Morti ammazzati e ferimenti, sparatorie e minacce.

Morti ammazzati e ferimenti, sparatorie e minacce, in questi anni, sono stati consegnati alla cronaca quotidiana senza alcuna riflessione o azione conseguente in termini di presidio del territorio, di prevenzione e di contrasto (sociale, culturale e repressivo).

Rappresentanti delle istituzioni, in più occasioni, hanno invitato a non drammatizzare, a non "farci male", a smettere di parlare e preoccuparsi di un territorio che "non può essere definito a rischio criminalità organizzata". Spesso, tutto è stato derubricato a pettegolezzo o maldicenza: la "quiete" non andava turbata con dubbi, ragionamenti, sollecitazioni e riflessioni su questi problemi. In questi anni, più volte e banalmente ho ripetuto che la lotta all'illegalità è globale e si compie quotidianamente, a tutti i livelli, dove viviamo, nei luoghi di lavoro, nelle istituzioni, nella politica, ognuno svolgendo sino in fondo il proprio dovere.

Gli arresti di questa mattina, con tutte le inevitabili cautele che impone l'attesa del giudizio sulle responsabilità ipotizzate, sono un primo importante passo che dà fiducia. Le forze dell'ordine, i Carabinieri, il loro dovere lo hanno fatto in questi mesi. A loro dobbiamo gratitudine. Ora tocca alle altre istituzioni. E tocca a tutti noi.

Intanto, non dimentichiamo. Diamo forza a Domenico, che deve essere trasferito all'estero per proseguire le sue cure mediche, e alla sua famiglia. Diamoci da fare [rinvio a: http://www.altamura2001.com/2016/06/03/per-domenico-forza-diamoci-da-fare-passate-parola/].

Altamura, 20 giugno 2015

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