IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI: ORRORI LINGUISTICI E AMMINISTRATIVI NEGLI ATTI DEL SINDACO

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IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI

ORRORI LINGUISTICI E
AMMINISTRATIVI NEGLI ATTI DEL SINDACO STACCA

Il sindaco smuove mari e monti per prorogare il contratto a
tempo determinato di alcuni dirigenti di “sua fiducia” … ma dimentica il latino
e la legge!

È noto a tutti,
verificato con mano ogni giorno dai cittadini, l’immobilismo in cui versa
l’amministrazione Stacca. Un blocco totale nei confronti di atti e
provvedimenti a favore dell’intera collettività, quando invece si nota uno
straordinario attivismo a favore di interessi particolari, riconducibili a
specifiche persone appartenenti ad una ristretta cerchia molto personale del
sindaco e dei suoi collaboratori, con provvedimenti dettati, a volte imposti,
da logiche di pura e arrogante gestione del potere
, come se il Comune e le sue
risorse siano proprietà personale e privata del Sindaco.


Ecco un esempio
lampante. Mentre nulla si muove per elaborare una proposta in merito alla
gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti (il cui appalto,
che impegna quasi un quarto delle risorse in bilancio, scade a fine gennaio),
mentre nulla si programma e si immagina per rendere possibile il rilancio
economico e occupazionale del territorio, mentre tutto tace per quel che
riguarda la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e artistico
comunale, nello stesso momento in cui basta un acquazzone per allagare interi
quartieri, da molti mesi il sindaco è tutto preso dalla risoluzione di un
quesito che non lo fa dormire la notte: come sistemare alcuni dirigenti
comunali di “sua assoluta fiducia”, che lui ha nominato un anno e mezzo fa
.


Avete letto
bene: il dottor Mario Stacca ha smosso mari e monti per trovare una pezza
giuridica alla (sua) necessità di prolungare tre contratti da dirigente a tempo
determinato. Nonostante la contrarietà, messa agli atti, della segretaria
generale comunale e del dirigente del 1° Settore (competente in materia di
personale), la giunta comunale ha deciso di pararsi dietro il parere “pro
veritate” di un professore di diritto barese
(ovviamente pagato con soldi
pubblici), per giustificare l’assunzione per tre anni di tre dirigenti, anziché
di un anno come era previsto nel contratto da loro firmato un anno e mezzo fa
.
Dopo aver adottato una ventina di deliberazioni e determinazioni sulla medesima
questione
(avete letto bene, una ventina almeno!), con proroghe di dubbia
legittimità, dopo aver richiesto due pareri a legali esterni al comune, dopo
aver disposto – come la legge imponeva e come noi riteniamo si debba fare – che
si procedesse all’assunzione di tre dirigenti a tempo indeterminato (due
attraverso concorso, uno attraverso la mobilità di personale già in servizio in
altri enti pubblici), ora la giunta cancella tutto, revoca le proroghe e rinvia
alla fine del 2013
(molto probabilmente mai più, considerato il blocco
nazionale alle assunzioni nella pubblica amministrazione previsto per i
prossimi anni) la possibilità di assumere a tempo indeterminato dirigenti
selezionati tramite concorso e non nominati per scelta fiduciaria del sindaco
.
Il tutto per dire che il contratto dei tre “prediletti” del sindaco in realtà
deve avere la durata di tre anni e non di un anno come pure da loro accettato e
sottoscritto.


La delibera con
cui si dà corso alle assunzioni è la n. 138 del 22 novembre 2011 [leggi qui]. Ne consigliamo vivamente la lettura
poiché contiene autentiche perle.


Ecco come viene
violentato il latino a pag. 6 del provvedimento, nel riportare un noto
brocardo: "simul stabunt simul cadunt" [anziché "cadent"]
.


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Siccome è ben
noto a tutti che chi scrive male, pensa male e… agisce male, ecco l’orrore amministrativo
a cui si arriva nella parte decisiva della delibera. Stravolgendo letteralmente
la normativa in materia, Stacca e la sua squadra di governo stabiliscono che i
tre dirigenti hanno diritto a contratti della durata MINIMA di tre anni
. La
legge
(Decreto Legislativo n.165/2001 sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze
dell’amministrazioni pubbliche, articolo 19, comma 6) da loro stessi richiamata
e che scrivono di dover applicare, impone esattamente il contrario: i contratti
per incarichi dirigenziali hanno durata MASSIMA di tre anni
. Insomma, fanno
dire, a proprio uso e consumo, alla legge esattamente il contrario di quello
che la legge prescrive. Leggere per credere:


  • Art. 19, comma
    6, del Decreto Legislativo n. 165/2001:
    «Gli incarichi di cui ai commi da 1 a 5 possono essere conferiti,
    da ciascuna amministrazione, entro il limite del 10 per cento della dotazione
    organica dei dirigenti appartenenti alla prima fascia dei ruoli di cui
    all’articolo 23 e dell’8 per cento della dotazione organica di quelli
    appartenenti alla seconda fascia, a tempo determinato ai soggetti indicati dal
    presente comma. La durata di tali incarichi, comunque, non può eccedere, per
    gli incarichi di funzione dirigenziale di cui ai commi 3 e 4, il termine di tre
    anni, e,
    per gli altri incarichi di funzione dirigenziale, il termine di cinque
    anni
    . Tali incarichi sono conferiti, fornendone esplicita motivazione, a
    persone di particolare e comprovata qualificazione professionale, non
    rinvenibile nei ruoli dell’Amministrazione, che abbiano svolto attività in
    organismi ed enti pubblici o privati ovvero aziende pubbliche o private con
    esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali, o che
    abbiano conseguito una particolare specializzazione professionale, culturale e
    scientifica desumibile dalla formazione universitaria e postuniversitaria, da
    pubblicazioni scientifiche e da concrete esperienze di lavoro maturate per
    almeno un quinquennio, anche presso amministrazioni statali, ivi comprese
    quelle che conferiscono gli incarichi, in posizioni funzionali previste per
    l’accesso alla dirigenza, o che provengano dai settori della ricerca, della
    docenza universitaria, delle magistrature e dei ruoli degli avvocati e
    procuratori dello Stato. Il trattamento economico può essere integrato da una
    indennità commisurata alla specifica qualificazione professionale, tenendo
    conto della temporaneità del rapporto e delle condizioni di mercato relative
    alle specifiche competenze professionali. Per il periodo di durata
    dell’incarico, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni sono collocati in
    aspettativa senza assegni, con riconoscimento dell’anzianità di servizio. … » [leggi qui
    il testo di legge integrale
    ].

A completare il
quadro davvero desolante in cui non avvertiamo né il coraggio della buona
politica e della buona amministrazione, né il profumo del decoro
, ma solo
l’insolenza dell’offesa e della violenza alle istituzioni e alle sue regole,
puzzo di un potere padronale, vi sono due ulteriori elementi che è possibile
cogliere nel testo della deliberazione della giunta:


  1. è la prima
    volta che assistiamo all’adozione di un importante provvedimento nonostante il
    parere negativo del dirigente competente in materia (quello del 1° settore, “affari
    generali e personale”), condiviso dal segretario generale comunale, che
    ,
    nonostante le acrobazie verbali e la voluta oscurità delle frasi, “ribadisce
    quanto espresso nei precedenti pareri sopracitati e nelle note espresse dal
    sottoscritto e dal segretario generale in materia conto del percorso logico
    giuridico seguito dal parere del prof. avv. …
    ”, confermando cioè il parere sempre
    negativo espresso in merito alle precedenti deliberazioni di giunta sulla
    medesima questione (le proroghe concesse in questi mesi, essendo scaduto il
    termine di un anno previsto negli originari contratti tra luglio e agosto);
  2. il
    funzionario avvocato comunale
    , cioè inquadrato nella struttura comunale e
    stipendiato dal Comune, che interpellato formalmente a settembre “comunicava
    l’impossibilità di provvedere alla redazione del parere richiesto atteso il
    carico di lavoro dell’Ufficio”,
    viene nuovamente interpellato dalla Giunta a novembre per esprimere – altra
    perla unica – un “parere sul parere” espresso dal professore avvocato esterno
    (“il
    percorso logico giuridico seguito dal professionista esterno risulta
    condivisibile
    ”).

Morale della
favola: spendendo centinaia di migliaia di euro, i bilanci comunali dovranno
farsi carico degli ottimi stipendi di tre persone che non hanno superato alcun
concorso per ricoprire il ruolo nel quale sono stati nominati. Così vuole il
sultano Stacca
.


A quali altri
orrori logici, giuridici e amministrativi dovremmo essere costretti ad
assistere nell’oltraggioso tentativo di sistemare i desideri e le voglie del
potente di turno? Altamura non è un sultanato, non è proprietà privata di un
solo “signore”. Noi lo grideremo in faccia, in tutte le sedi, a chi invece
crede di essere sultano e signore di questa terra. Noi siamo diversi e non ci
arrenderemo dinanzi all’arroganza, all’offesa e al dileggio del “primo
cittadino”, non ci faremo prendere dallo scoramento e dalla sfiducia e
continueremo a dare corpo ad un’idea di politica buona, pulita, rispettosa
delle istituzioni e delle leggi, rispettosa delle persone, degli avversari e
delle diversità.


Forse, davvero
siamo gente d’altri tempi, speriamo futuri”.


Altamura, 1° dicembre 2011

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