QUESTI I TERRITORI DEL BARESE A FAVORE DEI QUALI LA GIUNTA REGIONALE HA DELIBERATO L’ESTENSIONE DELLA RICHIESTA DI ACCESSO AL FONDO DI SOLIDARIETÀ PER IMPRESE AGRICOLE A SEGUITO DEI DANNI CAUSATI DALLE GELATE DI GENNAIO.

La deliberazione è stata pubblicata nel Bollettino ufficiale regionale. Disponibile da qui:
http://beta.regione.puglia.it/…/be927d25-b932-404d-8449-6aa…

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Riporto di seguito la nota di una decina di giorni fa con sui ho diffuso la notizia.

Danni per le gelate di gennaio: deliberazione della giunta per estendere accesso al fondo solidarietà ad imprese agricole province Bari e Bat.
[http://www.consiglio.puglia.it/…/Danni-gelate-gennaio–Colo…]

La Giunta regionale ha approvato la delibera con cui si chiede al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali di estendere la copertura degli indennizi per i danni subiti alle colture, a seguito della gelata della prima decade di gennaio scorso, anche a favore dei territori delle province di Bari e BAT.
È davvero una buona notizia. Un risultato che vede confermati gli impegni presi dall’Assessore all’Agricoltura Di Gioia e premiato l’impegno, in termini di collaborazione e impulso, di associazioni di categoria del mondo agricolo e dei consiglieri regionali, io tra questi, che avevano sollecitato un esito di questo tipo.
Ricordo che un’importante occasione per fare il punto della situazione è stata l’audizione del 3 aprile scorso – in IV commissione, sollecitata dal collega Damascelli – di dirigenti del dipartimento regionale agricoltura, rappresentanti regionali di alcune associazioni rappresentative degli agricoltori (COLDIRETTI, CIA, CONFAGRI, COPAGRI) e dell’Ordine degli Agronomi in ordine ai danni subiti dalle aziende agricole e zootecniche a seguito delle abbondanti nevicate e soprattutto delle gelate dei primi giorni dell’anno. Eventi che indussero la Giunta regionale a procedere alla declaratoria di stato di calamità naturale, con la delibera n. 295 del 7 marzo scorso.
In quella seduta di commissione, si affrontò in particolare il tema delle iniziative utili a ricomprendere le aziende operanti nei territori delle province di Bari e BAT nel novero dei beneficiari degli interventi previsti dal decreto legislativo n. 102 del 2004 nell’ambito del Fondo di Solidarietà Nazionale istituito presso il Ministero.
È bene ricordare che la Regione aveva proceduto tempestivamente a dichiarare lo stato di crisi e a effettuare, attraverso i propri uffici, le prime stime dei danni. Dai sopralluoghi effettuati nelle 6 Province i danni sono ammontati ad oltre 180 milioni di euro.
Si era riscontrato tuttavia che quelli rilevabili nei territori delle province di Bari e BAT non superavano il 30 per cento della produzione lorda vendibile (PLV), condizione minima per poter accedere alle misure del Fondo di Solidarietà Nazionale.
Diverse volte ho sottolineato la necessità di mettere in campo ogni iniziativa utile a consentire anche alle aziende agricole e zootecniche di tali territori di accedere agli interventi di natura compensativa previsti dal d.lgs. 102/2004, anche perché molti danni subiti dalle colture (ad esempio uliveti, mandorleti, ecc.) non potevano essere riscontrati nell’immediatezza degli eventi atmosferici calamitosi (avvenuti in pieno inverno) ma solo in un momento successivo, alla ripresa dello stato vegetativo, quindi da due mesi a questa parte.
Durante l’audizione del 3 aprile, i dirigenti regionali confermarono che si stava procedendo a nuovi sopralluoghi e ad una nuova valutazione dei danni, anche in virtù della richiesta del Ministero di spacchettare i dati relativi alle due province, prima inviati dalla Regione in modo congiunto. La necessità di rispondere alla richiesta del Ministero metteva in condizione la Regione di operare nuove verifiche e aggiornare le valutazioni alla luce delle ulteriori verifiche e stime dei danni.
Dall’audizione emerse un’altra indicazione positiva: si sarebbe proceduto a delimitare gli ambiti territoriali colpiti spingendosi a individuare singole particelle, non limitandosi ai dati aggregati su base provinciale o comunale (come si era operato nella prima fase). Tanto avrebbe reso possibile isolare le singole situazioni di danno, quindi quelle in cui era possibile riscontrare il requisito minimo utile per l’accesso al fondo, vale a dire la sussistenza di danni superiori al 30 per cento della produzione lorda vendibile (art. 5 del d.lgs. 102/2004).

Il supplemento di istruttoria e l’ulteriore ricognizione operata negli ultimi due mesi ha dato ora evidenza del fatto che, con la ripresa vegetativa delle piante colpite e l’aumento delle temperature, i danni alle colture, in particolare agli uliveti, sono superiori al 30%.
Da qui, l’ultima deliberazione di Giunta. Ringrazio l’Assessore all’Agricotura, le strutture regionali per lo sforzo compiuto in questi mesi, le organizzazioni di categoria per l’importante contributo fornito alla regione e i colleghi consiglieri che, assieme a me, hanno tenuto alta l’attenzione sul tema.

Ricordo, comunque, che:
– il supplemento di istruttoria è stato possibile ed ora ha consentito alla Giunta regionale di chiedere l’estensione della copertura del Fondo ai territori interessati anche nel barese e nella BAT solo in quanto la Giunta regionale è riuscita a completare la procedura di delimitazione dei territori colpiti e di accertamento dei danni conseguenti e quindi a deliberare (n. 295 del 7 marzo), entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla cessazione dell’evento dannoso, la proposta di declaratoria della eccezionalità dell’evento, come prevede l’art. 6 del d.lgs. 102/2004.
– Come ha già chiesto la Giunta regionale è necessario, considerata l’assoluta eccezionalità degli eventi, che il Governo nazionale conceda una deroga a quanto previsto dal fondo di solidarietà nazionale, così da garantire risarcimenti anche per i danni alle produzioni assicurabili come da Piano Assicurativo Nazionale (esclusi dalle agevolazioni previste dal d.lgs. n. 102/2004) e per tutelare, quindi, le aziende non assicurate. Opportuna, in tal senso, è l’interlocuzione avviata a gennaio tra il governo regionale e il governo centrale che mi auguro sortisca risultati.
– La deroga è importante perché le agevolazioni previste non consistono solo in contributi e indennizzi a fronte dei danni subiti, ma anche in agevolazioni previdenziali (l’esonero parziale del pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali propri e per i lavoratori dipendenti, in scadenza nei dodici mesi successivi alla data in cui si è verificato l’evento) e proroghe delle scadenze delle rate di operazioni di credito agrario effettuate dalle imprese agricole.

In questi mesi sono emersi, a fronte di eventi meteorologici che, in varie forme, si presentano non più con i caratteri dell’eccezionalità, i forti limiti della legislazione nazionale e della relativa disponibilità di risorse finanziarie. Come pure è emersa l’esigenza di aggiornare e rendere più incisive e tempestive le procedure definite dalla normativa regionale. In particolare, ho già rilevato i limiti e i ritardi che, anche in questa occasione, si sono manifestati nella fase di ricognizione dei danni e delle conseguenze di avversità atmosferiche di carattere eccezionale; una fase che, in base alla legge regionale n. 24/1990, dovrebbe vedere i Comuni protagonisti attivi e tempestivi, in quanto tenuti alla ricezione delle domande di concessione delle provvidenze e a provvedere a fornire all’assessorato regionale all’agricoltura informazioni e dati.

ENZO COLONNA

 

STATALE 96: A LUGLIO PREVISTA APERTURA PRIMO TRATTO ALTAMURA-TORITTO.

Stanno proseguendo i lavori di raddoppio della strada Statale 96 “Barese” e nei prossimi mesi alcuni tratti dovrebbero essere aperti alla circolazione, mettendo fine a buona parte dei disagi per chi la percorre ogni giorno.
Ne ho avuto conferma dai responsabili dell’Anas, con i quali, sin dai primi mesi del mio mandato, ho avviato una proficua e costante interlocuzione per conoscere lo stato di attuazione dei lavori e i tempi relativi alla loro conclusione.
In particolare, saranno completati nel prossimo mese di luglio i lavori riguardanti il 2° stralcio, ossia il tratto compreso tra la fine della variante di Altamura e l’inizio di quella di Toritto.
Subirà invece uno slittamento al prossimo mese di ottobre l’apertura alla circolazione del tratto Toritto-Modugno, inizialmente prevista per giugno. Tale tempistica è dovuta alle molteplici criticità connesse con l’esecuzione dei lavori, che hanno riguardato per un verso l’acquisizione delle aree e l’eliminazione delle interferenze (Enel, Acquedotto Pugliese, Telecom) e, per l’altro, le operazioni di spostamento di un manufatto (un torrino) di valore storico-archeologico rinvenuto lungo il nuovo tracciato stradale all’altezza di Palo del Colle, operazioni complesse e onerose avvenute sotto la direzione della Sovrintendenza per i Beni Archeologici di Bari.
Per l’adeguamento della sede stradale del I lotto (dall’inizio della variante di Altamura fino all’innesto con la statale 99 per Matera), dai vertici del Coordinamento territoriale dell’Area Adriatica della società viene confermata l’ultimazione dei lavori per maggio 2018. Con riguardo a tale tratto ho chiesto all’ANAS di poter effettuare un sopralluogo sui cantieri dei lavori in corso, al fine di verificarne lo stato di avanzamento e approfondire, con l’ausilio di tecnici della società, alcuni peculiari problematiche relative in particolare alle condizioni di accessibilità ai fondi e alle proprietà ivi insistenti.
Infine, l’intervento più problematico riguarda i lavori di ammodernamento e adeguamento della statale a ridosso di Toritto (1° stralcio). Iniziato nel marzo 2010, ha subito, com’è noto, un fermo a seguito della rescissione del contratto con la ditta aggiudicataria dei lavori disposta nel mese di ottobre 2014. Attualmente – come riferito dall’Anas – è in corso l’aggiornamento del progetto esecutivo che consentirà di procedere, entro fine anno, ad una nuova gara di appalto.

GESTIONE PUBBLICA DELL’ACQUA E FUTURO DI AQP

I lavori del Tavolo tecnico/politico attivato presso il Consiglio regionale con il compito di delineare la futura gestione del servizio idrico integrato pugliese allo scadere della concessione ad Acquedotto Pugliese Spa sono terminati. Oggi si sono tratte le conclusioni alla luce dei contributi pervenuti, già a disposizione di tutti nel portale del Consiglio (da qui).
Due le ipotesi prese in considerazione: – l’affidamento diretto “in house” ad AQP – l’affidamento ad una Azienda speciale risultante dalla trasformazione di AQP.
Nel primo caso, AQP dovrebbe mutare il suo assetto di governance e prevedere la partecipazione (in forme tutte da definire) dei Comuni al fine di consentire quel ‘controllo analogo’ indispensabile per questa modalità di affidamento.
La seconda ipotesi presenta grandissime difficoltà giuridiche. Occorre in primo luogo fare i conti con la riserva statale sulla materia ribadita in più occasioni dalla Corte Costituzionale [per il caso Molise, v. doc. 5.4, da qui], secondo cui la regione non può esercitare le funzioni dell’autorità d’ambito e non può disporre l’affidamento della gestione ad un soggetto determinato. Procedure per l’individuazione del soggetto gestore e affidamento del servizio sono infatti prerogative riservate, per legge, all’Autorità Idrica Pugliese, soggetto rappresentativo di tutti i comuni pugliesi, autonomo e distinto dalla Regione. Ne consegue che l’AIP non potrebbe procedere ad un affidamento diretto ad una Azienda Speciale della Regione rispetto alla quale non avrebbe un diretto controllo. Tale Azienda dovrebbe concorrere, come qualunque altro operatore pubblico o privato, ad un’eventuale gara pubblica indetta dall’AIP per l’affidamento del servizio.
In ogni caso è necessario verificare preliminarmente la possibilità di prorogare l’attuale termine di scadenza della gestione del servizio idrico, fissato al 31 dicembre 2018, ritenendolo di natura contrattuale e non legislativamente imposto. Un’ipotesi che ho formulato durante i lavori del Tavolo e che ha trovato argomenti condivisi da tutti i partecipanti al tavolo. In particolare, registro con estremo favore la posizione espressa dal Presidente dell’AIP , Nicola Giorgino, il quale ha convenuto sulla necessità di chiarire il punto anche con il supporto di Anac e dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico. Laddove chiarita tale preliminare questione, si risolverebbe a monte, eliminandolo, il problema dell’affidamento e ciò consentirebbe di affrontare con maggiore serenità, senza l’assillo della scadenza dell’attuale concessione, altre importanti questioni come: – il coinvolgimento dei comuni negli assetti di governance di AQP; – più puntuali garanzie per l’accesso al minimo vitale d’acqua da parte dei cittadini in condizioni di bisogno; – forme di partecipazione dell’utenza e dei lavoratori nel controllo e nella definizione degli indirizzi di gestione del servizio; – obiettivi di risparmio e recupero del bene acqua.
Al di là delle strumentalizzazioni e posizioni politiche espresse in queste settimane, credo che tutti abbiano preso atto della complessità del tema. Una qualsivoglia soluzione non può autoavverarsi per la semplice circostanza di volerla o annunciarla. Finalmente ci si è resi conto che non basta una semplice deliberazione di giunta, come inizialmente proposto da M5S e Comitati Acqua Bene Comune, per trasformare AQP da società per azioni in azienda speciale regionale e che, comunque, una trasformazione del genere non risolverebbe affatto il problema dell’affidamento del servizio. Questa maggiore consapevolezza è circostanza da cogliere con estremo favore ed è da ascrivere ai lavori del Tavolo, egregiamente supportati dalla Sezione Affari e Studi Giuridici e Legislativi del Consiglio regionale. Credo che sia questa acquisita consapevolezza a indurre ora, con un cambio di passo, i colleghi del M5S ad evocare come necessario uno specifico intervento del legislatore nazionale, vista la riserva statale sulla materia, o a profilare altre soluzioni come un’azienda speciale consortile partecipata dai Comuni [ipotesi suggestiva e tutta da verificare sotto il profilo tecnico-giuridico e, peraltro, già formulata nel mio contributo scritto del 17 maggio (doc. 5.2, da qui)].
Infine, è necessario sottolineare un dato emerso con chiarezza dai lavori del Tavolo: nessuno, con ruoli politici o di governo nella Regione, ha sostenuto la privatizzazione di AQP e, tanto meno, nessuno ha caldeggiato l’ipotesi di una gara d’appalto per l’affidamento del servizio idrico (che, in tal modo, potrebbe finire in mani private).
Tutti hanno rimarcato la centralità strategica regionale di AQP, che è, sì, una società per azioni, ma a questa i massimi organi giurisdizionali riconoscono natura pubblicistica, sussistendo tutti gli elementi caratterizzanti un “organismo di diritto pubblico”: – controllo patrimoniale integrale da parte della Regione Puglia; – compiti di interesse generale; uso di beni demaniali (le reti); – obbligo di reinvestire gli utili nell’implementazione del servizio pubblico; – finanziamento con fondi pubblici. Come ha sottolineato il Consiglio di Stato, «la trasformazione dell’Ente Autonomo Acquedotto Pugliese in società per azioni, per effetto della privatizzazione soltanto formale disposta dal d.lgs. n. 141/1999, non ne ha mutato la precedente natura pubblicistica».
Per un verso, dunque, il tema della ripubblicizzazione di AQP si rivela una questione puramente nominalistica, essendo AQP già un ente di natura pubblica, dall’altro, del tutto infondati (o pretestuosi) sono i sospetti in merito ad una privatizzazione di AQP e ad una deriva privatistica della gestione del servizio idrico.
In questa delicata fase, allora, sarebbe necessario ritrovare una grande unità di intenti e di azione dell’intera classe politica regionale e degli attori sociali più motivati (come i Comitati Acqua Bene Comune), per affrontare il vero nodo: preservare, alle condizioni normative date, la centralità di AQP e la natura pubblicistica di questo ente a cui affidare per i prossimi anni la gestione del servizio idrico pugliese, scongiurando l’ipotesi, che in astratto potrebbe farsi strada tra i comuni pugliesi riuniti nell’Autorità Idrica Pugliese, di affidarsi al mercato con il ricorso ad una gara d’appalto per l’affidamento del servizio idrico.
ENZO COLONNA (consigliere regionale, gruppo “Noi a Sinistra per la Puglia”)

GESTIONE PUBBLICA DELL’ACQUA E FUTURO DI AQP

I lavori del Tavolo tecnico/politico attivato presso il Consiglio regionale con il compito di delineare la futura gestione del servizio idrico integrato pugliese allo scadere della concessione ad Acquedotto Pugliese Spa si avviano a conclusione. Oggi, 29 maggio, si trarranno le conclusioni alla luce dei contributi pervenuti, già a disposizione di tutti nel portale del Consiglio [da qui: http://www.consiglio.puglia.it/…/Mozione-di-trasformazione-…].

STUDIO SULL’UOMO DI ALTAMURA: SI TORNA AD IPOTIZZARE L’ESTRAZIONE DEL FOSSILE. FERMATEVI E INFORMATE LA CITTÀ

Mi erano giunte voci da qualche settimana, ma non ero riuscito ad acquisire conferme ufficiali. Ieri poi ne ha scritto la Gazzetta [http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/…/via-a-pisa-allo-st…]: docenti di biologia e di antropologia delle Università di Pisa, Roma e Firenze stanno sviluppando un progetto finalizzato, tra l’altro a promuovere, previa estrazione, la conservazione e la futura musealizzazione dello scheletro fossile scoperto nel 1993 in una cavità dell’Alta Murgia ad Altamura, zona Lamalunga, conosciuto come l’Uomo di Altamura, probabilmente il più completo scheletro di Neanderthal.
Torna dunque la prospettiva della estrazione e dello spostamento del fossile come qualcuno già ipotizzò qualche anno fa.
Come in quella occasione, torno a porre alcune domande.
Chi e quando ha deciso un intervento così drastico, definitivo, irrimediabile? In Comune ne sono informati? Perché la rimozione? Dove è destinato ad essere collocato il fossile? È tecnicamente sicura la rimozione? Chi lo assicura, quali garanzie ci sono? Perché sottrarlo ad un contesto ambientale unico?
La questione è di una tale rilevanza che occorrono preliminari e dettagliate informazioni e l’ampio coinvolgimento della cittadinanza altamurana e della comunità scientifica.
Quindi… fermatevi, informateci.

Al via il piano di monitoraggio del Pertusillo

Invasi Pertusillo e Locone.
Primo obiettivo raggiunto: Giunta regionale approva piano di monitoraggio sulla qualità delle acque.

https://www.altamuralife.it/notizie/al-via-il-piano-di-monitoraggio-del-pertusillo/

A breve partiranno le operazioni di monitoraggio e controllo sulla qualità delle acque degli invasi del Locone (nella zona di Minervino Murge) e del Pertusillo (situato in Basilicata, nella Val d’Agri), fondamentali fonti di approvvigionamento della rete idrica pugliese.

È in sintesi il contenuto della deliberazione della Giunta regionale n. 567 del 18 aprile 2017 di cui da notizia il consigliere regionale Enzo Colonna.
L’iniziativa regionale prende le mosse dalla necessità di svolgere approfondite indagini sulla qualità delle acque, in particolare a seguito degli episodi di morìa di specie ittiche avvenuti nel Pertusillo tra gli anni 2010 e 2015 e, soprattutto, dopo la sospetta contaminazione dell’area in prossimità dell’invaso causata da recenti sversamenti di petrolio.

Per questo la Giunta regionale ha adottato un “Piano operativo di monitoraggio e controllo di contaminanti ambientali nell’ecosistema acquatico”, la cui attuazione vede coinvolti diversi istituti di ricerca quali l’Istituto Superiore di Sanità, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata, l’Istituto di Igiene e Profilassi del Policlinico di Bari e la Facoltà di Veterinaria dell’Università di Bari.
Le risorse per le attività di monitoraggio e studio saranno recuperate dal fondo istituito con il decreto legge 29 dicembre 2016, n. 243 convertito in legge 27 settembre 2016 n. 18: tale fondo prevede uno stanziamento di 1 milione di euro per l’anno 2017 per la verifica dello stato di qualità delle matrici naturali nella località Burgesi del comune di Ugento, località destinataria dell’acqua potabilizzata derivante dai due invasi.

“Con questa delibera la Giunta dà seguito agli impegni che il Governo regionale aveva assunto in Consiglio rispondendo alle sollecitazioni che avevo espresso nei mesi scorsi mediante interrogazioni urgenti, in particolare dopo la sospensione dell’attività del Centro Olio di Val d’Agri di Viggiano (Potenza) per 90 giorni, decisa dalla Giunta regionale della Basilicata nell’aprile scorso, in seguito allo sversamento di petrolio accertato nella zona” commenta Colonna.

Rigenerazione urbana: 108 milioni di euro dalla Regione

Fare presto e bene.

https://www.altamuralife.it/notizie/rigenerazione-urbana-108-milioni-di-euro-dalla-regione

Sostenere interventi destinati a creare o migliorare servizi in aree urbane caratterizzate da marginalità sociale ed economica, favorendo processi di inclusione sociale delle fasce disagiate della popolazione residente.
Sono questi i principali obiettivi del bando sulla rigenerazione urbana, approvato, su proposta dell’Assessore alla Pianificazione territoriale e Urbanistica Anna Maria Curcuruto, dalla Giunta regionale con delibera del 4 maggio scorso e pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione n. 59 del 23 maggio 2017.

” Decorrono dunque da ieri- spiega l’assessore Curcuruto- i sessanta (60) giorni per la candidatura dei comuni come “Autorità Urbana” . A queste, selezionate nella prima fase, saranno assegnati i finanziamenti da 2 a 6 milioni di euro, per progettare entro i successivi 120 giorni dalla designazione gli interventi coerenti con la Strategia Integrata per lo Sviluppo Urbano Sostenibile presentata”.
Alla misura, che rientra nell’ambito delle strategie, priorità ed obiettivi specifici dell’Asse XII del Piano Operativo Regionale FESR-FSE Puglia 2014 – 2020, è assegnata una dotazione finanziaria di complessivi 108 milioni e 100 mila euro, destinati a finanziare progetti mirati al raggiungimento di quattro macro obiettivi tematici: energia sostenibile e qualità della vita; adattamento al cambiamento climatico; prevenzione e gestione dei rischi, tutela dell’ambiente e valorizzazione delle risorse culturali e ambientali, inclusione sociale; lotta alla povertà.

Il bando è destinato ai Comuni pugliesi che, in forma singola o associata, abbiano una popolazione residente pari o superiore a 15 mila abitanti e che abbiano approvato, al momento della presentazione della domanda, il Documento Programmatico di Rigenerazione Urbana (DPRU).
Entro le ore 12 del 22 luglio 2017, i Comuni dovranno candidarsi come “Autorità Urbana”, dimostrando di essere dotati di adeguata capacità amministrativa e di una Strategia Integrata per lo Sviluppo Urbano Sostenibile (SISUS) che, partendo dall’analisi del proprio contesto territoriale, individui ile infrastrutture e i servizi necessari a migliorare la vivibilità dei quartieri, ridurre il disagio abitativo, innalzare la qualità architettonica e la qualificazione ecologica degli edifici, ridurre il consumo delle risorse, riconnettere il tessuto urbano, in modo da favorire processi di inclusione sociale e contrastare fenomeni di degrado e disagio.
Ogni Comune potrà prendere parte ad una sola proposta progettuale e aderire ad un’unica Area Urbana.
La definizione degli interventi da finanziare deve avvenire attraverso un modello di intervento che preveda la partecipazione della cittadinanza, chiamata a interpretare un ruolo attivo e di responsabilità sia in fase di definizione delle scelte progettuali che di gestione e presa in carico delle attrezzature e servizi.

Alle Autorità Urbane selezionate saranno assegnati i finanziamenti sino ad un massimo di 6 milioni di euro (a seconda degli obiettivi tematici che si intende perseguire) per progettare, entro i successivi 120 giorni, interventi coerenti con la loro strategia e con quelle regionali ed europee per la rigenerazione urbana sostenibile.

“Questa misura commenta il consigliere regionale Enzo Colonna – conferma l’attenzione della Regione Puglia alle tematiche della qualità dei contesti abitati e dell’uso sostenibile delle risorse, in coerenza anche con le disposizioni sulla rigenerazione urbana previste dalla legge regionale n. 21/2008, e rappresenta un’importante occasione per i Comuni pugliesi. Quanto alla nostra Città – aggiunge il consigliere – già da diverse settimane avevo segnalato agli amministratori altamurani l’arrivo di questa misura e la necessità di elaborare una proposta progettuale. Due sono le aree urbane su cui, a mio parere, è necessario concentrare l’attenzione: il quartiere Carpentino/Parco Bersaglio o la zona di via Selva (in particolare, via Lago Passarello), con la previsione di interventi su aree già comunali finalizzati a ridurre disagio sociale e abitativo e superare condizioni di degrado urbano che si protraggono da decenni”.

“Essere umani” sta per “fare gli umani”.

Mi hanno riferito che oggi alcune famiglie di rifugiati con bambini sono state rimandate via da Altamura. Spero sia tutto falso. Diversamente, domandiamoci: chi siamo? Cosa siamo diventati?
Dirsi “esseri umani” non è un’etichetta o uno stato che ci è stato appiccicato alla nascita e rimane a vita.
È un impegno quotidiano. “Essere” non è un sostantivo, è un verbo. “Essere umani” sta per “fare gli umani”. Implica uno sforzo, impegno ben maggiore del respirare e appagare i propri bisogni.
Ognuno può pensarla come crede: avere i peggiori giudizi su (effettivamente pessime) politiche migratorie, i peggiori giudizi su una (effettivamente pessima) politica dell’accoglienza, i peggiori giudizi su (effettivamente pessime) amnesie e incapacità dell’amministrazione comunale in carica. Ci sta tutto e il suo contrario.
Ma prima, dopo e soprattutto… si è e si resta umani.

INVASI PERTUSILLO E LOCONE: PRIMO OBIETTIVO RAGGIUNTO. GIUNTA REGIONALE APPROVA PIANO DI MONITORAGGIO SULLA QUALITÀ DELLE ACQUE.

A breve partiranno le operazioni di monitoraggio e controllo sulla qualità delle acque degli invasi del Locone (nella zona di Minervino Murge) e del Pertusillo (situato in Basilicata, nella Val d’Agri), fondamentali fonti di approvvigionamento della rete idrica pugliese.
È in sintesi il contenuto della deliberazione della Giunta regionale n. 567/2017 pubblicata ieri [da qui: http://beta.regione.puglia.it/…/7713e535-5e13-4da1-bbc8-b2a…].

L’iniziativa regionale prende le mosse dalla necessità di svolgere approfondite indagini sulla qualità delle acque, in particolare a seguito degli episodi di morìa di specie ittiche avvenuti nel Pertusillo tra gli anni 2010 e 2015 e, soprattutto, dopo la sospetta contaminazione dell’area in prossimità dell’invaso causata da recenti sversamenti di petrolio.
Con tale provvedimento, la Giunta ha adottato un “Piano operativo di monitoraggio e controllo di contaminanti ambientali nell’ecosistema acquatico”, la cui attuazione vede coinvolti diversi istituti di ricerca quali l’Istituto Superiore di Sanità, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata, l’Istituto di Igiene e Profilassi del Policlinico di Bari e la Facoltà di Veterinaria dell’Università di Bari.
Si tratta dunque di istituti di indubbia autorevolezza e competenza scientifica e, per giunta, in posizione di indipendenza rispetto alle istituzioni coinvolte (regioni, AQP).
Le risorse per le attività di monitoraggio e studio saranno recuperate dal fondo istituito con il decreto legge 29 dicembre 2016, n. 243 convertito in legge 27 settembre 2016 n. 18: tale fondo prevede uno stanziamento di 1 milione di euro per l’anno 2017 per la verifica dello stato di qualità delle matrici naturali nella località Burgesi del comune di Ugento, località destinataria dell’acqua potabilizzata derivante dai due invasi.

Con questa delibera la Giunta dà seguito agli impegni che il Governo regionale aveva assunto in Consiglio rispondendo alle sollecitazioni che avevo espresso nei mesi scorsi mediante interrogazioni urgenti, in particolare dopo la sospensione dell’attività del Centro Olio di Val d’Agri di Viggiano (Potenza) per 90 giorni, decisa dalla Giunta regionale della Basilicata nell’aprile scorso, in seguito allo sversamento di petrolio accertato nella zona.
In quella occasione avevo appunto chiesto alle strutture regionali di disporre l’intensificazione dell’azione di monitoraggio e controllo.
La decisa iniziativa avviata con tale deliberazione, per cui ringrazio in particolare l’Assessore Giannini, conferma l’attenzione della Regione Puglia su questioni di vitale importanza come la qualità del bene acqua e la salute dei cittadini. Auspico dunque che le operazioni di studio e monitoraggio siano avviate in tempi brevi e che i relativi risultati siano messi a disposizione per garantire a tutti massima trasparenza e informazione.

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Alcune mie precedenti prese di posizione:

Sospetto inquinamento acque invaso Pertusillo, interrogazione di Enzo Colonna (23 febbraio 2017)
http://www.consiglio.puglia.it/…/Sospetto-inquinamento-acqu…

Inquinamento acque Pertusillo: Giannini risponde a Borraccino e Colonna (7 marzo 2017)
http://www.consiglio.puglia.it/…/Inquinamento-acque-Pertusi…

Pertusillo, Colonna: “Intensificare controlli e informazioni sulla qualità dell’acqua fornita ai pugliesi” (18 aprile 2017)
http://www.consiglio.puglia.it/…/Pertusillo–Colonna—Inte…

RIUTILIZZO AUSILI SANITARI: UNA BUONA LEGGE PER COMBATTERE SPRECHI.

È stata approvata oggi dal Consiglio regionale una importante proposta di legge che consente il recupero e il riutilizzo di ausili protesici e tecnici, una proposta presentata dai colleghi Paolo Pellegrino, Alfonso Pisicchio e Giuseppe Turco e che ho sostenuto, sottoscrivendola, sin dall’inizio del suo iter consiliare. La legge, intervenendo a integrare la legge regionale n. 4 del 25 febbraio 2010 (“Norme urgenti in materia di sanità e servizi sociali”), ha l’obiettivo di consentire il recupero e il successivo riutilizzo di protesi e ausili messi a disposizione dei pazienti dal sistema sanitario pubblico (carrozzine, seggiolini, letti, protesi, dispositivi acustici, ecc.). Cessato l’uso, tali presidi non saranno più buttati via o destinati all’abbandono ma le Asl provvederanno al loro recupero, alla loro manutenzione e sanificazione, destinandoli così a nuovi utilizzi. Ciò produrrà innegabili risparmi per la collettività pugliese stimati in circa trenta milioni di euro. Inoltre, grazie alla legge approvata, sarà possibile sviluppare iniziative imprenditoriali, anche di rilevanza sociale, finalizzate al recupero e riutilizzo di presidi e ausili sanitari. È quello che, ad esempio, si sta facendo con il progetto “Atelier dell’Ausilio”, grazie al quale, attraverso la realizzazione di officine per il recupero di presidi nella Casa Circondariale di Lucera e nella zona industriale di Cerignola, si sta sperimentando un processo di inclusione socio-lavorativa di detenuti e altri soggetti sottoposti a misure restrittive. Un progetto sostenuto dalla Fondazione “Con il Sud”, attraverso l’Iniziativa Carceri 2013, e promosso da un nutrito partenariato che ha già prodotto la costituzione e l’avvio di una impresa sociale che si occuperà delle operazioni di ritiro, manutenzione e riconsegna degli ausili sanificati.
Sono soddisfatto per il consenso unanime ottenuto da questa legge che, assieme a quelle già approvate sulle eccedenze alimentari e contro l’abbandono dei terreni con l’istituzione della Banca della Terra di Puglia, rientra in una strategia che sostengo con forza: la lotta agli sprechi, che ritengo essere un tema centrale delle società contemporanee.