UNA MANOVRA DI BILANCIO MOSTRUOSA.

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UNA MANOVRA DI BILANCIO MOSTRUOSA.

 A PAGARE SONO I CITTADINI, VITTIME DELL’IMMOBILISMO E
DELL’ARROGANZA DEL GRUPPO AL POTERE DA 8 ANNI

Nella discussione sulla manovra fiscale del Comune, con
fatica, impegno, studio, puntualità, ragionevolezza, abbiamo tentato, pur nelle
ristrettezze dei margini di manovra e di proposta (il bilancio non lo può
determinare la minoranza), di difendere alcuni valori fondamentali, primari:
REDDITO minimo, CASA, LAVORO!

Con il nostro rappresentante in consiglio comunale, Enzo
Colonna, abbiamo pure presentato una possibile e concreta manovra finanziaria
alternativa
che avrebbe permesso di limitare drasticamente l’aumento delle
aliquote Imu per gli immobili diversi dalla prima abitazione e, soprattutto, di
impedire l’aumento dell’addizionale comunale Irpef [leggi qui].

Dopo aver approvato l’aumento dell’addizionale comunale
Irpef, da 0,35 a
0,80%, il massimo possibile per legge
(con un introito previsto di circa tre
milioni e mezzo di euro, per il 90% a carico dei redditi sotto i 28.000 euro,
soprattutto lavoratori subordinati e pensionati), la mini maggioranza di 16
consiglieri capeggiati dal sindaco Stacca ha approvato, con la contrarietà
delle minoranze, il provvedimento che fissa al 4 per mille l’aliquota Imu per
le abitazioni principali e all’8,8 per mille quella per tutti gli altri
immobili
.

Senza alcuna differenziazione, senza alcuna graduazione.
Senza equità, in sintesi.

Questi sono stati gli emendamenti su cui Enzo Colonna e gli altri
sei consiglieri della minoranza di centrosinistra, con un ottimo lavoro comune,
hanno insistito:

  1. il primo emendamento proponeva di differenziare le
    aliquote in base alla tipologia catastale
    (a partire dal 2 per mille per le abitazioni
    popolari e ultrapopolari);
  2. con il secondo, proponevamo l’applicazione dell’aliquota
    del 4,6 per mille (anziché l’8,8 per mille) per gli immobili, diversi dalla
    abitazione principale, destinati ad abitazioni a condizione che siano locati
    con contratti a canone concertato
    di cui alla legge n. 431 del 9/12/1998
    (quelli a canone calmierato);
  3. con il terzo, l’applicazione dell’aliquota del 4,6 per
    mille (anziché l’8,8 per mille) per gli immobili, diversi dalla abitazione
    principale, destinati ad abitazioni a condizione che siano utilizzate quale
    abitazione principale dai congiunti del proprietario entro il 2° grado di
    parentela
    ;
  4. con il quarto, abbiamo proposto l’applicazione
    dell’aliquota dello 7,6 per mille (anziché l’8,8 per mille) per gli immobili,
    diversi dalla abitazione principale, nei quali il soggetto proprietario
    (persona fisica o persona giuridica) svolge la propria attività lavorativa
    professionale, commerciale o imprenditoriale
    ;
  5. abbiamo inoltre condiviso l’emendamento proposto dalle
    forze di centrodestra fuoriuscite dall’amministrazione che puntava a ridurre
    l’aliquota Imu o a prevedere una detrazione nel caso di abitazione occupata da
    una persona diversamente abile o anziana non autosufficiente
    .

Avevamo accolto con favore la disponibilità a recepire,
anche in parte, tali emendamenti dimostrata nella seduta di lunedì dalla
maggioranza. È stata però smentita ieri sera.
Hanno bocciato tutti gli
emendamenti proposti e si sono dichiarati disponibili solo a prevedere, nel
regolamento Imu che verrà discusso in una prossima seduta di consiglio, un
rimborso modestissimo, forse di soli 100 euro, nei casi richiamati nei punti 2,
3 e 5.
Il meccanismo da loro proposto è peraltro farraginoso e renderà
pressocché vano il tentativo di mitigare la pressione fiscale: il contribuente
dovrà versare l’Imu per intero, nell’aliquota stabilita (8,8 per mille), e poi
dovrà presentare istanza al Comune, allegando certificati e contratti
registrati, per ottenere la restituzione, forse, di 100 euro. Ridicola l’entità
del rimborso, complicata l’attuazione di questa misura. Sempre che tale
intenzione sia tradotta in un emendamento al già proposto regolamento agli atti
del Consiglio
.

Alla fine, resta un solo dato, oggettivo e impressionante. Le
tasse comunali sui redditi e sugli immobili (Irpef e Imu) passeranno dagli 8
milioni di euro del 2011, ai circa 22 milioni del 2012.
I cittadini
contribuenti altamurani, in altri e più brutali termini, verseranno una somma
totale pari a quasi tre volte quanto versato l’anno precedente (+175%). I
conguagli su Irpef e Imu che saranno costretti ad operare nelle dichiarazioni e
nei versamenti di dicembre
(perché gli acconti e le prime rate sono state
calcolate, rispettivamente, sull’addizionale dello 0,35% e sull’aliquota del
7,6%) avranno un notevolissimo impatto su famiglie, professionisti e imprese.

Tutto questo, senza che dai Signori al potere cittadino vi
sia stato un seppur piccolo segnale nella direzione della riduzione degli
sperperi, della riduzioni dei costi e inefficienze
[rinviamo al nostro
documento ECCO LA NOSTRA MANOVRA FINANZIARIA COMUNALE ALTERNATIVA. CONTRO
L’IMPRESSIONANTE AUMENTO DELLE TASSE (clicca qui)].

Per il resto, l’ultima riunione di Consiglio è risultata devastante,
per le coscienze, per l’impegno, per le istituzioni. Abbiamo assistito a scene
di vera e propria guerriglia verbale
[le parole più delicate, davvero quelle
più delicate sono state: vandalo, pezzo di …, delinquente, con tutta una serie
di richiami cifrati e reciproci ad episodi più o meno oscuri] tra pezzi della
maggioranza
(nuova e vecchia versione), tutti riconducibili alle forze che sostengono
o hanno sostenuto il sindaco Stacca
, il quale, nel maldestro tentativo di
estraniarsi dal suo ambiente, dalla sua maggioranza e dai suoi uomini, ha
definito "ignobile" tutto il Consiglio.

Invece, no, Signor Sindaco, non ci siamo proprio. Ignobile
non è tutto il Consiglio, ignobile non è tutta la politica, ignobili non sono
tutti i suoi rappresentanti. Ignobile, Signor Sindaco, è la condizione in cui
questo gruppo di potere e Lei hanno costretto da mesi la Città.
Assistiamo ad
estenuanti lotte all’interno della maggioranza che fa capo a Stacca, vecchi e
nuovi sostenitori, assistiamo alla misera conta di assessori (5, poi 6, quindi
7 e, prossimamente, 8) per tenere assieme pezzi e pezzettini di una maggioranza
diversamente inesistente. A pagare le conseguenze sono i cittadini, la buona
politica, l’impegno e la dignità di pochi, le istituzioni rappresentative della
città.

Un contesto degradato e avvilente, che ci ha indotti a
proporre, già da tempo, un gesto concreto: rassegnare, tutti assieme, le
dimissioni e sollecitare i consiglieri che si sono allontanati dalla
maggioranza a fare altrettanto
[leggi qui]. Un
atto collettivo che forse non potrà determinare di per sé lo scioglimento del
consiglio (sarebbero necessarie le dimissioni contestuali di 16 consiglieri e
non degli appena 7 consiglieri della minoranza venuta fuori dalle ultime
elezioni), ma che è destinato a dimostrare nei fatti la netta distanza da
questo stato di cose, dall’immobilismo, dall’indifferenza, dal menefreghismo e
dall’arroganza.

Per quanto ci riguarda, con il nostro consigliere, siamo
pronti. Ma non è sufficiente un gesto individuale. È necessaria un’iniziativa
collettiva per essere efficace. Abbandoniamo il Palazzo, lasciamoli soli a fare
i conti con le loro gravi responsabilità.

È tempo di pulizia. È tempo di rigenerare il Palazzo. È
tempo di liberare nuove energie, nuovi entusiasmi. È tempo di dichiarare aperta
l’alternativa al declino.
La drammatica urgenza di questi tempi impone che i
giovani, i capaci e i coraggiosi si incontrino, oltre gli schemi e i
particolarismi, oltre le solitudini e gli egoismi, per ricostruire e rilanciare
la Città e il nostro Futuro.

C’è solo bisogno di una politica giusta e pulita. Una nuova
stagione, con nuovi amministratori e politici. Capaci, coraggiosi e
responsabili.

Guardiamo avanti!

Altamura, 24 ottobre 2012

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