RIFIUTI, INDAGA LA PROCURA ANTIMAFIA

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Dal quotidiano la Repubblica Bari del 22 maggio 2008

  

RIFIUTI, INDAGA LA PROCURA ANTIMAFIA

Discarica di Altamura, blitz dei carabinieri: coinvolti i dirigenti

di Gabriella De Matteis, Giuliano Foschini

 

La Procura antimafia indaga sui rifiuti pugliesi. E più in particolare sulla discarica privata di Altamura, chiusa da qualche mese per esaurimento dopo 22 anni di attività: il sostituto procuratore Desireè Digeronimo ha infatti inviato nei giorni scorsi i carabinieri del Noe ad acquisire tutto l´incartamento che riguarda l´iter amministrativo che portò all´apertura dell´impianto e poi all´affidamento del servizio di raccolta alla ditta Tradeco. Centinaia e centinaia di pagine che hanno già portato i primi risultati: nel registro degli indagati ci sono i primi nomi, si tratterebbe di funzionari sia del comune di Altamura sia della ditta Tradeco.

L´inchiesta è ad ampio raggio: i reati per i quali si indaga sono l´associazione mafiosa, corruzione, abuso e falso. Per il momento sta cercando di chiarire se ci siano state irregolarità di tipo amministrativo nell´affidamento dell´appalto: nella delega, il pm ha chiesto ai carabinieri di acquisire tutti gli atti relativi alla discarica e ai controlli effettuati dall´amministrazione su di essa. Il contratto tra il Comune e la Tradeco per la raccolta dei rifiuti. Ma anche tutti i rapporti di tipo commerciale tra il Comune l´azienda e tutte le società che fanno capo al gruppo Colummella. Il sospetto è che dietro il business dei rifiuti ci sia molto altro. Affari nei quali sia entrata anche la criminalità organizzata, tanto che della vicenda se ne sta occupando la Direzione distrettuale antimafia: un patto tra il mondo della politica, l´imprenditoria e appunto la criminalità organizzata.

Un sospetto, però, perché al momento non si può parlare di nulla più. Gli investigatori tendono a mantenere infatti il massimo riserbo su un´indagine definita «complicata e molto delicata»: l´indagine parte da lontano ma subisce una brusca accelerata a febbraio del 2007 quando il direttore di una radio locale, Alessio Di Palo, viene aggredito e minacciato. Ad Altamura è conosciuto come il grillo parlante dei rifiuti. E la pm Digeronimo lo ascolta in Procura. Intanto il lavoro degli investigatori continua e si cerca di capire appunto le modalità dell´appalto per la discarica, quelle infinite proroghe e poi anche quello strano contratto per la raccolta dei rifiuti finito anche all´attenzione della Corte dei Conti. E che ora presenta per lo meno un´anomalia. Da marzo, infatti, la discarica di Altamura (esaurita ormai da tempo) è chiusa.

In attesa dell´apertura dell´impianto di Spinazzola (anch´esso al centro di un´inchiesta giudiziaria, questa volta a Trani) la Tradeco sta trasportando i rifiuti del bacino ad Andria e Conversano. Secondo il contratto stipulato dall´azienda con il comune di Altamura, al costo tradizionale si deve aggiungere un euro e sei centesimi in più per ogni chilo e per ogni chilometro effettuato. «In un mese – denuncia il consigliere comunale di Altamura, Enzo Colonna – si spendono centocinquanta mila euro in più soltanto per il trasporto. Quando l´intero servizio rifiuti, tra raccolto e smaltimento, viene a costare 550mila euro al mese. Un assurdo se si pensa poi che la stessa azienda, la Tradeco, effettua il servizio di trasporto gratuitamente per il comune di Cassano».

  

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 Dal quotidiano la Repubblica Bari del 22 maggio 2008

MISTERO FITTO SULL’IMMONDIZIA SPARITI 26 MILIONI DI TONNELLATE

La Dia sospetta che lo smaltimento sia solo fittizio e che i materiali di risulta vengano nascosti.

di Giuliano Foschini

 

Chi, nella sua vita, una volta almeno è stato a Roccaraso può capire. La punta dell´Aremogna è alta duemila metri. Esattamente quanto la montagna di rifiuti spariti dalla Puglia negli ultimi dieci anni. La stima è semplice da fare: basta rapportare i dati – forniti dai singoli comuni e messi insieme da Legambiente – sulla quantità di rifiuti prodotti con il numero di quelli smaltiti. All´appello mancano circa 26 milioni di tonnellate di immondizia, sparite e smaltite nel nulla. Dove? Spalmate sui campi, nascoste nelle cave, buttate in mare. Questo dicono le decine di indagini che in questi anni sono state avviate dalle procure pugliesi. Ultima in ordine di tempo, quella della procura di Trani sulla discarica di Grottelline di Spinazzola, quella cioè che dovrebbe ospitare i rifiuti che prima finivano ad Altamura. Il sostituto procuratore, Michele Ruggiero, ha chiesto a un consuletne di capire se effettivamente ci sia in zona uno scavo neolitico. Nell´indagine si ipotizzano una serie di reati amministrativi nel rilascio delle concessioni ma almeno per il momento non ci sono indagati.

Quello che sembra però certo è il rapporto diretto che c´è tra il business illegale dei rifiuti e la malavita organizzata. Scrive la Direzione investigativa antimafia: «In alcuni casi le investigazioni hanno dimostrato che le società preposte allo smaltimento dei rifiuti pericolosi si limitano a una trasformazione degli stessi in modo puramente nominale e cartaceo, formando falsi certificati di analisi, e lo smaltimento finale avviene su terreni non adibiti a discarica o addirittura in mare, come registrato, nel primo caso, in provincia di Caserta e, per la seconda ipotesi, in Puglia».

Proprio lo sversamento in mare sembra una delle novità offerte dai clan agli imprenditori. A testimoniarlo alcuni valori anomali registrati dall´Arpa in zone storicamente inquinate ma che recentemente stanno segnalando la presenza particolarmente elevata di alcune sostanze pericolose. A Taranto poi due anni fa furono arrestate 16 persone e denunciate 62 con l´accusa di aver smaltito in acqua 90mila tonnellate di rifiuti altamente inquinanti. Il pericolo arriva poi anche via mare: sempre a Taranto una serie di inchieste hanno testimoniato un commercio di immondizia che – impacchettata nei container – viene spedita in Cina e a Hong Kong. A Bari alcuni mesi fa ha la guardia di Finanza ha scoperto il contrario: sono state sequestrate 120 tonnellate di rifiuti speciali diretti in Italia dal Kosovo. La documentazione parlava di scarti di piombo, invece sui tir sono state scoperti frigoriferi e batterie piene zeppe di liquidi e gas inquinanti. Le indagini sono ancora in corso: si sospetta un giro di rifiuti internazionali gestito dalla malavita italiana che lucrerebbe anche sui fondi comunitari.

È il metodo della Camorra che qui in Puglia, dicono gli investigatori campani, avrebbe messo da tempo gli occhi sul sub appennino dauno: terreni incolti e lontani dai controlli. Proprietari compiacenti e morfologia perfetta per nascondere quello che non si deve vedere: tanti gli anfratti e le cave abbandonate. Infine c´è sempre la possibilità di spalmare sui campi i fanghi tossici: è successo, prima che intervenisse la magistratura, per tanti anni nella Murgia, avvelenando le coltivazioni di grano con ferro e nichel. Poi i terreni sono scattati i sequestri ma «di quello che è rimasto tutti si stanno dimenticando» denuncia Enzo Colonna da Altamura, «a partire dall´amministrazione comunale che non fa niente per il risanamento».

«Non è vero – risponde però l´assessore regionale all´Ambiente, Michele Losappio – La bonifica è partita e gli esperimenti che stiamo facendo per il risanamento stanno funzionando. Ci vorrà tempo ma la strada intrapresa è quella giusta».