QUESTIONE RIFIUTI AD ALTAMURA: DAL PALAZZO, COSE SORPRENDENTI E ARDITE

 

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Nonostante siano così prevedibili, i signori al potere
cittadino da nove anni sono ancora capaci di cose “sorprendenti” e sempre più “ardite”
(spudorate?)
.
Dopo nove anni di nulla, sulla materia, nove anni di
proroghe e pseudominiappalti, cosa tirano fuori dal cilindro, maghi… un
incontro in cui vogliono discutere di "Regolamento di igiene urbana ed
assimilazione dei Rifiuti Urbani" e della "Carta dei Servizi"
dell’ARO Ba/4, ma non del cuore della questione, vale a dire delle modalità
dell’affidamento del servizio, in realtà perché è stato già tutto deciso
in
solitudine dai vertici cittadini (v. il riepilogo della situazione, più
avanti).
All’incontro invitano (v., a sinistra, immagine o qui) ovviamente la Rete RifiutiZero
(associazioni e movimenti impegnati da lungo tempo sull’argomento) che, a più
riprese, aveva fatto formale richiesta di essere ascoltata in consiglio
comunale e solo altre due associazioni cittadine, senza considerare che un tema
così rilevante e delicato imporrebbe il coinvolgimento di tutte le forze
politiche e di tanti altri gruppi e associazioni (soprattutto professionali,
imprenditoriali, di categoria).
La cosa però più “sorprendente e ardita” è la convocazione
della Tradeco. Si vuol discutere del futuro servizio e si invita la società che
gestisce il servizio da quasi trenta anni?
Cosa è: presentimento, preveggenza o cos’altro?

E’ bene, però, riepilogare, per punti, la situazione:

  • Hanno già deciso l’essenziale, senza alcuna forma di
    partecipazione cittadina e politica, senza alcun mandato consiliare
    .
    Stamattina, come già riportavo in un post di due giorni fa, abbiamo avuto,
    durante la conferenza dei capigruppo conferma ufficiale che i sindaci dell’Aro
    Ba4, compreso anche quello altamurano, hanno deliberato di procedere con
    l’affidamento del servizio di raccolta rifiuti dei sette comuni dell’ambito con
    gara di appalto. Quindi hanno rinunciato – o mai le hanno prese effettivamente
    e seriamente in considerazione – alla possibilità di affidare il servizio ad
    una società interamente pubblica, partecipata dai Comuni, o, soluzione da me
    sostenuta da molto tempo, alla possibilità di costituire una società mista
    (pubblico/privato) con l’individuazione di un socio privato attraverso una gara
    di appalto (il privato fornisce organizzazione e tecnica gestionale; i soggetti
    pubblici indirizzano, controllano e traggono vantaggi economici con la loro
    presenza nella compagine societaria.).
  • Hanno disertato sinora qualsivoglia discussione nella
    sede istituzionale cittadina principale, il consiglio comunale.
  • Ancora oggi, sollecitati a fissare entro la settimana la
    data del consiglio sul tema (v., a destra, immagine del verbale o qui), dopo l’ennesima richiesta dei consiglieri di
    minoranza, i rappresentanti della maggioranza hanno abbandonato la riunione,
    facendo venir meno il numero legale e hanno ipotizzato, se va bene, un
    consiglio per la prossima settimana.
    Peraltro non accettano che il consiglio si
    svolga in seduta monotematica e aperta agli interventi
    , da programmare
    adeguatamente e previo richiesta, di gruppi, associazioni e movimenti impegnati
    sulla tematica.
  • L’appalto cittadino, durato dieci anni, è scaduto due
    anni fa
    ; da allora continua, con proroghe e pseudominiappalti, un servizio
    arretrato e non più sostenibile
    sia dal punto di vista ambientale (raccolta
    differenziata ferma al 16%) che da quello economico.
  • La maggioranza al potere non ha adottato alcun atto che
    concretamente ed effettivamente consentisse di cambiare completamente approccio
    al tema
    (riduzione dei rifiuti, prospettiva rifiuti zero, promozione dei
    prodotti km 0, riduzione della tassazione per chi riduce, recupera e differenzia
    rifiuti, porta a porta, ecc.).
  • Siamo fuori dall’unione dei comuni dell’Alta Murgia e
    siamo stati commissariati dalla regione che poi ha legato il nostro comune
    all’Unione con una convenzione che definisce l’assetto organizzativo dell’Aro.
    Il sindaco partecipa alle riunioni dell’Aro da otto-nove mesi almeno e in tutto
    questo periodo, non ha mai ritenuto doveroso acquisire indirizzi consigli e
    spunti dal consiglio e dalla cittadinanza
    in merito ai temi e ai provvedimenti
    adottati in quella sede; non ha mai ritenuto doveroso o opportuno confrontarsi
    o almeno dar conto di quanto, in quella sede, si è deciso o discusso
    .
Altamura, 21 gennaio 2014

ENZO
COLONNA

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