LA GIUNTA REGIONALE FRENA SU PALE EOLICHE E PANNELLI SOLARI. LO STATO DELLE INCHIESTE IN CORSO

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[Fonte: la Repubblica Bari del 13 maggio 2010, clicca qui]

LA GIUNTA REGIONALE FRENA SU PALE EOLICHE E PANNELLI SOLARI

L´occasione dello stop è una modifica alla legge regionale sulla valutazione d´impatto ambientale che si adegua alla decisione della Corte costituzionale di bocciare il divieto di installazioni nelle aree protette.

La festa è finita. Dopo averli incoraggiati, la giunta regionale frena sugli impianti eolici industriali e, dopo la bocciatura della Corte costituzionale, ridisegna il meccanismo dei vincoli per il fotovoltaico nelle aree protette. L’Assessore all’Ambiente, Lorenzo Nicastro, che ha proposto il ddl di modifica di un paio di articoli della legge regionale sulla valutazione di impatto ambientale del 2001, ci tiene a non parlare di vincoli: "Mi sembra che sul fotovoltaico ci sia un’estensione dal momento che prima nelle aree protette era impossibile mettere pannelli. Il provvedimento non mira ad introdurre nuovi vincoli, ma intende ricondurre ad un’attenta valutazione l’occupazione del suolo e del territorio per la realizzazione di nuovi impianti".

Il ddl è stato approvato poche ore prima che si apprendesse in Parlamento, durante il question time col ministro Elio Vito, che il ministero della Giustizia ha chiesto alle procure di Roma, Bari, Cagliari e Palermo elementi in merito alle infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti per l’eolico. Quella barese è tra le tre procure che "hanno evidenziato l’attualità degli accertamenti in corso e la necessità di mantenere il segreto investigativo". Di eolico industriale, Nicastro si occupa nella relazione al ddl. Alla giunta ha spiegato che "risulta necessario adottare i primi strumenti normativi per limitare l’occupazione di suolo per le nuove installazioni, preferendo le soluzioni off shore". Gli stessi strumenti coi quali si dovranno "orientare le nuove installazioni di fotovoltaico sul territorio già costruito", come i tetti delle abitazioni, le coperture dei capannoni, le serre agricole.

La produzione di energia da fotovoltaico ha superato la soglia indicata nel piano energetico ambientale regionale: è di 250 MW quando il valore obiettivo (che non è prescrittivo) è di 200MW. Così per l’eolico: il valore obiettivo di 4000MW non è stato superato ma le richieste giacenti porteranno il livello di produzione a 20.000MW. Le modifiche proposte alla legge regionale del 2001, sono un primo passo verso una correzione di rotta sulle fonti rinnovabili. In dettaglio si attribuisce alle Province la Via anche per gli impianti non più da 10MW ma da 0,5MW che non siano né centrali termiche, idroelettriche e per lo sfruttamento di fonti rinnovabili. Questi impianti, secondo il ddl, possono essere realizzati anche nelle aree protette, nei Sic (siti di interesse comunitari) e Zps (zone di protezione speciale), beni paesaggistici, gli ambiti territoriali estesi e nelle zone agricole di particolare pregio, ma a condizione che si dimezzi la soglia di 0,5MW. Insomma: una stagione, quella dell’eolico e del fotovoltaico, sembra aver raggiunto il suo picco. D’ora in poi bisognerà "sviluppare – scrive Nicastro – nuovi segmenti di produzione, come solare termodinamico, geotermia e celle a idrogeno".

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FOTOVOLTAICO: DIFENDIAMO IL MADE IN PUGLIA SOSTENIBILE

http://www.notizie-online.it/content/view/25323/41/

Leggiamo con una certa apprensione il dibattito che occupa ormai quotidianamente le pagine dei giornali circa l’ “invasione” delle campagne pugliesi da parte di impianti fotovoltaici. A rischio sono le nostre coltivazioni, la fertilità dei nostri terreni, nonché la sopravvivenza della fauna avicola. Tutelare turismo e agricoltura locali: questa la priorità di chi, giustamente, si preoccupa dell’impatto ambientale e paesaggistico che i grandi “insediamenti” di pannelli fotovoltaici possono avere.

I professionisti di “Geatecno” sono stati i primi ad installare cinque impianti nella città di Bari nel lontano 2005 e oggi la nostra società è tra le poche a considerare come “cliente di riferimento” il mondo dell’autoconsumo (privati e aziende), progettando e realizzando impianti realmente “sostenibili”, in quanto integrati nelle attività produttive e nelle abitazioni. Abbiamo deciso di scrivervi perché temiamo che s’inneschi un clima da “caccia alle streghe”, che non giova agli attori del settore che sviluppano con serietà e passione un made in Puglia di qualità.

Il mercato delle rinnovabili è senza dubbio uno dei pochi settori dell’economia in fermento, incentivato dalla necessità dei Paesi occidentali di ridurre le emissioni di CO2, urgenza, questa, che ha spinto gli Stati europei a far diminuire il prezzo dei moduli in modo da rendere ammortizzabili i costi di produzione di un impianto fotovoltaico semplicemente con il risparmio in bolletta.

Assistiamo alquanto perplessi all’opera di implementazione di grandi impianti “a terra”, i quali rappresentano un ottimo investimento finanziario grazie alla “bontà” economica dell’attuale sistema incentivante, ma che spesso non sono duraturi nel tempo e non portano ricchezza al territorio.

Come più volte avete ricordato negli scorsi giorni, numerose multinazionali hanno visto la Puglia come “l’Eldorado delle rinnovabili” grazie alla “fluidità” dell’iter delle autorizzazioni (aspetto assolutamente da difendere); in questa fase di espansione del settore, privati ed aziende devono prestare massima attenzione alla professionalità degli operatori cui si rivolgono, scegliendo chi fa “consulenza” piuttosto che chi punta semplicemente a vendere un prodotto.

Non facciamo passi indietro, non sprechiamo opportunità: la Puglia deve restare leader nazionale nella produzione di energia pulita e, al contempo, combattere le speculazioni per tutelare il suo meraviglioso paesaggio. La soluzione non serve cercarla lontano, forse basta guardare con un po’ di attenzione in più proprio dentro casa nostra.

Dott. Giuseppe Bratta
(Sales Manager GEATECNO s.r.l. – Ingegneria Energia Ambiente)

 

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Estratto del resoconto stenografico della seduta n. 320 di mercoledì 12 maggio 2010 della Camera dei Deputati

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA 

RISPOSTA DEL MINISTRO

ELIO VITO, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, come ha ricordato l’onorevole Palomba, nella sua interrogazione sono esposte alcune notizie riportate dagli organi di stampa sulle infiltrazioni della criminalità organizzata in connessione alla realizzazione di impianti di energia eolica in diverse parti del territorio del nostro Paese. Il Ministero della giustizia ha interessato della questione le procure della Repubblica di Roma, Bari, Cagliari e Palermo, competenti per i fatti segnalati.

Le prime tre procure hanno evidenziato l’attualità degli accertamenti in corso e la necessità di mantenere il vigente segreto investigativo. La procura di Palermo ha confermato il forte interesse dei gruppi mafiosi per gli investimenti nel settore dell’energia eolica. In particolare, ciò è emerso in un procedimento definito con giudizio abbreviato nei confronti di alcuni imputati in data 3 marzo 2010 e per altri imputati pendente con rito ordinario presso il tribunale di Marsala. Un ulteriore procedimento sulla tematica eolica è iscritto nei confronti di soggetti della provincia di Agrigento.

Ulteriori elementi in ordine ad iniziative poste in essere per contrastare tali fenomeni sono stati forniti dal Ministero dell’interno. Nell’operazione «Eolo», ricordata anche nell’interrogazione dell’onorevole Palomba, sono state emesse ordinanze cautelari nei confronti di otto persone, ritenute tra l’altro responsabili di reati anche di carattere mafioso nel settore della produzione di energia elettrica e in particolare nella realizzazione di un parco eolico. Per i reati contestati sono state pronunciate varie condanne con rito abbreviato.

Va poi ricordato che nel marzo 2008 la direzione distrettuale antimafia di Lecce ha concluso l’operazione «Canali» e nel corso dell’indagine sono state eseguite 24 ordinanze di custodia cautelare.

Relativamente all’ipotizzato interesse della criminalità organizzata nella realizzazione di impianti eolici in Sardegna, una delega di indagine è stata conferita dalla procura della Repubblica di Cagliari al nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza, concernente accertamenti sulla Pag. 22regolarità della concessione di un’area per la realizzazione di impianti eolici, nonché sulle compagini societarie coinvolte.

Tutto ciò quindi per confermarle, onorevole Palomba, che il Governo segue con attenzione le problematiche che lei ha segnalato.

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DI SEGUITO IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE

Iniziative per la trasparenza nel settore degli appalti e per impedire l’ingerenza della criminalità organizzata nella realizzazione di impianti di energia eolica – 3-01061

PALOMBA, MESSINA, LEOLUCA ORLANDO, SCILIPOTI, ZAZZERA e BORGHESI – Al Ministro della giustizia. – Per sapere – premesso che:

  • gli organi di stampa hanno riferito con grande rilievo di un’inchiesta della procura di Roma su un presunto comitato d’affari che avrebbe gestito alcuni appalti in maniera illecita;
  • risulta che le indagini sarebbero concentrate sul Credito cooperativo fiorentino e coinvolgerebbero uno dei coordinatori del partito del Popolo della libertà, che risulta iscritto nel registro degli indagati per il reato di corruzione;
  • nel registro degli indagati, sempre per il reato di corruzione, risultano iscritti anche l’imprenditore Flavio Carboni, il direttore dell’Arpa Sardegna Ignazio Farris e il consigliere provinciale di Iglesias Pinello Cossu;
  • sempre da notizie di stampa risulta che gli accertamenti su quello che si ritiene essere stato un giro di appoggi e di promesse per favorire alcuni imprenditori siano stati avviati nel 2008, nel quadro di un’altra indagine avviata dalla direzione distrettuale antimafia;
  • al centro dell’indagine risultano, soprattutto, gli appalti per l’energia eolica in Sardegna e in altre regioni d’Italia;
  • anche la procura della Repubblica di Cagliari ha aperto un’inchiesta sulle energie rinnovabili e il precedente presidente della regione Sardegna ha più volte denunciato infiltrazioni mafiose nel business dell’eolico;
  • in Italia sta iniziando un processo di diversificazione e di trasformazione nella produzione energetica ecocompatibile, che vede la crescita esponenziale di impianti ad energia pulita, sia pure partendo da una situazione di inizio fortemente limitata. Dalle ultime statistiche pubblicate da Legambiente nel nostro Paese si registra una notevole crescita di impianti di energia rinnovabile;
  • ma recentemente vi sono state notizie di preoccupanti interferenze speculative sul nuovo mercato dell’eolico, che fanno vedere infiltrazioni della criminalità organizzata che ha allungato i suoi tentacoli in diversi territori. A parte l’inchiesta che riguarda la Sardegna, il 17 febbraio 2009, nell’ambito delle indagini su dinamiche politiche e imprenditoriali relative alla realizzazione di parchi eolici in Sicilia, i militari del nucleo investigativo del comando dei carabinieri della provincia di Trapani e gli agenti di polizia della squadra mobile, su richiesta della procura antimafia, hanno eseguito 8 ordinanze di custodia cautelare;
  • il comunicato stampa sull’operazione antimafia «Eolo», pubblicato dalla questura di Trapani, sezione criminalità organizzata, ha registrato fra gli arrestati: Agate Giovan Battista, pluripregiudicato mafioso, Campana Baldassare, responsabile dello sportello unico attività produttive del comune di Mazara del Vallo, Cuttone Antonio, imprenditore e consigliere comunale (Forza Italia), Franzinelli Luigi, imprenditore, Martino Vito, imprenditore, già assessore e consigliere comunale (Forza Italia), Sucameli Giuseppe, architetto del comune di Mazara del Vallo e in atto detenuto per associazione mafiosa;
  • le accuse sono state di reato di associazione di tipo mafioso «per aver consentito all’associazione mafiosa denominata Cosa nostra, e in particolare alla famiglia mafiosa di Mazara del Vallo, il controllo di attività economiche, di autorizzazioni, di appalti e di servizi pubblici nel settore della produzione di energia elettrica mediante impianti eolici, nonché allo scambio di voti politico-mafioso» e «concorso nella rivelazione di notizie di ufficio segretate, concernenti lo schema di convenzione per la realizzazione di un parco eolico a cura della società Enerpro;
  • carabinieri e polizia hanno reso noto di «aver appurato che l’attività criminosa posta in essere da imprenditori e politici abbia avuto un imprimatur mafioso che ha orientato modalità e obiettivi dell’attività delittuosa allo scopo di controllare occultamente l’intero comparto produttivo nel territorio, anche mediante l’affidamento dei lavori necessari per la realizzazione degli impianti eolici (…) per un affare di centinaia di milioni di euro, ai quali si erano aggiunti, per la stessa entità, gli ingenti finanziamenti regionali di cui le imprese in argomento avevano in ultimo beneficiato»;
  • esponenti di Cosa nostra avrebbero avuto un ruolo determinante nella strategia delittuosa, controllando e gestendo concessioni, appalti e autorizzazioni nel settore degli impianti eolici;
  • nell’ambito di una gara per l’autorizzazione a realizzare parchi eolici nel comune di Mazara del Vallo, Luigi Tamburello avrebbe prescelto la società Sud Wind s.r.l., perché la più adatta a perseguire gli scopi dell’organizzazione mafiosa;
  • in cambio di soldi, il consigliere comunale di Forza Italia Vito Martino sul piano politico avrebbe favorito la società Sud Wind s.r.l. nell’assegnazione della convenzione per la costruzione del parco eolico, mentre Saladino avrebbe illecitamente carpito l’offerta della società concorrente Enerpro per modificare e rendere più competitiva la proposta della Sud Wind s.r.l.;
  • socio della Sud Wind s.r.l. è l’imprenditore Luigi Franzinelli e l’impresa, inoltre, sarebbe appoggiata anche dal mafioso Giovan Battista Agate;
  • Luigi Franzinelli è collegato a diverse società, come la Eolo Lazio srl, la Eolo Murge srl, Esseolica srl, Gioia tower corporation srl, Sardeolica srl e altre ancora;
  • l’identificazione delle persone e delle società coinvolte nell’inchiesta siciliana ha, inoltre, evidenziato preoccupanti legami con la realizzazione di impianti eolici anche nel territorio pugliese;
  • il comune pugliese di Minervino Murge, peraltro, in quest’ultimo anno sembra essersi distinto per l’incredibile incremento delle strutture energetiche eoliche (si posiziona come secondo nella classifica dei primi 100 comuni dell’eolico);
  • una delle persone coinvolte nel processo penale che si avvierà nel 2010 dinanzi al tribunale di Canosa di Puglia per la costruzione di strutture eoliche abusive nel comune di Minervino Murge e di una cabina-sottostazione nel comune di Spinazzola è indagato nell’operazione siciliana «Eolo», nonché titolare della Murgiaeolica s.r.l.;
  • dalle sopra citate indagini emergerebbe l’interesse della criminalità organizzata nel trasformare la realizzazione delle centrali eoliche, finanziate con ingenti investimenti pubblici, in un colossale business, attraverso joint venture tra imprenditoria, cosche e politici, attraverso il quale le diverse mafie economiche estendono le proprie ramificazioni in vari territori, incuranti anche della devastazione e della depredazione dell’ambiente che impianti dettati solo dalla becera speculazione producono -:

quali iniziative il Ministro interrogato intenda adottare al fine di assicurare maggiore trasparenza nel settore degli appalti ed impedire che in Sardegna, come anche in Puglia ed in Sicilia, si verifichi l’ingerenza della criminalità organizzata nella realizzazione di impianti di energia eolica.
(3-01061)