VIA VECCHIA BUONCAMMINO E LA VECCHIA POLITICA

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Quella del progetto di via Vecchia Buoncammino [leggi qui] è un esempio da manuale di quella che chiamiamo
“nonpolitica”.


La storia è
vecchia, risale a dieci anni fa. Già da allora si discusse di tale ipotesi e la
proposta di Enzo Colonna (il nostro consigliere comunale in carica), messa a
verbale di qualche consiglio comunale dell’epoca Popolizio, fu di predisporre
un accordo con l’impresa che prevedesse il trasferimento di diritti edificatori
su area diversa da individuare a fronte della riqualificazione e cessione
dell’area archeologica (che è di proprietà dell’impresa). Una operazione, ad un
tempo, di trasferimento dei diritti edificatori già insistenti nell’area e di
compensazione urbanistica in piena regola (vale a dire, il riconoscimento di
nuovi diritti edificatori a compensazione della cessione del sito
riqualificato). Posizione che, rileviamo con piacere, sembra ora condivisa
anche dal Partito Democratico [leggi qui].

immagine_progetto_via_vecchia_buoncammino.pngIl nostro
consigliere non fu capito o non riuscì a farsi capire, come gli capitava e come
ci capita spesso. Come succede sempre, però, l’inerzia, l’impotenza e i vuoti della
politica sono occupati da altro. Ora stiamo a discutere di un progetto tutto
pronto [qui al lato, un’immagine dell’intervento proposto], di un accordo di programma già confezionato
[clicca qui per leggere la proposta di deliberazione agli atti del consiglio comunale e clicca qui per leggere la scheda istruttoria e il parere del dirigente comunale].


La Direzione
regionale per i Beni culturali e paesaggistici dà il via libera preliminare
(con alcune condizioni)
e scrive: «la proposta progettuale mira ad assicurare
il recupero e la fruizione pubblica di un’area archeologica lasciata
all’abbandono da oltre trenta anni, sentite la Soprintendenza archeologica
della Puglia e la Soprintendenza BAP per le province di Bari, Barletta-Andria-Trani
e Foggia, ritiene – in linea di massima e in via preliminare e, comunque, fatte
salve le determinazioni di competenza del Settore Urbanistico (Ufficio
Paesaggio) della Regione Puglia – di non sollevare obiezioni in merito alla
proposta relativa all’oggetto (realizzazione attorno al menzionato sito
archeologico, che peraltro sarà oggetto di recupero e valorizzazione, di un
corpo di fabbrica articolato su tre fronti)
» (nota del 7.9.2009).


Altrettanto fa
sostanzialmente la Regione
che muove alcuni rilievi alla proposta [tra l’altro: «l’intervento di cui
trattasi comporta comunque variante allo strumento urbanistico generale
vigente, che in ordine al progetto presentato non è pervenuta alcuna
palese manifestazione di interesse da parte dell’Amministrazione
Comunale di Altamura
»], ma precisa di «condividere l’interesse
pubblico che sicuramente l’intervento in progetto riveste atteso che
prevede la realizzazione di un parco archeologico
» (nota del 14.1.2010).
.


I governi
cittadini vecchi e attuali (negli anni 2001-2012) non articolano un pensiero,
una proposta, una soluzione alternativa
. Ora tutti si impiccano ad un Sì o ad
un No.


Ci troviamo al
cospetto della solita e inappagante alternativa: Sì o No. La stessa storia
vissuta, senza che in molti si siano stracciate le vesti (chissà perché poi?!),
per l’approvazione della megavariante urbanistica per la Banca Popolare
(che
interessava un altro sito archeologico, quello in contrada Montedoro tra
Altamura e Gravina: leggi qui) e per il Pirp [leggi qui].


Eravamo in
pochi in queste altre occasioni, ora saremo ancora in pochi a sottolineare che
il nostro "NO" è soprattutto una netta presa di distanza rispetto a
tutto quello che non si è fatto, non si è tentato e non si è sperimentato
.
Saremo forse soli a ribadire che tra i “sì” e i “no” vi sono territori immensi,
tutti da esplorare, da battere, da inventare, sempre coinvolgendo i cittadini e
le forze culturali e sociali nelle decisioni. E questo è il compito, anzi il
dovere della Politica.


La Politica è
l’arte del possibile, si dice, ma per noi è soprattutto l’arte di crearlo
questo possibile, di inventare opportunità e non di consumarle. La Politica è
indicare una meta, definire soluzioni e non semplicemente di ratificare
decisioni prese o imposte da altri.


Ora siamo
costretti ad affrontare le conseguenze fallimentari di una Politica che non c’è
stata. Un vuoto all’interno di un circolo di ambizioni e interessi personali. Appunto,
la NonPolitica dominante. Per giunta, cialtrona, compromessa, interessata,
spesso arrogantemente ignorante
.

Altamura, 7 agosto 2012

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