TEST TRUCCATI A ODONTOIATRIA, AD ALTAMURA LA CENTRALE OPERATIVA DELLA TRUFFA E DELLA CORRUZIONE

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La Repubblica – Ediz. Bari del 6 settembre 2009

TEST ODONTOIATRIA RISPOSTE IN ANTICIPO TRENTA GLI INDAGATI

Nuova bufera sui test, coinvolto il preside Grassi: i raccomandati a Napoli. Implicati anche genitori e studenti, gli investigatori hanno scoperto una coppia che trasmetteva le soluzioni

di Mara Chiarelli

La centrale operativa era ad Altamura, in un’abitazione. È lì che i militari della Guardia di finanza di Bari, incaricati dai pm Francesca Pirrelli e Renato Nitti hanno trovato una coppia di genitori intenti a mandare una mail con le risposte ai test di ammissione alla facoltà di Odontoiatria, appena arrivato via mms dal telefonino, direttamente da Napoli. Ma i metodi di trasmissione delle domande sarebbero stati i più disparati e tecnologicamente avanzati.
Il nuovo scandalo dei test per l’ingresso alle facoltà a numero chiuso, tenutisi venerdì nella città partenopea, travolge il presidente del corso di laurea barese, Felice Roberto Grassi, il suo braccio destro Andrea Baglini, professori, studenti e responsabili dei controlli. Numerosi gli indagati, una trentina, e il numero è destinato ad aumentare nei prossimi giorni. Nella giornata di venerdì, infatti, su mandato dei due pm, gli investigatori hanno perquisito la segreteria amministrativa della facoltà barese, l’appartamento di Altamura, ma anche altre sedi sparse in tutta Italia.
Le accuse, a vario titolo, sono associazione a delinquere, corruzione, truffa e rivelazione di segreto d’ufficio. Si tratterebbe, in sostanza, di un gruppo operativo partito da Bari, e secondo le indagini, attivo già da tempo: una sorta di concorrenza a quelli che, negli ultimi anni, hanno seguito le lezioni del professor Marcantonio Pollice e che già nella precedente sessione erano finiti al centro di un’inchiesta penale con le stesse ipotesi di accusa. Un anno fa, infatti, i finanzieri avevano arrestato il docente con l’accusa di essere stata la mente della truffa, orchestrata allo scopo di superare immeritatamente i test.
E nell’ambito di quelle indagini, era già emersa l’esistenza di un altro gruppo "concorrenziale", che si andava specializzando. Di recente, poi, la denuncia circostanziata di una persona dall’interno della facoltà, ha dato il via alla nuova inchiesta. Le indagini, che si sono avvalse di metodi tradizionali ma anche tecnologici, hanno accertato che il gruppo si sarebbe spostato su Napoli dopo essersi scontrato con i numerosi presìdi adottati nell’ultimo anno dalla Università di Bari proprio a tutela della trasparenza delle prove. Non si esclude che tra gli studenti indagati ci siano alcuni che ci già hanno provato a Bari.

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La Gazzetta del Mezzogiorno del 6 settembre 2009

BARI, TEST TRUCCATI A ODONTOIATRIA SCOPERTA LA CENTRALE

di Luca Natile

BARI – Altamura, Foggia, Napoli e ritorno. Ad Altamura la «centrale operativa» della presunta truffa, con 8 studiosi di matematica, biologia, fisica, chimica riuniti nella stessa stanza a cercare le risposte ai quiz. Nei campus di Foggia, Napoli e altre città universitarie (si parla di Verona e Milano) i «terminal», ossia gli aspiranti dentisti impegnati ad affrontare il test di ammissione alla facoltà di Odontoiatria. Se ci fosse stato il tempo, venerdì mattina, i «cervelloni» avrebbero trovato le risposte giuste spedendole via e-mali ai loro «discepoli» sotto esame. Tutto sul filo di una comunicazione affidata a telefonini e palmari di ultima generazione, che due anni fa, quando scoppiò a Bari il primo scandalo test truccati, non erano ancora stati inventati.
A mandare all’aria il piano, in tempo reale è stato, anche questa volta come nel settembre 2007, il sostituto procuratore Francesca Romana Pirrelli diventata l’incubo dei furbetti specializzati in test universitari. Grazie alla sua inchiesta messa in piedi con il contributo del sostituto procuratore Renato Nitti i «cervelloni» sono stati scoperti con le mani nella marmellata. Gli investigatori della Gdf venerdì mattina hanno fatto irruzione nella casa di Altamura (proprietà del padre di uno dei candidati sotto esame) dove si stava cercando di risolvere gli 80 quiz a risposta multipla. I test erano arrivati poco prima via posta elettronica e sarebbero ripartiti a breve verso le aule dove si stavano svolgendo gli esami: Foggia, Napoli e altre due sedi che potrebbero essere state quelle di Verona e Milano. Tra i «cervelloni» era presente il tecnico Andrea Ballini della Università di Bari, iscritto nel registro degli indagati con i suoi compagni di «commissione». Stessa sorte seguita dal professor Felice Roberto Grassi, presidente a Bari del Corso di laurea in Odontoiatria, i cui uffici amministrativi sono stati perquisiti dalla finanza. La sua iscrizione potrebbe pertanto essere un atto dovuto. Da quello che si è saputo i finanzieri hanno notificato l’avviso di garanzia ad un informatore scientifico al quale sarebbero giunte richieste di raccomandazione per l’esame a quiz da parte di clienti medici che volevano favorire i propri figli.
Una specie di giarrettiera artigianale, per nascondere sotto la gonna, o il pantalone, a contatto con la coscia, il telefonino sul quale sarebbero arrivate le risposte dei test a risposta multipla. È solo uno degli stratagemmi ai quali una parte degli aspiranti dentisti avrebbero fatto ricorso. Controlli ed acquisizioni, una cinquantina, sono state fatte in varie località comprese Foggia, Napoli, Bari Triggiano e Altamura. Requisiti telefonini, palmari, computer e altre diavolerie tecnologiche di ultima generazione.
I reati contestati sono quelli soliti in questi casi: associazione a delinquere finalizzata alla corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, alla corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio, alla rivelazione e utilizzazione dei segreti di ufficio. Una quindicina gli studenti ai quali avrebbero dovuto arrivare gli «aiutini» ma il loro numero potrebbe essere molto più consistente. È possibile che alcune e-mali con le risposte siano state inviate. Riscontri verranno eseguiti sui «compiti» degli studenti coinvolti.