QUALCUNO VUOLE RIDIMENSIONARE E POI CANCELLARE INTERI SERVIZI SANITARI DEL NOSTRO TERRITORIO?!

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OSSERVAZIONI AL “ PIANO REGIONALE DISALUTE 2008 -2010”

 

Questa O.S. ha più volte manifestato il suo disaccordo sulla istituzione delle mega ASL. In specifico sulla scelta delle ASL FG e ASL BA. I motivi sono riconducibili alla disomogeneità dei territori (metropolitani e aree interne montane) e della organizzazione di vita, che hanno una forte incidenza sulle patologie. In particolare il dissenso è forte sulla ASL BA, troppo estesa per territorio e per numero di Comuni afferenti, per poter essere gestita con raziocinio ed omogeneità. La proposta è stata quella di sdoppiarle in aree metropolitane ed aree interne montane.

Prima di entrare nel merito del piano, osservandolo, questa O. S. ritiene che uno dei grossi problemi (contraddizione palese) sta negli atti propedeutici allo stesso piano, nel sistema di finanziamento. Risorse insufficienti e mal distribuite. Secondo i dati del CENTRO STUDI CEIS SANITA’ (rapporto 2007) la spesa media sanitaria annua dal 1995 al 2005 è aumentata del 6.4%. In PUGLIA del 6%, tra le più basse. Per ogni cittadino si sono spesi in Italia 1.352 Euro nel 2002 e 1.627 nel 2006. In PUGLIA 1.288 Euro nel 2002 e 1.546 Euro nel 2006. L’obiettivo deve essere quello di invertire la tendenza  ad una spesa più bassa della media nazionale, per i prossimi anni.

Il SISTEMA DI FINANZIAMENTO delle ASL va modificato, perché ora con i DRG si premia la malattia, piuttosto che la salute. Vanno superati i DRG con una diversa modalità di finanziamento a quota capitaria, pesata per età ed a budget. Definire il budget della spesa sanitaria ed assegnare le quote per i diversi sottoinsiemi: ospedali, sevizi territoriali, prevenzione. Costruire “la mappa degli sprechi e delle inefficienze”, struttura per struttura, ASL per ASL, Ospedale per Ospedale, Assessorato compreso. Questa iniziativa va costruita con gli operatori dei servizi costruendo dei “comitati di partecipazione”. Poi c’è un problema di qualità negli investimenti. In PUGLIA l’avanzo del 2002 si accompagna con la riduzione del personale infermieristico e con lo scarso indice di attrazione. Si impone un avvicinamento tecnologico tra Nord e Sud, da sempre proclamato. I sistemi del Nord si alimentano anche con la mobilità passiva dei pazienti del Sud. Bisogna invertire questa tendenza.

Deve cambiare anche la logica della RIPARTIZIONE DEI FONDI. L’aumento del fondo nazionale di 400 milioni di Euro, viene speso più per coloro che si curano fuori regione, per aumentare i finanziamenti agli enti ecclesiastici e per una maggiore quota gestita dall’assessorato competente. Quelle maggiori entrate dovevano servire per ridurre la mobilità passiva, per migliorare la qualità di quelle specialistiche (oncologia in primis) dove è più forte la mobilità. Con la direttiva Europea che permetterà ai cittadini comunitari più mobilità sanitaria, i rischi di bruciare le risorse sarà sempre più forte.

La QUESTIONE INFERMIERISTICA, O MEGLIO L’EMERGENZA INFERMIERISTICA (problema che nasce a partire dagli inizi anni 80) più volte sollevata da codesta O.S.in incontri pubblici e con documenti inviati all’Assessore competente, riguarda tutto il mondo occidentale. Ma c’è una questione che è tutta Italiana. La tendenza alla diminuzione del personale infermieristico che rappresenta il fulcro dell’assistenza ed un rapporto medico-infemieri, che propende numericamente in favore dei primi. Sul piano nazionale ci sono più medici che infermieri in rapporto agli abitanti. Sempre secondo i dati del CENTRO STUDI CEIS, il personale medico negli anni 2000-2005 cresce del più 9.7, in PUGLIA del più 6.8 (+0.6 Lombardia), il personale infermieristico negli stessi anni cresce in ITALIA del più 0.46, in PUGLIA del meno 5.5 (Lazio più 11). Il piano deve prevedere oltre a riportare il p.l. al 4.5, deve prevedere di riportare quel meno a un più 6.8 (uguale almeno alla crescita del numero dei medici) in tempi più rapidi possibili o almeno fino al 2010,tempodi durata dello stesso dello stesso piano.

La RETE OSPEDALIERA. Condivide la riconversione dei PP.OO. sotto i 100 posti letto, ma è necessario un percorso di ridistribuzione dei p.l. in aree periferiche, in quanto non è più accettabile una forte concentrazione degli stessi in aree metropolitane, come ad esempio la città di Bari. Gli ospedali di nuova costruzione o in fase di costruzione (esempio: ospedale della Murgia) devono essere considerati almeno “intermedi” con tutte le strutture di un “ospedale intermedio”, altrimenti non avranno futuro.

RIABILITAZIONE. Superare la “cultura” degli ex CPR che tanti danni hanno creato alla riabilitazione, affidando per le patologie psicomotorie infantili la valutazione delle prestazioni e della efficacia delle stesse ad equipe multifunzionale con la presenza del neuropsichiatra infantile. Quanto viene riportato in questi giorni dai quotidiani su quello che succede nella ASL BA, non è sopportabile. I servizi sul territorio non solo non dialogano con i servizi ospedalieri, ma neanche tra di loro. Le convenzioni in questo settore a volte poco qualitative, non sono più condivisibili. C’è necessità di realizzare un sistema di rete.

GOVERNO CLINICO. Propone di attivare un ufficio regionale ad hoc, come hanno fatto alcune regioni del centro-nord. I problemi da porre non sono quelli che conosciamo tutti, linee guida, protocolli ecc. modificabili quanto si vuole. La vera e grande innovazione del governo clinico è la dinamica o meglio le dinamiche all’interno delle strutture ovvero la dialettica ovvero ancora la gestione democratica delle stesse. Ecco la vera grande innovazione-rivoluzione. Una gestione non condivisa e partecipata non raggiunge gli obiettivi prefissati.

 Bari 8 luglio 2008

Per il Coordinamento regionale Rappresentanze di Base – Pubblico Impieto

Michele Lospalluto 

 

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LETTERA APERTA

Ai Sindaci, alle Associazioni del nostro territorio, ai cittadini-utenti, agli operatori sanitari.

Ci sono gravi rischi di chiusura di Strutture Sanitarie, in primis la Rianimazione. C’è una strategia mirata a ridimensionare i servizi del nostro territorio?Lo stato di (auto-)dissoluzione dei servizi sanitari sul nostro territorio, si fa sempre più incalzante e reale. Lo stato di “salute” degli stessi è vicino al disastro. Il sospetto che qualcuno giochi sporco, si fa sempre più concreto. Infatti le assenze assordanti della Direzione ASL, della “Politica” e dei “Politici” è sotto gli occhi di tutti. I fatti:

  • i conti economici di tutte le Strutture Ospedaliere e Territoriali, sono negativi (per fare un solo esempio: l’Ospedale di Altamura ha chiuso il 2007 a meno 6 milioni di Euro). Gli sprechi per i fitti passivi continuano, ma ci sono strutture (l’ex Direzione della Ba 3 e non solo) quasi vuote;
  • la mobilità passiva (la fuga di utenza verso altre ASL) continua a crescere: circa il 60% nel 2007 e il 40% che si eroga, è di bassa qualità. Nel solo Ospedale di Altamura nel 2007, ci sono stati circa 2000 ricoveri in meno;
  • la tendenza al decremento continua, con il 20% in meno di produttività nei primi mesi del 2008;
  • la qualità dei servizi e dell’assistenza, va sempre più scemando, per carenza di personale Infermieristico e Medico. Infermieri dimessi ed in pensione non sostituiti. Primari in pensione o trasferiti (Medicina, Chirurgia, Rianimazione, Ortopedia) mai sostituiti. Qualche mese fa il Direttore Medico dei Presidi faceva richiesta per l’assunzione di tre medici in Ostetricia, pena la chiusura della Struttura;
  • le liste di attesa in Ospedale e sul Territorio, sono sempre più lunghe: 7 mesi per un ecocardiogramma, 2 mesi per un Holter, 1 anno o più per la riabilitazione, qualche mese per l’ADI (assistenza domiciliare integrata). Ma cresce il clientelismo, il favoritismo. Con il taglio del 30% “dell’attività aggiuntiva” (attività fuori orario ordinario per abbattere le liste di attesa) previsto dalla legge Regionale 40/07, le liste si allungheranno ulteriormente. Il Direttore Medico dei Presidi, anche su questo problema, ha scritto alla Direzione, che in alternativa “all’attività aggiuntiva”, se non si assume nuovo personale, molti servizi, saranno costretti a ridurre l’attività. Ma in disprezzo della stessa legge decine di operatori sanitari continuano a svolgere competenze improprie, procurando gravi danni ai servizi, che si vedono sottratti figure importanti per l’assistenza;
  • le dimissioni di 6 Medici Anestesisti-Rianimatori (uno è andato via, un secondo è in procinto) mettono a rischio l’attività di sala operatoria (già basata su convenzioni ed attività aggiuntiva) e soprattutto a rischio chiusura la Rianimazione. Ma fanno emergere in maniera chiara e non solo in quella struttura, disagi, frustrazioni e conflitti e quanto una certa politica asfissia l’ambiente;
  • il nuovo Ospedale, che secondo le previsioni (speriamo vengano mantenute) dovrebbe essere consegnato finito nel 2009, rischia di raccogliere la sommatoria del nulla;
  • i nostri consultori, non hanno né strumenti  e molto spesso neanche la presenza del medico (ma si tiene “parcheggiato” presso la Direzione del Presidio Ospedaliero di Altamura, un medico Ostetrico). Conseguenza? Si continua da più di due anni a non applicare, la tanto vituperata legge 194 e tutti stanno zitti;
  • i servizi sul territorio e quelli ospedalieri, non sono collegati fra di loro (un ex Direttore Sanitario diceva:quello che fa la mano destra non sa quello che fa la mano sinistra);
  • è sotto gli occhi di tutti (lo ha ribadito recentemente il Direttore Cosentino) che le patologie tumorali, sono in forte crescita e nonostante le enunciazioni,gli impegni della Direzione della ASL BA, della Regione e del Comune,non si è avviata né la bonifica dei siti inquinati, né tantomeno è stata avviata un’indagine epidemiologica e la caratterizzazione del terreno;
  • decine di richieste di materiale sanitario e di strumenti vitali, per alcuni servizi, rimangono inevase da mesi;
  • gli ultimi arresti per traffico e spaccio di droghe dimostrano ancora una volta che esiste nel nostro territorio un fenomeno fortemente radicato e che la repressione è insufficiente, se ad essa non si legano politiche sociali (Asl e Comuni) mirate. Oggi non siamo a conoscenza degli interventi che fanno i Comuni e la ASL;
  • ad oggi la ASL BA non ha ancora provveduto ad approvare l’atto aziendale(strumento di governo delle ASL) con il piano sanitario ospedaliero e territoriale e successivamente le nuove dotazioni organiche;
  • ma ha invece approvato un nuovo piano (diabolico)di rimodulazione dell’emergenza 118, cancellando la presenza del medico a bordo dell’ambulanza nel nostro territorio. Ha indetto appalti per esternalizzare il servizio, con maggiori costi e bassa qualità, nonostante quanto hanno scritto sulla stampa su indagini riferite a gestioni poco chiare sui fondi pubblici, da parte di società cooperative ed associazioni. Il tutto in forte contraddizione con quanto nel luglio scorso ha dichiarato il Direttore Sanitario della ASL BA: “sono d’accordo con le OO.SS. le esternalizzazioni nell’emergenza danno bassa qualità e creano precarizzazione, come Azienda non affideremo mai il servizio all’esterno”.

Da questi fatti, come non avere certezze che c’è un piano, un obiettivo preciso a che alcuni servizi sanitari del nostro territorio vengano ridimensionati e poi eventualmente cancellati? Tutto propende in tal senso: i tagli, le carenze-disfunzioni, le norme che al concetto di universalità, sostituiscono quello dei LEA (livelli essenziali di assistenza) e individuano nella “produttività”, efficienza, funzionalità i parametri per mantenere in vita questo o quel servizio. “Il federalismo fiscale” quando sarà operante, farà il resto.Questa lettera aperta, vuole essere un appello alle istituzioni (Sindaci, Consiglieri) alle Associazioni, agli Operatori, a tutta la Comunità, perché si attivino a frenare questa deriva e si battano, con iniziative pubbliche, per una sanità migliore, che risponda ai bisogni dei cittadini.

Altamura 27 maggio 2008

Per il Coordinamento Rappresentanze di Base – Pubblico Impiego – ASL BARI

Michele Lospalluto