PESANTI INTIMIDAZIONI NEI CONFRONTI DELL’EDITORE DEL MAGAZINE ‘FREE’.

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SIAMO IN ALLARME: ALTRI SEGNALI MOLTO PREOCCUPANTI

NON SI CONTINUI A FARE FINTA DI NULLA

Nei giorni scorsi l’editore del mensile di informazione “Free”,
Francesco Pellegrino, è stato oggetto di pesanti intimidazioni, con due incendi
di natura dolosa
che hanno danneggiato la sua abitazione in campagna e la sua
automobile [leggi
qui
].

Tali atti di violenza, al vaglio dei Carabinieri a cui sono
stati denunciati, sono plausibilmente riconducibili all’attività di
informazione svolta da Free e in particolare alla ricostruzione dei fatti di
sangue e di malcostume politico raccontati con puntualità nel numero di ottobre
scorso
[disponibile da qui].

Come già fatto in passato di fronte a episodi criminosi che
hanno colpito altri esponenti dell’informazione locale [leggi qui e
qui], esprimiamo la
nostra solidarietà e il totale sostegno all’Editore e ai Redattori di Free, a
tutte le voci libere che raccontano la vita cittadina
.

Allo stesso tempo, non possiamo fare a meno di tornare a sottolineare
come il contesto in cui viviamo non sia rassicurante e ci preoccupa molto. Da
almeno un paio di anni insistiamo su questo punto
.

È il caso allora di ricordare, limitandosi ai fatti
dell’ultimo anno, che nel 2010 sono stati commessi tre omicidi di stampo mafioso.
L’ultimo (quello di Bartolo Dambrosio), secondo quanto ha segnalato il
Procuratore della Repubblica di Bari Laudati, ha rivelato gli intrecci che legano
alcuni ambienti politici e imprenditoriali a situazioni criminali
, su cui
indaga la Direzione Distrettuale Antimafia. Nei giorni scorsi, dopo tempo,
anche il Presidente Vendola ha rilanciato la questione: sentito dalla Commissione
parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, ha collegato esplicitamente e direttamente
l’omicidio Dambrosio “ad ambienti del consiglio comunale” e agli “interessi
maturati nel corso degli ultimi mesi sulla lavorazione dei rifiuti”
[leggi qui]. Tutto
questo, mentre le forze politiche al potere cittadino sono impegnate in
balletti
su dichiarazioni imbarazzanti, dimissioni minacciate e poi ritirate, composizione
e scomposizione di gruppi e alleanze all’interno della maggioranza solo per la
conquista di poltrone, incarichi e potere.

Inizia il 2011 e ci ritroviamo al punto di partenza, in mezzo
tra gli attacchi della criminalità e la superficialità con cui la classe
dirigente cittadina ha affrontato la questione
, sottostimandola. Finita (o così
pareva) l’emergenza, tutto è rientrato. Tutto è tornato a scorrere
placidamente, come se nulla fosse. A riprova di ciò, il silenzio raggelante che
ha accolto le inquietanti rivelazioni del Presidente Vendola su cui ci siamo
pronunciati nei giorni scorsi.

Noi non ci stiamo e continueremo, con le voci libere di questa Città, a
denunciare a testa alta quello che sta accadendo, provando a rimuovere il velo
ipocrita di finta normalità con cui si tenta da più parti di seppellire la
verità e il lato oscuro di questa Città.
Non ci tappiamo occhi, naso, bocca. Vogliamo
vedere, sentire, parlare.
Vogliamo vivere. Altamura vuole vivere.
Altamura, 14 febbraio 2011

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