I GRANDI AFFARI DELL’ENERGIA PULITA. MAFIA, LE MANI DEI BOSS SULL’EOLICO”¦ ANCHE SULLA MURGIA?

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[Fonte: www.corriere.it  del 17 febbraio 2009]

L’AFFAIRE DELL’ENERGIA PULITA. OTTO ARRESTI NEL TRAPANESE. MAFIA, LE MANI DEI BOSS SULL’EOLICO.

Scoperto patto tra fedelissimi di Messina Denaro, politici e imprenditori siciliani, campani e trentini

 

TRAPANI – Le mani dei boss sulla realizzazione dei parchi eolici in Sicilia. Questo ciò che emerge dall’inchiesta che ha portato gli inquirenti a scoprire un patto tra fedelissimi del super latitante Matteo Messina Denaro, politici, burocrati e imprenditori siciliani, campani e trentini per speculare sull’affare dell’energia pulita in Sicilia. Otto i provvedimenti cautelari emessi dal gip del tribunale di Palermo, Antonella Consiglio, a carico di imprenditori, politici e funzionari del Comune di Mazara del Vallo, oltre ad alcuni pregiudicati mafiosi, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, corruzione e violazione della legge elettorale. Gli ordini di carcerazione riguardano: Giovan Battista Agate, di 66 anni, pluripregiudicato mafioso di Mazara del Vallo, fratello del più noto Mariano Agate; Luigi Franzinelli, 64 anni, imprenditore di Trento; Vito Martino, imprenditore di Mazara di 41 anni, già assessore e consigliere comunale di Forza Italia; Melchiorre Saladino, 60 anni, imprenditore di Salemi (Trapani), ritenuto contiguo a Matteo Messina Denaro; Giuseppe Sucameli, mazarese di 60 anni, già architetto del Comune di Mazara del Vallo, attualmente detenuto per associazione mafiosa. Altri tre sono stati posti agli arresti domiciliari: Baldassare Campana, mazarese di 60 anni, responsabile dello Sportello unico attività produttive del Comune di Mazara del Vallo; Antonino Cottone, mazarese di 73 anni, imprenditore e gestore della «Calcestruzzi Mazara»; Antonio Aquara, 50 anni, imprenditore di Ottati (Salerno).

INTERCETTAZIONI -Nell’operazione, denominata «Eolo», sono stati impegnati oltre cento tra poliziotti e carabinieri, per arresti eseguiti in provincia di Trapani (Mazara del Vallo, Marsala, Trapani e Castelvetrano), nonchè a Sala Consilina (Salerno) e a Trento. Gli arrestati, a vario titolo, avrebbero consentito alla famiglia mafiosa di Mazara del Vallo, il controllo di attività economiche, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici nel settore della produzione di energia elettrica mediante impianti eolici, anche attraverso lo scambio politico-mafioso di voti. Inoltre, con la complicità di ignoti pubblici ufficiali in servizio al Comune di Mazara del Vallo, avrebbero rivelato notizie sottoposte a segreto d’ufficio, riguardanti uno schema di convenzione per la realizzazione di un parco eolico a cura della società «Enerpro». Il documento, spostato temporaneamente dalla cassaforte che lo custodiva, sarebbe stato reso noto agli amministratori della società concorrente «Sud Wind S.r.l.», affinchè quest’ultima potesse presentare una convenzione analoga, ma a condizioni più vantaggiose. Non solo. Tramite l’imprenditore di Salemi, Melchiorre Saladino, e con il concorso di altri pubblici ufficiali non ancora identificati, Vito Martino (prima da assessore, poi da consigliere comunale di Mazara del Vallo) e Baldassare Campana (nell’esercizio delle funzioni di responsabile dello Sportello unico attività produttive del Comune di Mazara del Vallo), avrebbero «costantemente e ripetutamente favorito la società Sud Wind S.r.l. nella stipula di una convenzione con il Comune di Mazara del Vallo – affermano gli investigatori – per la realizzazione di una centrale eolica per la produzione di energia elettrica, stabilendo una transazione corruttiva con Antonino Aquara e Luigi Franzinelli, rispettivamente amministratore unico e socio della Sud Wind S.r.l, ricevendo cospicue somme di denaro e autovetture di lusso». Alcuni degli arrestati devono anche rispondere del reato di voto di scambio, perché in concorso con Josef Gostner, socio e procuratore speciale della società «Fri-El Green Power S.p.a.» di Bolzano, avrebbero pattuito di corrispondere un contributo di 30 mila euro a Vito Martino, candidato nella lista di Forza Italia alle elezioni regionali siciliane del 2006 (risultato poi secondo dei non eletti), senza alcuna deliberazione da parte dell’organo societario e senza l’iscrizione nel bilancio della società.

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Lanci dell’Agenzia di Stampa ANSA – Trapani, 17 febbraio

  

MANI BOSS SU EOLICO, ARRESTI TRA IMPRENDITORI E POLITICI

Trapani. I boss mafiosi avrebbero messo le mani sulla realizzazione dei parchi eolici in Sicilia. E’ quanto emerge dall’inchiesta che stamani ha portato all’arresto di imprenditori e politici trapanesi. Si tratta di otto provvedimenti cautelari emessi dal gip del tribunale di Palermo, Antonella Consiglio, su richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia, Piero Padova e Gino Cartosio. Gli arresti sono stati eseguiti dai carabinieri del Reparto operativo di Trapani e dagli agenti della polizia di Stato in servizio alla Squadra mobile di Trapani. L’indagine mette in luce le dinamiche politiche e imprenditoriali che si sarebbero formate in questi anni per la realizzazione di "parchi eolici" in Sicilia, in particolare nel trapanese. L’operazione antimafia che stamani ha portato all’arresto di otto persone, fra cui un imprenditore di Trento, si basa sui risultati delle indagini condotte da polizia e carabinieri di Trapani su una serie di progetti per la realizzazione di vari impianti eolici nel Trapanese. L’indagine é stata denominata "Eolo", ed analizza le dinamiche politiche e imprenditoriali che, in particolare, hanno spinto l’amministrazione comunale di Mazara del Vallo (ma anche altre amministrazioni locali) ad optare per un programma di progressiva espansione dell’energia eolica. Alla base dell’inchiesta vi è un’imponente attività d’intercettazione. Il risultato più rilevante consiste nell’aver appurato che l’attività illegale di imprenditori e politici avrebbe avuto un imprimatur mafioso. I boss avrebbero controllato gli affari sull’energia alternativa, anche mediante l’affidamento dei lavori necessari per la realizzazione degli impianti eolici (scavi, movimento terra, fornitura di cemento e di inerti) per un affare di centinaia di milioni di euro ai quali si aggiungono, per la stessa entità, gli ingenti finanziamenti regionali di cui le imprese hanno beneficiato.

   

 

MAFIA: OPERAZIONE EOLO, POLITICO E IMPIEGATI COMUNALI ARRESTATI

Trapani. Fra le persone arrestate c’é un consigliere comunale di Mazara del Vallo, Vito Martino, 41 anni, di Forza Italia, che è stato anche assessore comunale.

Gli altri provvedimenti cautelari riguardano Giovan Battista Agate, di 66 anni, pregiudicato di Mazara del Vallo, fratello del boss Mariano Agate; Melchiorre Saladino, di 60, imprenditore di Salemi (Trapani), ritenuto vicino al boss latitante Matteo Messina Denaro, attraverso il quale il capomafia controllava gli affari sull’emergia eolica; Giuseppe Sucameli, mazarese di 60 anni, già architetto del Comune di Mazara del Vallo, attualmente detenuto per associazione mafiosa. Il gip ha concesso gli arresti domiciliari a Baldassare Campana, mazarese di 60 anni, responsabile dello sportello unico attività produttive del comune di Mazara del Vallo; Antonino Cottone, mazarese di 73, imprenditore e gestore della "Calcestruzzi Mazara"; Antonio Aquara, di 50, imprenditore di Ottati (Salerno). Per l’operazione "Eolo", sono stati impegnati oltre cento tra poliziotti e carabinieri, per arresti eseguiti in provincia di Trapani (Mazara del Vallo, Marsala, Trapani e Castelvetrano), a Sala Consilina (Salerno) e a Trento. (ANSA)

  

 

OPERAZIONE “EOLO”: ARRESTATO IMPRENDITORE

Trapani. L’imprenditore di Trento Luigi Franzinelli è stato arrestato dalla polizia di Stato per corruzione aggravata dall’avere favorito la mafia.

L’indagato è socio della Sud Wind srl che ha presentato nel trapanese progetti per la realizzazione di parchi eolici e per questi impianti secondo l’accusa avrebbe versato somme di denaro e "regalato" automobili a politici e impiegati comunali. Franzinelli ricopre cariche in diverse società. E’ presidente della commissione amministrativa dell’azienda municipalizzata dei servizi energetici del comune Di Riva Del Garda, che si occupa della produzione, trasporto, distribuzione e commercio di energia elettrica; presidente del "Consorzio Bardonetto", per la produzione di energia elettrica; amministratore unico della "energetica monti alburni picentini", per la produzione di energia elettrica. E’ inoltre amministratore unico della "Eolo Lazio srl", "Eolo Murge srl", della "Esseolica srl", della "Gioia Tower Corporation Srl", per la produzione, trasporto, distribuzione e commercio di energia elettrica. Amministratore delegato della "Sardeolica Srl". (ANSA)

 

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SPINAZZOLA GLI ARRESTI EFFETTUATI IERI MATTINA RIGUARDANO DA VICINO UN’AZIENDA TRENTINA CHE OPERA NEL NORD BARESE

L’INCHIESTA SICILIANA INVESTE ANCHE LA MURGIA

È coinvolta anche la «Fri-el» società di Bolzano, che ha alzato le torri a Minervino e si appresta a farlo a Spinazzola

 

di COSIMO FORINA

 

SPINAZZOLA. Si abbatte come un terremoto anche sulla Murgia la notizia degli otto arresti a Mazara del Vallo (Trapani) per le mani della mafia sull’eolico. I provvedimenti emessi dal gip di Palermo, Antonella Consiglio, su richiesta dei pm della Procura antimafia Ambrogio Cartosino e Piero Padova, hanno portato agli arresti di politici, imprenditori, e funzionari Comunali. Un patto tra fedelissimi del superlatitante Matteo Messina Denaro. Ad essere coinvolta in questa inchiesta anche la «Fri-el» società di Bolzano, che oltre ad aver alzato le torri del vento sul territorio di Minervino, si appresterebbe a farlo anche a Spinazzola e Poggiorsini.
L’avviso di deposito sullo studio impatto ambientale è stato infatti pubblicato dalla società sulle pagine della “Gazz etta” sabato 14 febbraio 2009.
A Spinazzola l’impianto eolico «Fri-El spa» richiesto, prevede 28 aerogeneratori in località Pilella con potenza elettrica massima 3,00 MWe cadauno per connessione massima di MWe 84,00. A Poggiorsini, altri 24 aereogeneratori della potenza max MWe 3,30 per un totale Mwe 79,20. I due impianti con le opere accessorie e di collegamento alla rete di trasmissione nazionale, secondo quando indicato e prescritto dalla competente «Terna Spa» dovrebbero trovare connessione nel Comune di Spinazzola.
   Solo alcuni giorni fa veniva data notizia che il sostituto procuratore Giuseppe Maralfa della Procura di Trani con l’accusa di deturpamento di bellezze naturali e violazione sulle aree protette aveva destinato alla notifica di decreto di citazione a giudizio a Josef Gostner, Michele Manca di Villaher mosa, Francesco Ramundo e Vito Barile per fatti contestati a Minervino Murge e a Spinazzola. Udienza fissata il 19 gennaio dinanzi al Tribunale di Canosa di Puglia. Alcuni degli arrestati in Sicilia devono rispondere del reato di voto di scambio, perché in concorso con Josef Gostner, socio e procuratore speciale della società «Fri-El Green Power S.p.a.» di Bolzano, avrebbero pattuito di corrispondere un contributo di 30 mila euro a Vito Martino, candidato nella lista di Forza Italia alle elezioni regionali siciliane del 2006 legato a famiglie mafiose. Tra gli arrestati a Mazara del Vallo, l’imprenditore di Trento Luigi Franzinelli l’accusa per lui è di corruzione aggravata favoreggiamento alla mafia. Franzinelli ricopre cariche in diverse società. È presidente della commissione amministrativa della municipalizzata dei servizi energetici di Riva del Garda ed è inoltre amministratore unico della “Eolo Lazio srl”, “Eolo Murge srl”, della “Esseolica srl”, della “Gioia Tower Corporation Srl”, per la produzione, distribuzione e commercio di energia elettrica. Amministratore delegato della “Sar – deolica Srl”. Da alcuni giorni circola copia di una minuta in città sulla procedura di valutazioen impatto ambientale del parco eolico
“Pilella”, in calce il nome del funzionario regionale Luca Limongelli, legato alle vicende di Grottelline. All’inter – no diverse osservazioni dell’ufficio tecnico di Spinazzola, dove si sottolinea per le torri eoliche a “Pilella”: «oltre alla presenza di vincoli idrogeologici, usi civici, ed altro, esiste anche la notevole incidenza paesaggistica delle torri rispetto al paesaggio molto più ampio, attesa la elevata altezza delle torri stesse e il carattere morfologico prevalentemente pianeggiante del territorio su cui sarà allocato il parco». Alla Regione e alle Procure il compito di ogni opportuna valutazione mentre tutte le vicende emerse portano a far discutere in città.