CRIMINALITA’ AD ALTAMURA? PER SINDACO E ASSESSORE E’ TUTTO IN ORDINE. SOLO ILLAZIONI FALSITA’ BUGIE!

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ALTAMURA TORNA AD ESSERE UN’ISOLA FELICE… A CHIACCHIERE!!

Ci siamo lasciati alle spalle un 2010 durissimo per la
nostra Città, scossa da tre omicidi di mafia.
Episodi gravissimi, ma che non
hanno sorpreso quanti erano già in allarme avendo colto i segni di un
progressivo degrado di un contesto compromesso da illegalità diffusa e fenomeni
criminali sempre più preoccupanti (minacce, casi di lupara bianca, estorsioni,
usura). Non a caso, sull’intreccio altamurano tra mafia, politica ed affari
sono in corso delicate indagini della Direzione Distrettuale Antimafia. A tutto
ciò, negli ultimi mesi, si è aggiunto lo sconcerto dinanzi alla scoperta delle
frequentazioni di alcuni amministratori cittadini (sindaco, assessore,
presidente del consiglio comunale) con il presunto boss ammazzato di cui, dopo
la morte, hanno addirittura tessuto le lodi
[leggi
qui
]
e dinanzi alla parziale pubblicazione
di intercettazioni in cui amministratori cittadini si intrattenevano a parlare e
scherzare di mazzette e tangenti con gli imprenditori
che hanno in appalto la
raccolta dei rifiuti
[leqqi
qui
]
.

Con evidenza, emerge dunque un quadro che ha smentito
clamorosamente la definizione di “isola felice” che il sindaco Stacca ha
continuato a dare di Altamura per anni, sino a marzo 2010.

Da parte nostra, abbiamo ritenuto fondamentale discutere
apertamente di quanto sta accadendo, segnalare attenzione al problema e la
nostra fame di verità e giustizia, verità e diritti
. Abbiamo perciò sostenuto
gli incontri pubblici, organizzati dal Circolo delle Formiche, con protagonisti
della lotta alla criminalità come il procuratore di Bari Antonio Laudati, i
sostituti procuratori antimafia Desirèe Digeronimo e Roberto Pennisi. In
particolare, abbiamo espresso ed esprimiamo apprezzamento verso il nuovo corso
della Procura di Bari. Ci riferiamo al nuovo e ulteriore compito che i
magistrati inquirenti si sono assegnati
(oltre a quelli già gravosi che
svolgono) ossia raggiungere il territorio, le comunità, muoversi tra le
persone, stare vicini al “popolo” in nome del quale sono chiamati a svolgere il
proprio lavoro.

Riteniamo che non si possa voltare lo sguardo e che la
violenta arroganza criminale imponga una reazione prima di tutto civile. Una
reazione che parta dal basso e riguardi tutti
, singoli cittadini e autorità
locali, chiamati a non fare finta di nulla e reagire con le armi della legalità,
trasparenza, partecipazione, della leale e fiduciosa collaborazione con le
istituzioni preposte alla giustizia e alla sicurezza collettiva.

Lo ripetiamo ancora, proprio nel momento in cui, passata la
furia mediatica conseguente all’ultimo omicidio, uomini delle istituzioni
locali sembrano tornati, in modo imbarazzante e sconfortante, a parlare di una
situazione pressoché normalizzata, di ritorno alla tranquillità, di superamento
dell’emergenza
. Ecco una citazione del sindaco Stacca, agli atti del consiglio
comunale del 14 dicembre scorso: «Stiamo venendo fuori da determinate illazioni,
che non so per quale motivo tutti quanti con grande entusiasmo e grande gioia
ci siamo tuffati nel raccontare. Bugie su bugie sulla comunità altamurana, sui
nostri altamurani, sui nostri imprenditori, sui nostri concittadini. … Il buio
era dipendente dalla cattiveria di tanti che vomitavano falsità su una comunità
sana qual è quella altamurana
»
[leggi
qui il relativo articolo
]
. Anche l’assessore alla cultura Giovanni
Saponaro, in un incontro pubblico tenuto il 28 dicembre, ha ribadito il
concetto parlando di una «strumentalizzazione dei mezzi di informazione» che ha
infangato la positiva immagine di Altamura.

Secondo questi signori basta che tacciano le pistole e, per
incanto, si torna tutti nell’isola felice
; i problemi sono le illazioni,
cattiverie e falsità propalate da mezzi di informazioni e da forze oscure.

Per quanto ci riguarda, vogliamo marcare la nostra più
totale distanza da questo modo di ragionare e torniamo a ringraziare forze
investigative e magistrati impegnati sul territorio
per i risultati raggiunti e
per il lavoro in corso, che speriamo possa portare ad ulteriori e incisivi
esiti. Li ringraziamo anche perché li abbiamo sentiti vicini nell’intendere il
problema “illegalità” non solo come una questione di moralità, buona politica,
buona economia, ma soprattutto come necessità di non privare questa terra di
futuro civile, sociale ed economico, lasciandola a campo di conquista di gruppi
criminali o di malaffare di vario genere.

Altamura, 5 gennaio 2011

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