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Negli ultimi giorni, forse grazie alla "scossa" data dagli
eventi politici nazionali che propongono movimenti in ascesa e altri in rapido
declino, anche ad Altamura notiamo una notevole effervescenza da parte di
alcuni gruppi di maggioranza e minoranza nel lanciarsi a tutto spiano in
proposte di riduzione dei costi della politica locale (leggi qui oppure qui e inoltre qui). Ben vengano, pur con un certo ritardo!
Ci permettiamo soltanto di ricordare che da cinque mesi languono nei
cassetti del consiglio comunale tre proposte molto puntuali per ridurre tali
costi [leggi qui], presentate dal nostro consigliere comunale Enzo
Colonna insieme ai colleghi Lello Rella e Rosa Melodia. In dettaglio:
- la riduzione del numero di adunanze delle commissioni consiliari (al
massimo, una sola alla settimana) per fermare il proliferare di riunioni poco
produttive e per ridurre drasticamente i costi del loro funzionamento
determinati da assenze retribuite dal lavoro e gettoni di presenza [leggi qui per approfondire];
- la riduzione da 8 a
6 del numero di assessori [leggi qui per approfondire];
- l’istituzione dell’anagrafe degli eletti (proposta sostenuta con una
mozione anche dal gruppo del PD) e di un portale online destinato a dare
massima pubblicità e trasparenza all'attività amministrativa: un mezzo per
rendere noti a tutti redditi e patrimoni di amministratori, atti che vengono
prodotti dall’amministrazione cittadina, incarichi e consulenze, indennità
corrisposte dal comune, appalti e aggiudicazioni di lavori e servizi pubblici [leggi qui per approfondire].
Chissà come mai nessuno di coloro che oggi si esercitano in proprie
ricette ha sentito il bisogno, dal dicembre 2011 ad oggi, di sollecitare il
consiglio comunale al loro esame. Eppure si tratta di indicazioni in grado di
far ottenere un risparmio alle casse comunali di almeno 150.000 euro all'anno.
Affannarsi a dire la propria è un ottimo esercizio di democrazia e
tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione hanno sicuramente un'arma a
disposizione per dare concreta testimonianza della loro buona volontà:
discutere e soprattutto votare le proposte da tempo agli atti, contribuendo, se
ritengono, al loro miglioramento. Semplice e indolore.
Se poi tutti insieme si volesse anche
approfondire come risparmiare ulteriori 2,5 milioni di euro in poche e decise mosse
[leggi
qui: raggiungere un livello minimamente decente di raccolta differenziata,
rifare il dispendioso impianto di illuminazione pubblica cittadina e abbattere
buona parte dei fitti passivi pagati dall'amministrazione comunale] come da noi
proposto anche qui da tempo, saremmo lietissimi di dare il nostro consueto
contributo.
Altamura, 16 maggio 2012

MOVIMENTO CITTADINO ARIA FRESCA
Sede: Claustro Michele Giannelli n. 81 (a ridosso di Piazza Municipio, al primo piano). Sito internet: www.altamura2001.com
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IL VIDEO INTEGRALE DELL'INCONTRO, DISPONIBILE IN STREAMING,
AL SEGUENTE LINK DEL BLOG DEL GRILLAIO ALTAMURA:
TUTTO SFUSO, il primo punto vendita del territorio senza
imballaggi, insieme al Circolo delle Formiche in collaborazione con il Grillaio
e grazie alla disponibilità della Curia Diocesana ha organizzato, martedì 15
maggio presso la sala della Curia diocesana, un incontro per il ciclo di
seminari “Alla ricerca del Bene Comune” per discutere di accesso al credito,
finanza etica, microcredito in tempi di crisi.
L’iniziativa è stata realizzata con il contributo della
Regione Puglia riguardante il “Piano Educazione Sostenibilità 2011 – 2012” ed è inserita nel ciclo
di seminari “Alla ricerca del Bene comune” promossi per il terzo anno
consecutivo dal Circolo delle Formiche.
L’incontro – come ha spiegato il coordinatore Michele
Loporcaro (il Grillaio) – voleva rispondere ad una domanda che ci poniamo ogni
giorno, preoccupati dalla crisi raccontata attraverso lo spread e il credit
crunch da tutti i telegiornali nazionali: che fine fanno i nostri soldi che
affidiamo alle banche o alla posta? Oggi più che mai è utile che i soggetti
finanziari tornino a dare credito e che si sperimentino nuove forme di
garanzie. È necessario che le risorse siano dirottate verso le persone,
verso il lavoro, verso la vita e non verso la speculazione finanziaria. In
tutto questo ognuno di noi ha la propria piccola (ma non meno importante) quota
di responsabilità.
Ha aperto l’incontro Vito Sette, direttore della Banca di
Credito Cooperativo dell’Alta Murgia, che ha evidenziato la peculiarità del suo
istituto di credito: una banca “differente” perché raccoglie i risparmi locali
per reinvestirli sul territorio. Il direttore Sette ha invitato ad imparare a
conoscere i meccanismi della finanza per non subire i giochi degli speculatori.
Il risparmiatore deve essere consapevole del fatto che quando si ottengono
interessi molto elevati sui propri depositi vuol dire che la banca sta facendo
investimenti rischiosi e speculativi. “Bisogna tornare a voler far soldi con
l’economia reale”, perché i guadagni facili sono solo un’illusione. “Il nostro
denaro è fondamentale per rilanciare l’economia. Come? Affidandolo a banche che
investono nel territorio, come le banche cooperative”. Ha, poi, annunciato la
disponibilità di 5 milioni di euro da investire nel nostro territorio
attraverso l’erogazione di piccoli crediti (da 10mila a 50mila euro) destinati
a famiglie e piccole imprese del territorio.
Altra esperienza di una banca “differente” è quella di Banca
Etica, testimoniata da Teresa Masciopinto, responsabile culturale area sud di
Banca Etica, che è partita da un dato preoccupante: 30 anni fa il PIL era
identico alle attività finanziare, oggi la finanza muove un giro d’affari di 12
volte superiore al PIL. Questo significa che qualcuno, nel sistema, ci sta rimettendo.
Masciopinto ha sottolineato che Banca Etica – una banca cooperativa ad
azionariato diffuso – ha come obiettivo innescare un “meccanismo di riflessione
ridando luce e trasparenza al sistema”, rendendo il risparmiatore consapevole
di cosa fa la propria banca con i risparmi depositati, attraverso la
pubblicazione on line di tutte le persone giuridiche finanziate. Altra
particolarità è l’istruttoria etico ambientale che consente di valutare chi
richiede un prestito anche sotto il profilo delle garanzie umane e sociali
oltre che economiche. «Se tutti decidessimo di spostare i nostri soldi questo
porterebbe a far cambiare atteggiamento a chi investe».
L’incontro è proseguito passando da due banche “differenti”
a due esperienze concrete “differenti” per comprendere come sostenere famiglie,
imprese e tessuto sociale in un periodo di difficoltà economica attraverso
forme innovative di credito e solidarietà diffusa.
Peppino Dambrosio, presidente del Circolo delle Formiche, ha
poi introdotto un’esperienza concreta di economia alternativa: Tutto Sfuso,
negozio di prodotti a rifiuti zero perché senza imballaggi, la cui nascita è
stata possibile non solo grazie ad una straordinaria operazione di azionariato
diffuso e con il sostegno di una banca cooperativa.
Significativa, infine, è stata la testimonianza di Don Mimmo
Francavilla, direttore della Caritas di Andria, che ha realizzato il progetto Barnaba:
superando il concetto di assistenza si è sperimentato il microcredito, rivolto
ai soggetti “non bancabili” che se inizialmente erano soggetti ai margini, come
gli ex detenuti, oggi sono anche giovani laureati disoccupati. I destinatari
del fondo, realizzato nel 2004, sono giovani dai 18 ai 35 anni residenti nel
territorio della diocesi e, fino ad oggi, il progetto ha consentito di erogare
24 finanziamenti con una bassissima percentuale di “scoperti”. Come recita il
sottotitolo del progetto si è trattato davvero di “dare credito alla speranza”
dando fiducia ai giovani responsabilizzandoli nel contempo, evitando finanziamenti
a “fondo perduto”.
Un esempio positivo che è stato seguito da molte altre
diocesi in tutta Italia.
[Sintesi a cura di Loretta Moramarco]
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Come sostenere famiglie, imprese e tessuto sociale in un periodo di
difficoltà economica attraverso forme innovative di credito e solidarietà
diffusa? Qual è il ruolo della finanza etica?
martedì 15 maggio 2012 ore 18,30
Sala Curia Diocesana (Arco del Duomo) - Altamura (BA)
TUTTO SFUSO, il primo punto vendita del territorio senza imballaggi,
organizza insieme al Circolo delle Formiche in collaborazione con il Grillaio un
incontro per il ciclo di seminari “Alla ricerca del Bene Comune” per discutere
di accesso al credito, finanza etica, microcredito in tempi di crisi.
Le famiglie e le imprese hanno sempre maggiori difficoltà ad accedere
al credito. La carenza di liquidità ha incentivato il proliferare di situazioni
spiacevoli come il ricorso ai vari “Compriamo Oro”, ma nascono anche reti di
economie solidali che fanno microcredito in situazioni di povertà di nuova
generazione andando incontro a chi non trova risposte al loro bisogno di
credito.
Oggi più che mai è utile che i soggetti finanziari tornino a dare
credito e che si sperimentino nuove forme di garanzie. È necessario che le risorse siano dirottate
verso le persone, verso il lavoro, verso la vita e non verso la speculazione finanziaria.
In tutto questo ognuno di noi ha la propria piccola (ma non meno importante)
quota di responsabilità. Vi invitiamo a capirne di più con il supporto di:
don Mimmo Francavilla (direttore della Caritas di Andria)
Teresa Masciopinto (responsabile culturale area sud di Banca Etica)
Vito Sette (direttore Banca di Credito Cooperativo dell’Alta Murgia)
Peppino Dambrosio (presidente Circolo delle Formiche).
Coordina Michele Loporcaro (il Grillaio)
L’iniziativa è inserita nel ciclo
di seminari “Alla ricerca del Bene comune” promossi per il terzo anno
consecutivo dal Circolo delle Formiche.
Tutto Sfuso (anche profilo Fb)
via Santeramo, 32
- Altamura (BA) - tel:
080.3219284 – mail: tutto.sfuso@libero.it
Circolo delle Formiche (anche profilo Fb) www.tommasofiore.it
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Ennesima sollecitazione del nostro consigliere comunale Enzo Colonna, dopo le numerose di questi anni, ad avviare - di concerto con i cittadini residenti nella zona, con il comitato di quartiere di recente costituzione (Movimento Trentacapilli), dirigenza e comunità scolastica della "S. Francesco" - la definizione di ubicazione, tempi, tipologia e modalità di realizzazione di un nuovo plesso scolastico nel quartiere Trentacapilli.
L'obiettivo, che, lavorando bene, è possibile raggiungere realisticamente in 3-4 anni, deve essere la realizzazione un moderno istituto complessivo dedicato a questo quartiere.
Nel frattempo, è necessario assicurare sostegno alla scuola “S. Francesco d’Assisi” affinché possa fornire ai cittadini del quartiere un servizio didattico e sociale potenziato.
Come sempre, siamo pronti a contribuire alla discussione con idee e proposte, all'interno di un percorso amministrativo davvero aperto e partecipato.
Si può fare, c'è solo bisogno di una politica giusta e pulita. Una
nuova stagione. Guardiamo avanti, per ricostruire la nostra Città.
Altamura, 9 maggio 2012

MOVIMENTO CITTADINO ARIA FRESCA
Sede: Claustro Michele Giannelli n. 81 (a ridosso di Piazza Municipio, al primo piano). Sito internet: www.altamura2001.com
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Il Governo nazionale chiede ai cittadini di segnalare gli sprechi. Il
nuovo mantra è la spending review (temiamo da attuarsi con dolorosi tagli che
intaccheranno pesantemente la qualità di vita di ampie fasce di popolazione).
Bene, ad Altamura, da mesi (da anni), ne abbiamo segnalati molti,
proponendo allo stesso tempo soluzioni. Lo abbiamo fatto con i nostri documenti
(volantini, tabelloni, comunicati) e con le sollecitazioni, le interpellanze e
gli interventi pubblici del nostro consigliere Enzo Colonna. Ci limitiamo a
segnalare tre situazioni in cui è possibile intervenire con significativi
risparmi di denaro pubblico, evitando così di dover chiedere ulteriori esborsi
ai soliti noti:
- riduzione dei costi delle istituzioni e dei politici locali (massimo
6 assessori, al massimo una riunione a settimana per le commissioni consiliari)
-> RISPARMIO STIMATO: almeno 150-200mila euro all'anno [leggi qui];
- raggiungimento di almeno il 40% di raccolta differenziata (ben al di
sotto dell'obiettivo del 65% entro il 31.12.2012 fissato da una legge statale)
-> RISPARMIO STIMATO: circa 1.300.000 euro all'anno;
- rifacimento dell'impianto di illuminazione pubblica cittadina le cui
pessime condizioni determinano inefficienza, guasti continui (con i relativi
costi di manutenzione) e una dispersione di energia di circa il 30-40% -> RISPARMIO
STIMATO (solo con un nuovo impianto e con il ricorso ai led, senza voler
pensare ad altro ancora): circa 900.000-1.000.000 euro all'anno.
Insomma, con questi interventi, del tutto normali, ovvi, ordinari
(nulla di clamoroso), la Città di Altamura conseguirebbe UN RISPARMIO di circa
DUE MILIONI E MEZZO DI EURO ALL'ANNO! Risorse fondamentali in un momento
economico difficilissimo, che potrebbero essere liberate (almeno in parte) per realizzare
un concreto sostegno ai cittadini in maggiore difficoltà. Pensiamo ad esempio
all'assistenza alle famiglie bisognose, al rilancio dell'economia locale, alla
creazione di opportunità di studio e lavoro per i giovani.
Difficile? No, c'è solo bisogno di una politica giusta e pulita. Una
nuova stagione. Guardiamo avanti per ricostruire la nostra Città.
Altamura, 2 maggio 2012

MOVIMENTO CITTADINO ARIA FRESCA
Sede: Claustro Michele Giannelli n. 81 (a ridosso di Piazza Municipio, al primo piano). Sito internet: www.altamura2001.com
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Una nota di Enzo Colonna, diffusa via FB, a margine della riunione del consiglio comunale del 30 aprile 2012.
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La seduta di Consiglio comunale di questa sera ha sancito la
fine di questa maggioranza, almeno nei numeri e nella composizione in cui
l’abbiamo vista in questi anni.
Inaudite e violente sono state le reciproche accuse tra le varie componenti.
Un quadro preoccupante e lontano dai veri problemi delle persone e della Città.
All’ordine del giorno, ad esempio, c’erano importanti provvedimenti come il ...Regolamento
di organizzazione del servizio rifiuti, che, come avevamo già detto nel
consiglio di gennaio, è un passo necessario per l’espletamento della gara
ordinaria per l’affidamento del servizio. Eppure sono passati cinque mesi da
quel consiglio e sono passati quattro mesi dalla scadenza del contratto
decennale tra la Tradeco e il Comune.
Ancora una volta, sembra proprio che sia la questione rifiuti a lacerare e
condizionare il quadro politico e amministrativo.
Siamo in presenza però di una classe politica del tutto inadeguata e non
all’altezza dei problemi e delle difficoltà imposte dai tempi.
Il momento che la Città sta attraversando è difficilissimo: posti di lavoro che
vengono persi, mancanza di sbocchi professionali per i giovani, famiglie e
anziani che si affannano per arrivare a fine mese. Un quadro da tempo
preoccupante e che negli ultimi mesi si è fatto allarmante. Una situazione che
meriterebbe immediati interventi e che invece cozza con l’inattività
dell’amministrazione cittadina, con le difficoltà dei governi nazionale e
regionale, con il tirare a campare di pochi privilegiati, con i giochi, gli sperperi
di denaro pubblico e le liti dei gruppetti al potere che, a tutti i livelli,
mortificano i bisogni delle persone e mortificano le loro speranze e la loro
dignità.
La condizione economica e sociale, già molto difficile, nei prossimi mesi si
farà drammatica e insostenibile per moltissimi italiani e altamurani. Dobbiamo
mettere in sicurezza, con le risorse disponibili e con grande solidarietà, la
nostra comunità. Questo è il tema che dovrebbe vedere tutta la classe dirigente
impegnata.
Invece, assistiamo ai soliti conflitti tra gruppi di potere e di interessi.
Dobbiamo aprire una nuova stagione. Una stagione fatta di una politica pulita e
giusta. Una stagione di impegni e di responsabilità. Una stagione di
innovazione e di solidarietà. Una stagione in cui le istituzioni e i politici
siano finalmente al servizio delle donne e degli uomini di questa terra e non
dei soliti pochi e noti.
Altamura, 30 aprile 2012 (ore 22.15)
Enzo Colonna
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IL VIDEO INTEGRALE DELL'INCONTRO, DISPONIBILE IN STREAMING, AL SEGUENTE LINK DEL BLOG DEL GRILLAIO ALTAMURA:
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Tutto Sfuso discute della strategia “rifiuti zero”di come ridurre i
rifiuti, recuperarli, arrivare alla differenziazione spinta. Ospiti esperti
della materia, nazionali e regionali.
Tutto Sfuso (leggi qui per ulteriori informazioni) discute della strategia “rifiuti zero”di come ridurre i
rifiuti, recuperarli, arrivare alla differenziazione spinta. Ospiti esperti
della materia, nazionali e regionali.
Venerdì 27 Aprile alle 18:30, ad Altamura, TUTTO SFUSO (idea e
iniziativa del Circolo delle Formiche), il primo punto vendita del territorio
che coniuga la proposta di produzioni agricole e alimentari a chilometri zero
con la riduzione di rifiuti da imballaggio, organizza un incontro pubblico
intitolato “Rifiuti zero, un affare per tutti”. A discutere di come arrivare ad
un livello di raccolta differenziata rispettoso dei obiettivi di legge e degno
di un paese civile, di come ridurre alla fonte i rifiuti e valorizzarli con un
intelligente riutilizzo saranno Raphael Rossi [esperto in materia di rifiuti,
consulente di pubbliche amministrazioni (Foggia, Torino, Napoli)], Roberto
Romagno [sindaco di Rutigliano, comune virtuoso nella raccolta differenziata
(78%, gennaio 2012)], Antonello Antonicelli [direttore “Area politiche per la
riqualificazione, la tutela e la sicurezza ambientale” della Regione Puglia], Luigi
Percoco [promotore progetto “Tutto Sfuso”]. Interverrà, inoltre, Donato Emar
Laborante, con un monologo tratto dalla piéce “Overdose”.
L’incontro, che si svolgerà nella sala consiliare del Comune di
Altamura, è organizzato in collaborazione con il gruppo “Il Grillaio” di
Altamura e sarà coordinato da Enzo Colonna (Circolo delle Formiche). L’iniziativa
è realizzata con il contributo della Regione Puglia riguardante il “Piano
Educazione Sostenibilità 2011 – 2012”
ed è inserita nel ciclo di seminari “Alla ricerca del Bene comune” promossi per
il terzo anno consecutivo dal Circolo delle Formiche.
Tutto Sfuso (anche su FB), via Santeramo, 32 - Altamura
(BA), tel: 080.3219284 –
mail: tutto.sfuso@libero.it
Circolo delle Formiche (anche su FB), www.tommasofiore.it - www.altamura2001.com
il Grillaio Altamura (anche su FB) - http://ilgrillaio.blogspot.it
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INTANTO, AD OLTRE QUATTRO MESI DAL VIA LIBERA DEL CONSIGLIO COMUNALE, NESSUNA TRACCIA DEL NUOVO APPALTO RIFIUTI. CHI L'HA VISTO?
Insomma, con la procedura negoziata, alla fine l'ammuina c’è
stata. Una sola offerta, due delle tre ditte partecipanti che si prendono la
briga (con i relativi costi) di inviare un plico chiuso e sigillato per
scrivere che non presentano l'offerta economica, un ribasso comico e oltraggioso
(0,001%... davvero così, lo zerovirgolazerozerouno per cento) e l'unica ditta
che ha fatto la sua offerta economica che detta le condizioni al Comune [leggi
qui].
Eccole: prima dell'esito del ricorso pendente presso il Tar fissato
per il 10 maggio, “non potrà essere stipulato il contratto né iniziato il
servizio, salvo che l'amministrazione non prenda atto che: i costi del servizio
smaltimento da corrispondere all'Amiu di Bari sono integralmente a carico del
Comune; i ricavi Conai sono inesistenti e non possono essere detratti dal
canone dovuto all'appaltatore; vanno corrisposti all'appaltatore i costi di
lavorazione-selezione per lo smaltimento della plastica, il costo del trasporto
e conferimento all'impianto di smaltimento della carta e della plastica, gli
oneri per l'acquisto materiali di consumo e gestione degli automezzi. In ogni
caso, l'accoglimento delle richieste di pagamento menzionate consentono solo di
stipulare il contratto e di dare inizio al servizio, sempre con salvezza
dell'esito del ricorso predetto per quanto riguarda le altre censure proposte
al Tar”.
Condizioni che rischiano ora di far saltare anche quello che
di positivo c'era nella procedura negoziata: gli 800mila euro in meno rispetto
all'attuale costo del servizio [leggi qui con i rinvii
ai nostri precedenti documenti].
Resta poi il vero problema, come andiamo ripetendo da tempo (il
nostro consigliere Enzo Colonna ne ha parlato anche nell'ultimo consiglio comunale
di venerdì 20 aprile): sono trascorsi oltre 4 mesi dall’adozione della
deliberazione consiliare con gli indirizzi per la nuova gara (quella ordinaria,
per 9 anni), quando la maggioranza al potere cittadino non si preoccupò (come
rilevammo in quella seduta) di approvare anche il regolamento di organizzazione
del servizio rifiuti [leggi
qui].
Ebbene, dopo quattro mesi non c'è traccia ancora degli atti
per tale gara. Che fine ha fatto il nuovo appalto? Ecco, chi l'ha visto?!
Altamura, 23 aprile 2012

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Le nostre soluzioni per venire incontro alle esigenze di gruppi e
associazioni che si occupano di attività di utilità sociale.
Nella nostra Città, ormai, ogni questione deve essere vissuta in
termine di emergenza, di eccezionalità, di lotta tra opposte tifoserie
politiche. Sempre, però, con superficialità, senza una razionale valutazione di
risorse, condizioni e strumenti amministrativi a disposizione per una puntuale
e pertinente soluzione del problema.
Una delle ultime questioni, in ordine di tempo, è quella relativa alla richiesta
da parte della Parrocchia Sant’Agostino e dell’Agesci di vedersi confermato
l’uso gratuito di alcuni locali di proprietà comunale del complesso dell’ex
monastero (poi anche mattatoio comunale) dopo che il Comune avrà proceduto ai
lavori di recupero con i fondi dell’Area Vasta [leggi
qui].
Ebbene, ripetiamo quanto in queste settimane il nostro consigliere
comunale Enzo Colonna è andato ripetendo ad amministratori e consiglieri
comunali, nonché ai cittadini interessati. Una soluzione, per questa ed altre
situazioni analoghe, va ricercata ed è possibile individuarla nello statuto e
nei regolamenti comunali vigenti. È vero che la regola è la concessione a
titolo oneroso di immobili comunali, ma è anche vero che è pure contemplata, in
via particolare e condizionata, la possibilità della loro concessione in uso a
titolo gratuito. Poiché ci pare che in questi anni la Parrocchia e l’Agesci
abbiano svolto e sono in condizioni, riteniamo, di svolgere anche in futuro
attività di rilevanza collettiva [ci riferiamo in particolare all’assistenza
educativa di tanti minori del quartiere (c.d. doposcuola), il coinvolgimento di
tanti bambini e adolescenti in attività formative di gruppo, l’assistenza di
giovani e famiglie in condizioni di disagio economico e sociale, ecc.], la
soluzione può essere solo la stipulazione di un contratto con il Comune in cui
all’impegno a svolgere tali e ulteriori attività di utilità sociale
(puntualmente individuate e poi pubblicizzate) si fa corrispondere la
disponibilità dei locali in uso gratuito. Tanto dovrà appunto risultare da un
impegno formalmente assunto con un contratto su cui si dovrà pronunciare la
giunta comunale.
Non aggiungiamo altro, ci limitiamo solo a richiamare quanto dispongono
a questo proposito, in modo chiaro e inequivocabile, lo Statuto comunale e il
Regolamento che disciplina la concessione in uso di beni comunali.
Lo Statuto comunale (entrato in vigore nel 2002), riprendendo
sostanzialmente una disposizione del Regolamento sulla contabilità comunale del
1998, ha
sancito nell’art. 105 (“Amministrazione dei beni comunali”) che «I beni
patrimoniali non utilizzati dal Comune per lo svolgimento dei compiti di
istituto possono essere dati in locazione a norma di legge. E’ vietata ogni
forma di locazione gratuita o a canone ridotto, salvo che si tratti di: 1) consentire
l’istituzione ovvero assicurare il mantenimento di un servizio non altrimenti
erogabile dal Comune; 2) il conduttore sia un ente e/o associazione senza
finalità di lucro, non obbligato a prestare il suo servizio; 3) il servizio
espletato o da espletare sia rispondente a evidenti e riconoscibili esigenze di
utilità sociale per la
Comunità amministrata. Le circostanze di cui sopra devono
ricorrere congiuntamente e sono apprezzate dalla Giunta Comunale che, con atto
deliberativo, dispone la gratuità della locazione ovvero la misura della
riduzione del canone dovuto» (così il 3° comma).
Il Regolamento (approvato nel dicembre 2004) per la disciplina dei
contratti immobiliari e mobiliari aventi ad oggetto le alienazioni e i
trasferimenti, gli acquisti e le locazioni passive, e la concessione in
godimento a terzi, prevede nell’articolo 16 (“Concessioni di beni immobili”)
che «per gli immobili concessi in uso ad enti senza fini di lucro, per attività
nei settori culturali, turistico - promozionale, storico, artistico, sociale e
ricreativo il canone potrà essere ridotto conformemente alle disposizioni in
materia del vigente statuto comunale ; restando, in ogni caso, a carico del
concessionario gli oneri e le spese di gestione ed ordinaria manutenzione» (4°
comma).
Altamura, 18 aprile 2012

MOVIMENTO CITTADINO ARIA FRESCA
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