Anche quest’anno vige la legge della giungla nel posizionamento di tavolini, sedie, gazebo, banconi commerciali… a danno dei più deboli!
I PIRATI DEGLI SPAZI PUBBLICI
Passano gli anni ma il malcostume non muta. Anche questa estate i cittadini altamurani sono costretti ad assistere ad uno scriteriato, sregolato ed indecoroso far west nell’occupazione del suolo pubblico da parte di tavolini, sedie, gazebo, poltrone, banconi di esercizi commerciali. Strade, marciapiedi, piazze, slarghi, occupati in maniera così capillare da impedire in alcuni casi il passaggio di pedoni, di genitori con passeggini, anziani, di cittadini portatori di handicap e anche dei mezzi di soccorso. Una giungla senza regole, in cui il più forte alza la voce e si appropria di spazi pubblici senza badare alla sicurezza, al decoro e alla decenza.
Nessuno ha nulla da obiettare sul fatto che gli operatori commerciali possano utilizzare porzioni di aree pubbliche antistanti il proprio esercizio commerciale. Ciò che non è tollerabile è che tutto avvenga nella totale anarchia, senza regole di decoro, estetica e sobrietà nell’utilizzo di uno spazio pubblico e soprattutto senza che vengano garantiti gli elementari diritti dei passanti, soprattutto di quelli con difficoltà di deambulazione e movimento (disabili con sedie a rotelle, anziani, donne con carrozzini).
Il sindaco ed i suoi dirigenti se ne infischiano: ancora una volta, gli interessi, pure legittimi, di pochissimi soggetti hanno la meglio sui diritti di un’intera comunità. Eppure il nostro Movimento, con il consigliere Enzo Colonna, già un anno fa denunciò il fenomeno [clicca qui per leggere] e anche quest’anno ha riproposto la questione con un’interrogazione urgente per il consiglio del 14 luglio [clicca qui per leggere il testo della richiesta di chiarimenti inoltrata in via d'urgenza al sindaco]. Di quali altre sollecitazioni ha bisogno il sindaco per fare qualcosa? Non bastano le eloquenti foto che qui proponiamo (in questo caso, ma è solo uno dei tanti, la strada occupata è a ridosso di una chiesa del centro storico)?
Variando Pietro Nenni ("Da oggi siamo tutti più liberi") il governo ieri ci ha dichiarati tutti più sicuri. Da ieri, siamo tutti più insicuri, più ipocriti e più cattivi. Più insicuri e ipocriti, perché viviamo di rendita sulla fatica umile e spesso umiliata degli altri.
Infermieri e domestiche e badanti di vecchi e bambini, quello che abbiamo di più prezioso (e di prostitute, addette ad altre cure corporali), e lavoratori primatisti di morti bianche, e li chiamiamo delinquenti e li additiamo alla paura.
Ci sono centinaia di migliaia di persone che aspettano la regolarizzazione secondo il capriccio dei decreti flussi, e intanto sul loro lavoro si regge la nostra vita quotidiana, e basta consultare le loro pratiche di questura per saperne tutto, nome cognome luogo di impiego e residenza, nome e indirizzo di chi li impiega.
La legge, vi obietterà qualcuno, vuole colpire gli ingressi, non chi c'è già: non è vero. La legge vuole e può colpire nel mucchio. È una legge incostituzionale, non solo contro la Costituzione italiana, ma contro ogni concezione dei diritti umani, e punisce una condizione di nascita - l'essere straniero - invece che la commissione di un reato. Dichiara reato quella condizione anagrafica. Ci si può sentire più sicuri quando si condanna a spaventarsi e nascondersi una parte così ingente e innocente di nostri coabitanti? Quando persone di nascita straniera temano a presentarsi a un ospedale, a far registrare una nascita, a frequentare un servizio sociale, o anche a rivolgersi, le vittime della tratta, ad associazioni volontarie e istituzionali (forze di polizia comprese) impegnate a offrir loro un sostegno. Quando gli stranieri temano, come avviene già, mi racconta una benemerita visitatrice di carceri, Rita Bernardini, di andare al colloquio con un famigliare detenuto, per paura di essere denunciato? Lo strappo che gli obblighi della legge e i suoi compiaciuti effetti psicologici e propagandistici provoca nella trama della vita quotidiana non farà che accrescere la clandestinità, questa sì lucrosa e criminale, di tutti i rapporti sociali delle persone straniere. È anche una legge razzista?
Si gioca troppo con le parole, mentre i fatti corrono. Le razze non esistono, i razzisti sì. Questa legge prende a pretesto i matrimoni di convenienza per ostacolare fino alla persecuzione i matrimoni misti, ostacola maniacalmente l'unità delle famiglie, fissa per gli stranieri senza permesso di soggiorno una pena pecuniaria grottesca per la sua irrealtà - da 5 a 10 mila euro, e giù risate - e in capo al paradosso si affaccia, come sempre, il carcere. Carcere fino a tre anni per chi affitti una stanza a un irregolare: be', dovremo vedere grandiose retate. Galera ripristinata - bazzecole, tre anni - a chi oltraggi un pubblico ufficiale: la più tipicamente fascista e arbitraria delle imputazioni. Quanto alle galere per chi non abbia commesso alcun reato, salvo metter piede sul suolo italiano, ora che si chiamano deliziosamente Centri di identificazione e di espulsione, ci si può restare sei mesi! Sei mesi, per aver messo piede.
Delle ronde, si è detto fin troppo: e dopo aver detto tanto, sono tornate tali e quali come nella primitiva ambizione, squadre aperte a ogni futuro, salvo il provvisorio pudore di negar loro non la gagliarda partecipazione di ammiratori del nazismo, ma la divisa e i distintivi.
Tutto questo è successo. Ogni dettaglio di questo furore repressivo è stato sconfessato e accantonato nei mesi scorsi, spesso per impulso di gruppi e personalità della stessa maggioranza, e gli articoli di legge sono stati ripetutamente battuti nello stesso attuale Parlamento introvabile. È bastato aspettare, rimettere insieme tutto, e nelle versioni più oltranziste, imporre il voto di fiducia - una sequela frenetica di voti di fiducia - e trionfare. Un tripudio di cravatte verdi, ministeriali e no, con l'aggiunta di qualche ex fascista berlusconizzato. (Perché non è vero che il berlusconismo si sia andato fascistizzando: è vero che il fascismo si è andato berlusconizzando). La morale politica è chiara. Il governo Berlusconi era già messo sotto dalla Lega ("doganato": si può dire così? Doganato dalla Lega). Ora un presidente del Consiglio provato da notti bianche e cene domestiche è un mero ratificatore del programma leghista. Ma la Chiesa cattolica, si obietterà, ha ripetuto ancora ieri il suo ripudio scandalizzato del reato di clandestinità e la sua diffidenza per le ronde e in genere lo spirito brutale che anima una tal idea della sicurezza. Appunto. Berlusconi è politicamente ricattabile, ma non da tutti allo stesso modo. Dalla Lega sì, dalle commissioni pontificie no, perlomeno non da quelle che si ricordano che il cristiano è uno straniero.
Un ultimo dettaglio: le carceri. Mai nella storia del nostro Stato si era sfiorato il numero attuale di detenuti: 64 mila. Dormono per terra, da svegli stanno ammucchiati. La legge riempirà a dismisura i loro cubicoli. Gli esperti hanno levato invano la loro voce: "Le carceri scoppiano, c'è da temere il ritorno della violenza, un'estate di rivolte". Può darsi. Ma non dovrebbe essere lo spauracchio delle rivolte, che non vengono, perché nemmeno di rivolte l'umanità schiacciata delle galere è oggi capace, a far allarmare e vergognare: bensì la domanda su quel loro giacere gli uni sugli altri, stranieri gli uni agli altri.
La domanda se questi siano uomini.
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FIRMA CONTRO IL TESTO DI LEGGE C.D. SICUREZZA, CONTRO IL RITORNO DELLE LEGGI RAZZIALI IN EUROPA. UN APPELLO LANCIATO DALLE PAGINE DELLA RIVISTA MICROMEGA: CLICCA QUI. ADERISCI DA QUI SU FACEBOOK. DI SEGUITO IL TESTO DELL'APPELLO:
ALLA CULTURA DEMOCRATICA EUROPEA E AI GIORNALI CHE LA ESPRIMONO
Le cose accadute in Italia hanno sempre avuto, nel bene e nel male, una straordinaria influenza sulla intera società europea, dal Rinascimento italiano al fascismo.
Non sempre sono state però conosciute in tempo.
In questo momento c’è una grande attenzione sui giornali europei per alcuni aspetti della crisi che sta investendo il nostro paese, riteniamo, però, un dovere di quanti viviamo in Italia richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica europea su altri aspetti rimasti oscuri. Si tratta di alcuni passaggi della politica e della legislazione italiana che, se non si riuscirà ad impedire, rischiano di sfigurare il volto dell’Europa e di far arretrare la causa dei diritti umani nel mondo intero.
Il governo Berlusconi, agitando il pretesto della sicurezza, ha imposto al Parlamento, di cui ha il pieno controllo, l’adozione di norme discriminatorie nei confronti degli immigrati, quali in Europa non si vedevano dai tempi delle leggi razziali.
È stato sostituito il soggetto passivo della discriminazione, non più gli ebrei bensì la popolazione degli immigrati irregolari, che conta centinaia di migliaia di persone; ma non sono stati cambiati gli istituti previsti dalle leggi razziali, come il divieto dei matrimoni misti.
Con tale divieto si impedisce, in ragione della nazionalità, l’esercizio di un diritto fondamentale quale è quello di contrarre matrimonio senza vincoli di etnia o di religione; diritto fondamentale che in tal modo viene sottratto non solo agli stranieri ma agli stessi italiani.
Con una norma ancora più lesiva della dignità e della stessa qualità umana, è stato inoltre introdotto il divieto per le donne straniere, in condizioni di irregolarità amministrativa, di riconoscere i figli da loro stesse generati. Pertanto in forza di una tale decisione politica di una maggioranza transeunte, i figli generati dalle madri straniere irregolari diverranno per tutta la vita figli di nessuno, saranno sottratti alle madri e messi nelle mani dello Stato. Neanche il fascismo si era spinto fino a questo punto. Infatti le leggi razziali introdotte da quel regime nel 1938 non privavano le madri ebree dei loro figli, né le costringevano all’aborto per evitare la confisca dei loro bambini da parte dello Stato.
Non ci rivolgeremmo all’opinione pubblica europea se la gravità di queste misure non fosse tale da superare ogni confine nazionale e non richiedesse una reazione responsabile di tutte le persone che credono a una comune umanità. L’Europa non può ammettere che uno dei suoi Paesi fondatori regredisca a livelli primitivi di convivenza, contraddicendo le leggi internazionali e i principi garantisti e di civiltà giuridica su cui si basa la stessa costruzione politica europea.
È interesse e onore di tutti noi europei che ciò non accada.
La cultura democratica europea deve prendere coscienza della patologia che viene dall’Italia e mobilitarsi per impedire che possa dilagare in Europa.
A ciascuno la scelta delle forme opportune per manifestare e far valere la propria opposizione.
Andrea Camilleri, Antonio Tabucchi, Dacia Maraini, Dario Fo, Franca Rame, Moni Ovadia, Maurizio Scaparro, Gianni Amelio ...
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SPLENDIDO VIDEO DI MICHELE LOPORCARO (dal Blog del Grillaio):
Ultrasettantenne emigrato agli inizi del 1900, racconta le sue esperienze a un pronipote ventenne. Col suo inglese da autodidatta, pieno di tratti dialettali newyorkesi (come wòik per work) e pronunciato con l'accento pugliese, lo zio Angelantonio ci ricorda ciò che noi oggi abbiamo dimenticato. Fino a ieri gli extracomunitari clandestini eravamo noi.
EMESSA LA SENTENZA DEL TRIBUNALE: LA PIZZERIA NON PUÒ ESSERE SFRATTATA. IL TEATRO RESTA CHIUSO DA 20 ANNI E LE AMMINISTRAZIONI PASSANO SENZA FARE NULLA!
TEATRO MERCADANTE:
TUTTO FERMO ALMENO FINO AL 2013
Nei giorni scorsi, il Tribunale di Altamura ha emesso la sentenza di primo grado sul caso del Teatro Mercadante che vede opposti l’omonimo Consorzio e i titolari della pizzeria ubicata nel terrazzo ad angolo tra Via dei Mille e la chiesa della Consolazione [per ulteriori dettagli, leggi l'articolo a firma di Onofrio Bruno pubblicato il 23 giugno 2009 da Notizie-Online.it (clicca qui)]. Nell’area occupata dalla pizzeria, il progetto di ristrutturazione del teatro elaborato da una cordata di imprese locali prevede la costruzione di un edificio da adibire a camerini, uffici e servizi. I lavori sono iniziati nel 2004 ma sono stati interrotti nel 2006, all’apertura della causa giudiziaria.
Il giudice ha riconosciuto il diritto della pizzeria di poter restare lì dove si trova fino al 31 dicembre 2012, in quanto titolare di un contratto di locazione. Di conseguenza, slitterà di alcuni anni la possibilità di riprendere i lavori di sistemazione del teatro.
In questi ultimi anni, abbiamo anche dato fiducia ai ripetuti e solenni impegni presi dall’amministrazione Stacca (il Comune di Altamura è un membro importante del Consorzio Teatro Mercadante), volti a monitorare lo stato dei lavori, il rispetto dei termini di apertura del teatro, il suo definitivo assetto gestionale, addirittura gli irrituali inviti ai giudici di accelerare i tempi di definizione della causa che vedeva contrapposti il Consorzio ai titolari della pizzeria.
Ora possiamo dirlo: quattro ulteriori anni di promesse mancate, di tempo sprecato, di impegni a vuoto da parte di Stacca e della sua maggioranza.
Purtroppo, non rimane che prendere atto che sicuramente i cittadini di Altamura dovranno attendere ancora a lungo prima di avere la gioia di poter godere del proprio Teatro, chiuso ormai dal 1989. Tutto questo perché le amministrazioni Popolizio e Stacca in questi anni hanno sistematicamente rifiutato le soluzioni proposte dal nostro consigliere comunale Enzo Colonna che avrebbero probabilmente consentito di accorciare i tempi e salvaguardare gli interessi di tutti, della parte pubblica e dei privati.
Invece, ancora una volta, siamo costretti a segnalare l’ennesima occasione sprecata a danno dei cittadini amministrati, l’ennesimo fallimento di rappresentanti politici inadeguati.
Altamura, 26 giugno 2009
MOVIMENTO CITTADINO ARIA FRESCA
Sede: Vico Mercadante (di fronte Chiesa S. Nicola).
Basta una sola parola di fronte a gesti concreti che dimostrano sincera vicinanza, condivisione, stima e apprezzamento. Siamo commossi dallo straordinario sostegno che la città ha rivolto ad Enzo Colonna, candidato al consiglio provinciale con l’Italia dei Valori e da quattro anni rappresentante del Movimento Aria Fresca in consiglio comunale.
Nel solo collegio Altamura 1, oltre duemila cittadini (11%) hanno votato per lui, un numero enorme. Enzo Colonna è risultato così il primo dei candidati non eletti.
Grazie per questo risultato senza precedenti. Raggiunto senza spendere cifre folli in campagna elettorale, senza dispensare false promesse, lontani dai gruppi di potere. Lo abbiamo conseguito solo grazie a voi, che avete apprezzato in questi anni la limpidezza di Enzo Colonna e il suo costante lavoro a difesa del bene comune e di tutti i cittadini.
Un risultato da cui proseguiremo per cambiare il modo di fare politica nella nostra città.
Come sempre, insieme a voi, con entusiasmo saremo in prima fila.
MOVIMENTO ARIA FRESCA - ITALIA DEI VALORI
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RISULTATO STRAORDINARIO DI ENZO COLONNA. HA OTTENUTO 2058 VOTI, PARI AL 10,88%, MA PER POCHISSIMI VOTI (circa 50) MANCA L'ELEZIONE A CONSIGLIERE PROVINCIALE.
Il risultato conseguito lo colloca infatti al terzo posto, a livello provinciale, della lista dei candidati dell'Italia dei Valori. Terzo dopo il risultato del candidato del collegio Cassano/Santeramo (12,60% con 2864 voti) e del candidato di Terlizzi/Giovinazzo (11,25% con 2004 voti).
Poiché alla lista Italia dei Valori sono stati assegnati, con la sconfitta di Divella, 2 seggi, Enzo risulta essere il primo dei non eletti.
CLICCA QUI per i risultati delle elezioni provinciali del 6 e 7 giugno nel collegio "Altamura 1".
Puoi anche sostenere la candidatura di Enzo con un contributo economico (al termine della campagna elettorale si darà conto in questo sito, assicurando la dovuta riservatezza ai contributori, delle somme ricevute e delle spese effettuate che, comunque, saranno molto contenute rispetto alle campagne in corso di altri candidati).
Il contributo economico sarà destinato a coprire i costi della campagna di informazione e comunicazione svolta durante queste settimane preelettorali.
E' possibile versare il contributo di persona, prendendo preliminarmente contatti all'indirizzo email prima segnalato o presentandosi direttamente nei pressi della sede (vico Mercadante, di fronte Chiesa S. Nicola in Corso Federico) nelle ore serali del venerdì, sabato e domenica. Oppure, poiché alcuni costi fissi organizzativi (come il canone di locazione della sede) sono a carico dell'associazione "Circolo delle Formiche", è possibile versare un contributo con un bonifico/accredito presso il seguente conto corrente bancario, specificando nella causale "contributo associativo":
Conto corrente bancario n. 000010302358 CIN T ABI 07056 CAB 41330
IBAN: IT 40 D 07056 41330 000010302358
presso BCC dell'Alta Murgia di Altamura, Piazza Zanardelli 16 intestato al CIRCOLO DELLE FORMICHE
PER ACQUISIRE ULTERIORI INFORMAZIONI, PER ORGANIZZARCI, PER COORDINARE ALCUNE ATTIVITA', PER INCONTRARE ENZO, PER UN CONTATTO "FISICO" INCORAGGIANTE E DI SOSTENGO PER LA CANDIDATURA, L'APPUNTAMENTO E'
OGNI SERA, A PARTIRE DALLE ORE 20:30 PRESSO LA NOSTRA SEDE
(in Vico Mercadante, a ridosso di Corso Federico di Svevia, di fronte la Chiesa di San Nicola)
In questa pagina (clicca qul titolo), riportiamo il testo integrale di una recente interrogazione di alcuni parlamentari dell'Italia dei Valori, tra cui l'onorevole pugliese Pierfelice Zazzera, che, a seguito dell'indagine condotta a Trapani (clicca qui per saperne di più), hanno sollecitato una risposta da parte del Ministro dell'Interno in merito alle iniziative che si intendano adottare al fine di impedire che anche in Puglia, come in Sicilia, "si verifichi l'ingerenza della criminalità organizzata nella realizzazione di impianti di energia alternativa".
Sempre in questa pagina, riportiamo pure un articolo apparso sul quotidiano "la Repubblica - Bari" del 18 febbraio scorso.
Finalmente avviati i lavori di sistemazione degli spogliatoi dello Stadio D’Angelo ed avviata nuovamente la gara per i lavori di adeguamento dell’area mercatale di Via Rovereto.
Risultati, questi, raggiunti anche grazie alla costante azione di sollecitazione, di proposta e di pungolo del Movimento Cittadino Aria Fresca.
In questa pagina (clicca sul titolo), un nota a firma di Enzo Colonna (consigliere comunale del Movimento) e le interpellanze dei mesi scorsi sui due argomenti.
Tale versione è stata aggiornata ed integrata con ulteriori richiami normativi e contrattuali, con alcuni documenti [ad esempio, mettiamo a disposizione di tutti - con buona pace di qualche consigliere (clicca qui per un "illuminante" documento video) - il testo integrale delladeliberazione del Consiglio comunale di Altamura del 30 marzo scorso con la quale si sono recuperate le risorse, circa due milioni e mezzo di euro, per far fronte ai costi del trasporto dei rifiuti fuori bacino relativamente al 2008 ed al 2009] e con un'appendice in cui vengono sintetizzati "i principali interrogativi su cui Stacca ed i suoi non rispondono".
Tali testi sono disponibili anche in una pubblicazione a stampa (Fresco di Stampa) che sarà diffuso, gratuitamente, a partire dalla sera di sabato 11 aprile 2009 (dapprima nei pressi della sede del Movimento Aria Fresca, in Corso Federico II, di fronte la Chiesa di San Nicola).
"Adesso basta! A difesa dell'indipendenza magistratura e della costituzione manifesteremo lunedì prossimo in sit-in davanti alla Procura della Repubblica" Sono le parole dell'On. Pierfelice Zazzera - che lunedì 6 aprile - porterà la sua solidarietà ai magistrati inquirenti insieme con "l'Osservatorio Regionale sulla Legalità", "l'Associazione contro la criminalità per la legalità" e società civile (tra cui anche il Movimento Aria Fresca di Altamura). Le vicende che hanno riguardato il giudice De Magistris e Clementina Forleo prima, i magistrati di Salerno poi, sono emblematiche dell'evoluzione delle strategie di contrasto ed annientamento dell'attività giudiziaria, ed inquirente in particolare, allorquando essa giunga a lambire sfere intoccabili del potere. L'eliminazione fisica, che rende il giudice eroe, conferendo immortalità al ricordo della sua persona e del suo operato, cede il passo alla soppressione morale e professionale, attuata con le armi "bianche" dell'attuale governo, meno cruente ma altrettanto letali, dell'insinuazione, del dubbio, della denigrazione che oltraggiano l'onore del magistrato, privandolo del prestigio e dell'autorevolezza del suo ruolo istituzionale, rendendolo abietto e negletto, dunque da ripudiare."A Bari - conclude l'On. Zazzera - potrebbe replicarsi una storia già vista, dove un Ministro tenta di difendersi dal processo e non nel processo". Pertanto invitiamo ad aderire alla manifestazione,tutta quella società civile che ha ancora a cuore lo stato di diritto nel nostro difficile Paese [dal sito dell'Italia dei Valori della Puglia].