NON CI FACCIAMO MANCARE PROPRIO NULLA AD ALTAMURA: TEST TRUCCATI, C’È UN ASSESSORE. ECCO IL VIDEO!

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La Gazzetta del Mezzogiorno del 7 settembre 2009 

BARI, TEST TRUCCATI A ODONTOIATRIA C’È UN ASSESSORE DI ALTAMURA

L’appartamento di Altamura nel quale gli investigatori hanno sorpreso otto «luminari» al lavoro per risolvere il quiz d’ammissione sarebbe nella disponibilità dell’odontotecnico Francesco Miglionico, assessore comunale ad Altamura, con un figlio tra le centinaia di esaminandi

di Luca Natile

BARI – Nella corso dell’irruzione nell’appartamento di via dei Papaveri ad Altamura (di proprietà di un assessore) dove una specie di commissione di esperti di matematica, fisica, biologia e chimica stava cercando di trovare le risposte ai quiz contenuti nella traccia (unica per tutti gli atenei italiani) della prova di ammissione alla facoltà di Odontoiatria, gli investigatori della guardia di finanza hanno trovato diversi oggetti di interesse archeologico. Si tratta di reperti la cui provenienza si ipotizza possa essere illegale. Per questa ragione sono stati requisiti.
Un aspetto comunque marginale emerso nell’ambito di una vicenda nella quale oltre alle otto persone trovate nell’appartamento di Altamura, risulterebbero coinvolto anche il presidente del corso di laurea in Odontoiatria della Facoltà di medicina e Chirurgia della Università di Bari, il professor Felice Roberto Grassi al quale è stato notificato l’avviso di garanzia contestualmente (forse proprio in veste di presidente del corso) alla perquisizione effettuata dai finanzieri, venerdì mattina, mentre era in corso la prova di ammissione, nella segreteria amministrativa di Odontoiatria.
Da quello che si è saputo gli investigatori hanno notificato un ulteriore avviso di garanzia ad un informatore scientifico al quale alcuni suoi clienti (medici odontoiatri e odontotecnici), genitori di giovani che avevano in animo di partecipare all’esame a quiz, si sono rivolti per cercare qualcuno che potesse favorire l’ambizione dei loro figli. Al rappresentate di prodotti per l’odontoiatria sono stati sequestrati due telefoni cellulari e un personal computer.
Una cinquantina sono state le perquisizioni eseguite, alcune «semplici» altre per decreto a carico di persone indagate. Gli studenti baresi che nei campus di Foggia, Napoli e altri (potrebbero essere coinvolte le università di Verona e Milano ma su questi nomi non ci sono conferme) stavano aspettando l’«aiutino», sarebbero una quindicina ma potrebbero essere molti di più.
Gli investigatori, dopo il blitz hanno esaminato tabulati telefonici per individuare altre utenze mobili (cellulari e palmari di ultima generazione) collegate al gruppo di «intelligence service» preso con le mani nella marmellata, ossia con la traccia del tema (composto da 80 domande a risposta multipla) inviato ad Altamura attraverso una e-mail forse partita da una delle aule di esame, forse da un’altra sede. Si parla anche dell’ipotetico utilizzo di un sistema fotografico (forse quello installato sui cellulari) per riprodurre e inviare i quesiti.
A quanto pare l’appartamento di via dei Papaveri nel quale gli investigatori hanno sorpreso gli otto «luminari» al lavoro sarebbe nella disponibilità dell’odontotecnico Francesco Miglionico, assessore comunale ad Altamura, con un figlio tra le centinaia di esaminandi. Tra le otto persone che la guardia di finanza ha identificato c’è anche il ricercatore barese Andrea Ballini già coinvolto con Grassi e altre undici persone in un concorso per l’assegnazione di posti di dottorato di ricerca in Biotecnologie applicate alle scienze odontostomatologie, presso l’Università di Bari. Nel corso delle perquisizioni gli investigatori hanno collezionato personal computer, telefonini e palmari. Non è noto al momento il numero degli indagati, si parla di una trentina di persone.
L’inchiesta si sta sviluppando sotto la direzione dei sostituti procuratori Francesca Romana Pirrelli e Renato Nitti. I reati contestati sono quelli soliti in questi casi: associazione a delinquere finalizzata alla corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, alla corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio, alla rivelazione e utilizzazione dei segreti di ufficio.