‘ASTRONAVE’ DI GRUMO. GIUSTIZIA E’ FATTA, ANCHE IN APPELLO

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CONFERMATA LA SENTENZA DI PRIMO GRADO: PRESCRITTI I REATI MA
CONFISCATO IL MEGAIMPIANTO EX TERSAN IN QUANTO ABUSIVO E FUORI LEGGE.

La notizia è di oggi: anche in appello viene confermata la
confisca dell’”Astronave” di Grumo, il mega-impianto di trattamento dei rifiuti
che sorge lungo la statale 96
,
in territorio di Grumo e al confine con quello di
Altamura.

A distanza di un anno esatto dalla sentenza di primo grado,
dunque, la Corte di Appello di Bari (seconda sezione) ha confermato la
contrarietà alla legge dell’autorizzazione e della costruzione di quello che
sarebbe diventato il più grande impianto d’Europa nel suo genere
. Ricordiamo,
infatti, che il 16 ottobre 2009 fu pronunciata la sentenza di primo grado, che
riconobbe l’avvenuta prescrizione dei reati contestati a sei imputati ma
dispose "la confisca e l’acquisizione gratuita" al patrimonio
pubblico (nello specifico, al patrimonio del Comune di Grumo Appula nel cui
territorio stava sorgendo l’impianto) "dei suoli indicati nel capo di
imputazione con tutte le opere che su di essi insistono
", riconoscendo
l’abusività della costruzione
.

Nello specifico, i processi hanno accertato le
responsabilità penali per la costruzione dell’impianto di trattamento dei
rifiuti che sorge a ridosso del Parco dell’Alta Murgia, in zona a protezione
speciale (ZPS) e sito di interesse comunitario (SIC). La famigerata
"Astronave" fu autorizzata nel 2000 dalla giunta provinciale al
trattamento giornaliero di 800 tonnellate di rifiuti (500 di soli fanghi), tra
cui rifiuti speciali delle industrie conciarie e tessili come i fanghi
contenenti cromo
.

Diverse le parti civili costituite in giudizio, tra cui il
WWF, il Codacons, l’Ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia, il Comune di Grumo
Appula e il Comune di Altamura (le cui ragioni sono state sostenute in primo e
secondo grado dall’avvocato Donato Carlucci), che la sentenza di appello ha
ammesso al risarcimento.

Oggi, dunque, rinnoviamo il nostro ‘grazie’ nei confronti
della Magistratura (inquirente e giudicante) per aver reso giustizia
. Un esito
che in questi anni abbiamo atteso con fiducia e che ora conferma appieno le
ragioni ed i motivi delle nostre contestazioni, sollecitazioni, denunce
pubbliche.

Per quanto ci riguarda, in questi anni, abbiamo già tutto
detto e scritto e non abbiamo da aggiungere se non due brevi considerazioni.

L’esito dei due gradi giudizio non libera da gravi
responsabilità politiche i vertici istituzionali di provincia, regione e comuni
,
che certe scelte hanno avallato e che, in questi nove anni, hanno evitato –
nonostante le promesse fatte in diverse campagne elettorali e nonostante le
buone ragioni della contrarietà all’impianto manifestata in più occasioni dalle
popolazioni locali – di decidere sull’annullamento dell’autorizzazione che
avevamo sollecitato.

La nostra gratitudine va ai validissimi Magistrati
inquirenti e giudicanti
. Di questi tempi, il loro lavoro, nella latitanza di
altri poteri democraticamente costituiti ed eletti, si conferma un presidio
istituzionale morale e democratico da difendere come cosa rara e preziosa. A
loro va il nostro grazie!

 

RINVIAMO AD UNA NOSTRA NOTA DEL 16 OTTOBRE 2009, CON CUI DESCRIVEVAMO
L’ACCADUTO ED ESPONEVAMO LE RAGIONI DELLA NOSTRA CONTRARIETÀ CHE PER ANNI
ABBIAMO MANIFESTATO IN MERITO ALL’IMPIANTO

 

Altamura, 19 novembre 2010

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