che denunceranno in ogni sede tale
ulteriore sperpero di denaro pubblico e maldestro tentativo di mettere a tacere
le voci critiche degli organi di informazione.
Altamura, 18 gennaio 2012
Partito Democratico – Sinistra Ecologia e Libertà – Movimento
Aria Fresca - Altamura con Piglionica – Italia dei Valori – Partito della
Rifondazione Comunista
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Scritto da altamura2001
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TUTTO TACE DALL’AMMINISTRAZIONE
LA PROROGA ALLA TRADECO È
ORMAI CERTA
Da lungo tempo
e con cadenza periodica (l’ultima volta, un mese fa: leggi qui), andiamo
ricordando la scadenza (30 gennaio 2012) del contratto decennale di raccolta e
smaltimento dei rifiuti che lega il Comune alla Tradeco, ossia dell’appalto di
gran lunga più oneroso che pesa sul bilancio comunale: poco meno di 10 milioni
di euro che assorbono quasi un quarto di tutte le risorse correnti annuali a
disposizione dell’amministrazione cittadina.
Siamo ormai
arrivati a meno di 100 giorni dalla scadenza dell’appalto e non possiamo che
sottolineare quello che è un vero e proprio scandalo alla luce del sole, un monumento
all’irresponsabilità amministrativa e civica. Nonostante la delicatezza e la
complessità della questione, il sindaco e la sua maggioranza non hanno ancora
avviato alcuna discussione o procedura per delineare la futura gestione del
servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.
Gestione
interamente pubblica o affidata ad un’azienda comunale o sovracomunale? Oppure
affidata, come è stato sinora, ad un imprenditore privato? O ancora una
gestione in parte pubblica e in parte nelle mani dei privati? Noi abbiamo le
idee chiare in proposito. A nostro parere, quando si parla di rifiuti, dovremmo
riscoprire i vantaggi e le virtù di una gestione pubblica (o mista,
pubblico-privata), che garantisce meglio gli interessi dei cittadini,
soprattutto sotto il profilo della sicurezza. Magari coinvolgendo cooperative
di lavoro formate da disoccupati per specifiche mansioni (es. servizi porta a
porta).
Ma le persone e
i gruppi al potere cittadino, pur sollecitati da oltre un anno numerose volte,
non ne vogliono parlare o non ne vogliono parlare pubblicamente e in modo
trasparente. Quando invece, argomenti seri, come quello dei rifiuti, vanno
trattati con serietà e a carte scoperte.
L’effetto è un
totale e clamoroso disinteresse, il cui risultato ultimo è ormai certo: la
proroga dell’attuale costoso servizio e un inesorabile, ulteriore aumento della
tassa sui rifiuti l’anno prossimo. Come se in questi anni non fossero già bastati
ai malcapitati cittadini quattro aumenti di fila della Tarsu (aumentata in un
colpo solo del 25% quest’anno e, complessivamente, del 94% durante l’amministrazione
Stacca). Come se non fosse sufficiente il misero 13,6% di raccolta
differenziata a certificare l’incapacità degli attuali amministratori.
Ormai, con
questi amministratori comunali, la mancata risoluzione dei problemi è diventata
la regola, la normalità. Da parte nostra, non ci arrendiamo alla sciatteria, al
menefreghismo e all’arroganza con cui viene trattato il destino della nostra
Città da parte di un ristretto gruppo di potere. Torniamo a chiedere – e lo
faremo ancora a breve se non dovesse accadere nulla – che immediatamente si
apra una discussione pubblica sul nuovo servizio di raccolta e smaltimento dei
rifiuti e, soprattutto, sulle forme della sua gestione.
Ogni giorno di
ritardo, è un giorno in più di pesanti costi e inefficienze caricati sulle
spalle dei cittadini altamurani. Lo ripetiamo: uno scandalo al sole!
Altamura, 24 ottobre 2011

MOVIMENTO CITTADINO ARIA FRESCA
Sede: Claustro Michele Giannelli n. 81 (a ridosso di Piazza Municipio, al primo piano). Sito internet: www.altamura2001.com
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Scritto da altamura2001
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Grande risultato della mobilitazione promossa e organizzata
negli ultimi mesi dal Comitato "Restituiamo al mondo la cava dei dinosauri
di Altamura" (merito dei suoi animatori: Bartolomeo Smaldone, Francesco
Fiore, Antonio Ferrante; leggi qui la
petizione pubblica promossa sul tema). Una mobilitazione che ha ripreso e
rilanciato il lavoro svolto in tutti questi anni, tra gli altri, dal compianto
Onorevole Fabio Perinei, dal grande innamorato di questa terra Luca Bellarosa e
dall’animatore culturale Onofrio Pepe.
La nota del Soprintendete De Siena indirizzata al Comitato [vedi
immagine] documenta il primo importante passo. Ufficializza, per la
prima volta e al di là delle dichiarazioni rilasciate alla stampa, l'avvio
della procedura di esproprio.
Per quanto ci riguarda, a questo motivo di portata generale
si aggiunge un altro di grande soddisfazione. Nella sua sinteticità, il testo
della comunicazione è estremamente puntuale e precisa che oggetto della
procedura espropriativa avviata sono solo le aree circostanti la
paleosuperficie, essendo questa già da lunghissimo tempo nell'elenco dei beni
demaniali.
In altri termini, ha confermato appieno quanto da anni sostenevamo,
al cospetto della volontaria o inconsapevole disinformazione che faceva
ritenere ancora da acquisire il sito, la cava e quindi anche la superficie.
Come abbiamo scritto anche nella ultima nostra nota sul tema
[leggi qui]
, è infatti opportuno ricordare che la paleo-superficie su cui insistono
migliaia di orme fossili di dinosauro risalenti al Cretacico è stata sottoposta
dal novembre del 2000 a
vincolo diretto (paleontologico) ed è stata acquisita, da tempo, al patrimonio
pubblico in quanto il Direttore del Ministero per i Beni Culturali, il 7
dicembre 2000, ha
dichiarato “le impronte di dinosauro … appartenenti allo Stato” disponendo
l’inserimento di tali beni nell’elenco dei Beni Demaniali. A rimanere di
proprietà privata è la sola cava, ossia la pietraia circostante. Questo dato di
fatto, oscurato dai più, ci ha portato a sostenere ripetutamente che l’elemento
scandaloso della vicenda, a quasi tredici anni dalla scoperta delle orme, stava
nel fatto che mai nessun ente preposto (ministero, soprintendenza,
amministrazione comunale e tutti gli altri enti locali) avesse pensato di far
valere una normale, ovvia e banale servitù di passaggio per l’accesso alla
paleo-superficie, ossia a quello che è già patrimonio pubblico, un bene
demaniale.
Ora, avanti con l’acquisizione al patrimonio pubblico delle ree. Si proceda rapidamente e bene, così da mettere finalmente mano alla
costituzione di una Fondazione di valorizzazione e gestione (con Regione,
Provincia, Comune, istituzioni universitarie) ovvero alla creazione di un polo
attrattivo di caratura internazionale, nel quale racchiudere, oltre alla Valle
dei Dinosauri anche l’Uomo Fossile e le tante preziosità storico-ambientali
presenti nel nostro territorio.
Contiamo che la discussione sul futuro della
cava dei dinosauri prosegua su basi razionali, celeri e nell’interesse
collettivo, così da assicurare alla collettività la fruizione culturale,
turistica ed economica di un bene tanto prezioso.
Altamura, 20 ottobre 2011

MOVIMENTO CITTADINO ARIA FRESCA
Sede: Claustro Michele Giannelli n. 81 (a ridosso di Piazza Municipio, al primo piano). Sito internet: www.altamura2001.com
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Scritto da altamura2001
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Da qualche settimana, grazie all'opera meritoria di
associazioni e organi di informazione, la questione dell’abbandono della cava
dei dinosauri è tornata all'attenzione dell'opinione pubblica [leggi qui]. Da più parti si
levano proposte e prese di posizione che, però, spesso prescindono dai dati di
fatto e dagli atti che sono stati prodotti in questi anni.
È infatti opportuno ricordare che la paleo-superficie su cui
insistono migliaia di orme fossili di dinosauro risalenti al Cretacico è stata sottoposta
dal novembre del 2000 a
vincolo diretto (paleontologico) ed è stata acquisita, da tempo, al patrimonio
pubblico in quanto il Direttore del Ministero per i Beni Culturali, il 7
dicembre 2000, ha
dichiarato “le impronte di dinosauro … appartenenti allo Stato” disponendo
l’inserimento di tali beni nell’elenco dei Beni Demaniali.
Rimane di proprietà privata la sola cava, ossia la pietraia
circostante. L’elemento scandaloso sta tutto nel fatto che mai nessun ente
preposto (ministero, soprintendenza, amministrazione comunale e tutti gli altri
enti locali) ha pensato di far valere una normale, ovvia e banale servitù di
passaggio per l’accesso alla paleo-superficie, ossia a quello che è già
patrimonio pubblico, un bene demaniale.
Di più. Da anni si sottoscrivono convenzioni e protocolli di
intesa tra amministrazione comunale, soprintendenza e proprietà del sito [leggi
ad esempio qui un roboante comunicato stampa dell’amministrazione Stacca del 2
novembre 2005], che coinvolgono ingenti fondi pubblici da tempo spariti nel
nulla (diversi milioni di euro: ad esempio quelli dell’accordo di programma quadro
tra Stato e Regione del 2003). Ci chiediamo pure che fine abbia fatto il dimenticato
protocollo d’intesa tra amministrazione comunale e società proprietaria del
sito, che impegnava proprietà e Comune, ciascuno per la propria parte, ad
assicurare conservazione, valorizzazione e fruizione della cava [leggi
qui, in particolare l’articolo 5].
A distanza di dodici anni dalla scoperta, il nulla. Solo
propaganda e demagogia.
Ora, con un collaudato sistema che più volte abbiamo visto
all’opera e denunciato, si ripropone per la terza volta (a distanza di qualche
anno) la soluzione definitiva [leggi qui]: cessione della pietraia circostante la
paleo-superficie da parte dei proprietari privati, in cambio di ingenti volumi
edificatori in una precisa zona dell’abitato (un’area di circa 50.000 metri quadrati).
Così, in maniera brutale, senza valutare quanto veramente valga quella pietraia
con destinazione agricola.
Da parte nostra, dopo anni di insulse e dannose discussioni
in totale e spesso interessata libertà, dopo anni di intontimento collettivo e
occasioni perse, anni di accessi negati e passaggi fantasma, di intese firmate
e poi riposte nei cassetti, di abusi edilizi consentiti e di amministrazioni
cieche e sorde, di soluzioni proposte e dopo qualche anno smentite (dalla
società mista comune/privato all’esproprio), di inerzie e rimpalli di
responsabilità, facciamo chiaramente la nostra proposta:
- poiché dubitiamo che il Ministero per i beni e le attività culturali
riesca a recuperare le risorse necessarie per l’esproprio (nonostante le ottime
intenzioni recentemente espresse dal Soprintendente per i beni archeologici
della Puglia Antonio De Siena) e poiché in tutti questi anni l'amministrazione
comunale non ha posto in essere alcuna iniziativa (ma proprio nessuna!), sia la
Regione ad attivarsi ai sensi dell'art. 95, comma 2, del Decreto Legislativo 22
gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, in calce la
norma richiamata) per espropriare l'area, con l’avvertenza che:
- la paleo-superficie è già patrimonio pubblico e deve esserne
garantita servitù di accesso a fini di salvaguardia, studio scientifico e
promozione turistico-culturale;
- l’operazione avvenga in massima trasparenza, l’indennità di
esproprio sia giusta ed equa, anche senza denaro, ma con il riconoscimento di
diritti edificatori (sappiamo quanto le casse pubbliche siano in difficoltà!),
purché non ci siano illecite super-valutazioni o dannose operazioni
urbanistiche di dubbia utilità.
Una volta acquisita al patrimonio pubblico l’intera area, si
metta finalmente mano alla costituzione di una Fondazione (con Regione,
Provincia, Comune, Università), come da anni prospettiamo in linea con le
proposte avanzate negli anni scorsi dal compianto Onorevole Fabio Perinei,
animatore del Comitato cittadino per l'Uomo fossile e le orme dei dinosauri:
l'istituzione di un polo attrattivo di caratura internazionale, nel quale
racchiudere, oltre alla Valle dei Dinosauri e all’Uomo Fossile, le tante
preziosità storico-ambientali presenti nel nostro territorio.
Contiamo che la discussione sul futuro della cava dei
dinosauri prosegua su basi razionali, celeri e nell’interesse collettivo, così
da assicurare alla collettività la fruizione culturale, turistica ed economica di
un bene tanto prezioso.
Noi, come sempre, faremo la nostra parte.
Altamura, 5 settembre 2011

MOVIMENTO CITTADINO ARIA FRESCA
Sede: Claustro Michele Giannelli n. 81 (a ridosso di Piazza Municipio, al primo piano). Sito internet: www.altamura2001.com
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APPENDICE
Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni
culturali e del paesaggio)
Art. 95. Espropriazione di beni culturali
1. I beni culturali immobili e mobili possono essere
espropriati dal Ministero per causa di pubblica utilità, quando
l’espropriazione risponda ad un importante interesse a migliorare le condizioni
di tutela ai fini della fruizione pubblica dei beni medesimi.
2. Il Ministero può autorizzare, a richiesta, le regioni,
gli altri enti pubblici territoriali nonché ogni altro ente ed istituto
pubblico ad effettuare l’espropriazione di cui al comma 1. In tal caso dichiara la
pubblica utilità ai fini dell’esproprio e rimette gli atti all’ente interessato
per la prosecuzione del procedimento.
3. Il Ministero può anche disporre l’espropriazione a favore
di persone giuridiche private senza fine di lucro, curando direttamente il relativo
procedimento.
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Segnaliamo
l'iniziativa su cui il Circolo delle Formiche e noi tutti ci stiamo impegnando
da due mesi a questa parte.
Vi chiediamo, se
non l'avete già fatto, di leggere il testo (clicca sul titolo in alto o qui) e, se
interessati all'adesione, di comunicarci la vostra adesione, inviando una mail
con i dati personali essenziali (nome, indirizzo, telefono) e l'indicazione
della cifra che si è disponibili a versare al seguente indirizzo:
movariafresca(et)gmail.com.
L’attività non
distribuirà utili tra promotori e aderenti. Eventuali avanzi di gestione per
una parte saranno destinati a riconoscere un buono spesa agli aderenti che
abbiamo versato una quota iniziale di almeno 100 euro e per l'altra saranno
destinati ad attività di promozione dell'iniziativa, educazione ad un consumo
consapevole, difesa dei beni comuni, promozione delle produzioni locali. Tutti
gli aderenti (qualsiasi sia la misura del contributo versato) sono organizzati
in assemblea dei sostenitori dell'iniziativa, un organo appositamente creato
dal Circolo delle Formiche. Tale assemblea avrà compiti di indirizzo, verifica
dei risultati raggiunti con la gestione, promozione. Ogni tipo di
responsabilità, dal punto di vista giuridico (ad es., per le obbligazioni), è a
carico del Circolo. Chi aderisce non assume alcun obbligo, se non quello di
versare la quota iniziale. Un nuovo modello di organizzazione, basato sui
principi di rete, partecipazione, aggregazione orizzontale di base, utilità
comune senza profitto individualistico.
L'iniziativa sta
incontrando un grande riscontro, molti apprezzamenti e anche molte adesioni:
sinora, circa 200 persone hanno aderito all'iniziativa garantendo un contributo
economico. Abbiamo raccolto una somma significativa, ma ancora lontana
dall'obiettivo che ci eravamo prefissati.
Non indugiate,
l'obiettivo è alla portata, ma ancora da raggiungere. Se siete interessati o se
ritenete che quanto stiamo proponendo possa servire a stare meglio come
comunità, come persone, non indugiate, dateci un riscontro.
È il tempo in cui
ci si organizza dal basso. È il tempo della condivisione e della solidarietà. È
il tempo in cui ognuno è chiamato a fare la propria parte. È il tempo di
difendere beni comuni. È il tempo di affermare una prospettiva di progresso a
dimensione di uomo, che abbandoni logiche di pura speculazione imposte da
lobbie finanziarie che spingono per una crescita che consuma e distrugge (ambiente,
salute, popoli) senza creare progresso sociale civile e culturale, senza
sviluppare opportunità di lavoro, e che si preoccupa solo di agevolare
l’accumulazione dei vantaggi nelle mani di pochi.
Siamo impegnati in
questa originale iniziativa perché è coerente con quanto da anni siamo
impegnati a fare: affermare una nuova stagione dei BENI COMUNI, un NUOVO
UMANESIMO.
Al lavoro, dunque. Diamoci una mano. Spread the
Word.
Altamura, giugno/luglio 2011

MOVIMENTO CITTADINO ARIA FRESCA
Sede: Claustro Michele Giannelli n. 81 (a ridosso di Piazza Municipio, al primo piano). Sito internet: www.altamura2001.com
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FIRMA ANCHE TU CONTRO LA SUA CHIUSURA
[Foto AltamuraLive.it]
Il Campo Cagnazzi, glorioso impianto sportivo cittadino, rischia di essere chiuso.
Il 9 marzo scorso [leggi qui] il Comitato Regionale della Lega Nazionale Dilettanti ha comunicato all’amministrazione comunale che il Cagnazzi non potrà più ospitare gare di calcio di tornei ufficiali se non sarà adeguato con urgenti lavori di ristrutturazione. Infatti, a seguito di un sopralluogo effettuato a febbraio per verificare i requisiti di omologazione dell’impianto, sono state riscontrate pesanti deficienze, in particolare per quanto riguarda le condizioni strutturali degli spogliatoi. Le stesse manchevolezze che sportivi, frequentatori e il nostro Movimento denunciano, inascoltati, da anni. Da marzo ad oggi, l’amministrazione comunale non ha però mosso un dito per risolvere la situazione e il rischio estremamente concreto è che il Campo Cagnazzi possa essere chiuso a partire dalla prossima stagione sportiva.
A rischio il diritto dei nostri figli, ragazzi e atleti di ogni età, a praticare lo sport.
Centinaia di sportivi e appassionati saranno costretti a cercarsi un altro campo da gioco, probabilmente anche emigrando nelle città limitrofe. Inoltre migliaia di persone saranno private della possibilità di assistere gratuitamente a delle manifestazioni sportive. Per questi motivi, il Movimento cittadino Aria Fresca ha deciso di lanciare una raccolta firme per sollecitare l’amministrazione comunale:
-
ad intervenire immediatamente e con tempi certi per avviare i necessari lavori di ristrutturazione del Campo Cagnazzi;
-
impegnarsi, così come stabilisce il Piano Regolatore, al rispetto della vocazione pubblica e sportiva dell’area su cui sorge il Cagnazzi, fugando ogni possibilità di speculazione edilizia che porti alla distruzione dell’impianto e ulteriore cementificazione del quartiere. Il Campo Cagnazzi deve rimanere un’oasi di sport e socialità e solo su questo bisogna investire.
La tua firma per salvare il campo Cagnazzi.
Chiediamo la tua firma per salvare un pezzo di storia e cuore di Altamura, un luogo a cui sono legati ricordi, emozioni e passioni autentiche e che deve rimanere un polmone di vita e socialità alla portata di tutti.
Giù le mani dal Campo Cagnazzi.
ECCO IL LINK PER LA PETIZIONE ONLINE:
STAMPA MODULO E PETIZIONE E RACCOGLI LE FIRME:
Altamura, 13 giugno 2011

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Siamo alla vigilia di un appuntamento importante. Il
referendum del 12 e 13 giugno con i suoi quattro quesiti.
In diverse occasioni pubbliche [via radio, con i nostri volantoni,
tabelloni, manifesti (v. immagine), in consiglio comunale...] abbiamo
dichiarato di sentire come decisivo questo momento, come questo coinvolga
interessi e valori fondamentali, come questo ci impegni a partecipare al voto e
ad esprimere quattro Sì.
In discussione non sono quattro norme o leggi, ma beni
comuni: acqua, energia, giustizia, democrazia.
Beni di tutti, di nessuno in via
esclusiva, ma di ciascuno in via inclusiva [Erri De Luca: "Quando
un’assemblea vota la proprietà privata dell'acqua, sta facendo un’azione da
banditi; si sta spartendo un bottino che non è suo, che appartiene alla specie
umana, al mondo e alla vita."].
In discussione è la dimensione del nostro futuro, che è tale
se disponiamo di regole e tecnologie che creano opportunità senza distruggere,
distribuiscono piuttosto che concentrare la ricchezza.
I nostri Sì sono un semplice e giocoso atto di amore alla
vita [ascolta: Maurice Ravel, Jeux d'eau], convinti o illusi che si
perpetui oltre il corto orizzonte dei nostri limiti fisici e temporali.
Ecco, "siamo persone che tengono da conto le gocce"
[rinviamo ancora alla parola che com-muove di Erri De Luca].
Buon voto a tutti noi.
Altamura, 10 giugno 2011

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I CITTADINI NON CONTANO PROPRIO NULLA?
Quando si ha a che fare con rappresentanti politici che amano
muoversi nell’ombra, agire nell’opacità e temono la trasparenza, il confronto,
è bene tenere gli occhi sempre aperti per evitare che i diritti dei cittadini
vengano calpestati come se nulla fosse.
Grazie all’azione di verifica e controllo operata dal nostro
Movimento, abbiamo scoperto che l’Autorità di Gestione in materia di Rifiuti (ATO
Bari 4) - il consorzio, di cui il Comune di Altamura rappresentato dal sindaco
Stacca detiene la quota di maggioranza relativa essendo il centro più popoloso,
che riunisce i comuni dell’Alta Murgia e prende decisioni in merito alla gestione
del ciclo dei rifiuti – con il voto favorevole e decisivo del sindaco di
Altamura, lo scorso 15 aprile ha deciso che la famigerata “Astronave” di
Mellitto – l’ecomostro lungo la statale 96 contro cui fin dal 2001 ci siamo battuti
[leggi qui l'ultima
nostra nota; per un Foglio interamente dedicato clicca qui] e che
sarebbe diventato il più grande impianto di (finto) compostaggio d’Europa se
non fosse stato posto sotto sequestro dalla Procura di Bari e poi, dopo le
condanne, confiscato al patrimonio pubblico, perché completamente illegale – deve
ospitare ben due impianti per il trattamento dei rifiuti: un impianto di
compostaggio per il trattamento della frazione umida e un centro di trattamento
e stoccaggio della frazione secca derivante dalla raccolta differenziata [leggi qui la deliberazione in versione integrale (n.b.: le pagine vanno a ritroso)].
Sì, avete letto bene: montagne di rifiuti a pochi passi dai
confini del Parco nazionale dell’Alta Murgia, in un luogo che è Zona di
Protezione Speciale e Sito di Interesse Comunitario. Per giunta, sebbene
amministrativamente nel territorio di Grumo, a pochissimi chilometri da
Altamura che per oltre venti anni ha ospitato la discarica al servizio di tutti
i comuni della zona.
Come se nulla fosse, senza uno straccio di informazione ai
cittadini, si decide sulla loro pelle cosa fare, impegnando il futuro di un
intero territorio. Questa sarebbe la trasparenza amministrativa di cui
l’amministrazione Stacca si riempie la bocca non appena ne ha l’occasione?
E mentre mancano pochi mesi alla scadenza del costoso e
scandaloso contratto per la raccolta e smaltimento dei rifiuti senza che
l’amministrazione comunale abbia avviato alcuna discussione pubblica su un tema
così delicato, zitti zitti decidono di trasformare l’enorme impianto – di cui
per lunghissimo tempo si è discusso in Città, oggetto di violente polemiche e
campagne elettorali, infine dichiarato abusivo e confiscato - nei centri di raccolta,
trattamento, stoccaggio e trasformazione della frazione umida e secca dei
rifiuti dell’intera Murgia, senza uno straccio di informazione ai cittadini e
senza neppure chiarire chi e come dovrebbe gestirlo. Anzi, dalla deliberazione
adottata, si capisce che la sua gestione non sarà pubblica, ma sarà affidata ai
privati.
Insomma, dopo essere stato confiscato ad un imprenditore privato, perché abusivo
e illegale in quanto in una zona di pregio ambientale, ora questi signori che
amministrano i Comuni della Murgia, con a capo il sindaco Stacca, lo vogliono
ridare nelle mani dei privati per rifare la stessa cosa, anzi per fare quella
ed altro ancora.
Sindaco ci dica: siamo cittadini o sudditi? Chiediamo con
urgenza una convocazione del consiglio comunale.
Altamura, 3 giugno 2011

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Pesanti le valutazioni sull'operato dell'amministrazione
comunale.
Sindaco, e ora? Proprio nulla da dire?
Alcuni dei passaggi di Zaccaria nella lettera di dimissioni
indirizzata al sindaco e alla Giunta:
«Nell'ultimo periodo ho sentito venire meno la forza
propositiva, l'afflato di solidarietà nella maggioranza, e cosa più grave la
voglia di cambiare in meglio la città».
«Mi dimetto [...] conoscendo la mia intolleranza verso il lassismo e la "politica di
bottega", e non potendo più tollerare l'empasse amministrativa voluta da
coloro che preferiscono assumere atteggiamenti parassitari».
«Non do la colpa nessuno, ma a tutti, che [...] non
percepiscono i doveri derivanti dall'essere i rappresentanti della nostra
città».
E' chiaro, ormai. Questa stagione amministrativa è finita. Quando scriviamo "è finita", non intendiamo, ora,
oggi. Intendiamo: non ha da dire e da esprimere più nulla. Se mai lo abbia
fatto in questi sei anni.
E' pura gestione del potere. Conservazione di privilegi.
Affanni individualistici. Elargizione di contributi e prebende. Nulla che vada
oltre il corto orizzonte degli egoismi e delle ambizioni personali.
Organizziamo l'alternativa. Ridiamoci una speranza.
Altamura, 1° giugno 2011

MOVIMENTO CITTADINO ARIA FRESCA
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Scritto da altamura2001
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Il 5 aprile avevamo segnalato, con tanto di foto [leggi
qui nella nostra pagina Facebook] lo sconcio degli approssimativi lavori in
Piazza Don Minzoni (meglio conosciuta come Piazza Foggiali). Basole posizionate
male, con fughe assolutamente inadeguate, impermeabilizzazione scadente,
l’incredibile creazione di stalli di parcheggio in pieno centro storico e a
danno di un luogo di pregio della memoria cittadina.
Ecco degli esempi:
Una situazione oggettivamente incresciosa, che il sindaco
Stacca aveva bollato come l’ennesima speculazione politica, l’ennesima protesta
senza senso dei cittadini altamurani che nulla capiscono di estetica e tecnica
dei lavori pubblici. Queste le testuali parole usate dal primo cittadino: «Si
sta facendo “molto rumore per nulla”. Non è una novità. E’ già accaduto altre volte…
si fanno polemiche durante i lavori, poi, valutando il risultato finale,
nessuno parla più … Pertanto l’invito a tutti coloro che d’un tratto diventano
“direttori dei lavori” è di acquisire prima le corrette informazioni e poi fare
le proprie valutazioni, onde evitare di creare intralcio al prosieguo del
lavoro del Comune e di evitare a se stessi delle brutte figure dando una
visione sbagliata di ciò che è in corso» [qui la nota
completa dello Stacca pensiero].
Lo stesso sindaco, però, è stato clamorosamente sbugiardato
dalla sua stessa amministrazione. Infatti, con determinazione del dirigente del
settore Lavori Pubblici del 12 maggio 2011 [leggi qui], gli uffici tecnici comunali hanno
approvato una perizia di variante per i lavori di Piazza Don Minzoni. Con
ulteriore esborso di soldi pubblici (un bel +20%, pari a 6.400 euro in più che
le tasche dei cittadini pagheranno), indovinate dove si interverrà? Proprio
sulla sistemazione delle basole (così come vuole la stessa Soprintendenza per i
Beni Architettonici) e sulle cause di infiltrazione di acqua!
Sindaco Stacca, non pensa che delle scuse alla cittadinanza
siano doverose?
Altamura, 26 maggio 2011

MOVIMENTO CITTADINO ARIA FRESCA
Sede: Claustro Michele Giannelli n. 81 (a ridosso di Piazza Municipio, al primo piano). Sito internet: www.altamura2001.com
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Mercoledì 18 maggio, alle ore 11, è convocata la commissione
elettorale comunale – composta da tre membri della maggioranza (compreso il
sindaco) e un consigliere delle opposizioni – presso il Comune, in seduta
pubblica, per procedere alla nomina degli scrutatori che saranno impegnati
presso i seggi di voto per i referendum popolari di domenica 12 giugno e lunedì
13 giugno 2011.
Come abbiamo già fatto nei precedenti appuntamenti
elettorali (e riuscendoci solo nell’ultima competizione), torniamo a chiedere
che si proceda non alla nomina diretta degli scrutatori, ma al loro sorteggio
tra le migliaia di nominativi di cittadini elettori che hanno negli anni
comunicato la loro disponibilità a svolgere tale compito.
Un metodo trasparente e oggettivo per la scelta degli
scrutatori, per evitare che questa si trasformi in un’occasione di spartizioni
e clientelismi con soldi pubblici e per funzioni pubbliche.
Confidiamo in un minimo di sensibilità istituzionale da
parte della maggioranza di centro-destra e del sindaco Stacca, ossia di coloro
che – essendo appunto maggioranza anche nella commissione elettorale –
risultano determinanti nell’individuazione delle modalità di nomina degli
scrutatori per un appuntamento importante, come il voto ai referendum del 12 e
13 giugno, a cui ci auguriamo gli elettori altamurani non vorranno mancare
considerata la delicatezza dei temi in discussione.
Altamura, 16 maggio 2011

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Nelle scorse settimane, eravamo tornati a segnalare, con
tanto di foto, le condizioni fatiscenti dello stadio “Tonino D’Angelo” [leggi qui]. In
seguito alla nostra sollecitazione (l’ennesima, seguita anche da una
interpellanza del nostro consigliere comunale Enzo Colonna al sindaco, leggi
qui), l’amministrazione comunale ha deciso di mettere in cantiere dei
lavori di ristrutturazione dello stadio per un importo di circa 250mila euro [leggi qui].
Sulla procedura seguita per assegnare l’appalto abbiamo
subito espresso perplessità anche in una recente conferenza pubblica (ma la
questione degli appalti comunali è particolarmente delicata, tanto da averci
indotto, insieme a tutti i partiti e consiglieri comunali di opposizione, a
presentare nei giorni scorsi una dettagliata segnalazione all’Autorità per la
Vigilanza sui Contratti Pubblici su alcune situazioni particolarmente anomale).
Allo stesso tempo, però, abbiamo preso atto che le azioni di denuncia e
sollecitazione da noi proposte avevano sortito l’effetto sperato.
Come sempre facciamo, anche in questo caso siamo andati ad
approfondire la questione dei lavori al “D’Angelo”, volendoci vedere chiaro
sulla “manutenzione straordinaria” decisa dall’amministrazione comunale, così
da rendere noto ai cittadini di quali e quanti interventi si trattasse
(informazioni che dovrebbe puntualmente fornire la stessa amministrazione, che
invece spesso sceglie il silenzio). Abbiamo così scoperto che non c’è traccia:
- di azioni volte al recupero dello stato di avanzato degrado
del cemento armato, che lascia scoperta in più punti la struttura in acciaio;
-
- di interventi sulla copertura della tribuna coperta, in più
parti invasa dalla ruggine;
- del recupero dei vecchi spogliatoi sul lato della gradinata,
attualmente in stato di abbandono;
- del rifacimento del tunnel che conduce dagli spogliatoi al
terreno di gioco, in più parti lacerato.
Ecco le prove fotografiche di quanto affermiamo.
Qui l'elenco dei lavori programmati dall’amministrazione comunale:
Qui lo stato attuale dello stadio “D’Angelo”:
Insomma, a che gioco giochiamo?
Perché non pensare ad interventi completi e realmente
risolutivi della situazione di degrado della più importante struttura sportiva
cittadina invece di appaltare lavori parziali?
O già si profila - come capita sempre più di frequente negli
appalti di questo Comune - la "necessità" di fare perizie di variante
e disporre ulteriori lavori non previsti, senza bando di gara, così da far
lievitare l'ammontare iniziale dell'appalto (ora aggiudicato per circa 180mila
euro) a somme molto più consistenti?
Altamura, 14 maggio 2011

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L’operazione effettuata oggi dai Carabinieri nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari rappresenta un significativo risultato dell’intenso, difficile e lungo lavoro di valorosi magistrati inquirenti e di forze dell’ordine. A loro rivolgiamo il nostro ‘grazie’.
Per quanto ci riguarda, in questi anni, abbiamo già tutto detto e scritto e non abbiamo da aggiungere se non brevi considerazioni. I risultati di oggi, e quelli ulteriori che speriamo possano ancora arrivare, confermano appieno le preoccupazioni, ragioni, sollecitazioni, denunce pubbliche, che in questi anni abbiamo ripetutamente esternato.
Lo ripetiamo ancora: siamo di fronte ad una battaglia per la legalità e non tanto per la sicurezza, che della prima è una variabile dipendente. Perché c’è strage di uomini dove c’è strage di legalità e di verità.
Riteniamo che non si possa voltare lo sguardo e che la violenta arroganza criminale imponga una reazione prima di tutto civile. Una reazione che parta dal basso e riguardi tutti, singoli cittadini e autorità locali.
La fiduciosa partecipazione del cittadino nelle istituzioni va coerentemente coltivata attivando e promuovendo VERA TRASPARENZA e CULTURA DELLE REGOLE nell’attività amministrativa, nella gestione del denaro e degli appalti pubblici, nell’attività politica in senso più generale.
Tocca perciò alla politica ed alle istituzioni locali ascoltare, non fare finta di nulla e reagire con le armi della legalità, della trasparenza, della partecipazione, dell'impegno, del lavoro quotidiano, della denuncia, della solidarietà, della leale e fiduciosa collaborazione con le istituzioni preposte alla giustizia e alla sicurezza collettiva.
Per quanto ci riguarda, rinnoviamo il sostegno nostro e di migliaia di onesti cittadini altamurani all'azione dei magistrati e delle forze dell’ordine.
Altamura, 10 maggio 2011

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La mancanza di una sala per il commiato ai defunti, l’estumulazione
forzata dai vecchi loculi, servizi e attrezzature non a norma.
Il luogo per eccellenza in cui dovrebbe regnare la serenità,
il decoro, il rispetto del dolore e il ricordo composto dei propri cari, è da
tempo diventato tutt’altro. Ci riferiamo al cimitero comunale, che vive in uno
stato di incuria, abbandono e cattiva gestione intollerabile.
Conosciamo e denunciamo da anni le difficoltà che incontrano
gli altamurani a causa delle scelte di un’amministrazione comunale attenta solo
agli interessi di pochi. Purtroppo dobbiamo registrare che, assieme ai vivi,
nemmeno per i morti c’è pace nella nostra Città.
Il cimitero letteralmente scoppia, con una mancanza di
loculi e spazi per l’inumazione che costringe i cittadini a penose
peregrinazioni negli uffici comunali per reperire uno spazio in cui sistemare i
propri cari. A ciò si aggiunge il maldestro tentativo dell’amministrazione
comunale di tamponare il problema e liberare posti, obbligando all’estumulazione
forzata dai loculi concessi 35 anni addietro e al successivo seppellimento in
tombe a terra dei corpi che non hanno completato il processo di
mineralizzazione. Ovviamente con costi a carico dei mortificati parenti che
assistono anche a scene raccapriccianti.
Suscita seria preoccupazione lo stato in cui versano i
vecchi loculi, che, una volta liberati in via coatta, vengono rapidamente
assegnati per nuove tumulazioni. Ci riferiamo alla loro fatiscenza e
soprattutto alla pericolosità di scale mobili malferme e ben al di sotto della
soglia minima di sicurezza, a cui è necessario far ricorso per avvicinarsi ai loculi
posti in alto, della quarta e quinta fila.
Particolarmente penosa, poi, è la totale assenza nel
cimitero di una sala, un luogo, in cui sia possibile salutare i propri cari e
ricevere il conforto di parenti e amici senza essere costretti a farlo in mezzo
ai vialetti, esposti alle intemperie e senza alcuna possibilità di riservatezza
e decoro. Uno spazio utilizzabile anche per esequie civili o per il commiato di
defunti di credi religiosi diversi da quello cattolico, come avviene in
moltissimi centri, anche ben più piccoli di Altamura.
Insomma, in che città viviamo se pure una tappa scontata e naturale
per eccellenza come la morte diventa un’emergenza? Che amministrazione è quella
che riesce a complicare anche da morti la vita dei propri cittadini?
A questi disattenti amministratori chiediamo poche e chiare
risposte:
- con appalti trasparenti, procedano rapidamente alla realizzazione di
nuovi loculi,
- mettano a norma le attrezzature a servizio del vecchio cimitero
prima che qualcuno si faccia male sul serio,
- allestiscano uno spazio per un
saluto decoroso ai defunti.
Basta un minimo di buona volontà: il rispetto
dovuto a vivi e morti la impone.
Altamura, 26 aprile 2011

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Scritto da altamura2001
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I timori che molti, noi compresi [leggi ad esempio qui], avevano a più riprese esternato a riguardo delle condizioni fatiscenti del Campo Cagnazzi sono diventati realtà.
Con una comunicazione ufficiale del 9 marzo scorso indirizzata al sindaco Stacca [clicca qui per visionare la nota], il Comitato Regionale della Lega Nazionale Dilettanti ha fatto presente che il Campo Cagnazzi non potrà più ospitare gare di calcio di tornei ufficiali se non sarà adeguato entro 60 giorni con urgenti lavori di ristrutturazione. Infatti, a seguito di un sopralluogo effettuato a febbraio per verificare i requisiti di omologazione dell’impianto, sono state riscontrate pesanti deficienze. Le stesse manchevolezze che sportivi, frequentatori e il nostro Movimento denunciano, inascoltati, da anni [leggi qui la nostra ultima interpellanza in merito, che segue una analoga del febbraio 2009].
In particolare, gli ispettori della Lega Nazionale Dilettanti hanno fatto notare che:
-
lo spazio tra le linee del rettangolo di gioco e le recinzioni è in più punti troppo esiguo, con potenziale pericolo per l’incolumità degli sportivi;
-
le stesse recinzioni sono più basse dei limiti imposti dai regolamenti sul lato prospiciente la gradinata;
-
manca una rampa carrabile lungo il cancello di Via Petrarca che sia percorribile dai mezzi di soccorso [leggi qui per saperne di più sulla tragedia sfiorata nel 2008 in seguito al grave infortunio occorso ad un giovane calciatore];
-
gli spogliatoi sono, testualmente, in «condizioni di degrado […] estremamente indecenti» e presentano scarse condizioni di sicurezza («impianto idrico ed elettrico a vista privi di tubi camicia di isolamento, interruttori di facile accesso e non adeguatamente protetti, scala interna realizzata con gradini di pietra tipo chianca molto scivolosi»).
Dalle informazioni in nostro possesso, ci risulta che gli uffici comunali si siano attivati per risolvere i problemi relativi alla distanza regolamentare tra recinzioni e terreno di gioco e alla costruzione della rampa di accesso per le ambulanze. Tutto tace, invece, per l’adeguamento degli spogliatoi e la sostituzione delle recinzioni fuori norma.
Ci auguriamo che il sindaco e la sua squadra diano prontamente disposizioni per ristrutturare definitivamente il Campo Cagnazzi secondo quanto richiesto dalla Lega Calcio. Bisogna fare prestissimo, altrimenti l’impianto non potrà essere più utilizzato a partire dall’8 maggio. In un contesto già al collasso, centinaia di atleti e diverse società sportive rischiano seriamente di dover interrompere la pratica agonistica.
Altamura, 16 aprile 2011

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Altro che riqualificazione e apertura del giardino al pubblico
Ieri, leggendo la replica ufficiale del sindaco Stacca alle proteste dei cittadini riguardanti i discutibili e malfatti lavori di ristrutturazione di Piazza Foggiali [leggi qui], siamo saltati sulla sedia. Passi per l’uso del sito istituzionale del Comune per le sue repliche (noi non ci abitueremo mai a certo malcostume ma non è la prima volta che accade). Il primo cittadino, però, per giustificare l’intervento dell’amministrazione (altri parcheggi inutili nel centro storico, con chianche divelte e male posizionate, basole posticce, ecc.) si arrischia ad affermare che: «Sui lavori in piazza Don Minzoni si sta facendo “molto rumore per nulla”. Non è una novità. É già accaduto altre volte, faccio un esempio: gli interventi del giardino della scuola “IV Novembre”».
E allora parliamone, caro sindaco, della scuola IV Novembre e di come si sperpera il denaro quando proviene dalle tasse pagate dai cittadini e non dalle proprie tasche. Ecco, questi erano gli obiettivi dei lavori che hanno causato il taglio dei lecci prospicienti la scuola e che stavano lì da decenni [leggi qui la nota integrale del 19 giugno 2007]:
OBIETTIVI
Il progetto per la riqualificazione del giardino antistante la scuola IV Novembre è stato realizzato dal VII Settore Lavori Pubblici del Comune. Scopo del progetto è quello di rendere l’area fruibile al cittadino, riqualificandola e valorizzandola, senza comprometterne l’utilizzo per le attività scolastiche, e dotare la città di un ulteriore spazio a verde, vista la carenza di questi ultimi all’interno della cerchia urbana, dando un servizio più idoneo allo svolgimento delle attività sociali.
Questo è quanto lei e i suoi collaboratori dicevate per giustificare i lavori: RENDERE FRUIBILE AL CITTADINO IL GIARDINO, dicevate, a noi che avanzavamo obiezioni su un'eventualità del genere [leggi qui cosa scrivevamo fin dal giugno 2007].
Ed ora? Siccome dal sindaco non ci arriverà alcuna risposta, lanciamo un sondaggio pubblico: chi abbia mai visto aperta in questi quasi quattro anni l’ampia cancellata realizzata nel giardino antistante la scuola IV Novembre è pregato di contattarci. A noi non risulta che sia mai stata aperta.
Altamura, 15 aprile 2011

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In una delle sue recenti repliche [leggi qui] pubblicate nel sito istituzionale del Comune, utilizzato per sfoghi e polemiche politiche e personali, il sindaco inventa una nuova figura retorica ("illazioni politiche") e si lamenta dei fatti riportati nel nostro ultimo volantone [disponibile qui]. In particolare, il primo cittadino rassicura che tutto è a posto per quanto riguarda l'operato della sua amministrazione in merito ad alcuni appalti pubblici (lavori di ristrutturazione del complesso di Santa Croce e servizi di gestione dei centri anziani).
Un consiglio: non si sbilanci con le rassicurazioni ("operato in base alle norme"). Temiamo che qualcosa non sia andato affatto per il verso imposto dalla disciplina sugli appalti. La pressocché nulla partecipazione ne è la conferma.
Prima che a pagare sia l'intera collettività, con perdita di finanziamenti e con contenziosi, si rivedano le procedure. Lo impone una gestione realmente attenta e lungimirante della cosa pubblica.
Altamura, 12 aprile 2011

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ATTENDIAMO ANCORA UNA VERIFICA SU CIÒ CHE È STATO SMALTITO
Sono passati oltre cinque mesi da quando la Provincia di
Bari comunicò al Comune di Altamura che a breve sarebbe iniziata la messa in
sicurezza della discarica di Via Laterza, che per oltre venti anni ha raccolto
i rifiuti dei centri dell’Alta Murgia (e non solo, purtroppo).
Gli interventi che si prospettavano erano volti alla messa
in sicurezza del sito. Una procedura complessa e rigidamente disciplinata dal
Decreto Legislativo n. 36 del 2003 [leggi
qui, in particolare l’articolo 13]. Infatti, devono essere rispettati una
serie di passaggi. Tra questi, ricordiamo in particolare il puntuale controllo dell’impatto
ambientale della discarica tramite analisi del biogas, del percolato e delle
acque di falda sottostanti. Il gestore della discarica, ossia la Tradeco, deve
anche presentare una relazione completa di tutte le informazioni sui risultati
della gestione della discarica e sui programmi di controllo e sorveglianza,
nonché dei dati e delle informazioni relative ai controlli effettuati.
Per scongiurare ogni allarme e offrire massima trasparenza
ai cittadini, chiedemmo già a novembre al sindaco Stacca [leggi qui] di
mettere a disposizione di tutti i cittadini, pubblicandoli sul sito internet
comunale, tali relazioni e analisi e di informare passo dopo passo sulle
attività di messa in sicurezza che saranno effettuate.
Inoltre - come votato dal consiglio comunale un paio di anni
fa, come sollecitato da alcune di migliaia di cittadini altamurani con una
petizione e, in più occasioni, dal nostro Movimento [anche attraverso il nostro
consigliere comunale Enzo Colonna: v. qui, ad esempio, un
intervento video di un anno e mezzo fa, a partire da 10’01”] - ritenemmo
fondamentale ribadire che l’amministrazione dovesse procedere preliminarmente ad
una verifica su quanto fosse stato smaltito in discarica negli oltre venti anni
di esercizio, affidando ad un organismo autorevole e imparziale l’incarico di
effettuare analisi e carotaggi per accertare se i rifiuti depositati nella
discarica sono rispondenti a quanto risulta dai documenti ufficiali.
Solo dopo
tali passi e se ogni potenziale pericolo sarà scongiurato, si dovrà procedere a
seppellire la discarica sotto una coltre di terra, non prima.
La nostra posizione fu fatta propria dall’intero consiglio
comunale che, il 14 gennaio, votò all’unanimità un ordine del giorno [leggi
qui] che, tra le altre cose, chiedeva esplicitamente di «procedere ad
ulteriori attività di accertamento indagine e verifica attraverso metodologie
di analisi che rilevino i valori di concentrazione limite per eventuali
sostanze inquinanti presenti nel suolo e sottosuolo e nelle acque sotterranee».
Da allora, tutto tace e non un segnale è giunto
dall’amministrazione comunale, che pure è stata investita del problema.
Da parte nostra, torniamo a chiedere con forza e urgenza che
venga fatta luce su quanto scaricato in discarica in questi decenni. La verità
non può essere seppellita sotto uno strato di terra!
Altamura, 11 aprile 2011

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Lo avevamo anticipato qualche giorno fa [leggi qui], ma questa
volta Stacca e la sua squadra si sono superati. La Tarsu aumenta di ben il 25%
in un colpo solo (leggi qui la deliberazione della giunta comunale n. 33 del 29 marzo 2011, che però - come abbiamo potuto verificare di persona con gli uffici comunali - contiene errori di calcolo che saranno presto corretti). Mai avvenuto in passato. Un ulteriore e pesante aggravio
sulle famiglie altamurane in un periodo di crisi economica e di difficoltà
lavorativa. Mentre continua lo sperpero di soldi pubblici in contributi ed
elargizioni senza senso, in opere pubbliche incomplete e abbandonate.
Uno scandalo ancor più evidente se si considera che durante i
sei anni dell’amministrazione Stacca la tassa sui rifiuti è quasi raddoppiata
(+94%). Eppure una soluzione al problema c’era, come diciamo, inascoltati, da
anni [tra le nostre
numerose sollecitazioni, leggi ad esempio qui un comunicato del settembre
2008]: sarebbe bastato sciogliere il contratto capestro che lega il Comune alla
Tradeco per evitare il salasso dei cittadini. Ma Stacca e i suoi, in questi
anni, non hanno voluto mettere rimedio ad uno scandaloso contratto; si è
alimentato invece il solito contenzioso, per poi arrivare a settembre scorso
all’ennesima transazione che ha riconosciuto alla Tradeco un milione di euro
all’anno, a partire dal 2008, per il solo trasporto dei rifiuti fuori bacino [leggi qui].
Ci sembra infine particolarmente grave che a pochi mesi
dalla scadenza (gennaio 2012) del contratto di raccolta e smaltimento rifiuti, non
si è ancora avviata una discussione pubblica e trasparente su quella che sarà
la futura gestione del servizio (gestione comunale o affidata ai privati). Eppure
da parte nostra più volte sono venute proposte concrete (tecniche di riduzione
della produzione di rifiuti, incentivi fiscali alla raccolta differenziata, raccolta
porta a porta, calcolo della tassa non solo sulla base della superficie ma
anche del numero di persone residenti).
Altamura, 5 aprile 2011

MOVIMENTO CITTADINO ARIA FRESCA
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