APPALTO RIFIUTI: INERZIE, RITARDI E OMISSIONI DI SINDACO E MAGGIORANZA, CHE INTANTO FANNO L’AMMUINA

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Approntiamo queste note giusto per ricapitolare accadimenti e responsabilità riguardanti il nuovo appalto sulla raccolta e smaltimento dei rifiuti cittadini. L’ammuina tra il sindaco e pezzi della sua maggioranza (liti, parole grosse, minacce di crisi e di cacciate, ecc.: leggi qui, qui, e ancora qui oppure qui) sta infatti creando solo una cortina fumogena che non fa capire e cerca di nascondere la cruda realtà:

  1. Solo nei primi giorni di gennaio 2012, cioè ad appena un mese dalla scadenza del contratto decennale che lega il Comune alla Tradeco, il sindaco e la sua maggioranza presentano una proposta di deliberazione per il consiglio comunale con gli indirizzi (molto generici) per il nuovo servizio. A chi la vogliono dare a bere, dunque?!
  2. Sia chiaro: una gara di queste complessità, entità e proporzioni (stiamo parlando, con gli aggiornamenti, di circa 100 milioni di euro che verranno spesi in nove anni!), ha bisogno – tra deliberazione di consiglio, regolamento, predisposizione del bando, pubblicazione, termini per le offerte, nomina della commissione di gara, valutazione delle offerte, individuazione del vincitore, verifica dei requisiti, aggiudicazione, stipulazione del contratto – di almeno un anno/un anno e mezzo per essere espletata in tutte le sue fasi. Tutto questo procedendo rapidamente, senza indugi ed escludendo intoppi come contestazioni, contenziosi e ricorsi.
  3. È di tutta evidenza, dunque, che il sindaco e la sua maggioranza andassero sparati con l’idea di una proroga del contratto [leggi qui cosa scrivevamo ad inizio gennaio]. Si sono fermati dinanzi all’evidente impossibilità, sancita dalla legge, di procedere con una cosa del genere, come da noi segnalato in più occasioni nei mesi scorsi. A chi la vogliono dare a bere, dunque?!
  4. Hanno fatto ricorso nei giorni scorsi ad una procedura d’urgenza (per garantire il servizio ancora per un anno) che la legge ammette solo in casi di “estrema urgenza” e quando questa condizione di estrema urgenza “non sia imputabile” all’amministrazione appaltante [leggi qui]. Che il contratto con la Tradeco scadesse il 17 febbraio era noto appunto da dieci anni! Non hanno mosso un dito sinora, nonostante le decine di sollecitazioni (in forma scritta e verbale) che noi e il nostro consigliere comunale Enzo Colonna abbiamo prodotto in questi anni [segnaliamo solo un paio dei nostri interventi pubblici: clicca qui per un nostro documento di ottobre 2011; poi qui per uno di settembre 2011 ed ancora qui per uno di aprile 2011]. Insomma, non possono dire: non abbiamo fatto nulla sinora, ci siamo svegliati solo ora, beh… facciamo una procedura d’urgenza! A chi la vogliono dare a bere, dunque?!
  5. Ora dicono che non fanno in tempo nemmeno con questa procedura di urgenza e quindi il sindaco “ha dovuto” adottare un’ordinanza [leggi qui il testo] con il quale dispone che la Tradeco prosegua il servizio oltre la data di scadenza del contratto, dopo il 17 febbraio, sino a quando non sarà conclusa la procedura per il miniappalto (si fa per dire, è mini nella durata, un anno, ma ci costa circa 8 milioni di euro).

In ogni caso, ci sarebbe da ridere se non fosse che stanno giocando con le istituzioni, con le regole e con i soldi dei cittadini.

Vediamo ora come stanno le cose. Deliberano a maggioranza gli indirizzi per il nuovo servizio il 19 gennaio 2012. Distribuiscono la bozza di regolamento di organizzazione del servizio solo nei giorni successivi (quando andava approvato assieme agli indirizzi). Si inventano la procedura di urgenza il 10 febbraio per l’affidamento del servizio per un solo anno, dando sette giorni alle imprese per manifestare il loro interesse a presentare un’offerta. Il 17 febbraio scade appunto il termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse per la pseudogara sull’affidamento del servizio per un anno. Ovviamente, non facendo in tempo a completare nulla per il 17 febbraio (nemmeno questa pseudogara con il turbo), sono ora costretti ad architettare altro, un altro procedimento superurgente (ecco dunque l’ordinanza del sindaco), per assicurare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, in attesa del completamento della procedura di urgenza.

Insomma si sono inventati qualcosa per fare quello che avevano detto di dover fare con urgenza, in attesa di riuscire a organizzare, chissà quando, quello che normalmente avrebbero dovuto preparare da almeno due anni.

Ecco spiegata l’ammuina. Solo fumo, uno stratagemma per non ammettere che non hanno fatto nulla per arrivare pronti, con carte a posto e soluzioni efficaci, alla scadenza, dopo dieci anni, di un contratto che ha costi elevatissimi, che non copre tutti i quartieri di Altamura, che ha dato scarsissimi risultati nella raccolta differenziata.

Uno scandalo al sole, come andiamo ripetendo da un anno e mezzo a questa parte le cui responsabilità, gravi, sono tutte e chiaramente dell’amministrazione in carica.

A chi la vogliono dare a bere?!

Altamura, 15 febbraio 2012

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